Sulla tastiera di Android arriva la dettatura vocale con Gemini

Sulla tastiera di Android arriva la dettatura vocale con Gemini

La nuova dettatura vocale basata su Gemini integrata su Gboard rimuove gli intercalari e capisce le correzioni a metà frase.
Sulla tastiera di Android arriva la dettatura vocale con Gemini
La nuova dettatura vocale basata su Gemini integrata su Gboard rimuove gli intercalari e capisce le correzioni a metà frase.

Per anni una piccola folla di startup ha provato a convincere il mondo che dettare con la voce poteva essere meglio che scrivere. Le app sono quasi tutte concentrate su desktop e iOS, lasciando il continente Android quasi vergine. Adesso Google ha deciso di piantare la propria bandiera proprio lì, e l’ha fatto integrando Rambler direttamente dentro Gboard, la tastiera di Android.

Rambler con Gemini: la nuova dettatura vocale arriva su Gboard

L’annuncio è arrivato durante l‘Android Show: I/O Edizione 2026. Rambler, presentato come funzione di dettatura vocale alimentata da Gemini, entra nell’arsenale di Gboard senza chiedere il permesso e soprattutto senza richiedere un’app aggiuntiva. È sufficiente avere la tastiera di Google attiva, e il microfono diventa improvvisamente molto più intelligente di quanto fosse fino a ieri.

Gboard è la tastiera predefinita sulla stragrande maggioranza dei dispositivi Android nel mondo, perciò Rambler arriva preinstallata su un parco utenti che le startup del settore si sognano. Per le aziende che fino a oggi avevano dominato la nicchia, lo scenario cambia radicalmente.

Cosa fa davvero Rambler

Rambler rimuove gli intercalari, i classici “ehm” e “ah” che popolano qualsiasi flusso di pensiero parlato e che nessuno vorrebbe vedere finire in un messaggio. Capisce anche le correzioni a metà frase.

Il dettaglio davvero interessante, però, sta altrove. Rambler usa modelli multilingue basati su Gemini e supporta il code switching, ovvero il passaggio da una lingua all’altra all’interno della stessa frase. Funzione che chi ha vissuto in contesti realmente multilingue conosce bene, e che le grandi app occidentali di dettatura hanno trattato finora con una certa pigrizia. Significa che un parlante può cominciare in italiano, scivolare nell’inglese per una citazione tecnica, tornare in italiano e Rambler riesce a seguire il discorso senza perdere il filo.

La questione della privacy, un terreno scivoloso

Sul fronte della tutela dei dati, Google ha provato a giocare d’anticipo. L’azienda ha dichiarato che Gboard mostrerà chiaramente all’utente quando Rambler è in uso. Le registrazioni vocali non vengono conservate, e l’audio serve esclusivamente per trascrivere quello che si dice. Ben Greenwood, director of Android Core Experiences, ha spiegato che si tratta di un mix tra elaborazione locale sul dispositivo e cloud per garantire funzioni sicure e private.

Un debutto a tappe

Il roll out iniziale di Rambler sarà limitato. La funzione arriverà nei prossimi mesi estivi prima sui telefoni Samsung Galaxy e sui Pixel di Google, per poi raggiungere progressivamente gli altri dispositivi Android.

Per gli utenti europei, la curiosità maggiore riguarderà il supporto delle lingue meno diffuse e la qualità delle trascrizioni in italiano. I modelli multilingue basati su Gemini lasciano sperare bene, ma sarà il banco di prova dei mesi successivi a dire se Rambler funziona davvero bene anche fuori dall’inglese di Silicon Valley.

Fonte: Google
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Pubblicato il
13 mag 2026
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