Sun muove guerra ad AJAX e Silverlight

Una tecnologia di scripting semplifica la creazione di applicazioni Java-based per il Web e i dispositivi consumer e si pone come diretta rivale di AJAX, Apollo e Silverlight. Ma non è la sola novità
Una tecnologia di scripting semplifica la creazione di applicazioni Java-based per il Web e i dispositivi consumer e si pone come diretta rivale di AJAX, Apollo e Silverlight. Ma non è la sola novità

San Francisco (USA) – Sun è decisa a dimostrare che, nella battaglia per l’esplosivo mercato delle cosiddette rich Internet application , la tecnologia Java può ancora giocare un ruolo da protagonista.

Presso la conferenza JavaOne di San Francisco, Sun ha mostrato in anteprima un nuovo linguaggio di scripting basato su Java, battezzato JavaFX Script , che permetterà agli sviluppatori di creare applicazioni web e altri contenuti online interattivi capaci di girare senza modifiche su una grande varietà di dispositivi, inclusi PC, set-top box e telefoni cellulari.

Oltre a porsi come alternativa ai linguaggi dinamici più diffusi , tra i quali JavaScript, Ruby, PHP e Python, JavaFX si pone in diretta concorrenza con il modello di sviluppo AJAX, la tecnologia Flash e le piattaforme runtime Adobe Apollo e Microsoft Silverlight . JavaFX non va per altro confuso con un altro progetto recentemente rivelato da Sun, chiamato Flair , che ha l’obiettivo di sviluppare un’alternativa ad AJAX slegata da quelli che la mamma di Solaris chiama “relitti del passato”: HTML, DOM e CSS.

A differenza di JavaScript, alla base sia di AJAX che di Flair, Sun afferma che JavaFX fornisce una sintassi di programmazione molto più evoluta e pulita, un ambiente di esecuzione più sicuro e un totale livello di compatibilità tra piattaforme e client differenti . Il nuovo dialetto di Java può inoltre avvantaggiarsi della piena compatibilità con Java Runtime Environment (JRE), il motore runtime di Sun: ciò significa che le applicazioni scritte in JavaFX possono girare da subito sullo sconfinato numero di computer in cui è installato JRE . Altrettanto non avviene per i dispositivi mobili: qui le applicazioni JavaFX, pur appoggiandosi in parte all’ambiente di esecuzione J2ME, possono girare solo in presenza del JavaFX Mobile , software a pagamento che Sun spera di vendere ai produttori di device e agli operatori di rete mobile.

Sun ha spiegato che JavaFX Mobile porterà sui dispositivi mobili, come i telefoni cellulari e i PDA phone, un insieme di funzionalità e di strumenti assai più ampio di quello oggi fornito da J2ME, e più simile a quello di J2SE.

Coerentemente con le proprie strategie su Java, Sun ha annunciato che pubblicherà il codice di JavaFX sotto una licenza open source : quale licenza non è stato specificato, ma è presumibile si tratti della stessa, la GPL, verso cui Sun sta migrando anche Java .

Quella del codice aperto è una strada intrapresa, seppure in modo assai più timido, anche da Microsoft e da Adobe : la prima ha rilasciato porzioni di codice del componente Dynamic Language Runtime incluso in Silverlight, mentre la seconda ha aperto il motore di scripting alla base di Flash 9 e si prepara a fare altrettanto con compilatore, debugger e librerie alla base di Flex SDK.

Sun sostiene che JavaFX fornirà capacità grafiche e multimediali non inferiori a quelle promesse da Microsoft con Silverlight, e metterà a disposizione degli sviluppatori un nutrito numero di API: tra queste quelle per la grafica 2D del toolkit Swing GUI.

“Potrete utilizzare la nostra tecnologia per qualsiasi cosa che scrivereste in AJAX”, ha affermato James Gosling, vice president di Sun considerato il padre di Java. “In cambio avrete la possibilità di creare applicazioni ancor più dinamiche e di accedere ad un più completo e avanzato insieme di API”.

Sun ha avvisato gli sviluppatori che l’attuale versione di JavaFX è soltanto un’alpha, dunque ancora ben lungi dal poter essere definita completa. Al momento l’azienda non ha fornito alcuna indicazione sui tempi previsti per il rilascio della versione finale.

La tecnologia JavaFX non è farina di Sun ma è stata sviluppata da SavaJe Technologies , una società di cui lo scorso aprile il colosso di Santa Clara ha acquisito certi asset, incluso un sistema operativo mobile basato su Java, SavaJeOS , con cui Sun spera di entrare in quell'”elitario” e lucroso mercato oggi dominato da Symbian, Microsoft, Palm e Research in Motion.

Presso la conferenza JavaONE Sun ha anche annunciato il rilascio, sul sito del progetto OpenJDK , del codice di Java Development Kit (JDK) per J2SE sotto la licenza GPL2. Si tratta di una delle ultime tappe della migrazione di Java all’open source.

L’azienda ha poi rilasciato Java Real-Time System 2.0 (Java RTS), un’estensione a Java pensata per le applicazioni industriali che richiedono funzionalità real-time, e ha annunciato un accordo con Ericsson per lo sviluppo congiunto di un application server Java open source per videoconferenza, VoIP, instant messaging ed altre applicazioni di comunicazione.

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08 05 2007
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