Supercomputer, il balzo del Giaguaro

L'ultima edizione della classifica dei supercomputer più potenti al mondo vede il sorpasso del Jaguar di Cray nei confronti del Roadrunner di IBM. La Cina entra nelle prime cinque posizioni con un sistema CPU+GPU

Roma – La nuova edizione della TOP500 , l’ormai famosa classifica semestrale dei sistemi di calcolo più potenti al mondo, ripropone l’avvincente sfida a colpi di PetaFLOPS tra IBM e Cray. Una sfida che, secondo l’ultimo aggiornamento della classifica, vede ora un rovesciamento di posizioni: il supercomputer Jaguar di Cray, che nelle ultime tre edizioni si era fatto sempre più vicino al Roadrunner di IBM, ha conquistato la testa della classifica, facendo retrocedere in seconda posizione il suo più diretto rivale.

Cray Jaguar Era dal secondo semestre del 2004, ossia dalla fine del dominio dell’ Earth Simulator di NEC, che IBM monopolizzava la prima posizione della TOP500.

Mentre lo scorso giugno Roadrunner e Jaguar si attestavano entrambi su una potenza di circa un PFLOPS, con un leggero vantaggio per il monster di Big Blue, oggi il giaguaro di Cray si è portato a quasi una spanna di distanza dall’avversario, totalizzando 1,75 PFLOPS . A causa di un recente ripartizionamento del sistema, Roadrunner ha invece fatto un passettino indietro, scendendo da 1,1 a 1,04 PFLOPS.

Il fulmineo sprint del giaguaro di Cray è stato possibile grazie ad un recente aggiornamento dei suoi nodi ai giovani processori Opteron six-core ( Istanbul ). Il sistema, ospitato presso il laboratorio nazionale Oak Ridge del Dipartimento americano dell’Energia, utilizza ora 224.162 core di calcolo a 2,6 GHz: secondo i dati riportati nella TOP500, Jaguar è capace di raggiungere una performance teorica di 2,33 PFLOPS contro gli 1,37 PFLOPS teorici di Roadrunner.

L’ascesa in prima posizione di Jaguar è motivo di orgoglio non solo per Cray ma anche per AMD, i cui chip si trovano ora su 4 dei primi 5 supercomputer in classifica : oltre a Jaguar, gli Opteron sono il cuore di Roadrunner, dove si affiancano ai PowerXCell 8i di IBM, e del Kraken XT5 di Cray, posizionatosi terzo con una performance di 832 TFLOPS. Il marchio di AMD si cela anche all’interno del quinto sistema in classifica, il supercomputer cinese Tianhe-1 , ma in questo caso a fare da portabandiera della casa di Sunnyvale sono le GPU ATI Radeon HD 4870 e la sua tecnologia di GPGPU computing ATI Stream.

Il Tianhe-1 è il primo supercomputer basato su un’architettura ibrida CPU+GPU ad entrare nelle prime cinque posizioni della TOP500: la sua potenza di calcolo, pari a 563 TFLOPS, scaturisce da un mix di CPU Xeon E5540 ed E5450 e di GPU Radeon basate sul core RV770 . Nel complesso, il sistema utilizza 71.680 core di calcolo, di cui 5.120 grafici.

“Se il processore Opteron Six-Core è oggi il leader del settore in ambito supercomputing, nel primo trimestre del 2010 AMD si è posta l’obiettivo di fornire ai clienti HPC di tutto il mondo processori x86 a 8 e a 12 core”, si legge in un comunicato di AMD. “Il processore Opteron 6100 Series (nome in codice Magny-Cours ), è stato infatti progettato per ottenere un aumento nella densità di calcolo e capacità multi-threading fino al 100 per cento in più rispetto al predecessore sei-core”.

Sempre nel 2011 AMD prevede inoltre di completare la nuova architettura Bulldozer , la quale avrà un design modulare in grado di supportare fino a 16 core e di spingere ulteriormente le performance multi-threading.

Ma se AMD canta vittoria, Intel non ha motivi per rabbuiarsi : secondo le stime fornite da TOP500.org, i processori del gigante di Santa Clara sono utilizzati in 402 dei 500 supercomputer in classifica, con una leggera crescita rispetto alla scorsa edizione. AMD e IBM si spartiscono quasi interamente la restante parte, con 42 e 52 sistemi rispettivamente.

La classifica dei vendor di supercomputer vede invece ancora in testa HP con 210 sistemi e IBM con 185. Riconfermato infine il dominio di Linux in ambito High Performance Computing: il 90% delle macchine che compaiono nella TOP500 utilizza un sistema operativo basato sul famoso kernel open source.

Alessandro Del Rosso

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  • xXx scrive:
    cosa c'è di vero?
    scusate ma tutto ciò è vero?ci sono casi italiani di questa estorsione?come reagire?, visto che non si può essere sicuri dell'avvenuto torto- gli Ip cambiano sempre e non sono tracciabili con precisione- e non sempre si puo dimostrare la propria innocenza?chi comunica i dati del maltorto? le societa telefoniche?e se non si paga?se si paga si possono riceveere pero altre lettere di estorsione, che fare? persecuzione vita?scusate le 100 domande ma non ci ho capito molto.....grazie
  • ninjaverde scrive:
    LeFetteDiSalame
    Una fetta oggi un'altra domani.Oggi arrivano i sollecito della RAI a chi non è abbonato.Per non pagare offrono da firmare un documento:DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA'"NOTORIETÀ?"Cosa c'entri non lo so, ma sicuramente servirà loro per incriminare chi lo firma coma Falso atto in documento pubblico, poichè chi firma dichiara "di non essere in possesso di alcun apparecchio atto o adattabile alla ricezione di programmi televisivi, compresi decoder multimediali ed altri apparecchi multimediali"La frase quindi non cita un apposito apparecchio, ma generalizza su diversi dispositivi, compreso computer o cellulare ecc ecc.Quindi ecco la prima "fetta" di tasse non dovute o non sempre dovuta, ma oggi si avvia ad essere obbligatoria anche per un eremita che però possiede (solo) un cellulare per chiamate di emergenza.Poi si è avviata la campagna anti P2P ma che in realtà non è contro il P2P ma è a favore poichè rappresenta l'occasione per altre tasse o estorsioni.Siamo solo all'inizio, continuando così chi non ha una alto reddito da poter pagare queste tasse vessatorie private o semi-private, dovrà sconnettersi senza neanche aspettare che qualcuno lo faccia per motivi punitivi e forse dovrà disfasi di tutti gli apparecchi elettronici TUTTI ...e forse non basterà nemmeno per non pagare la RAI.
  • Nome e congome scrive:
    Estorsione = REATO
    Nell'articolo compare più volte il termine estorsione, non dimentichiamo che l'estorsione è il REATO di chi, con violenza o minaccia, costringe uno o più terzi a fare o ad omettere qualche cosa traendone un ingiusto profitto con altrui danno. Il reato è punito dall'art. 629 del Codice Penale
  • bLax scrive:
    XXXXXXXX...
    ma a prescindere dalla multa che dovrei pagare per il pornazzo scaricato, non si possono controdenunciare per pratica illecita, visto che vanno a sniffare sul mio traffico, pratica altrettanto illegale senza un mandato giudiziario?
  • iride scrive:
    Merde
    Ma il vero demente è chi scarica, unicamente perchè dà lavoro a questa gente
    • krane scrive:
      Re: Merde
      - Scritto da: iride
      Ma il vero demente è chi scarica, unicamente
      perchè dà lavoro a questa genteBisogna pur far girare l'economia no ?
  • Milaros scrive:
    Offuscamento protocollo
    Basta l'offuscamento del protocollo per difendersi da questi cyber estorsori ?
    • Gips scrive:
      Re: Offuscamento protocollo
      assolutamente no. l'offuscamente del mulo è un tentativo di sfuggire ai classici filtri del gestore adsl sul traffico p2p....la soluzione potrebbe essere il p2p criptato...forse per un passaggio al criptato di massa è necessaria una campagna terroristica sulla fine che si fa per 1/10/100/1000/10000 file scaricati quando si viene beccati...
      • andy61 scrive:
        Re: Offuscamento protocollo
        Il P2P criptato fornisce una mera illusione di riservatezza.È vero che diviene praticamente impossibile decrittare il contenuto del traffico, ma è anche vero che se il detentore dei diritti di un documento si inserisce in una rete P2P, per quanto criptata, ha il potere di vedere chi condivide quel file e chi cerca di scaricarne la copia che, fintamente, pone in condivisione (in realtà potrebbe porre in condivisione soltanto l'hash, e non il file, onde non incorrere nella denuncia di condivisione di materiale protetto, per il quale dovrebbe pagare i diritti alla SIAE di turno per ogni copia scaricata via P2P).In pratica, ho idea che l'unica cosa che possa dare una qualche forma di tranquillità sono le darknet; ed anche qui, se si inserisce una persona che in malafede ha ottenuto la fiducia di uno dei membri, si è daccapo.Il P2P è una grande tecnologia, ma per compiere azioni illegali occorrerà sempre più tornare alla 'connessione punto-punto', ovverosia allo scambio diretto.
        • krane scrive:
          Re: Offuscamento protocollo
          - Scritto da: andy61
          Il P2P criptato fornisce una mera illusione di
          riservatezza.Se lo progettassi tu si (rotfl)
          È vero che diviene praticamente impossibile
          decrittare il contenuto del traffico, ma è anche
          vero che se il detentore dei diritti di un
          documento si inserisce in una rete P2P, per
          quanto criptata, ha il potere di vedere chi
          condivide quel file e chi cerca di scaricarne la
          copia che, fintamente, pone in condivisione (in
          realtà potrebbe porre in condivisione soltanto
          l'hash, e non il file, onde non incorrere nella
          denuncia di condivisione di materiale protetto,
          per il quale dovrebbe pagare i diritti alla SIAE
          di turno per ogni copia scaricata via P2P).Mi fai un esempio di software di p2p che cripta senza mascherare l'ip chi possiede il file ?
          In pratica, ho idea che l'unica cosa che possa
          dare una qualche forma di tranquillità sono le
          darknet; ed anche qui, se si inserisce una
          persona che in malafede ha ottenuto la fiducia di
          uno dei membri, si è daccapo.Fatti una cultura : http://gnunet.org/?xlang=English
          Il P2P è una grande tecnologia, ma per compiere
          azioni illegali occorrerà sempre più tornare alla
          'connessione punto-punto', ovverosia allo scambio
          diretto.Ma anche no...
          • andy61 scrive:
            Re: Offuscamento protocollo
            Bello, ma non così semplice;se tu fai da router per contenuti 'vietati' (e non parlo soltanto del diritto d'autore, ma anche di ogni tipo di traffico vietato, ti assumi l'onere della responsabilità; questo vale, per esempio, anche per le reti wireless lasciate 'aperte'.Il fatto che il condivisore primo non sia tu non ti deresponsabilizza: tecnicamente, l'ultimo nodo della catena (quello che sta scaricando) in qualche modo vede te, o in ogni caso può fare richiesta ad un giudice per sapere a chi apparteneva il tuo IP in quel momento.
          • krane scrive:
            Re: Offuscamento protocollo
            - Scritto da: andy61
            Bello, ma non così semplice;
            se tu fai da router per contenuti 'vietati' (e
            non parlo soltanto del diritto d'autore, ma anche
            di ogni tipo di traffico vietato, ti assumi
            l'onere della responsabilità; questo vale, per
            esempio, anche per le reti wireless lasciate
            'aperte'.
            Il fatto che il condivisore primo non sia tu non
            ti deresponsabilizza: tecnicamente, l'ultimo nodo
            della catena (quello che sta scaricando) in
            qualche modo vede te, o in ogni caso può fare
            richiesta ad un giudice per sapere a chi
            apparteneva il tuo IP in quel momento.Tu scarichi un pugno di byte da ogni utente, che poi metti insieme, quindi nessuno ha piu' di qualche pezzo casuale di file che gli passa; quindi di cosa possono accusarti di possedere seguenze di bit ?Le seguenze di bit che compongono un programma, un'immagine o un pezzo di film sono indistinguibili.
          • ptp scrive:
            Re: Offuscamento protocollo

            Il fatto che il condivisore primo non sia tu non
            ti deresponsabilizza: tecnicamente, l'ultimo nodo
            della catena (quello che sta scaricando) in
            qualche modo vede teMa sapendo che per struttura della rete il penultimo nodo non può essere il nodo origine (e inoltre, non avendo la chiave di decrittazione, non è neppure in grado di capire cosa stia transitando) non può essere accusato di essere il condivisore.
          • Enjoy with Us scrive:
            Re: Offuscamento protocollo
            - Scritto da: andy61
            Bello, ma non così semplice;
            se tu fai da router per contenuti 'vietati' (e
            non parlo soltanto del diritto d'autore, ma anche
            di ogni tipo di traffico vietato, ti assumi
            l'onere della responsabilità; questo vale, per
            esempio, anche per le reti wireless lasciate
            'aperte'.
            Il fatto che il condivisore primo non sia tu non
            ti deresponsabilizza: tecnicamente, l'ultimo nodo
            della catena (quello che sta scaricando) in
            qualche modo vede te, o in ogni caso può fare
            richiesta ad un giudice per sapere a chi
            apparteneva il tuo IP in quel
            momento.Verissimo, ma capisci che in questo modo non potrebbero arraffare con facilità milioni di indirizzi IP, ma solo i pochi indirizzi da cui stai scaricando, assolutamente inefficace per le aziende!
        • Un Pinco Pallino scrive:
          Re: Offuscamento protocollo
          http://en.wikipedia.org/wiki/OFFSystemPerché insistere con le darknet, quando ci sono progetti (e beta funzionanti) di questo tipo, basta cercarli? ;)
    • Cultura Libera scrive:
      Re: Offuscamento protocollo

      Basta l'offuscamento del protocollo per
      difendersi da questiNo.Serve il P2P anonimo & criptato e a quel punto non potranno veramente fare più nulla.
    • magenta scrive:
      Re: Offuscamento protocollo
      - Scritto da: Milaros
      Basta l'offuscamento del protocollo per
      difendersi da questi cyber estorsori
      ?No non basta.In fondo, a loro non interessa cosa scarichi, quando e come.Vogliono solo il tuo ip, nome e indirizzo.Poi ti assegnano un file XXXXX a caso e ti chiedono di pagare.Portano cioe' la contestazione in sede legale, dove loro sanno muoversi e tu no, a prescindere che i fatti siano differenti da quell veri.Se cedi per liberarti di loro, hanno vinto, se non riesci a difenderti bene hanno vinto, se il giudice non accoglie i punti della tua difesa e ti fa pagare hanno vinto.E' un denuncificio, e con le azioni legali vanno a pesca, anche se eri fuori casa e il pc era rotto.
  • Presente link scrive:
    Addio P2P
    Forse è il programma che conoscono i videoteladri per far finire il P2P? tempo fa lo dicevano ogni 2X3 forse lo ripetevano più volte di ladro, illegale, case. :D
    • Joe Tornado scrive:
      Re: Addio P2P
      Non credo: per fare questa attività è necessario partire con un po' di grana, e i videonoleggiatori sembra che ne siano discretamente carenti, ultimamente !-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 novembre 2009 23.44-----------------------------------------------------------
    • Funz scrive:
      Re: Addio P2P
      - Scritto da: Presente link
      Forse è il programma che conoscono i videoteladri
      per far finire il P2P?Eh?Mi fai un riassunto, che ridiamo? :D
  • Enjoy with Us scrive:
    Il fine non giustifica mai i mezzi!
    E' francamente indecente che si cerchi con sistemi assai poco legali, in cui vengono a cadere il rispetto della privacy e la tutela dei diritti dei consumatori di perseguitare i cosidetti "pirati".Il diritto d'autore così come è oggi inteso è un "privilegio" d'autore, non si capisce perchè debba durare 70 o 90 anni dalla morte del medesimo autore, non si capisce perche si applichi anche in contesti di non lucro (feste private, matrimoni, compleanni enti benefici).Il diritto d'autore è nato per proteggere dalla miseria gli artisti in un epoca in cui non esisteva la previdenza, oggi le cose sono ben diverse!Non esiste brevetto che abbia durata superiore ai 20 anni, i farmaci che in teoria arrivano a 25 anni (in Italia, meno nel ressto del mondo) in realtà hanno una vita utile (dopo la fase sperimentale che dura 10-15 anni) di circa 10 anni!Proprio non si capisce perchè l'opera di un artista vada tutelata per un periodo di tempo superiore ai 10 anni, tutela ricordo, a carico della collettività!Oggi il sistema è talmente distorto che il diritto d'autore ben raramente va a compensare realmente l'artista (vedi i sistemi bizantini con cui la SIAE calcola la "giusta" ripartizione degli introiti), ma è utilizzato prevalentemente da Editori e Major per limitare arbitrariamente la circolazione delle opere e trarne illecito profitto!Siamo arrivati al punto che si riconoscono diritti anche ai meri esecutori di un'opera, alla riproduzione di un quadro o di una statua!E' ora di finirla, questa è una vera caccia alle streghe, dove per gli interessi di pochi si danneggia la collettività!10 anni è la massima durata "comprensibile" che possa avere un diritto d'autore e il suo esercizio andrebbe limitato all'autore stesso, impedendo la pratica attuale della cessione dei diritti a Major e Editore!
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Il fine non giustifica mai i mezzi!
      Questo sarebbe un mondo ideale.Se uno si scarica un mp3 o si copia un cd, che crimine commette?Come si fa a giudicare allo stesso modo di uno che duplica migliaiai di dvd e poi li rivende al mercato illegale?70/90 anni sono una vita, è una situazione insostenibile ma secondo me andrà sempre peggio.
    • Guybrush scrive:
      Re: Il fine non giustifica mai i mezzi!
      - Scritto da: Enjoy with Us
      E' francamente indecente che si cerchi con[...]
      "pirati".Affascinante... dici le cose che dico anche io, ma lo fai da un punto di vista ovviamente diverso dal mio altrimenti comincerei a pensare di esistere in due posti diversi.
      Il diritto d'autore così come è oggi inteso è un[...]
      benefici).Be', studia un po' di storia: cerca "oberto bonifacio copyright" su google.E' la prima opera NOLEGGIATA dall'autore al produttore.Il modo in cui G. Verdi presento' la sua opera e poi tutte le altre fu una genialata: l'autore noleggia la sua opera all'impresario che, in caso di fiasco non ha rimesso troppi quattrini e in caso di sucXXXXX puo' rinoleggiarla realizzando comunque lauti guadagni, l'autore puo' noleggiare la medesima opera a piu' impresari e guadagnare come si deve, finalmente.
      Il diritto d'autore è nato per proteggere dalla[...]
      diverse!Quindi il diritto d'autore e' stato messo in pratica da UN autore e si, i settanta anni furono aggiunti perche' non c'era la previdenza... no.In meno di tre anni l'editore RICORDI prese l'idea verdiana e ne fece la porcheria che oggi conosciamo, ottenendo il plauso delle lobby di mezza europa e nel 1841 il diritto (diritto per modo di dire: nessun organo di governo di nessuno stato l'aveva sancito: e' nato per iniziativa privata e fatto diventare legge per iniziativa privata... oggi si direbbe "pressione di lobby") d'autore ha raggiunto la forma che tutti conosciamo, poi sono venute le societa' di raccolta dei diritti, in Italia c'e' una legge del 1921 al riguardo, che e' stata aggiornata di recente.
      Non esiste brevetto che abbia durata superiore ai[...]
      anni!Be' pero' puo' essere rinnovato, se non erro fino ad un massimo di 70 anni. In definitiva la Bayer ha mollato l'acido acetil salicilico solo di recente.
      Proprio non si capisce perchè l'opera di un[...]
      collettività!Perche' nessuno si e' mai posto il problema. Ai tempi di Giuseppe Verdi il grosso dei guadagni si faceva con gli spettacoli e uno spettacolo non lo puoi "clonare". Un'Aida diretta da Eretrio Cazzulati oppure da Giuseppe Verdi ha una certa differenza. Per cui chi pagava era l'impresario che rigirava il costo del noleggio sui biglietti d'ingresso e stop.Oggi il grosso dei guadagni non e' sui concerti, ma sulla distribuzione e, soprattutto, gli "spettacoli" si possono copiare in toto e con estrema facilita'. Quello che sfugge ai piu' e' che limitando la diffusione delle opere tra utenti, ne limitano la popolarita' e quindi le vendite.Oggi c'e' un problema. Oltretutto il c.d. diritto d'autore ha come scopo (parole attribuite al sig. Mazza, di FIMI) "remunerare il talento e stimolare la creatività", ma se viene privilegiata la Rendita, quello che si ottiene e' una stagnazione della creativita', l'artista si riposa sugli allori e non crea piu'.
      Oggi il sistema è talmente distorto che il[...]
      profitto!Piu' che altro per far circolare solo quello che dicono loro a discapito del resto.
      Siamo arrivati al punto che si riconoscono
      diritti anche ai meri esecutori di un'opera, alla
      riproduzione di un quadro o di una
      statua!Il concetto di "Opera nuova", una foto artistica di una statua ha valore come opera, al pari della statua stessa. Questo pero' e' un boomerang. Prendere un film, smontarlo, rimontarlo in modo diverso, cambiarne i dialoghi e la colonna sonora per esempio... prendi uUperman, togli la U e cerca con google insieme alle parole "GEM" e "BOY".Non ridere troppo eh?Stai poi dimenticando i diritti di quelli che ci mettono il supporto, i "diritti connessi" e ti assicuro che di tutte le prese per il q-lo questa batte anche "cor fischio o senza?" di Lapeste Pierino.
      E' ora di finirla, questa è una vera caccia alle
      streghe, dove per gli interessi di pochi si
      danneggia la
      collettività!Siamo in un libero mercato (ma guarda te che mi tocca dire), il modo piu' semplice, diretto e letale per dare a questi signori quel che si meritano e ignorare quel che propongono, tutto.Non e' per cattiveria, ma se la collettivita' si indigna per queste cose e poi si va a comprare la compilation delle veline o scarica l'ultimo album in cima alle classifiche, continuera' ad alimentare il meccanismo perverso (ma mi viene piu' da dire "pervertito") del diritto d'autore.
      10 anni è la massima durata "comprensibile" che[...]
      Editore!Troverebbero immediatamente il modo di aggirare la legge e continuare a realizzare i soliti profitti.Quello che puoi fare e' estendere a pagamento i diritti post mortem con un coefficiente geometrico.1 euro per il primo anno, 2 euro per il secondo anno, 4 euro per il terzo anno, 8 euro per il quarto... a 20 anni comincia a pesare e a 30 gli e' passata la voglia di sicuro.In questo modo: se un editore intende sfruttare un'opera per un altro anno deve pagare alla collettivita' il giusto compenso per la mancata "confluenza" nel pubblico dominio dell'opera.All'inizio costa poco, ma piu' si ostina a tenere per se "L'osso" e piu' "ha da paga'".Tieni presente che dopo 10 anni costa 2^10 = 1024 eur, ma a 15 anni sono 32768 e a 20 anni 1048576 euro, certo a quel punto si puo' non mettere alcun limite temporale al diritto post-mortem: l'erario (e la collettivita') ha tutto da guadagnare.Purtroppo non sara' mai cosi'.Al massimo si potra' combattere per non innalzare ulteriormente la soglia dei 70 anni.Un saluto.GT
      • Lord Kap scrive:
        Re: Il fine non giustifica mai i mezzi!
        - Scritto da: Guybrush

        Non esiste brevetto che abbia durata

        superiore ai [...] anni!
        Be' pero' puo' essere rinnovato, se non erro
        fino ad un massimo di 70 anni. In definitiva
        la Bayer ha mollato l'acido acetil salicilico
        solo di recente.Non so come funziona la questione brevetti, ma non è che per caso la Bayer ha dovuto pagare per questo "allungamento"?
        Quello che puoi fare e' estendere a pagamento
        i diritti post mortem con un coefficiente
        geometrico.Questa è una vera genialata. La applicherei insieme all'idea di Lessing di fare un registro centralizzato delle opere sotto copyright, in modo che uno sappia se tale opera la è o meno (troppe volte è capitato che non sapendo dove andare a reperire tali informazioni si sia imbattuto in richieste allucinanti postume).-- Saluti, Kap
      • GLOGLO scrive:
        Re: Il fine non giustifica mai i mezzi!
        Ma infatti le cose non vanno portate avanti tanto a livello tecnologico (che pure bisogna considerare) ma a livello politico... il vero hacking va fatto a questo livello, ovvero il cambiamento delle leggi vigenti e del potere eccessivo delle industrie (quando e' apertamente contro l'interesse della collettività e dell'individuo)e certo "risvegliare le coscienze", nella misura in cui sono quelle che hanno reale potere decisionale
  • angros scrive:
    Bisognerebbe farne un documentario
    Un bel documentario-shock, ovviamente con licenza Creative Commons, da mettere su youtube e diffondere in ogni modo.Magari servirà a far riflettere, e fare in modo che chi sostiene che sia giusto pagare per film e musica veda dove vanno a finire in realtà i soldi.
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