La Commissione europea ha inviato una comunicazione a PDD Holdings e alla sua sussidiaria WhaleCo Technology in Irlanda che riguarda una possibile ostruzione durante l’ispezione effettuata all’inizio di dicembre 2025. Tale ispezione era relativa all’indagine avviata per verificare se Temu abbia ricevuto sussidi stranieri. A fine maggio, l’azienda cinese ha ricevuto una sanzione di 200 milioni di euro per la violazione del Digital Services Act.
Sussidi esteri distorsivi del mercato interno
L’ispezione a sorpresa è stata effettuata presso le sedi delle due aziende. L’obiettivo era quello di raccogliere prove in supporto all’indagine avviata su possibili sussidi stranieri ricevuti da Temu che possono avere effetti distorsivi sul mercato (vantaggio sleale sui concorrenti europei).
La Commissione europea ritiene che Temu non abbia rispettato diverse richieste effettuate sulla base del Foreign Subsidies Regulation (Regolamento relativo alle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno). Le richieste riguardavano informazioni sull’organizzazione e la gestione delle attività di Temu nell’UE, strumenti e sistemi informatici utilizzati dalla società per le sue attività nell’UE, libri contabili e registri specifici relativi alle attività della società nell’UE.
Tali richieste sono consuetudine in un’indagine sulla concorrenza e vengono in genere formulate nelle prime fasi dell’ispezione. La mancata fornitura delle informazioni ha impedito alla Commissione di esaminare fonti che avrebbero potuto essere rilevanti per la sua indagine.
Temu ha ora la possibilità di rispondere alla comunicazione esercitando il suo diritto alla difesa. Se verrà confermata l’infrazione (ostacolo all’indagine), l’azienda cinese rischia una sanzione fino all’1% del fatturato globale registrato nell’esercizio precedente.