Svezia, la religione del file sharing

I missionari del copimismo cercano ancora una volta l'autorizzazione per trasformarsi in un movimento di culto riconosciuto dalle autorità. Credono nel remix e nella libera riproduzione dell'informazione. Oltre che nel CTRL+C e CTRL+V
I missionari del copimismo cercano ancora una volta l'autorizzazione per trasformarsi in un movimento di culto riconosciuto dalle autorità. Credono nel remix e nella libera riproduzione dell'informazione. Oltre che nel CTRL+C e CTRL+V

Una piramide nera al cui vertice campeggia una lettera K in tre dimensioni. Poi due autentici simboli sacri: CTRL+C e CTRL+V . Sono queste le principali espressioni grafiche adottate dagli alti vertici della Missionary Kopimistsamfundet , la congregazione svedese che vorrebbe trasformare certe condivisioni online in un vero e proprio fenomeno di culto religioso .

La chiesa missionaria del kopimism – traducibile in italiano con “copimismo” – ha dunque chiesto alle autorità di Svezia un’insolita autorizzazione, per diventare un’istituzione religiosa a tutti gli effetti. Un passaggio fondamentale per continuare a predicare il verbo del file sharing e più in generale della libera diffusione dei contenuti in Rete .

Si tratta in realtà del secondo tentativo da parte del 19enne Isaac Gerson, il giovane studente-filosofo che ha fondato questo movimento a metà strada tra principi cristiani e massoneria. Le autorità svedesi avevano già bocciato le sue richieste nello scorso marzo, sottolineando come una comunità del genere non rappresentasse una forma di culto . Ma Gerson non sembra voler mollare tanto facilmente.

Vari i principi sacri adottati dalla congregazione del copimismo, in primis quello relativo alla libertà di riproduzione dell’informazione . Contraria ai meccanismi di DRM, la comunità crede fermamente nel concetto di remix, visto come una vera e propria attività religiosa. Contribuire al libero flusso dei contenuti è dunque una pratica venerata dal copimismo, osservata per realizzare l’armonia universale della conoscenza.

“Appropriarsi del software, tenere nascosto agli altri il suo codice sorgente è un’attività comparabile alla schiavitù – si può leggere sul sito ufficiale della chiesa missionaria del copimismo – pertanto andrebbe bandita”. I membri della congregazione rimangono ancora una volta in attesa di un riconoscimento che potrebbe non piacere affatto ai signori del copyright.

Mauro Vecchio

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27 04 2011
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