Symbian OS incontra Atom e sonda x86

Prove tecniche di migrazione, concluse con successo. Ma per il sistema operativo che da anni spopola nel settore smartphone la strada che porta sugli schermi dei PC è ancora lunga. Senza contare la concorrenza

Roma – Android potrebbe non essere il solo sistema operativo mobile a saltare dai telefoni cellulari ai netbook. Un piccolo team di sviluppatori della Symbian Foundation ha infatti portato con successo Symbian OS sulla piattaforma Atom di Intel, la stessa utilizzata sulla quasi totalità dei netbook oggi in commercio.

Come spiegato in questo post da Lee Williams, dirigente della Foundation, lo staff di sviluppatori S60 on Symbian Customer Operation s (SOSCO) è riuscito a compilare con GNU GCC una build di S60 e a farla girare su una comune scheda madre per Atom. Attualmente questo port è ancora embrionale: l’interfaccia utente è minimale, la risoluzione non si datta allo schermo di un PC e manca il supporto ai moduli radio (dunque niente telefonate né connessioni di rete). In compenso, questo neonato Symbian OS x86 è stato in grado di far girare una demo grafica in OpenGL .

Per il momento l’intenzione degli sviluppatori è unicamente quella di dimostrare come Symbian OS possa girare bene anche su dispositivi diversi dagli smartphone e basati su chip x86. “Sono stato molto impressionato dalla reattività dell’interfaccia utente e dal sovrastante layer applicativo”, ha commentato Williams.

“Potrebbe essere molto interessante vedere quale livello di interesse possiamo generare con questo port, specialmente se alcuni nostri grossi partner investissero nello sviluppo di una soluzione commerciale”, scrive ancora il dirigente di Symbian Foundation nel proprio post. Quando Williams parla di “grossi partner” il primo nome che viene in mente è quello di Nokia , la stessa azienda che lo scorso hanno ha dato vita a Symbian Foundation promettendo nel contempo di aprire l’intero codice della piattaforma Symbian, e il cui CEO ha recentemente ammesso di guardare con crescente interesse al mercato dei laptop.

Una volta giunto a maturità, il port di SymbianOS/S60 per architetture x86 potrebbe dunque salire a bordo di una futura linea di PC ultraportatili targati Nokia , come netbook, UMPC, MID, tablet o qualsiasi altro design ibrido. Dal canto suo, Williams si augura che Symbian OS possa consentire ai produttori di creare nuovi device senza necessariamente “replicare il modello PC, Wintel, Netbook”.

Alcuni osservatori hanno fatto notare che non è la prima volta che Symbian OS viene ricompilato per girare sulle architettura x86: in passato ciò è già stato fatto, ma tali port non sono mai stati resi pubblici. C’è chi afferma che un tale lavoro è tutt’altro che semplice , soprattutto perché i layer superiori della piattaforma Symbian, come S60, non sono stati concepiti per essere portabili. Negli ultimi anni Nokia si è sforzata di migliorare la portabilità della propria piattaforma, ma di certo – affermano gli esperti – riadattare il tutto per girare sui PC sarà impresa non da poco.

Come si è detto, anche Android potrebbe presto migrare dai telefoni cellulari ai netbook, ma in questo caso più che di un vero e proprio porting si tratta di un adattamento: la versione di Android per i netbook continuerà infatti a supportare esclusivamente l’architettura ARM, una tecnologia oggi sostanzialmente legata al settore dei dispositivi embedded e delle appliance, ma che presto potrebbe rivaleggiare con quella Atom anche nel segmento dei netbook e dei nettop.

Alessandro Del Rosso

fonte immagini

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Get Real scrive:
    Non esistono "cittadini della rete"
    Esistono "utenti", non cittadini della rete. Esistono forse cittadini del telefono, del fax, dei cellulari? No, esistono utenze che pagano per un servizio commerciale, punto. O avete un passaporto di "cittadino di internet" che potete mostrare?Piedi per terra.
  • Riddik scrive:
    Qual'è il vostro sito di ricerca torrent
    Io ho sempre usato Mininova ed a volte TNTVillage. Qualche volta anche Demonoid.ThePirateBay usato veramente pochissimo...Voi?
    • krane scrive:
      Re: Qual'è il vostro sito di ricerca torrent
      - Scritto da: Riddik
      Io ho sempre usato Mininova ed a volte
      TNTVillage. Qualche volta anche Demonoid.
      ThePirateBay usato veramente pochissimo...
      Voi?Io google.
    • morfeus scrive:
      Re: Qual'è il vostro sito di ricerca torrent
      io sempre e solo su mininova ma poi con questa legge che credono di fare mica boccano pure il mulo?
  • NO copyright scrive:
    George Bernard Shaw
    Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno.Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.George Bernard Shaw
  • uno della massa scrive:
    le masse capiscono ma stanno mute
    le masse capiscono tutto quello che vuoi, ma stanno troppo bene per muovere il XXXX e rischiare di strisciarselo leggerissimamente
  • francososo scrive:
    è solo l'inizio....
    ma mettersi contro un'intera generazione che la pensa in una certa maniera è molto deleterio !
  • fraschi scrive:
    Ultimamente esagerano...
    Quindi sulla stesso schema di ragionamento io posso denunciare (e prendere ragione) il mio comune o direttamente il mio stato perchè sulle strade c'è chi spaccia, chi batte, chi scippa, chi ruba... Lo stato è a conoscenza dei reati perpetuati, mette a disposizione le strade e le aree pubbliche, ci lucra sopra... La differenza è che Pirate Bay danneggia le Major mentre lo stato danneggia "solo" tutti gli altri cittadini... Io a questo punto spero solo che l'accanimento contro il P2P arrivi fino in fondo, che la gente torni a comprare cd originali e che le grandi aziende di telecomunicazioni falliscano al vedersi disdire da tutti inutili contratti da 4,5,7,20 mega. Se internet mi serve solo per scaricare la posta, la navigatina e raramente qulche file libero o gratuito posso tranquillamente stare con un 56k, una ISDN o al masssimo una adsl da 1 mega... Poi secondo me non sussite reato, nasce come un tracker di torrent(il fine di lucro non lo vedo se non per i banner come su ogni altro sito), ai fini legali è come google, è un motore di ricerca.. quindi se mai le ripercussioni cadono su chi scarica illegalmente una risorsa senza possederne la licenza (uno potrebbe scaricare un film, una canzone o un gioco semplicemente perchè ha il supporto originale rovinato)...
    • uno della massa scrive:
      Re: Ultimamente esagerano...
      - Scritto da: fraschi
      Quindi sulla stesso schema di ragionamento io
      posso denunciare (e prendere ragione) il mio
      comune o direttamente il mio stato perchè sulle
      strade c'è chi spaccia, chi batte, chi scippa,
      chi ruba... Lo stato è a conoscenza dei reati
      perpetuati, intendevi PERPETRATI, anche se non lo saimette a disposizione le strade e le
      aree pubbliche, ci lucra sopra... La differenza è
      che Pirate Bay danneggia le Major mentre lo stato
      danneggia "solo" tutti gli altri cittadini... secondo molti liberisti lo stato non deve esistere, quindi fai solo il loro gioco
      Io
      a questo punto spero solo che l'accanimento
      contro il P2P arrivi fino in fondo, che la gente
      torni a comprare cd originali bastava venderli al prezzo giusto e senza protezioni del cavolo (5 euro)
      ciau
    • Mi scoccio di loggare scrive:
      Re: Ultimamente esagerano...
      - Scritto da: fraschi
      Lo stato è a conoscenza dei reati
      perpetuati, mette a disposizione le strade e le
      aree pubbliche, ci lucra sopra... Lo stato e' un ente parassita che offre "pochissimi" servizi ( oggi sempre meno ), e pretende per tali servizi, un pagamento del 42% circa del tuo stipendio annuale.Sarei ben disposto a pagare _tutti_ i servizi per fatti miei quando ne ho bisogno, e a mollare il baraccone dello "Stato" se possibile. Risparmierei almeno un 20% del mio stipendio.Anche perche' _oggi_, lo Stato non tutela piu' i cittadini ma le aziende ( estremizzando -
      coloro che hanno i soldi ).Ed ogni giorno vediamo scene che confermano quanto ho esposto.
      Io
      a questo punto spero solo che l'accanimento
      contro il P2P arrivi fino in fondo, che la gente
      torni a comprare cd originali Certo, come no...piuttosto di comprare un film, quei soldi li spendero' a puttane. Risparmiero' e godro' sicuramente di piu'.Non compravo ieri, non compro oggi, non comprero' domani.La musica l'ascolto alla radio ( non e' che poi sia tanto amante della musica... )I film li guardo in tv ( quando li passano...non e' che muoia se non so in anteprima assoluta com'e' il film appena uscito da Hollywood )Come software utilizzo programmi alternativi OpenSource o me li creo da soli quando occorre ( sono un winaro e l'unica cosa che mi tocca pagare e' la licenza d'uso, ma la pago col pc e quindi faccio finta che costa un po' di piu'... )Insomma... io considero l'industria della musica un'organizzazione criminale perche' :1- Pretende dallo Stato "aiuti" e "finanziamenti" ( quando comunque guadagna miliardi )2- Ha raddoppiato il prezzo di cd musicali da 19.000 lire a 22 euro3- Installa sorti di virus e spia all'interno dei nostri file4- Corrompe politici, giudici e tutte quelle persone che possono fornir loro armi contro i cittadini5- Utilizzano metodi "mafiosi" per ottenere quanto da loro richiesto6- Si portano via *TUTTO* ( per 24 brani, circa 2 cd, in america una donna e' stata condannata a pagare 220.000 dollari )Insomma... IO NON FORAGGIO LA MAFIA
      e che le grandi
      aziende di telecomunicazioni falliscano al
      vedersi disdire da tutti inutili contratti da
      4,5,7,20 mega. Agli ISP non serve piu' avere tanti contratti FLAT a 4,5,7,20 mega... Ora gli ISP cominceranno a puntare sui contratti a consumo e quindi le rescissioni di contratti, per loro sono un danno "minore".Il cittadino medio e' ormai drogato e vorra' la sua dose giornaliera di "connettività".
      Se internet mi serve solo per
      scaricare la posta, la navigatina e raramente
      qulche file libero o gratuito posso
      tranquillamente stare con un 56k, una ISDN o al
      masssimo una adsl da 1 mega... Ma io anche senza :)Dopotutto, si viveva bene senza internet, e un ritorno alle origini fa sempre bene. Ora facciamo molte cose di piu' e "comodamente seduti da casa", socializzando POCHISSIMO e vivendo la vita POCHISSIMO.La sera, quando si esce con gli amici, alle feste non si va per "partecipare", ma per fotografarsi e mettere le proprie foto online. In pratica perdiamo il divertimento per star li a fotografare "attimi di vita" senza viverli, ma a spenderli per "pubblicare foto sul web"...
      Poi secondo me non
      sussite reato, nasce come un tracker di
      torrent(il fine di lucro non lo vedo se non per i
      banner come su ogni altro sito), ai fini legali è
      come google, è un motore di ricerca.. quindi se
      mai le ripercussioni cadono su chi scarica
      illegalmente una risorsa senza possederne la
      licenza (uno potrebbe scaricare un film, una
      canzone o un gioco semplicemente perchè ha il
      supporto originale
      rovinato)...Colpirne 1 per educarne 100...Era una tecnica usata in un regime...L'industria musicale opera in regime... ( di monopolio )Secondo te, cosa accadra' in futuro ( se e' vero che "la storia si ripete" ) ?Ormai hanno ottenuto tante vittorie.Basterebbe una class-action contro chi appone sul cd/dvd etc.etc. software malware, protezioni etc.etc. Richiedere all'industria MILIONI di euro di danno per aver installato sul proprio pc un software infetto, per aver invaso la privacy, per aver scaricato e analizzato i nostri file personali.Le rivoluzioni a volte si combattono per vie legali e non commettendo reati.Loro hanno vinto contro TPB? Noi dobbiamo effettuare una causa contro di loro per tutte le tecniche ( che loro chiamano "antipirateria" ma che in realtà sono per rubare nostre informazioni e per limitare l'uso di cio' che acquistiamo ).Solo cosi possiamo vincere. Solo cosi potremmo riprenderci cio' che e' nostro. Ma dobbiamo essere MILIONI di persone in questa class action. Richiedere che *TUTTE* le major paghino ognuna la loro quota, Richiedere che *TUTTI* i manager PAGHINO con il carcere ( oltre che con i soldi )...Anche perche' non basta segnalare "questo cd contiene un virus" per togliersi di dosso le condanne di aver infettato milioni di pc.Perche' un "crimine" non puo' essere "accettato" solo perche' ne viene riportata la presenza.Altrimenti domani pubblico sul giornale che comincero' una vita criminale e poi non potro' essere accusato di nulla perche' avro' avvisato PRIMA di commettere il reato.Comunque, questi sono solo pensieri personali, potro' sbagliarmi, ma gli eventi di questi giorni purtroppo me lo confermano sempre piu'.In bocca al lupo a tutti.
  • lellykelly scrive:
    a me non va più
    tpbnon raggiungibile?
    • uno della massa scrive:
      Re: a me non va più
      - Scritto da: lellykelly
      tpb

      non raggiungibile


      ?raggiungibile, ma per poco:dicono "act now, tomorrow too late"e ti mandano qui:http://telekompaketet.se/però MUOVERSI e non lamentarsi e basta
  • vday scrive:
    MALEDETTO dio DENARO!!!!!
    Perchè gli uomini cambiano la giustizia dinanzi al dio DENARO!!!!!!! :(
    • Luigi De Rubertis scrive:
      Re: MALEDETTO dio DENARO!!!!!
      Dio sà come punire chi adora lo sterco del Diavolo. Chi di spada ferisce...
    • uno della massa scrive:
      Re: MALEDETTO dio DENARO!!!!!
      - Scritto da: vday
      Perchè gli uomini cambiano la giustizia dinanzi
      al dio
      DENARO!!!!!!!
      :(perché essenzialmente esso rappresenta la fatica e il lavoro dell'uomo .per questo non è giusto che chi pretende non si possa fare la moltiplicazione di ciò che è immateriale pretenda di lavorare 10 minuti e venire pagato a vita.
  • iome scrive:
    Rippare musica in modo legale è facile
    ...con un registratore che sfrutta l'analog hole. Non voglio fare pubblicità, ma ci sono software che non solo rippano la canzone intercettando il mixer di windows, ma fanno anche la ricerca su cddb o analogo e riempiono i tag mp3.Basta ascoltare musica da uno dei tanti servizi di streaming ed è una banalità, oltre che essere legale (fair use, nessuna rimozione di protezioni, nessuna cessione a terzi)Ah, ricordatevi di tenere gli mp3 così ottenuto solo per voi e di non scambiarli con nessuno, altrimenti diventate dei delinquenti.
    • uno della massa scrive:
      Re: Rippare musica in modo legale è facile
      - Scritto da: iome
      ...con un registratore che sfrutta l'analog hole.
      Non voglio fare pubblicità, ma ci sono software
      che non solo rippano la canzone intercettando il
      mixer di windows, ma fanno anche la ricerca su
      cddb o analogo e riempiono i tag
      mp3.
      Basta ascoltare musica da uno dei tanti servizi
      di streaming ed è una banalità, oltre che essere
      legale (fair use, nessuna rimozione di
      protezioni, nessuna cessione a
      terzi)

      Ah, ricordatevi di tenere gli mp3 così ottenuto
      solo per voi e di non scambiarli con nessuno,
      altrimenti diventate dei
      delinquenti.perché non con un bel registratore di BOBINE IN CERA ?
    • sonoio scrive:
      Re: Rippare musica in modo legale è facile
      Non è così, anche se la registri, e l'opera protetta da diritti d'autore e non sei in possesso della licenza o della copia originale, compi comunque un illecito.
  • Luigi De Rubertis scrive:
    400 Milioni di Opere Creative Commons
    Con questa sentenza si è dato un'impulso pazzesco alla Licenza Creative Commons.Con 400 milioni di opere presenti in rete coperte dalla Licenza Creative Commons (e quindi liberamente scaricabili !!) è da veri sciocchi rischiare di andare in galera:http://creativecommons.org
  • Cacco scrive:
    La soluzione ? OneSwarm !
    http://oneswarm.cs.washington.eduE nessuno potrà più fermare il P2P !
    • killerloop scrive:
      Re: La soluzione ? OneSwarm !
      e quindi il furto.
      • krane scrive:
        Re: La soluzione ? OneSwarm !
        - Scritto da: killerloop
        e quindi il furto.Ma quale furto ??? Noi si e' pagato l'equo compenso su ogni supporto di memorizzazione; furto e' quello che fa lo stato sui supporti a chi non si e' mai scaricato nulla.
      • uno della massa scrive:
        Re: La soluzione ? OneSwarm !
        - Scritto da: killerloop
        e quindi il furto.ah, parlavi di chi si appropria dei beni dell'umanità mettendoci sopra il proprio nome?
      • fan scrive:
        Re: La soluzione ? OneSwarm !
        Dipende cosa metti in condivisione:PMagari sei interessato a vedere il mio video del battesimo:O)
  • marco marchi scrive:
    Tutti assolti
    Ma per carità! Se venissero condannati mi metterei a vendere cd falsi con scritto sopra CD FALSO
  • ahahahahaha h scrive:
    Colpi di coda
    Come il capitalismo consumistico annaspavva da tempo e si dava di pazzi a chi lo denunciava nel 2001, mentre oggi in pieno tracollo anche la faccia di XXXX di Tremonti si allinea alle tesi no-global. Così il diritto d'autore delle major creato su concetti medioevali, che niente garantiscono agli artisti e a chi suda, mentre molto fanno intascare ai parassiti in giacca e cravatta di questa società, comincia il suo lento e inesorabile tracollo, questi sono gli ultimi colpi di coda, investissero i loro miliardi nella ricerca di manager capici, moderni e in grado di cogliere nuove opportunità di bussiness forse le major eviterebbero l'estinzione. Ma in fondo è meglio così, Darwin ha ancora una volta ragione....buona agonia RCA, SONY, Medusa, etc.etc.
  • ch3o scrive:
    Nine Inch Nails
    Il resto è preistoria della rete.
    • Stiv Giobs scrive:
      Re: Nine Inch Nails
      Mah, se Trent Reznor non si rimette a fare dischi come una volta, per me anche loro rischiano di diventare preistoria @^
  • uomo comune scrive:
    La festa sta iniziando a finire...
    Ogni tanto qualche ladro va in galera, per me è positivo.So bene che gli altri ladri non saranno d'accordo.
    • fra Martino scrive:
      Re: La festa sta iniziando a finire...
      così parlò colui che (si crede) è senza peccato. la superbia è un vizio capitale, però.amen.
    • ahahahahaha h scrive:
      Re: La festa sta iniziando a finire...
      Lavori in Sony, o RCA?
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: La festa sta iniziando a finire...
      - Scritto da: uomo comune
      Ogni tanto qualche ladro va in galera, per me è
      positivo.
      So bene che gli altri ladri non saranno d'accordo.In effetti chi ruba i soldi dai supporti vuoti di chi su quei supporti ci mette materiale libero o proprio (visto che non vuole che ci metti il materiale suo per cui paghi quei soldi) come altro si può definire se non LADRO?
    • Mr. X scrive:
      Re: La festa sta iniziando a finire...
      - Scritto da: uomo comune
      Ogni tanto qualche ladro va in galera, per me è
      positivo.
      So bene che gli altri ladri non saranno d'accordo.Dai quando vedranno di non guadagnare abbastanza e ti daranno del ladro pure a te mentre canticchi sotto la doccia ne riparliamo (rotfl)
    • vday scrive:
      Re: La festa sta iniziando a finire...
      Be' guarda tra COLLEGHI non dovrebbero esserci queste scaramucce.......(rotfl)
    • Mi scoccio di loggare scrive:
      Re: La festa sta iniziando a finire...
      - Scritto da: uomo comune
      Ogni tanto qualche ladro va in galera, per me è
      positivo.
      So bene che gli altri ladri non saranno d'accordo.Ladro = colui che sottrae un bene al proprietario.Sharer = colui che _condivide_ un file con un altra personasottrae e' diverso da _condividere_Magari ritornare alle elementari per imparare queste nozioni basilari di matematica, potrebbe servirti a "riuscire" nella vita.A me servirebbe invece un programmino che scriva quanto su detto con la semplice pressione di 1 tasto.Purtroppo sta diventando noioso doversi ripetere sempre....
      • Paolo B. scrive:
        Re: La festa sta iniziando a finire...
        - Scritto da: Mi scoccio di loggare
        - Scritto da: uomo comune

        Ogni tanto qualche ladro va in galera, per me è

        positivo.

        So bene che gli altri ladri non saranno
        d'accordo.

        Ladro = colui che sottrae un bene al proprietario.
        Sharer = colui che _condivide_ un file con un
        altra
        persona Ladhrarer = colui che condivide un file protetto da copyright
        sottrae e' diverso da _condividere_
        Magari ritornare alle elementari per imparare
        queste nozioni basilari di matematica, potrebbe
        servirti a "riuscire" nella
        vita. ....per poi come risultato scrivere inutilità. Grazie, preferisco essere un non "riuscito"
        A me servirebbe invece un programmino che scriva
        quanto su detto con la semplice pressione di 1
        tasto.
        Purtroppo sta diventando noioso doversi ripetere
        sempre....Non facendo il tuo programmino e non ripetendoti risparmieresti fatica, non ti annoieresti e non annoieresti me....gli altri non so.Ciao
  • aPenguin scrive:
    Re: Svezia più "fascista" di Berlusconi...
    Ho capito.. sei un'altro videotecaro frustrato che in questo fine settimana si diverte un mondo a spammerare i forum (al di fuori di quello governativo dove ci siete in pianta stabile).Siamo gia' uno stato fascista, non hanno detto niente di strano se non la verita' che non vuoi capire.
    • Guybrush scrive:
      Re: Svezia più "fascista" di Berlusconi...
      - Scritto da: aPenguin[...]
      Siamo gia' uno stato fascista, non hanno detto
      niente di strano se non la verita' che non vuoi
      capire.Se fossimo gia' uno stato fascista qualcuno si sarebbe fatto una bella bevuta per alcune delle cose comparse su questo e in altri forum.Evitamo di scrivere queste cose, perfavore e studiate meglio i documenti dell'epoca in questione prima di scrivere cose come questa.Repubblica delle banane gia' somiglia (tragicamente) di piu' allo stato in cui viviamo al momento... e meno male che c'e' al CE, altrimenti sarebbe stato moooolto peggio.Tornando IT:C'e' stato un proXXXXX, e' stata espressa una condanna con delle precise motivazioni.Ora dovranno essere formalizzate e si potra' procedere al proXXXXX di appello dove verranno messe alla berlina le conoscenze superficiali in materia di rete (e di diritto) degli accusanti.Oso sperare che i quattro della baia vogliano poi passare alla controquerela di parte, cosi' da lucrare ben bene sulla loro disavventura.Buon inizio di settimana.-- -GT-
  • Luco, giudice di linea mancato scrive:
    Re: Svezia più "fascista" di Berlusconi...
    - Scritto da: gmacar
    Il tutto, ovviamente, poteva essere aggirato
    facilmente da chiunque (bastava usare altri
    DNS).Forse vero per il tuo provider ma non certo per tutti. Molti provider bloccavano anche il routing verso quell'IP. Per diversi giorni a chi usava Fastweb e Libero il sito di Pirate Bay era inaccessibile a meno di non passare attraverso TOR.Questo per non parlare del redirect illegale fatto da parte di Fastweb su sito dell'IFPI dietro "consiglio amichevole" della Guardia di Finanza (NON della magistratura)... ma si sa che quando bisogna dare aria alla bocca non si notano certi dettagli...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 aprile 2009 18.21-----------------------------------------------------------
  • fraccazzoda velletri scrive:
    Re: Svezia più "fascista" di Berlusconi...
    te lo dice un italiano qui se cè un idiota quello sei tu forse non è vero che berlusconi è un fascista e a chi dovrebbero chiedere scusa gli svedesi a te o ad un paese o governo che censura chi non la pensa come loro ma smettila e chiedi tu scusa a tutti noi per le cacate che dici
  • Giovanni Mauri scrive:
    Mungere la rete
    ahah!! fico questo neologismo. XD
  • mr.mambo scrive:
    Re: La legge obbliga
    Aggiungo allora il punto di vista di un'alro autore.Ora faccio il programmatore ma per pagarmi gli studi tra i vari 1000 lavori ho fatto il fumettista e l'autore di cartoni animati, distribuivo con raccomandazione di plagio e pirataggio le mie opere, è stata un'esperienza durata circa 4 anni, dal 2000 al 2004 circa.Insieme ad altri quattro fumettisti fondai un non-gruppo, i dissociati, riuscivamo a campare vendendo fotocopie dei nostri fumetti, magliette, pacchetti di cartine con fumetti fatti da noi, cartoline, dvd con i nostri cartoni, poster e tutto quello su cui potevamo schiaffare i disegni, le nostre battute. Sulle nostre fanzine e riviste non vi è stata mai alcun tipo di censura, né nei contenuti né nella qualità grafica, convivevano sulla stessa carta grandi fumetti e schifezze incommensurabili.Sbanchettavamo ad ogni festa, ad ogni iniziativa, ad ogni mercatino, giravamo con i fumetti in mano per l'università di Roma modello testimoni di geova e venditori di calzini ma distribuivamo risate ed incitavamo chiunque a darci storie, a disegnare, ad esprimersi.Entrammo casualmente in contatto con degli omologhi spagnoli ed allora iniziammo a collaborare, ci spedivamo tutte le nostre fanzine, noi traducevamo e vendevamo i loro fumetti a Roma e loro facevano altrettanto con i nostri in Spagna.Avevamo progetti concreti per continuare e migliorare la nostra attività mantenendo inalteratii nostri principi e la nostra metodologia.Nel 2004 ci siamo dissociati definitivamente, chi per lavoro, chi per esigenze di vita, chi ha cambiato città.Posso dire sulla pelle della mia esperienza che la S.I.A.E. ed il diritto d'autore non proteggono l'autore, se in australia o in tagikistan qualcuno copia una mia opera ed io non appartengo ad una lobby la S.I.A.E. per me microbo non farà nulla, per le beghe nazionali è legalmente sufficiente detenere gli originali, nel caso in cui qualcuno rubi la mia opera posso rifarmi davanti al giudice e pretendere risarcimento mostrando gli originali, al limite me li sposso spedire con raccomandata (senza aprire la busta!), la S.I.A.E. è solo una tassa da devolvere a potenti associazioni di categoria.Da autore posso dire che il plagio è un'onore ed il pirataggio (ma preferisco chiamarla condivisione) il mezzo per farmi conoscere.Se qualcuno mi plagia riconosce la mia bravura e senza appartenere a potenti lobby la condivisione rende possibile la circolazione della mia opera, più circola e più sono conosciuto e più ho speranza di concretizzare economicamente la mia attività tramite nuovi progetti.Da autore ritengo importante che nessuno si appropri della paternità della mia opera ma per questo esistono le creative commons e se qualcuno intende distribuirla ritengo importante il poter decidere le condizioni a seconda del contesto, se questo qualcuno è una libreria, un'associazione, un fumettista o chiunque decida di distibuire i miei fumetti con modalità simili alle mie allora direi che non c'è problema ma se a voler distribuire le mie opere fossero la mondadori o la fox allora vorrei essere in grado di dettare condizioni, lo dico da autore nel pieno interesse di un'autore.Vorrei spendere le ultime parole a favore della condivisione.Tutto quel che i dissociati hanno fatto è stato distribuito fuori dalla rete, non un sito (in realtà un sito ci stava ma nessuno se ne occupò mai e fu chiuso in breve) non dei video su youtube e nel tempo ed a causa dei tanti impegni della vita ho completamente trascurato i miei cartoni ed i miei fumetti finché un giorno per curiosità cerco su google se qualcuno menzionasse il nostro sito. Sorpresa, trovo i miei cartoni su youtube, non una ma tre diverse persone avevano rippato un dvd e messo online dei cartoni, mi sono sentito in dovere di fare altrettanto, sono entrato in contatto con i tipi, mi sono beccato un pò di complimenti, siamo diventati amici ed è finita lì.Dopo un anno mi arriva una mail, dei tifosi della roma mi chiedono di disegnargli un mio personaggio con la sciarpa della roma, ne vogliono fare uno striscione ed intitolargli un gruppo di tifosi. Entusiasta ed eccitato comincio una ricerca, su youtube i cartoni hanno avuto un'impennata di visite, sono nati 4 gruppi su facebook su di un mio personaggio, trovo account con nomi ed avatar dei miei personaggi, addirittura qualcuno si è sprecato con programmi di video editing e di grafica per ritagliarsi l'immaginuccia e farsi un'avatar, si scambiano le mie battute.Ne informo subito gli altri, ci siamo galvanizzati, abbiamo creato un mese fa un canale youtube mettendoci il meglio dei nostri cartoni, abbiamo deciso di riprendere l'attività, stiamo iniziando a fare nuovi cartoni, stavolta creeremo un blog, puntiamo ad un numero di visite modesto ma non modestissimo, ora siamo in due ed economicamente potrebbe bastare come integrazione dei nostri lavori.Stiamo affinando il progetto ma siamo certi che funzionerà, sarà a crescita lenta ed interamente basato sul concetto di libera condivisione delle opere, probabilmente metteremo online tutta la lavorazione ed i sorgenti scaricabili, sarà sia blog che tutorial.Se ho scritto tutto questo è per convincere gli autori a darsi una svegliata, se vi rivolgete a qualcuno sarà lui a dirvi come e cosa dovrete disegnare e lo farete sempre per due spicci.Ai non autori di questo forum che sostengono con esempi ragionevoli la necessità del copyright dico che il mondo è contemporaneamente più semplice e più complesso di quello rappresentato da S.I.A.E. e Britney Spears, Lucio Dalla e Forattini.Indirettamente mi rivolgo anche a quei programmatori che vedono il sucXXXXX o l'insucXXXXX del free software basandosi sulla fortuna di alcune multinazionali come IBM Sun ed altre, non esistono solo loro, esistono anche i programmatori indipendenti con il loro piccolo ufficio che onestamente e con capacità riescono a ricavarsi uno stipendio anche più che decente lavorando con il free sofware, contenti della loro vita e del loro lavoro, non frustrati da un capo tiranno. Grandi storie di piccoli successi.
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: La legge obbliga
      - Scritto da: mr.mamboQuello che dici è bellissimo, e mi ha anche incuriosito. Potresti almeno in privato (visto che in pubblico temo venga preso per spam) farmi qualche link in modo che possa approfondire e conoscere (visto che probabilmente ahimé non conosco) questi fumetti e cartoni che hai creato?E ora visto che mi trovo a parlare con te, mi viene una proposta provocatoria ma neanche troppo... Visto che le major hanno già provato a fare fumetti DISeducativi che dicono le solite XXXXXXcce che la copia è sbagliata e toglie i soldi agli autori, cosa ne pensi di fare, anche a tempo perso per carità, qualcosa che al contrario esalti i punti positivi, anche per gli autori, della condivisione delle opere, e dell'uso delle licenze libere, e condanni aspramente e apertamente il sistema attuale del copyright in cui di fatto a guadagnarci sono solo gli intermediari e non gli autori?Ovviamente se hai paura di conseguenze legali il mio consiglio è di farlo da anonimo e dietro TOR. Se i tuoi fumetti hanno tutto questo sucXXXXX hai sicuramente del talento, e poi è un argomento molto in voga. Da parte mia sicuramente ti farei tanta pubblicità!Ciao, aspetto notizie, almeno tramite messaggio privato (devi registrarti però per poterlo fare... se hai paura -comprensibile- usa tor e una email a scadenza che poi non usi più).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 aprile 2009 18.40-----------------------------------------------------------
      • mr.mambo scrive:
        Re: La legge obbliga
        Eh si, sono stato attento a voler far passare il messaggio senza pubblicizzarmi, ora devo andare all'aereoporto a prendere i genitori della mia ragazza, stasera mi segno e ti mando un mesaggio in privatociaomambo
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: La legge obbliga
          - Scritto da: mr.mambo
          Eh si, sono stato attento a voler far passare il
          messaggio senza pubblicizzarmi, ora devo andare
          all'aereoporto a prendere i genitori della mia
          ragazza, stasera mi segno e ti mando un mesaggio
          in privatoGrazie, sarà bene accetto ^__^
      • di passaggio scrive:
        Re: La legge obbliga
        ma proprio qui siamo a livelli di terrorismo e sette!!!
  • Il Frigorifer o scrive:
    Proposta di nuovo modello copyright
    A mio modestissimo parere non è giusto (anche se poi sono il primo a farlo) che si scarichi illegalmente.Il modello copyright è nato quando non esistevano tecnologie di diffusione così prorompenti.Proposta di discussione:Insprire le regole di controllo contenuti direttamente sui provider.Instaurazione di una "tassa della cultura" diciamo di 10 euro l'anno.Diritto legalmente stabilito di condivisione di qualsiasi contenuto dopo 1 anno.Da una parte si darebbe introito a chi della cultura fa una professione, dall'altro si garantirebbe che la cultura (in tutte le sue forme..mp3,video,programmi solo per uso personale) sia accessibile e a poco per tutta l'umanità.In una logica di integrazione globale è sempre più forte la possibilità di vedere, sentire, leggere di altre culture.
    • Luigi De Rubertis scrive:
      Re: Proposta di nuovo modello copyright
      Questa spazzatura è sacrosanto che venga rimossa da Internet.Le Licenze già esistono: http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commonshttp://www.creativecommons.it/
    • lellykelly scrive:
      Re: Proposta di nuovo modello copyright
      le attuali tasse italiane sui cd e dvd, giustificano la pirateria, le paghiamo per poter "piratare".una tassa sulla cultura non sarebbe una brutta idea, tipo un canone sulla tecnologia.come per le radio che pagano un tot alla siae indipendentemente dalla sorgente audio, comprata o no.ovvio che comunque a qualcuno non andrà bene, però, come per altre cose, si attacca.
      • Luigi De Rubertis scrive:
        Re: Proposta di nuovo modello copyright
        Sarà sufficiente vietare ai provider la diffusione di materiale non coperto dalla Licenza Creative Commons e il problema è immediatamente risolto alla fonte.
        • lellykelly scrive:
          Re: Proposta di nuovo modello copyright
          e credi che esista un modo sicuro per farlo?
        • krane scrive:
          Re: Proposta di nuovo modello copyright
          - Scritto da: Luigi De Rubertis
          Sarà sufficiente vietare ai provider la
          diffusione di materiale non coperto dalla Licenza
          Creative Commons e il problema è immediatamente
          risolto alla fonte.(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)E se ci mandiamo i pizzini come te ne accorgi ?(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • Luigi De Rubertis scrive:
            Re: Proposta di nuovo modello copyright
            La rete essendo nata su protocolli Liberi è per chi decide di condividere le proprie opere attraverso Licenze Creative Commons.E per chi non vuole condividere le proprie opere è assurdo che si pretende la limitazione delle fondamentali Libertà individuali e dei diritti umani.Pertanto è un'obbligo morale rimuovere immediatemente queste opere demoniache coperte dal diritto d'autore che infestano la rete.
          • pippo75 scrive:
            Re: Proposta di nuovo modello copyright
            - Scritto da: Luigi De Rubertis
            La rete essendo nata su protocolli Liberi è per
            chi decide di condividere le proprie opere
            attraverso Licenze Creative
            Commons.ero convinto che fosse nata per fini militari, in vista di una guerra atomica :)
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: Proposta di nuovo modello copyright
            - Scritto da: pippo75
            ero convinto che fosse nata per fini militari, in
            vista di una guerra atomica
            :)questo prima che tette & culi sventolassero al vento in tv pubblicizzando il TUTTO GRATIS e mostrando Utonti che si collegavano a diversi servizi internet attraverso 1 semplice click.Poi la rete e' diventata "veicolo commerciale" e tra poco ci ritroviamo la pubblicità pure sui siti .edu
          • lellykelly scrive:
            Re: Proposta di nuovo modello copyright
            ok, ma siccome a nessuno frega nulla, e di essere morali ancora meno, questo sbattimento porterà o alla totale chiusura o alla totale apertura.basta aspettare e vedere chi viene sconfitto prima.
        • Il Frigorifer o scrive:
          Re: Proposta di nuovo modello copyright
          Si così se un autore non firma le creative commons ricadiamo nel copyright. Col cavolo! Per me deve essere forzata l'adesione alla distribuzione dopo un anno
          • lellykelly scrive:
            Re: Proposta di nuovo modello copyright
            indipendentemente dalle proprie scelte, o c'è qualcuno che obbliga a fare in una certa maniera o se si lascia spazio al libero arbitrio, dopo un po' tornerà ad essere tutto blindato."mica solo io devo essere lo scemo? se gli altri ci guadagnano tanto lo voglio fare pure io e chissenefrega delle cc."
        • di passaggio scrive:
          Re: Proposta di nuovo modello copyright
          e basta co sta creative commons!!
    • di passaggio scrive:
      Re: Proposta di nuovo modello copyright
      AGGHIACCIANTE!!! °_°
  • lellykelly scrive:
    Re: Svezia più "fascista" di Berlusconi...
    no, a me piace rimanere offeso.non voglio le scuse, anzi pretendo che mi insultino ancora.
  • lellykelly scrive:
    ma se si fa ginnastica per strada?
    senza pagarecopiando gli esercizi delle palestre?qualcuno si arrabbia?facciamo un sito con i torrent ai pdf delle lezioni.www.thepilatesbay.orgThe Pilates Baychi fa il logo?
    • Il Frigorifer o scrive:
      Re: ma se si fa ginnastica per strada?
      Sei un genio!
    • pippo75 scrive:
      Re: ma se si fa ginnastica per strada?
      - Scritto da: lellykelly
      senza pagare
      copiando gli esercizi delle palestre?
      qualcuno si arrabbia?
      Sa FaceBook si tiene i dati e le foto e le mette in giro non è che qualcuno si arrabbia?
      • lellykelly scrive:
        Re: ma se si fa ginnastica per strada?
        uè, hai sbagliato topic eh!non te ne sei neppure accorto...complimentoni!
        • pippo75 scrive:
          Re: ma se si fa ginnastica per strada?
          - Scritto da: lellykelly
          uè, hai sbagliato topic eh!

          non te ne sei neppure accorto...

          complimentoni!non hai capito la logica, doppi complimentoni.
          • lellykelly scrive:
            Re: ma se si fa ginnastica per strada?
            no, me la spieghi perfavore?
          • pippo75 scrive:
            Re: ma se si fa ginnastica per strada?
            - Scritto da: lellykelly
            no, me la spieghi perfavore?Si parla di condividere quello che si vuole ( musica, programmi, film, altro ) fregandosene delle leggi ( belle o brutte ).Allora allo stesso modo facebook , seguendo le stesse regole, può fare la stessa cosa con le foto e i con i dati che le vengono recapitati.I primi condividono secondo i loro interessi, i secondi invece pure.Dopotutto è sempre conoscenza, niente di materiale che viene rubato.
          • lellykelly scrive:
            Re: ma se si fa ginnastica per strada?
            in un certo senso è vero, ma in facebook si accettano le condizioni, in un tracker torrent l'autore del file condiviso, spesso non è d'accordo.
          • pippo75 scrive:
            Re: ma se si fa ginnastica per strada?
            - Scritto da: lellykelly
            in un certo senso è vero, ma in facebook si
            accettano le condizioni, in un tracker torrent
            l'autore del file condiviso, spesso non è
            d'accordo.Basta che io invio i duoi dati e tu invii i miei ( senza chiedercelo a vicenda ).Io non tolgo qualcosa di materiale a te, e tu non togli qualcosa di materiale a me.
          • krane scrive:
            Re: ma se si fa ginnastica per strada?
            - Scritto da: pippo75
            - Scritto da: lellykelly

            in un certo senso è vero, ma in facebook si

            accettano le condizioni, in un tracker torrent

            l'autore del file condiviso, spesso non è

            d'accordo.

            Basta che io invio i duoi dati e tu invii i miei
            ( senza chiedercelo a vicenda
            ).

            Io non tolgo qualcosa di materiale a te, e tu non
            togli qualcosa di materiale a
            me.Allora siamo a posto :http://www.sivananda.org/about/copyright.htmlhttp://yogasutra.areablog.it/il-copyright-al-tempo-dello-yoga
          • 01234 scrive:
            Re: ma se si fa ginnastica per strada?
            cacchio eri serio (vabbeh, parolone, ma insomma)occhio che nelle sabbie mobili più ci si agita...
      • 01234 scrive:
        Re: ma se si fa ginnastica per strada?
        non mi pare c'entri...ma poi era uno scherzo...se uno non sa stare al gioco, ne resti fuori, che ci fa una figura migliore :-)
    • MeX scrive:
      Re: ma se si fa ginnastica per strada?
      no allora prego.Inizia a impaginare i PDF perdendoci ore di tempo libero.Procurati uno spazio coperto e riscaldato in cui sostenere tali lezioni gratuitamente e a tue spese, sei liberissimo di farlo, però secondo me poi inizi a pretendere che ti paghino il biglietto.
      • lellykelly scrive:
        Re: ma se si fa ginnastica per strada?
        i pdf li preparo nel tempo libero e li mando via mail, le lezioni nei parchi pubblici, a fine corso mi pagano la pizza, se posso farlo gratis, perchè no?
    • uno della massa scrive:
      Re: ma se si fa ginnastica per strada?
      - Scritto da: lellykelly
      senza pagare
      copiando gli esercizi delle palestre?
      qualcuno si arrabbia?

      facciamo un sito con i torrent ai pdf delle
      lezioni.

      www.thepilatesbay.org

      The Pilates Bay


      chi fa il logo?meglio il tai chi che è tradizionale, mentre il pilates non so, magari uno ha brevettato qualcosa
  • The Pirate Bay Supporter scrive:
    Quando la legge distorce la società
    La condanna di The Pirate Bay, dimostra l'incapacità delle aziende che usano il diritto d'autore per ottenere lauti compensi come multinazionali rispetto a ciò che percepiscono gli artisti che il sistema è sbagliato e non terrà.Di certo le sentenze di condanna non calmieranno l'evento peer to peer diffuso praticamente ovunque anzi porteranno per reazione ad un uso più massiccio.Pensate alle leggi americane contro il wiskey di contrabbando non risolse nulla anzi peggiorò la situazione.Quindi una proposta per ripartire è la seguente:Un artista (cantante, attore, proprietario di software, pittore, scrittore) ottengono loro direttamente il diritto d'autore per un periodo di 10-20 anni ma solo nella rappresentazione dell'opera nella realtà. Esempio:Per un cantante o attore quando fanno un concerto o un opera teatrale, per i film fino a un tetto economico in funzione dell'investimento fatto diciamo 10 volte ? Vi pare poco? A me sembra moltissimo come ricavo!Per lo scrittore si applica lo stesso principio per l'attore cinematografico ma il fattore di guadagno deve essere in funzione del mercato quindi più basso rispetto a quello dei film.Per il pittore è diverso, la sua opera potrà essere copiata e modificata senza nessun problema ma lui rimarrà proprietario dell'originale.Per il software è evidente che le aziende non rilasciano neanche il copyright del codice se si acquista e questo deve cambiare. L'evoluzione in questo settore si basa sulla conoscenza delle soluzioni e diffusione affinche si elaborino nuove soluzioni.L'esempio e' stato tracciato da Apache, Java e tutti i framework e l'ingegneria del software che si e' evoluta su queste piattaforme e di cui si sono impossessate aziende come Microsoft che hanno il copyright ma copiano tecnologie provenienti dall'open-source. Gruppi di sviluppatori, architetti, progettisti software che gratuitamente trovano soluzioni o creano pattern e lasciano il codice modificabile, consultabile ed applicabile da tutti compresi le aziende con copyright.Quindi queste aziende devono comprendere che con i tempi presenti nel campo informatico il copyright non dovrebbe funzionare per oltre 1 anno 1 anno e mezzo inoltre il codice deve essere disponibile a tutti per poter essere modificato e migliorato oltre a poter essere adattabile alle esigenze reali delle aziende o degli utenti.E' questo che manca nelle varie leggi sul copyright un diritto economico e di proprietà intellettuale verso gli autori e non le multinazionali e molto limitato nel tempo per permetterne la completa diffusione nell'umanità.L'umanità non si evolve senza libera circolazione di soluzioni a problemi o consultazione di opere di ogni natura.L'evoluzione permette di avere aerei, satelliti, reti informatiche, scanner e stampanti, sistemi di archiviazione, nuovi sistemi sociali ed educativi, una nuova forma di democrazia.Bloccare tutto questo per un aspetto di lucro economico perchè le multinazionali non muoiono mentre gli autori si e guadagnare per un opera in funzione del numero di volte che viene vista, usata, letta ecc... è solo speculazione.Questa speculazione non è mai appartenuta nella storia dell'uomo. Leonardo aveva un codice per le proprie invenzioni non per non diffonderne le soluzioni bensi perchè qualcuno non si appropriasse dell'invenzione definendosi lui l'inventore.E se Leonardo la pensava così non credo che oggi giorno esista qualcuno paragonabile a lui sia per invenzioni che per soluzioni ai problemi umani.Spero la riflessione serva a qualcuno.Nel frattempo W The Pirate Bay, forza ragazzi.Diffondere informazioni non è un reato se non si ha un guadagno economico da questo.Poi creare un motore di ricerca di contenuti che non si ospita assolutamente è una pazzia fatta da politici che dell'argomento non hanno nessuna nozione e dimostrano la loro ignoranza sempre di più con una presunzione da Pilato nella condanna di Cristo.Ciao e W The Pirate Bay
    • pippo75 scrive:
      Re: Quando la legge distorce la società
      Potrei essere d'accordo, però voglio chiederti una cosa.Se fossi stato tu a spendere soldi, diresti la stessa cosa?A fare l'elemosina con i soldi degli altri sono capace anche io.
    • frk scrive:
      Re: Quando la legge distorce la società

      Quindi queste aziende devono comprendere che con
      i tempi presenti nel campo informatico il
      copyright non dovrebbe funzionare per oltre 1
      anno 1 anno e mezzo inoltre il codice deve essere
      disponibile a tutti per poter essere modificato e
      migliorato oltre a poter essere adattabile alle
      esigenze reali delle aziende o degli
      utenti.Ma non esiste proprio! Io scrivo il software e io lo do alle condizioni che voglio io! Tu sei liberissimo di ignorare il mio software.Che poi io riveli i sogenti a chicchessia te lo scordi proprio.
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: Quando la legge distorce la società
        - Scritto da: frk
        Ma non esiste proprio! Io scrivo il software e io
        lo do alle condizioni che voglio io!Le "condizioni che vuoi tu" includono il diritto di reXXXXX, cioè la possibilità che se il tuo software non risponda alle mie esigenze te lo possa restituire e tu mi restituisca i soldi?Le "condizioni che vuoi tu" includono l'assunzione di responsabilità se il tuo software mi causa dei danni, anche economici? Se un giocattolo danneggia un bambino, se un alimento contiene componenti tossiche, il rivenditore e il produttore ne risponderanno civilmente e penalmente, e tu col tuo software perché non vuoi rispondere dei miei dati?Le "condizioni che vuoi tu" mi permettono di fare quello che voglio con quello che compro esattamente come tutte le cose che compro, dall'aspirapolvere al servizio di piatti?
        Tu sei liberissimo di ignorare il mio software.Io sono liberissimo di fare quello che voglio con quello che compro, come con qualsiasi oggetto di questo mondo. Tu sei liberissimo di venderlo a 10.000 euro ma una volta venduto ne devi fare un altro, non puoi rivenderlo all'infinito, e non puoi dire "lo faccio una volta e mi vendo 100 copie a 100 euro", devi lavorare come tutti continuamente e costantemente, quindi fai un programma, lo vendi (una e una sola volta al prezzo che tu decidi), poi ne fai un altro, eccetera.Se non ti sta bene, è un tuo problema. Col tuo ragionamento il muratore dovrebbe fare solo un muro e poi dire "oh adesso tutti i prossimi muri me li pagate lo stesso". Il capomastro ti dà un calcio e non ti pagherà neanche il muro che hai fatto... perché tu dovresti avere un trattamento diverso dal muratore?
        Che poi io riveli i sogenti a chicchessia te lo
        scordi proprio.E se il tuo programma è una schifezza? Se ci sono virus? Chi mi garantisce? Tu non vuoi farlo (vedi sopra)Allora tienitelo per te, nessuno ti obbliga a venderlo. Se vendi DEVI dare i sorgenti a chi ti paga. E se ad oggi la legge ti consente di non farlo, bisogna cambiare la legge.
        • di passaggio scrive:
          Re: Quando la legge distorce la società

          Le "condizioni che vuoi tu" includono il diritto
          di reXXXXX, cioè la possibilità che se il tuo
          software non risponda alle mie esigenze te lo
          possa restituire e tu mi restituisca i
          soldi?sì
          Le "condizioni che vuoi tu" includono
          l'assunzione di responsabilità se il tuo software
          mi causa dei danni, anche economici? ma assolutamente no!
          Se un
          giocattolo danneggia un bambino, se un alimento
          contiene componenti tossiche, il rivenditore e il
          produttore ne risponderanno civilmente e
          penalmente, e tu col tuo software perché non vuoi
          rispondere dei miei dati?ma queste mi sembran discrete XXXXXXXte..e in ogni caso potrei risponderti che "ma quelle sono cose materiali", o la frase vi fa comodo solo in alcuni casi?
          Le "condizioni che vuoi tu" mi permettono di fare
          quello che voglio con quello che compro
          esattamente come tutte le cose che compro,
          dall'aspirapolvere al servizio di
          piatti?che ci vuoi fare cn un sw? portartelo a letto?

          Tu sei liberissimo di ignorare il mio software.

          Io sono liberissimo di fare quello che voglio con
          quello che compro, come con qualsiasi oggetto di
          questo mondo. Tu sei liberissimo di venderlo a
          10.000 euro ma una volta venduto ne devi fare un
          altro, non puoi rivenderlo all'infinito, e non
          puoi dire "lo faccio una volta e mi vendo 100
          copie a 100 euro", devi lavorare come tutti
          continuamente e costantemente, quindi fai un
          programma, lo vendi (una e una sola volta al
          prezzo che tu decidi), poi ne fai un altro,
          eccetera.tu sì che ne capisci... sicuramente! sia di sviluppo che soprattutto di mercato... senti, ho tanta voglia di farti un sw appositam per le tue necessità... Son disposto a dartelo con tutte le condizioni che vuoi tu, e ti faccio pure lo sconto! 8000 euro mi bastano. si può fare?MA CHE COSA DICI? COME NON POSSO RIVENDERLO ALL'INFINITO? IL FRIGORIFERO LO PAGHI 100 EURO XKè TE NE VENDONO "N"... PROVA A FARTELO FARE DI PROPOSITO!Poi chi ti senti di essere per dire alla gente "DEVI LAVORARE"??? C'è chi deve lavorare 40 ore la settimana, chi 60, chi 10, qual è il tuo problema? se nn ti piace il tuo di lavoro, lo cambi e ti metti a fare altro (se ne sei capace).
          Se non ti sta bene, è un tuo problema. Col tuo
          ragionamento il muratore dovrebbe fare solo un
          muro e poi dire "oh adesso tutti i prossimi muri
          me li pagate lo stesso". Il capomastro ti dà un
          calcio e non ti pagherà neanche il muro che hai
          fatto... perché tu dovresti avere un trattamento
          diverso dal muratore?perchè non sono un muratore (con tutto il rispetto per il muratore) e faccio qualcosa di "DIVERSO" (diverso! non migliore! diverso!)
          E se il tuo programma è una schifezza? Se ci sono
          virus? Chi mi garantisce? Tu non vuoi farlo (vedi
          sopra)
          Allora tienitelo per te, nessuno ti obbliga a
          venderlo. Se vendi DEVI dare i sorgenti a chi ti
          paga. E se ad oggi la legge ti consente di non
          farlo, bisogna cambiare la legge.sì, da qui si vede proprio che ne capisci.tu sei più parassita delle major mi sa. e furbo, molto furbo! altro che cambiare le leggi! spero nn avvenga mai, o, al limite, che cambino come vorrei io.
  • esi vero scrive:
    w piratebay
    http://shop.ebay.it/merchant/cdsat2006Compaq DL580 G2 4x intel xeon 1.4Ghz 4GB ram 72 GB HD:http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1966711D-Link Wireless N DIR-655 Router:http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1968277D-Link DKVM-2KU, mini KVM switch a 2 porte:http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1966788SWITCH TP-LINK 16 Port Gigabit Switch 1000 MBit TL-SG1016:http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1965800
  • Luca scrive:
    chiudiamo anche le biblioteche allora?
    chiudiamo le biblioteche, ma lo sapete o no che si prestano libri e film?? ANCHE DEI CD!!!!! ABOMINIOOOOO BRUCIATELEEEEE
    • pippo75 scrive:
      Re: chiudiamo anche le biblioteche allora?
      - Scritto da: Luca
      chiudiamo le biblioteche, ma lo sapete o no che
      si prestano libri e film?? ANCHE DEI CD!!!!!
      ABOMINIOOOOO
      BRUCIATELEEEEEHai provato ad informati?Al momento ci sono delle regole e ci sono delle pressioni per farle cambiare, buona fortuna per informarti.
    • Aldo Giovi scrive:
      Re: chiudiamo anche le biblioteche allora?
      Una volta mi sono imbattuto in un sito di videotecari dove si consigliava di andare in queste biblioteche e rigare di nascosto quanti più cd e dvd possibile...
    • uno della massa scrive:
      Re: chiudiamo anche le biblioteche allora?
      - Scritto da: Luca
      chiudiamo le biblioteche, ma lo sapete o no che
      si prestano libri e film?? ANCHE DEI CD!!!!!
      ABOMINIOOOOO
      BRUCIATELEEEEEsvegliati bellohttp://www.nopago.org/
  • Matteo scrive:
    Re: La legge obbliga
    Quello che hai scritto dovresti mandarlo così com'è ad uno o più giornali.Non è solo idealmente corretto ma è anche il pensiero condiviso di molti! Forse possono obiettare dicendo che ovunque circoli denaro è necessaria una regolamentazione, tuttavia quello che si fa ora è sfruttamento, raggiro ed imposizione. Non regolamentazione.Ti invito davvero ad inviarlo ad un giornale... serve che la gente rifletta.
  • aid85 scrive:
    si sono inventati un reato ad personam
    l'ooposto del nostro silvioin svezia il parlamento ha "creato" un reato assurdo dietro RICHIESTA delle major per ocndannare tre normali ragazzi a loro fastidiosi e cn lo scopo di farli diventare un monito-istigazione a possibilità di reato-PirateBay NON OSPITA FILE li indica per mezzo di un motore di ricerca dedicato ESATTAMENTE COME GOOGLE O SIMILI, NE PIU' NE MENO !!Questa cosa fa paura che i soldi fanno le leggi... i diritti nn conteranno più nulla... il medioevo è tornato.
  • Marca scrive:
    Prima ti vendono il bolide e poi...
    Mi dispiace per quelli di Pirate Bay ma secondo me hanno osato troppo.Piuttosto non sopporto la falsita' delle offerte commerciali.Mettono in commercio autovetture che vanno a 200 km/h e poi vogliono che vai a 50 all'ora.Ti vendono l'adsl che va' a 7 mega e poi vogliono che su internet scarichi solo la posta elettronica.Ti vendono i masterizzatori blu ray e poi vogliono che in un supporto ci salvi 4 mega di documenti...Secondo loro uno dovrebbe pagare per andare al cinema, pagare per noleggiare il dvd, pagare l'abbonamento a sky (oltre che quello della rai) e poi comprare il dvd.Tutto questo solo per avere il diritto di vedere un bel film quando ti pare.
  • Foy scrive:
    Chiusa una baia, si apre un porto!
    Le mayor dell'industria sanno che ogni punto guadagnato non fa altro che rallentare le loro sconfitte. Come nell'esercito si trovano fonti per lo sviluppo e la ricerca, così in internet lo scambio pirata è il carburante che stimola a trovare nuove soluzioni per aggirare i continui ostacoli che si cerca di imporre.La reazione (contenuta) dei netizen credo che sia: "The Pirate Bay chiude? Ci sono altri siti...". Anche se non è corretto dire che TPB chiude, la reazione è quella di andare a cercare da un'altra parte quel che si vuole scaricare. La rete è un "luogo" dove tutti, se possono, rubano. Quindi il giorno che riusciranno a rendere pienamente illegale e rintracciabile questo tipo di traffico, metà mondo sarà in arresto!
  • jun gian scrive:
    ma gli artisti parlano?
    ma gli artisti parlano?quanti artisti si sono espressi chiaramente sulla condivisione gratuita di opere artistche coperte da copywrite? e delle loro opere? preferirebbero che una loro canzone fosse scambiata tra 2 milioni di persone e piu' o che fosse venduta a 3centomila?Io se fossi artista preferirei la prima. Cercherei anche un compromesso, ma non farei campare di rendita le major, che detengono diritti di opere che forse neanche capiscono. vorrebbero continuare a venderci dvd stracotti a prezzi esagerati... e ne pagano le conseguenze...... scambiamoci verdure, qual e' lo scopo di un dirigente dell'industria discografica? fare soldi attraverso la musica, la musica e' un mezzo, non lo scopo.vendo patate. L'"artista" e' uno strumento-persona che diventa gadget.I peperono son meglio.Fortunatamente non tutti gli artisti sono uguali, e ci mancano gli artisti che durano piu' di qualche anno.Meglio il Barolo o il Barbaresco.Si tende al breve, all'incasso veloce, diffondono il novello ovunque, vino spesso troppo giovane per essere bevuto, ma fa tendenza, non capisco ma mi adeguo...Qualcuno avra' messo il brevetto anche sul novello?...
    • uno della massa scrive:
      Re: ma gli artisti parlano?
      - Scritto da: jun gian
      ma gli artisti parlano?e la gente?la gente che è DI PIU' non parla.al massimo due brontolii nei forum, solo su internet.
  • jun gian scrive:
    ma gli artisti parlano?
    ma gli artisti parlano?quanti artisti si sono espressi chiaramente sulla condivisione gratuita di opere artistche coperte da copywrite? e delle loro opere? preferirebbero che una loro canzone fosse scambiata tra 2 milioni di persone e piu' o che fosse venduta a 3centomila?Io se fossi artista preferirei la prima. Cercherei anche un compromesso, ma non farei campare di rendita le major, che detengono diritti di opere che forse neanche capiscono. vorrebbero continuare a venderci dvd stracotti a prezzi esagerati... e ne pagano le conseguenze...... scambiamoci verdure, qual e' lo scopo di un dirigente dell'industria discografica? fare soldi attraverso la musica, la musica e' un mezzo, non lo scopo.vendo patate. L'"artista" e' uno strumento-persona che diventa gadget.I peperono son meglio.Fortunatamente non tutti gli artisti sono uguali, e ci mancano gli artisti che durano piu' di qualche anno.Meglio il Barolo o il Barbaresco.Si tende al breve, all'incasso veloce, diffondono il novello ovunque, vino spesso troppo giovane per essere bevuto, ma fa tendenza, non capisco ma mi adeguo...Qualcuno avra' messo il brevetto anche sul novello?...
  • paolo caruso scrive:
    mandiamoli a casa
    internet libero e GRATUITO bypiolo w. i grilli
  • gerry scrive:
    Il modello di copyright si estiguerà
    Premessa: il copyright è un mezzo per fornire all'autore un adeguato compenso della sua opera, tuttavia è visto come un male necessario rispetto alla diffusione dell'opera.Infatti esso non è eterno, dopo un certo periodo decade e l'opera diventa di pubblico dominio.Qual'è il problema? Che adesso abbiamo modo di conservare e duplicare la cultura all'infinito, a poco costo.Tra poco tempo (quanto dipende da noi) saremo pieni di roba in public domain per decadenza dei termini.Cosa succederà? Succederà che nella rete ci sarà un caos di cose legali e illegali, nel quale non sarà praticamente più possibile distinguere il lecito dall'illecito.Per questo gli autori e i produttori stanno facendo di tutto per aumentare a dismisura il tempo di protezione. Non tanto perchè vogliono lucrare in eterno, quanto perchè vogliono evitare che si scateni questo caos in cui diventerà difficile accusare chiunque.D'altronde se ascoltiamo loro il copy sarebbe eterno, a nostra rovina perchè tutta la struttura della cultura e della conoscenza si fossilizzerebbe in una rete di violazioni e proprietà a catena.Per questo IMHO il modello di copy così com'è non va più bene, è nato 100 anni fa per un mercato di 100 anni fa. E' impensabile che lo si possa tenere così com'è al giorno d'oggi.
    • anonimo scrive:
      Re: Il modello di copyright si estiguerà
      - Scritto da: gerry
      Premessa: il copyright è un mezzo per fornire
      all'autore un adeguato compenso della sua opera,
      tuttavia è visto come un male necessario rispetto
      alla diffusione
      dell'opera.
      Infatti esso non è eterno, dopo un certo periodo
      decade e l'opera diventa di pubblico
      dominio.

      Qual'è il problema? Che adesso abbiamo modo di
      conservare e duplicare la cultura all'infinito, a
      poco
      costo.
      Tra poco tempo (quanto dipende da noi) saremo
      pieni di roba in public domain per decadenza dei
      termini.

      Cosa succederà? Succederà che nella rete ci sarà
      un caos di cose legali e illegali, nel quale non
      sarà praticamente più possibile distinguere il
      lecito
      dall'illecito.

      Per questo gli autori e i produttori stanno
      facendo di tutto per aumentare a dismisura il
      tempo di protezione. Non tanto perchè vogliono
      lucrare in eterno, quanto perchè vogliono evitare
      che si scateni questo caos in cui diventerà
      difficile accusare
      chiunque.

      D'altronde se ascoltiamo loro il copy sarebbe
      eterno, a nostra rovina perchè tutta la struttura
      della cultura e della conoscenza si
      fossilizzerebbe in una rete di violazioni e
      proprietà a
      catena.

      Per questo IMHO il modello di copy così com'è non
      va più bene, è nato 100 anni fa per un mercato di
      100 anni fa.

      E' impensabile che lo si possa tenere così com'è
      al giorno
      d'oggi.Non ho mai letto un mare di sciocchezze più grosse di quelle che riporti tu e la stragrande maggioranza dei post precedenti.Voi non capite la differenza fra interesse collettivo e interessi privati.Perché non vi leggete Hobbes? Guardate su Google...In sostanza, a voi non importa un fico secco di niente, basta che vi diano aggratis film e canzonette.Bravi, complimenti, continuate così.
      • luino scrive:
        Re: Il modello di copyright si estiguerà
        e quindi? dai, sprecaceli 2 minutini per argomentare altrimenti sembra la solita rosicata dello schizzofrenico di turno ("voi" chi? ma che è, paranoia? :s)
        • anonimo scrive:
          Re: Il modello di copyright si estiguerà
          - Scritto da: luino
          e quindi? dai, sprecaceli 2 minutini per
          argomentare altrimenti sembra la solita rosicata
          dello schizzofrenico di turno ("voi" chi? ma che
          è, paranoia?
          :s)Grazie dell'apprezzamento, comunque ti rispondo in due righe.Prendiamo il caso più clamoroso, la copia di un film.Se si possono avere gratis in internet le copie dei film, chi mai produrrà più film?Mi pare una domandina semplice semplice.
          • gerry scrive:
            Re: Il modello di copyright si estiguerà
            - Scritto da: anonimo
            chi mai produrrà più film?
            Mi pare una domandina semplice semplice.Dimmi dove ho detto che devono essere gratis.Ho detto che il modello attuale di copyright non va più bene, non che non si deve dare più una lira agli autori.
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Il modello di copyright si estiguerà
            - Scritto da: anonimo
            Se si possono avere gratis in internet le copie
            dei film, chi mai produrrà più film?http://vimeo.com/2740962?pg=embed&sec=2740962http://www.stealthisfilm.com/http://www.zeitgeistmovie.com/
            Mi pare una domandina semplice semplice.A domanda semplice risposta altrettanto semplice.
      • XYZ scrive:
        Re: Il modello di copyright si estiguerà
        - Scritto da: anonimo
        - Scritto da: gerry

        Premessa: il copyright è un mezzo per fornire

        all'autore un adeguato compenso della sua opera,

        tuttavia è visto come un male necessario
        rispetto

        alla diffusione

        dell'opera.

        Infatti esso non è eterno, dopo un certo periodo

        decade e l'opera diventa di pubblico

        dominio.



        Qual'è il problema? Che adesso abbiamo modo di

        conservare e duplicare la cultura all'infinito,
        a

        poco

        costo.

        Tra poco tempo (quanto dipende da noi) saremo

        pieni di roba in public domain per decadenza dei

        termini.



        Cosa succederà? Succederà che nella rete ci sarà

        un caos di cose legali e illegali, nel quale non

        sarà praticamente più possibile distinguere il

        lecito

        dall'illecito.



        Per questo gli autori e i produttori stanno

        facendo di tutto per aumentare a dismisura il

        tempo di protezione. Non tanto perchè vogliono

        lucrare in eterno, quanto perchè vogliono
        evitare

        che si scateni questo caos in cui diventerà

        difficile accusare

        chiunque.



        D'altronde se ascoltiamo loro il copy sarebbe

        eterno, a nostra rovina perchè tutta la
        struttura

        della cultura e della conoscenza si

        fossilizzerebbe in una rete di violazioni e

        proprietà a

        catena.



        Per questo IMHO il modello di copy così com'è
        non

        va più bene, è nato 100 anni fa per un mercato
        di

        100 anni fa.



        E' impensabile che lo si possa tenere così com'è

        al giorno

        d'oggi.


        Non ho mai letto un mare di sciocchezze più
        grosse di quelle che riporti tu e la stragrande
        maggioranza dei post
        precedenti.Al contrario invece, a me è capitato spesso di poter leggere commenti "traviati" come i tuoi.D'altronde è esattamente su questo campo che nei fatti, si incontrano i pareri contrastanti e le relative "influenze esterne" (mediatiche, ideologiche, etc..) sull'argomento.
        Voi non capite la differenza fra interesse
        collettivo e interessi
        privati.Al contrario, è esattamente perchè molti di "noi" (ma sarebbe errato parlare di un "noi", poichè una pluralità, in questo non è mai esistita, ne esisterà mai) capiscono perfettamente il concetto di "interesse collettivo" e "privato", pur rimanendo "esterni" agli interessi di "lucro" originati dai concetti stessi relativamente al caso specifico (Internet). Che ci rendiamo conto di quanto sia effettivamente "vitale" cambiare radicalmente molte delle concezioni che oggigiorno sono alla base e ne sono la base di concetti come, ad esempio, il "copyright".
        Perché non vi leggete Hobbes? Guardate su
        Google...Non so se ti riferisci allo scrittore Thomas Hobbes e al suo Leviatano.."La condizione dell' uomo é una condizione di guerra di ciascuno contro ogni altro" Se si, è esattamente per questo, che l abolizione del copyright diventa irrimediabilmente una priorità necessaria.Se invece ti riferisci alla Hobbes Internet Timeline beh, non vedo cosa c'entri con tutto ciò, o meglio, non credo che acquisirà importanza prima del 2013 (visto che accoglierà anche questo proXXXXX, come uno dei punti di svolta della Internet odierna..), più o meno. Continuo a leggere una certa mancanza di coerenza nel tuo commento..D'altronde è esattamente questo l'obiettivo primario attuale dell'industria, perpetrare in avanti il più possibile un concetto già morto, per progettare nuove mosse future in virtù di esso. Utilizzando l'informazione come "arma di convinzione di massa". Sfruttando l'incoerenza di informazioni dei pochi che ancora "si informano" (e non vengono informati, vista l'attuale unilateralità dell'attuale concetto di "media") per seppellire concetti scomodi, seppur tangibili, funzionali, necessari e assolutamente realizzabili... ma evidentemente, non abbastanza redditizi. IMHO, è proprio questa grande arma che ha fatto finire cosi questo piccolo proXXXXX, i cui risultati sono la prova tangibile della decadenza in cui è immerso il mondo di oggi.Questa è la prova, che si preferisce lucrare stabilmente su un concetto che "di fatto" è stato soverchiato, distrutto, eliminato, grazie alla proliferazione di Internet, anzichè cercare di evirare tutto ciò che è cultura dal morente mercato economico socialmente stratificato che è oggi il suo mercato. E la credenza, che distruggendo il mercato, si distrugga inevitabilmente anche la cultura, è di per sè sbagliata. Non perchè non sia vero, ma semplicemente perchè "non si può uccidere un cadavere".. Il mercato dei media, è di per sè stesso morto prima ancora di arrivare in massa su internet. Credi forse che un "autore", non una "star", ma un semplice autore autoprodotto, possa essere messo sul lastrico dalla distruzione di concetti come il copyright e l abolizione di organi come la SIAE? La risposta è NO, ovviamente, poichè un normale autore è già sul lastrico. Preda di un sistema che ha probabilmente smesso di funzionare a metà anni '80. E dopo 20 anni, la puzza non manca...
        In sostanza, a voi non importa un fico secco di
        niente, basta che vi diano aggratis film e
        canzonette.No, in effetti no, o meglio SI. Se procurarsi "aggratis" film e canzonette significa contribuire al collasso del sistema che li propone. Sono semplicemente in dovere di farlo.
        Bravi, complimenti, continuate così.Grazie, Prego!
      • gerry scrive:
        Re: Il modello di copyright si estiguerà
        Riassunto: io capisco tutto, tu non capisci niente e non ribatto nemmeno perchè è così chiaro che nessuno potrebbe fraintendere.Un bel modo per scappare dalle discussioni.
    • painlord2k scrive:
      Re: Il modello di copyright si estiguerà
      - Scritto da: gerry
      Cosa succederà? Succederà che nella rete ci sarà
      un caos di cose legali e illegali, nel quale non
      sarà praticamente più possibile distinguere il
      lecito dall'illecito.Il problema dell'industria dell'informazione e dello spettacolo (libri e film, ma anche musica, etc.) è che se la roba fuori mercato perché sotto copyrignt inizia a entrare nel mercato perché diventa di Pubblico Dominio, loro si troverebbero sottoposti ad una crescente massa di concorrenza tra la loro roba a pagamento e quella gratuita (o a poco prezzo) che è di pubblico dominio.E, in un regime di concorrenza, non potrebbero guadagnare come guadagnano adesso.Google, che ha avvocati e soldi da buttare, può permettersi di fare questo esattamente. Ha digitalizzato intere biblioteche, creato un sistema dove chi ha il copyright può affermarlo e farsi togliere dagli elenchi. Il che significa che si fa toglere la possibilità di vendere copie delle opere, mentre chi lo permette ne può vendere di più. Inoltre, Google ha creato privatamente un albo di tutte le opere in PD o sotto copyright, in modo che si sa cosa è di PD (e quindi si può usare liberamente) e cosa non lo è (e quindi quando scade il copyright).Google ha già creato una situazione che, se continua di questo passo, portata avanti da loro o da altri, forzerà chi lucra a causa del monopolio a mettersi sul mercato come altri soggetti.
      • Marco scrive:
        Re: Il modello di copyright si estiguerà
        Condivido in pieno con Gerry che il copyright prima o poi dovra' finire.Non penso che ci siano problemi nella distinzione di cosa puo' essere diffuso e cosa no...ci sono i computer per questo !!!Riguardo cio' che ha scritto Anonimo, sul fatto che vogliamo solo canzonette e film gratis rispondo che come consumatore non sono affatto tutelato.Se vado al supermercato e un chilo di patate costa 40 euro tu dirai "cambia supermercato".Ma se ovunque vai c'e' un accordo e quel costo ti dicono che e' giustificato te hai due scelte: o non mangi piu' le patate o sei costretto a sborsare 40 euro.Mentre pero' per un bene "materiale" si possono fare due conti sul suo costo e stabilire se il prezzo al consumo e' giustificato, per un bene "immateriale" come la canzonetta non puoi stabilirlo.Poi il bene materiale esposto io posso guardarlo, toccarlo, capire dal suo aspetto se e' un buon prodotto.Il cd con le canzonette puo' avere una bella copertina ma non so' se la qualita' delle canzoni giustifica il prezzo.E se lo compro e poi scopro che su 10 canzoni c'e' solo 1 che mi piace?Guarda caso e' l'unica canzone che ho ascoltato alla radio !!!Se le patate fanno schifo o sono marce io le riporto indietro al venditore.Se il cd che ho comprato fa' schifo mica posso riportarlo indietro !!!Poi riguardo al costo del cd perche' devo sobbarcarmi il 99% in piu' del costo solo perche' c'e' un'industria dietro che sperpera soldi in pubblicita' martellanti, gadgets, copie su copie distribuite a mezzo mondo, stipendi a nullafacenti che in altri settori sarebbero subito licenziati?Se la musica cosi' come il cinema sono dei beni indispensabili per un essere umano allora cominciamo ad ancorare i loro prezzi a dei beni reali.Stabiliamo che un cd audio non puo' costare piu' di 2 kg di pane e un film in dvd non piu' di 3kg di pane !!!E' troppo facile aumentare sempre di piu' il prezzo inventandosi delle presunte aumentate spese !!!!Poi mi spieghi perche' se compro il supporto "cd musicale" devo spendere 20 euro e se compro una canzone 0,50 centesimi?Se compro il cd in versione digitale spendo 5-10 euro, se compro il cd al negozio spendo il doppio !!!Il supporto alle industrie gli costa al massimo 1 euro, gli altri 9 euro sono per pagare le spese assurde di questa industria.Idem per i film in dvd.Al momento dell'uscita, quando sono delle novita' costano 20 euro, poi scendono scendono scendono (perche' nessuno glieli compra a quel prezzo...) e poi te li tirano dietro a 6,90 euro.Mi vuoi far credere che il venditore quando lo vende a 6,90 euro non ci guadagna nulla e lo vende in perdita?A chi vanno quei 13,10 euro, che rappresentano piu' del 100% del costo del prodotto?Ne convieni con me che c'e' un guadagno spropositato, ingiustificato, assurdo ????
      • gerry scrive:
        Re: Il modello di copyright si estiguerà
        - Scritto da: painlord2k
        Il problema dell'industria dell'informazione e
        dello spettacolo (libri e film, ma anche musica,
        etc.) è che se la roba fuori mercato perché sotto
        copyrignt inizia a entrare nel mercato perché
        diventa di Pubblico Dominio, loro si troverebbero
        sottoposti ad una crescente massa di concorrenza
        tra la loro roba a pagamento e quella gratuita (o
        a poco prezzo) che è di pubblico
        dominio.Non sono d'accordo, due beni materiali possono essere l'uno il sostituto dell'altro ma due opere culturali non possono.Se ti interessa l'ultimo libro di Dan Brown non leggerai la divina commedia solo perchè è gratis.
        • painlord2k scrive:
          Re: Il modello di copyright si estiguerà
          - Scritto da: gerry
          - Scritto da: painlord2k
          Non sono d'accordo, due beni materiali possono
          essere l'uno il sostituto dell'altro ma due opere
          culturali non possono.
          Se ti interessa l'ultimo libro di Dan Brown non
          leggerai la divina commedia solo perchè è
          gratis.Solo parzialmente vero.Ma tra due libri simili, uno in PD e uno (C), il (C) deve avere un valore (ai miei occhi) superiore a quello che ha il libro in PD + il costo del libro in (C).V(PD) < V((C))+ (C)$Il che significa che maggiore è il numero di libri disponibili in PD maggiore è la probabilità che legga un libro in PD e non abbia tempo di leggerne uno in (C).
    • uno della massa scrive:
      Re: Il modello di copyright si estiguerà
      la cosa più semplice è: uso pubblico per guadagnarci? (industria su industria)si paga.la massa?non paga.
      • uno della massa scrive:
        Re: Il modello di copyright si estiguerà
        - Scritto da: uno della massa
        la cosa più semplice è: uso pubblico per
        guadagnarci? (industria su
        industria)

        si paga.

        la massa?

        non paga.ah si... non nel senso che trovo che questa sia la soluzione migliore, ma chi fa arte per denaro in questo modo può pretendere soldi da chi ne fa.per gli altri c'è il solito conto:avevo zero, non ti avrei comprato la canzone.me la dai gratis, la ascolto.mancata vendita?maddeché? se non avevo soldi per comprare!?!!!
  • PandaR1 scrive:
    Ma perche' PI...
    ...e' sempre cosi' sfacciatamente schierato con i pirati ?Mah... evidentemente fare i populisti aumenta i contatti...Fabio PandaR1
    • Kuromi e Baku scrive:
      Re: Ma perche' PI...
      - Scritto da: PandaR1
      ...e' sempre cosi' sfacciatamente schierato con i
      pirati
      ?

      Mah... evidentemente fare i populisti aumenta i
      contatti...

      Fabio PandaR1E fare il troll aumenta le risposte nei commenti alle notizie.Vediamo quanti gonzi abboccheranno alla tua, di trollata.
      • PandaR1 scrive:
        Re: Ma perche' PI...
        Ah beh... quindi essere in disaccordo con quello che pensi tu fa di me un troll giusto? Venendo al dunque, per te quindi PI commentando le notizie sulla pirateria non e' di parte ? Interessante...
        • lellykelly scrive:
          Re: Ma perche' PI...
          chi ha fatto l'articolo probabilmente ha delle idee di un certo tipo, ma siccome pi non è l'ansa, non c'è nulla da obiettare.
          • PandaR1 scrive:
            Re: Ma perche' PI...
            Beh, insomma... sara' anche vero che non e' l'ansa ma da uno dei siti piu' letti in italia sull'informatica mi aspetto maggiore equilibrio, specie quando ci sono di mezzi temi ai confini della legalita'... e mi pare che non sia solo l'articolista di oggi ma sia proprio la linea editoriale del sito...
          • Kuromi e Baku scrive:
            Re: Ma perche' PI...
            - Scritto da: PandaR1
            Beh, insomma... sara' anche vero che non e'
            l'ansa ma da uno dei siti piu' letti in italia
            sull'informatica mi aspetto maggiore equilibrio,
            specie quando ci sono di mezzi temi ai confini
            della legalita'... e mi pare che non sia solo
            l'articolista di oggi ma sia proprio la linea
            editoriale del
            sito..."Equilibrio" e "imparzialità" sono le tipiche parole usate ipocritamente da chi vuole imporre un proprio punto di vista mascherandolo come neutrale.Lo vediamo ogni giorno nella politica, specie quando tenta di mettere le sue avide grinfie sull'informazione.In realtà l'informazione oggettiva non esiste, esistono i singoli punti di vista, tutti degni d'essere ascoltati.E piuttosto che una fonte d'informazione che mi spaccia il suo soggettivissimo punto di vista come se fosse Verità Assoluta, preferisco chi me lo propone per quello che è, un punto di vista da ascoltare e da discutere, da condividere in tutto o in parte, o da rifiutare.Se non ti va quello che scrive PI e ritieni di avere competenza in materia, puoi sempre proporti a siti concorrenti, informarti in altri modi, mettere su un tuo sito, un tuo blog, ecc.La rete è vasta e infinita.In caso contrario dimostri solo di essere ciò che sei: un povero, misero, piccolo TROLL.
          • PandaR1 scrive:
            Re: Ma perche' PI...
            Tu invece che apostrofi chi non la pensa come te con insulti come quelli della tua chiosa finale sei veramente un esempio esemplare della civilta' e rispetto del prossimo di chi sostiene i pirati... e chiami troll me... rotfl! addio...
          • cuccuruccuc u paloma scrive:
            Re: Ma perche' PI...
            ma perchè non vi ammazzate tutti e due?
          • klez scrive:
            Re: Ma perche' PI...
            anch'io sono a favore della pirateria, e lo dico sia da ascoltatore che da musicista.ho un mio blog dove mi schiero a favore della pirateria.non sono neutrale, denunciami...
          • Mr.Pink scrive:
            Re: Ma perche' PI...
            - Scritto da: klez
            anch'io sono a favore della pirateria, e lo dico
            sia da ascoltatore che da
            musicista.
            ho un mio blog dove mi schiero a favore della
            pirateria.
            non sono neutrale, denunciami...Io posso capire che tu possa essere contro il copyright, è legittimo.Ma approvare la violazione della legge a dir la verità è considerato un crimine da tutte le costituzioni.
    • Luigi De Rubertis scrive:
      Re: Ma perche' PI...
      Lawrence Lessig, guru del diritto d'autore negli USA e consulente di Obama, già 5 anni fà in un libro aveva previsto che il futuro del diritto d'autore si chiama Creative Commons, e quello di cui stiamo parlando oggi è già archeologia informatica.....http://it.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Lessighttp://www.creativecommons.it/
      • PandaR1 scrive:
        Re: Ma perche' PI...
        Certo, basta che convinci i metallica a rilasciare sotto creative commons e abbiamo risolto... ma per favore va...
        • Kuromi e Baku scrive:
          Re: Ma perche' PI...
          - Scritto da: PandaR1
          Certo, basta che convinci i metallica a
          rilasciare sotto creative commons e abbiamo
          risolto... ma per favore
          va...Si convinceranno da soli quando vedranno la loro barca obsoleta affondare, mentre gli artisti che avranno scelto forme di distribuzione più flessibili navigheranno a gonfie vele.
    • gerry scrive:
      Re: Ma perche' PI...
      - Scritto da: PandaR1
      ...e' sempre cosi' sfacciatamente schierato con i
      pirati
      ?

      Mah... evidentemente fare i populisti aumenta i
      contatti...

      Fabio PandaR1Guarda che un giornale può anche avere delle opinioni, non è mica un'agenzia stampa.
    • ahahahahaha h scrive:
      Re: Ma perche' PI...
      fare gli XXXXXXXXX invece aumenta il divertimento a leggere Flame ....o lavori in Sony, RCA, Medusa pure te?
    • Skywalker scrive:
      Re: Ma perche' PI...
      - Scritto da: PandaR1
      ...e' sempre cosi' sfacciatamente schierato con i
      pirati
      ?

      Mah... evidentemente fare i populisti aumenta i
      contatti...

      Fabio PandaR1Perché questi "pirati" a diversità di chi limita a mettere i server in Russia, hanno avuto il coraggio di mettere nome e cognome per dire che trasformare una "economia dell'abbondanza" in una "economia della scarsità" (Cercati un buon libro di Economia, se i termini non ti sono già noti) utilizzando RISORSE PUBBLICHE (indovina chi paga i Tribunali, il PM, la Polizia etc etc) mediante una legislazione che, dietro il paravento di "poveri autori", permette un MONOPOLIO LEGALIZZATO, contrariamente a qualunque testo economico che spiega chiaramente che il monopolio è vantaggioso per il monopolista ma a danno dei consumatori, cioè tolgo poco a tanti per dare tanto a pochi, non è ETICAMENTE SOSTENIBILE.Gli Artisti hanno sempre prodotto Arte con il supporto di un Mecenate. Il Diritto d'Autore proponeva un "patto sociale": la società tutta si fa Mecenate perché gli Artisti possano fare più arte.Ad un certo punto il "patto" è diventato: la società tutta si fa Mecenate, i Produttori si fanno Monopolisti, gli artisti si fanno dipendenti (cerca "Work for hire"), i clienti si fanno utenti.Nell'epoca in cui posso girare con 3/400 euro film con una qualità 1.000 volte superiore al 1905, forse quanto sopra di "ETICO" non ha nulla. E dire che quanto sopra non va bene, forse non è così sbagliato.Tra parentesi, OGGI, secondo la legislazione attuale, non posso PRESTARE il mio DVD regolarmente acquistato ad un mio amico! Se voglio posso venderglielo, ma PRESTARGLIELO no! Ah, e che non sia un DVD scaricato da Amazon: la "First Sale Doctrine/Exaustion of Rights" non vale per le opere "non fissate ad un supporto". Quindi se il DVD lo scarichi legalmente, neanche venderglielo puoi...!Diciamo tutto quello che vogliamo, ma il Copyright così com'è ora di ACCETTABILE ha meno del 5%... e cambiare il 95% non è "riformare"!
    • uno della massa scrive:
      Re: Ma perche' PI...
      - Scritto da: PandaR1
      ...e' sempre cosi' sfacciatamente schierato con i
      pirati
      ?ma perché PandaR1 è così sfacciatamente schierato con le lobby dello sfruttamento? Mah, evidentemente fare i leccaculi con i potenti ti fa ILLUDERE di guadagnarci qualcosa e magari di essere come loro ma... LORO sono i potenti, tu sei come noi, ma tieni per il tuo nemico.io scrivo, suono, lavoro, insegno, imparo e non mi faccio pagare per ogni informazione che fuoriesce da me.Ad ogni modo spero, immagino, che PI che ha sempre fatto giornalismo nell'umanesimo migliore (quello che vede nella tecnologia il progresso e non lo sfruttamento, come fine) tratti l'argomento perché vede profilarsi all'orizzonte il peggior genere di accanimento industriale, verso un ritorno dell'atteggiamento oligarchico che alla fine dell'800 ci ha portato ad avere milioni di persone trattati come servi, usati come soldati gli uni contro gli altri, o con un fucile, o con uno strumento di lavoro in mano.in PI si è sempre stati amanti della tecnologia, ma non della stanza dei bottoni; spero sia questo che fanno: un guadagno in UMANITA'; ma quelli come te non possono che vederci SOLO un guadagno in denaro.sarebbe impossibile per menti come la tua vedere diversamente.
    • uno della massa scrive:
      Re: Ma perche' PI...
      - Scritto da: PandaR1
      ...e' sempre cosi' sfacciatamente schierato con i
      piratiguarda, Dario Fo guadagna, eppure guarda che dice:http://www.nopago.org/index.php?page=dariofo
  • Vlad scrive:
    La colap di tutto questo è solo di...
    ...Vinton Cerf, il padre di Internet!anzi no... forse il tribunale potrebbe stabilire che anche sua madre, avendolo messo al mondo, ha contribuito a tutta la catena di eventi che hanno permesso a The Pirate Bay di favorire le infrazioni del Copyright!Che si vergognino!
    • pabloski scrive:
      Re: La colap di tutto questo è solo di...
      un momento e i nonni materni? e il padre? e i genitori di quest'ultimo?alla fine la responsabilità ricade su Adamo ed Eva...adesso finalmente capisco il vero significato di peccato originale :D
      • netuser scrive:
        Re: La colap di tutto questo è solo di...
        - Scritto da: pabloski
        un momento e i nonni materni? e il padre? e i
        genitori di
        quest'ultimo?

        alla fine la responsabilità ricade su Adamo ed
        Eva...adesso finalmente capisco il vero
        significato di peccato originale
        :Da questo punto aggiungerei dio che ha creato Adamo ed Eva... la responsabilità è sua!
      • ullala scrive:
        Re: La colap di tutto questo è solo di...
        - Scritto da: pabloski
        un momento e i nonni materni? e il padre? e i
        genitori di
        quest'ultimo?

        alla fine la responsabilità ricade su Adamo ed
        Eva...adesso finalmente capisco il vero
        significato di peccato originale
        :DInfatti il peccato originale ha a che fare con la conoscenza e col fatto che Dio aveva la pretesa di avere l'esclusiva sulla conoscenza del bene e del male!I due in questione (adamo e eva) hanno9 pensato che la conoscenza è cosa a cui l'uomo per sua natura tende.Non c'era modo di evitare il "peccato originale" è la natura stessa dell'uomo!Nel mondo odierno però c'è una piccola differenza... gli editori non sono Dio!E l'uomo è rimasto uguale!Come la vogliamo mettere?
        • lellykelly scrive:
          Re: La colap di tutto questo è solo di...
          ma siccome dio non esiste, è colpa solo di chi fa le cose brutte!
          • ullala scrive:
            Re: La colap di tutto questo è solo di...
            - Scritto da: lellykelly
            ma siccome dio non esiste, è colpa solo di chi fa
            le cose
            brutte!Ma la colpa di che?Peccato e colpa son due cose molto distinte!
        • Funz scrive:
          Re: La colap di tutto questo è solo di...
          - Scritto da: ullala
          Infatti il peccato originale ha a che fare con la
          conoscenza e col fatto che Dio aveva la pretesa
          di avere l'esclusiva sulla conoscenza del bene e
          del
          male!Macché conoscenza, la mela è una metafora del sesso lo sanno tutti :pInfatti una delle punizioni è "partorirai con dolore"
      • di passaggio scrive:
        Re: La colap di tutto questo è solo di...
        il che cmq, visto il mondo in cui viviamo, sarebbe una sacrosanta verità!
    • Luigi De Rubertis scrive:
      Re: La colap di tutto questo è solo di...
      Su Internet meritano di rimanere solo le Opere che ne hanno sposato lo spirito:http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons
    • noname scrive:
      Re: La colap di tutto questo è solo di...
      - Scritto da: Vlad
      Che si vergognino!QUOTO!Fanculas al favoreggiamento.L'unica cosa a cui si potevano appellare per incastrarli.Un'infrastruttura di rete per lo scambio di file tra "pari". Ecco cos'è the pirate bay. Se poi qualcuno uppa torrent per permettere ad altri di portarsi a casa il suo Winzozz crakkatto, vadano a bussare a casa delle persone "giuste".Io spero nella sentenza d'appello.Non credo che la faranno franca, magari prendono una multa e s'impone loro di rimuovere i contenuti protetti (sempre che in Svezia l'indicizzazione sia vietata) .......ma il carcere... caxxo, scusate gli improperi... XXXXX bagheiscia ... ...il carcere a chi ruba, corrompe, truffa, uccide, stupra.
      • lellykelly scrive:
        Re: La colap di tutto questo è solo di...
        quando su youtube, youporn, ecc, uppano un video protetto da copyright, se qualcuno se ne accorge, lo rimuovono, mica chiudono i siti.il file torrent non contiene niente di illegale, eventualmente la cosa illegale ce l'ha chi lo ha condiviso, e quindi sarà quella o quelle persone ad essere multate o arrestate.le armi sono pericolose ma legali, se uno uccide 40 persone perchè ha dei problemi chi viene condannato? il costruttore?la colpa è degli utenti se tpb chiude.IMHO
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: La colap di tutto questo è solo di...
      - Scritto da: Vlad
      ...Vinton Cerf, il padre di Internet!
      anzi no... forse il tribunale potrebbe stabilire
      che anche sua madre, avendolo messo al mondo, ha
      contribuito a tutta la catena di eventi che hanno
      permesso a The Pirate Bay di favorire le
      infrazioni del
      Copyright!

      Che si vergognino!La colpa è sempre del padre... la madre lo mette al mondo ma se non c'è il padre la madre da sola non può farci nulla ;)
  • za73 scrive:
    Ma allora gli autori dei sw di sharing..
    Visto che è stato condannato chi forniva l'infrastruttura su cui "girava" la baia, mi pare abbastanza plausibile che anche il software che consente lo sharing venga condannato con la stessa motivazione, ovvero semplicemente di "favorire" la diffusione di materiale pirata.A questo punto condanniamo la FIAT perchè produce auto che possono "favorire" le rapine.
    • 01234 scrive:
      Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
      e - lo ripeto - condanniamo googlehttp://www.google.it/search?hl=it&q=hulk+torrent&meta=&aq=f&oq=
      • gianni scrive:
        Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
        i file nn risiedono sul server di google, google memorizza soltanto il link alla pagina. piratebay nn è solo un motore di ricerca, perchè offre hosting per i file .torrent e fa girate un tracker sui suoi server.direi che c'è una bella differenza...
        • pabloski scrive:
          Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
          è una distinzione molto debole e credo che Google l'abbia fatta franca solo perchè è potentesenza contare che Google possiede Youtube e lì il caso PirateBay calza a pennello, anzi molto di più visto che Youtube hosta fisicamente i contenuti illegali
        • Mr.Pink scrive:
          Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
          - Scritto da: gianni
          i file nn risiedono sul server di google, google
          memorizza soltanto il link alla pagina. piratebay
          nn è solo un motore di ricerca, perchè offre
          hosting per i file .torrent e fa girate un
          tracker sui suoi
          server.
          direi che c'è una bella differenza...L'orientamenteo alla pirateria di piratebay è esplicita, il sito è concepito dichiaratamente a quello scopo e non serve ad altro. Google può servire "anche" a quello, è inevitabile, ma è orientato a fini leciti.Posso usare un martello "anche" per uccidere una persona, ma non vendiamo mitragliatori da guerra nelle ferramenta a chiunque li chieda. E' assurdo far finta di non capire la differenza.
          • za73 scrive:
            Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
            Cioè intendi dire che se io cerco su Pirate Bay l'ultima release di Fedora non la trovo? Un motore di ricerca trova i contenuti qualsiasi essi siano perchè in automatico non può discernere "il bene e il male", esattamente come Google o You Tube.Se è vero che è un sito di "pirati perchè si chiama "Pirate Bay" è vero anche che IRAQ è AL QAEDA. Su questo principio mi aspetto presto la condanna anche di "eBay"...
          • Mr.Pink scrive:
            Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
            - Scritto da: za73
            Cioè intendi dire che se io cerco su Pirate Bay
            l'ultima release di Fedora non la trovo? Un
            motore di ricerca trova i contenuti qualsiasi
            essi siano perchè in automatico non può
            discernere "il bene e il male", esattamente come
            Google o You
            Tube.

            Se è vero che è un sito di "pirati perchè si
            chiama "Pirate Bay" è vero anche che IRAQ è AL
            QAEDA. Su questo principio mi aspetto presto la
            condanna anche di
            "eBay"...Sì che la trovi è vero. Però dai un'occhiatina ai 100 top scaricati di Pirate bay e capisci perchè si chiama "PIRATE".Non c'è 1 file legale che sia 1.Con la tua logica Totò Riina è un sant'uomo perchè una volta nel '79 in un bar pagò il caffè.
        • 01234 scrive:
          Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
          i file torrent NON sono protetti da DDA e CR :-)se c'è favoreggiamento di qualcosa, tutti colpevolise ci si limita al materiale scottante...nessuno :-)
      • RIAA president scrive:
        Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
        - Scritto da: 01234
        e - lo ripeto - condanniamo google

        http://www.google.it/...allora condanniamo anche PI e te che postate link illegali
    • Dr4gone scrive:
      Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
      Non è proprio esatto..I file torrent e anche il programma che te li fa scaricare non sono intrinsecamente illegali...Pensa alla distribuzione di free software o alla condivisione di file personali che non violano nessun diritto d'autore.La condanna si basa sul fatto che loro facevano dei torrent di file coperti da copyright..ANCHE SE PER ME E' TUTTO UN AFFARE MEDIATICO :@
      • za73 scrive:
        Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
        Si, ma è stato condannato anche chi aveva fornito l'hardware. E quindi con lo stesso principio potrebbero condannare anche chi ha creato il software, visto che sono certo che il 90% del traffico delle reti P2P serve proprio per scambiarsi file pirata.
    • RIAA president scrive:
      Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
      - Scritto da: za73

      A questo punto condanniamo la FIAT perchè produce
      auto che possono "favorire" le
      rapine.BASTAAAAAA con sti esempiiii del cavolo, giusti sbagliati basta non ce la faccio piu' a leggerli, datemi una bendaaaacondanniamo la beretta che costruisce le pistole, favoreggiamento all'omicidiocondanniamo la ferrorovia, che... vedi la lista completa nell'altro articolo della baiaBASTA non ce la faccio piuuuuuuuuu
      • Gusbertone scrive:
        Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
        quanto ti quoto... anche io non le reggo più queste analogie del mengati sono vicino nel tuo astio
    • ahahahahaha h scrive:
      Re: Ma allora gli autori dei sw di sharing..
      Anche i morti del sabato sera.Che XXXXX se i figli di papà fatti di coca si schiantano con il BMW a 200Km/h mi pare evidente che la colpa sia delle case costruttrici. Questa sentenza può aprire nuovi scenari per i nostri avvocati :-D
  • UnoDeiTanti scrive:
    ci lucravano sopra
    Un conto è parlare di licenze GNU/GPL ed un altro è la pirateria.Questi facevano e fanno ancora soldi, grazie al loro sito che sfrutta opere create da altri. Basta solo questo per dire che non sono degli angioletti.Evidentemente i pivellini che scrivono qui non hanno mai realizzato un software o un brano musicale. Potete anche distribuirlo con qualsiasi licenza ma vedere poi un sito che grazie al vostro lavoro diventa famoso, vive di banner erotici, pubblicità varia e vende t-shirt fa comunque parecchio incavolare.Rete libera non significa che qualcuno crea e gli altri vivono alle sue spalle.
    • HappyFeet scrive:
      Re: ci lucravano sopra

      Questi facevano e fanno ancora soldi, grazie al loro sito che
      sfrutta opere create da altri.Come Google, insomma.
      • UnoDeiTanti scrive:
        Re: ci lucravano sopra
        - Scritto da: HappyFeet

        Questi facevano e fanno ancora soldi, grazie al
        loro sito che
        sfrutta opere create da
        altri.

        Come Google, insomma.Google è come un'enciclopedia, sempre se tu abbia mai visto un'enciclopedia (dal tuo paragone ho molti dubbi) e non ti regala un prodotto che normalmente invece è in vendita. Hai paragonato due cose completamente diverse. Una serve per fare informazione ed è utile per fare una ricerca, l'altra ti regala servizi e prodotti realizzati a spese di altri.
        • Stiv Giobs scrive:
          Re: ci lucravano sopra
          Sbagliato. Google è come le pagine gialle.Organizza l'informazione in modo da renderla facilmente accessibile a chi ne ha bisogno.
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra

            Google è come un'enciclopediae
            Sbagliato. Google è come le pagine gialle.hahaha, ma fatemi il piacere: allora provate a cercare, per esempio, "Gran torino torrent": trovo il link del torrent (primo risultato, tra parentesi) e scarico il film di Eastwood, esattamente come su Pirate Bay: e quindi?Ma google fa di meglio, diffonde XXXXX e pedofilia, provate con google immagini a cercare (filtro safesearch disattivato, ma già l'avevate così, vero?), e cercate lolita o baby nudism, e vedete cosa ottenete.Pirate Bay è semplicemente un motore di ricerca specializzato, null'altro.
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Assurdo.Alcuni siti mostrano contenuti illeciti di vario tipo. Immagini pedoXXXXXgrafiche. Calunnie gravi. Incitazioni al razzismo più violento.La vostra logica è questa: siccome Google indicizza tutto e mette in cache, allora o chiudiamo Google, o lasciamo gli illeciti online.E' ridicolo.
          • krane scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            - Scritto da: Mr.Pink
            Assurdo.
            Alcuni siti mostrano contenuti illeciti di vario
            tipo. Immagini pedoXXXXXgrafiche. Calunnie gravi.
            Incitazioni al razzismo più
            violento.
            La vostra logica è questa: siccome Google
            indicizza tutto e mette in cache, allora o
            chiudiamo Google, o lasciamo gli illeciti
            online.
            E' ridicolo.Gia...Ed e' il motivo per cui si e' voluto condannare la baia.
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: Mr.Pink

            Assurdo.

            Alcuni siti mostrano contenuti illeciti di vario

            tipo. Immagini pedoXXXXXgrafiche. Calunnie
            gravi.

            Incitazioni al razzismo più

            violento.


            La vostra logica è questa: siccome Google

            indicizza tutto e mette in cache, allora o

            chiudiamo Google, o lasciamo gli illeciti

            online.


            E' ridicolo.

            Gia...
            Ed e' il motivo per cui si e' voluto condannare
            la
            baia.La Baia contiene i .torrent, tutti uploadati dagli utenti iscritti. Non si limita a indicizzarli come fa Google senza alcuna possibilità di distinzione tra contenuti leciti e illeciti.Non è proprio un server p2p come lo era Napster, ma a tutti gli effetti svolge esattamente la stessa funzione.E' come un sito che fornisce gli indirizzi di appartamenti che contengono beni preziosi. I ladri inviano gli indirizzi e una descrizione precisa dei bene da rubare, e magari anche gli orari in cui i padroni sono al lavoro. Se tra 1000 contenuti leciti ne scappasse uno illecito, sarebbe comprensibile. Ma se un sito che si dichiara pirata a partire dal nome contra 100 contenuti su 100 illegali nei primi 100 più scaricati, non mi sembra una svista. I giudici dovrebbero pensare che sono in buona fede?
        • alexarnz scrive:
          Re: ci lucravano sopra
          - Scritto da: UnoDeiTanti
          Google è come un'enciclopedia, sempre se tu abbia
          mai visto un'enciclopedia (dal tuo paragone ho
          molti dubbi) e non ti regala un prodotto che
          normalmente invece è in vendita. Hai paragonato
          due cose completamente diverse. Una serve per
          fare informazione ed è utile per fare una
          ricerca, l'altra ti regala servizi e prodotti
          realizzati a spese di altri.Non hai mai visto TPB.Sono esattamente uguali, tant'è che puoi fare le stesse ricerche che si fanno con TPB anche su Google.Google non è una enciclopedia, ma è un indice di moltissimi contenuti che ci sono in rete.TPB è un indice di moltissimi contenuti specializzati che ci sono in giro in rete.Cosa cambia? Poco, davvero molto poco.Il fatto che mi paragoni Google con una enciclopedia, mi fa dubitare del fatto che tu abbia capito che cosa è Google.
          • UnoDeiTanti scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            ok lo spieghiamo con calma:vai su google e cerca la parola "acqua"ti compare un elenco di siti che *grazie* a Google potrai visitare e loro sono ben felici di questo. A destra dei link sponsorizzati poco invadenti con la chiara indicazione che quello è un link sponsorizzato.andiamo su TPB e digito la parola "acqua"circondato da banner pubblicitari di ogni genere (a differenza di google non vi è manco scritto che sono link commerciali) ti compare un elenco di torrent, ossia di prodotti normalmente a pagamento.Allora dal punto di vista morale quello che non capisco io è perché se TPB può permetterti di scaricarti materiale, pretende poi di ottenere delle entrate, per le spese dei server o di quello che vuoi?E lo fanno in modo molto più subdolo di chi ti vende direttamente un cd in un negozio.Vendono t-shirt non le regalano. Vogliono entrate per coprire delle spese senza tener conto che anche chi fa software o musica o qualsiasi cosa ha delle spese.Sono parte integrante quindi del mercato di cui poi sfruttano; la loro libertà di espressione è quindi una gran XXXXXXXta.- Scritto da: alexarnz
            - Scritto da: UnoDeiTanti


            Google è come un'enciclopedia, sempre se tu
            abbia

            mai visto un'enciclopedia (dal tuo paragone ho

            molti dubbi) e non ti regala un prodotto che

            normalmente invece è in vendita. Hai paragonato

            due cose completamente diverse. Una serve per

            fare informazione ed è utile per fare una

            ricerca, l'altra ti regala servizi e prodotti

            realizzati a spese di altri.

            Non hai mai visto TPB.
            Sono esattamente uguali, tant'è che puoi fare le
            stesse ricerche che si fanno con TPB anche su
            Google.
            Google non è una enciclopedia, ma è un indice di
            moltissimi contenuti che ci sono in
            rete.
            TPB è un indice di moltissimi contenuti
            specializzati che ci sono in giro in
            rete.
            Cosa cambia? Poco, davvero molto poco.

            Il fatto che mi paragoni Google con una
            enciclopedia, mi fa dubitare del fatto che tu
            abbia capito che cosa è
            Google.
          • IlPiccolo scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Ho scoperto che google è illegale:Alla seconda riga della mia ricerca mi da dei contenuti illegali....http://www.google.it/search?hl=it&q=colin+mcrae+rally+rapidshare&meta=&aq=2&oq=- Scritto da: UnoDeiTanti
            ok lo spieghiamo con calma:
            vai su google e cerca la parola "acqua"
            ti compare un elenco di siti che *grazie* a
            Google potrai visitare e loro sono ben felici di
            questo. A destra dei link sponsorizzati poco
            invadenti con la chiara indicazione che quello è
            un link
            sponsorizzato.

            andiamo su TPB e digito la parola "acqua"
            circondato da banner pubblicitari di ogni genere
            (a differenza di google non vi è manco scritto
            che sono link commerciali) ti compare un elenco
            di torrent, ossia di prodotti normalmente a
            pagamento.
            Allora dal punto di vista morale quello che non
            capisco io è perché se TPB può permetterti di
            scaricarti materiale, pretende poi di ottenere
            delle entrate, per le spese dei server o di
            quello che
            vuoi?
            E lo fanno in modo molto più subdolo di chi ti
            vende direttamente un cd in un
            negozio.
            Vendono t-shirt non le regalano. Vogliono entrate
            per coprire delle spese senza tener conto che
            anche chi fa software o musica o qualsiasi cosa
            ha delle
            spese.
            Sono parte integrante quindi del mercato di cui
            poi sfruttano; la loro libertà di espressione è
            quindi una gran
            XXXXXXXta.



            - Scritto da: alexarnz

            - Scritto da: UnoDeiTanti




            Google è come un'enciclopedia, sempre se tu

            abbia


            mai visto un'enciclopedia (dal tuo paragone ho


            molti dubbi) e non ti regala un prodotto che


            normalmente invece è in vendita. Hai
            paragonato


            due cose completamente diverse. Una serve per


            fare informazione ed è utile per fare una


            ricerca, l'altra ti regala servizi e prodotti


            realizzati a spese di altri.



            Non hai mai visto TPB.

            Sono esattamente uguali, tant'è che puoi fare le

            stesse ricerche che si fanno con TPB anche su

            Google.

            Google non è una enciclopedia, ma è un indice di

            moltissimi contenuti che ci sono in

            rete.

            TPB è un indice di moltissimi contenuti

            specializzati che ci sono in giro in

            rete.

            Cosa cambia? Poco, davvero molto poco.



            Il fatto che mi paragoni Google con una

            enciclopedia, mi fa dubitare del fatto che tu

            abbia capito che cosa è

            Google.
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            TPB è un servizio finalizzato a commettere un'illegalità, google può anche fornire link ai torrent, ma è un effetto collaterale.Sarebbe come se un sito indicasse le persone in vacanza per dare l'opportunità ai ladri di agire indisturbati. TPB sarebbe legale solo se prima venisse abolito il diritto d'autore, ma questo è un altro discorso.
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Se rileggi la notizia, nel proXXXXX "il portavoce della Baia Peter Sunde avesse mostrato alla giuria i dati di una ricerca che dimostrava come l'80 PER CENTO dei contenuti scambiati sul tracker fosse perfettamente legale.": quale percentuale dei contenuti linkati da google è legale?
          • Io me scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Legale o meno la rete è fatta così, legale o meno, google, o un qualsiasi motore di ricerca indicizza (più o meno liberamente)i suoi contentuti. Tutto qui, TPB ricerca solamente .torrent.. Il discorso è differente e l'idea con cui sono stati concepiti pure. Non sto qui a discutere il fatto che l'80% del traffico dei tracker fosse legale o meno, se così fosse il 20% allora non lo era, e il diritto d'autore si fa benedire.
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            - Scritto da: HappyFeet
            Se rileggi la notizia, nel proXXXXX "il portavoce
            della Baia Peter Sunde avesse mostrato alla
            giuria i dati di una ricerca che dimostrava come
            l'80 PER CENTO dei contenuti scambiati sul
            tracker fosse perfettamente legale.": quale
            percentuale dei contenuti linkati da google è
            legale?Prova a dare una sbirciatina a Pirate Bay, poi mi dici se l'80% dei contenuti è legale. Non a caso una simile castroneria non è stata presa sul serio dalla corte.
          • algaso scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            - Scritto da: Mr.Pink
            Non a caso una simile castroneria
            non è stata presa sul serio dalla
            corte.da dove si evince questa tua affermazione? Non dirmi dalla sentenza stessa, perché potrebbe benissimo essere stata fatta in funzione (ed in proporzione) di quel 20% di traffico illegale
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra

            potrebbe benissimo essere stata fatta in funzione (ed in proporzione) di quel 20% di traffico illegaleEsatto. E lo stesso varrebbe per google: ripeto la domanda, quale percentuale dei contenuti linkati da google è legale? Faccio presente che google non solo indicizza, ma con la funzione di cache OSPITA anche contenuti potenzialmente illegali (documenti e immagini): non li denunciamo?
          • UnoDeiTanti scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            La differenza è che Google non vive grazie allapubblicazione di soli contenuti illegali.- Scritto da: HappyFeet

            potrebbe benissimo essere stata fatta in
            funzione (ed in proporzione) di quel 20% di
            traffico
            illegale

            Esatto. E lo stesso varrebbe per google: ripeto
            la domanda, quale percentuale dei contenuti
            linkati da google è legale? Faccio presente che
            google non solo indicizza, ma con la funzione di
            cache OSPITA anche contenuti potenzialmente
            illegali (documenti e immagini): non li
            denunciamo?
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra

            La differenza è che Google non vive grazie allapubblicazione di soli contenuti illegali.O sì, certo. Come un operaio che nelle ore libere spaccia XXXXXXX per arrotondare: che lo arresti? Mica vive solo di operazioni illegali...
          • DAvideiona scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Concordo in pieno
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Evidentemente non conosci bene piratebay. Entra, premi "mi sento fortunato" e scorri i contenuti casuali che escono. Software, film del 2009, telefilm, giochi, dischi recenti, tutta roba coperta da diritti d'autore. 30 risultati su 30 inducono a violare il copyright.Scrivi "software" dentro Google: 10 risultai legali su 10.Scrivi "musica" dentro Google: 11 risultati legali su 11.Scrivi "film": 12 risultati legali su 12.E' ovvio poi che google indicizzando tutto il web indicizza anche i siti come Piratebay che invitano alla pirateria. E non sarà mica colpa di google, eh?!
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra

            Scrivi "software" dentro Google ecc.no, scrivi "software filetype=torrent" ecc., e vedi quanti contenuti legali ottieni: faccio notare un paio di cose:1) filetype=torrent (o altro) è una funzione di google, no una keyword in generale: di fatto quindi google è motore di ricerca (anche) per file torrent, esattamente come Pirate Bay2) google presenta anche la funzione cache, quindi i link ai file torrent sono di fatto ospitati dentro i server di google, esattamente come Pirate Bay3) con la funzione filetype + cache e google immagini google ospita di fatto nei propri server del contenuto che può essere, e spesso lo è, illegale: questo Pirate Bay non lo fa.
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Correzione: la funzione esatta è filetype:torrent
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Come estensione di file puoi mettere quello che vuoi, ad esempio: filetype:pippogoogle non ha una funzione specifica per trovare i file .torrent, puoi solo introdurre l'estensione come parametro libero.Ma se anche fosse, il p2p non sarebbe illegale, è illegale solo la condivisione di materiale protetta da copyright. C con torrent si può condividere una distro linux lecitamente.Quanto a google si limita a individuare tutti i siti del mondo, legali o no, non è certo responsabile dei contenuti, nemmeno se sono ospitati temporanemante in una cache.
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra

            google non ha una funzione specifica per trovare i file .torrent, puoi solo introdurre l'estensione come parametro liberoE cosa vuol dire questo? Se una funzione accetta un determinato parametro e con tale parametro mi dà un certo risultato tale funzione è specifica per ottenere tale risultato; se io scrivo una funzione OPERAZIONE che accetta tre parametri (a, b, op), in base ai quali effettua un operazione aritmetica tra a e b, questa funzione:OPERAZIONE (5, 2, +) effettua la somma e mi da il risultato 7: è una funzione specifica di somma, anche se non l'ho chiamata SOMMA e fa anche altro (moltiplicazione, sottrazione ecc.)
            Ma se anche fosse, il p2p non sarebbe illegale, è illegale solo la condivisione di materiale protetta da copyright. C con torrent si può condividere una distro linux lecitamente.Benissimo: in tal caso Pirate Bay è innocente, come google
            Quanto a google si limita a individuare tutti i siti del mondo, legali o no, non è certo responsabile dei contenuti, nemmeno se sono ospitati temporanemante in una cache.Benissimo: esattamente come Pirate Bay (che non c'ha nemmeno la cache)
          • algaso scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Fuffanon puoi tirarmi in ballo come esempio i primi 10 risultati di un paio di ricerchequesto dimostrerebbe che in base ai criteri di ranking di piratebay sono i .torrent nominati come opere protette (quindi bisogna anche dimostrare l'effettiva associazione di tale file.torrent con tale opera protetta) sono quelli effettivamente più scaricati (fatto che sicuramente sarà stato preso in considerazione durante il proXXXXX)Non dimostra affatto che la maggior parte dei torrent sia associata a pacchetti sospetti (è possibile che le opere libere non compaiano fra i primi risultati proprio perché scarsamente scaricate)Ti sembrerà strano ma per condannare qualcuno bisogna riconoscere oltre ogni ragionavole dubbio la sua colpa (principio di presunzione di innocenza)So che sembra assurdo, ma a conti fatti saresti tu ad essere denunziabile per calunnia e diffamazione
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Fuffa? Diffamazione? Mi deunzi, si accomodi pure :DProva a contare tra i Top 100 scaricati di Piratebay quanti di questi file non sono protetti da copyright. Zero. Zero assoluto.Trovo positivo che tu non abbia la benchè minima idea di cosa sia Piratebay, evidentemente difendi questo sito solo per principio ;)- Scritto da: algaso
            Fuffa

            non puoi tirarmi in ballo come esempio i primi 10
            risultati di un paio di
            ricerche

            questo dimostrerebbe che in base ai criteri di
            ranking di piratebay sono i .torrent nominati
            come opere protette (quindi bisogna anche
            dimostrare l'effettiva associazione di tale
            file.torrent con tale opera protetta) sono quelli
            effettivamente più scaricati (fatto che
            sicuramente sarà stato preso in considerazione
            durante il
            proXXXXX)

            Non dimostra affatto che la maggior parte dei
            torrent sia associata a pacchetti sospetti (è
            possibile che le opere libere non compaiano fra i
            primi risultati proprio perché scarsamente
            scaricate)

            Ti sembrerà strano ma per condannare qualcuno
            bisogna riconoscere oltre ogni ragionavole dubbio
            la sua colpa (principio di presunzione di
            innocenza)

            So che sembra assurdo, ma a conti fatti saresti
            tu ad essere denunziabile per calunnia e
            diffamazione
          • algaso scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            - Scritto da: Mr.Pink
            Fuffa?

            Diffamazione? Mi deunzi, si accomodi pure :DEhi, per chi mi hai preso! Guarda che io non voglio denunciare nessuno, eh! :DMi premeva farti notare l'ambiguità di certi ragionamenti
            Prova a contare tra i Top 100 scaricati di
            Piratebay quanti di questi file non sono protetti
            da copyright. Zero. Zero
            assoluto.

            Trovo positivo che tu non abbia la benchè minima
            idea di cosa sia Piratebay, evidentemente difendi
            questo sito solo per principio
            ;)Da che lo deduci che io sono uno strenuo difensore di piratebay (Arr! p))? Non mi sembra di essermi pronunciato in questo senso.Semplicemente mi sembra che tu stia generalizzando troppo senza tenere contro della realtà giudiziaria
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            - Scritto da: Mr.Pink
            TPB è un servizio finalizzato a commettere
            un'illegalitàAh sì? Io su TPB vedo molti torrent LEGALI.Se è vero che con TPB si possono *ANCHE* compiere atti illegali allora impediamo la vendita dei coltelli e già che ci siamo chiudiamo tutte le strade, non si sa mai che qualcuno usi le strade per spacciare la droga o per compiere rapine o omicidi...
        • -ToM- scrive:
          Re: ci lucravano sopra
          - Scritto da: UnoDeiTanti
          Google è come un'enciclopedia, sempre se tu abbia
          mai visto un'enciclopedia (dal tuo paragone ho
          molti dubbi) e non ti regala un prodotto che
          normalmente invece è in vendita. Hai paragonato
          due cose completamente diverse. Una serve per
          fare informazione ed è utile per fare una
          ricerca, l'altra ti regala servizi e prodotti
          realizzati a spese di altri.beh, prova ad andare su google, scrivere il nome di un opera digitale aggiungendo "torrent" alla fine e... surprise!
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Prova a dare una martellata in testa ad uno e... surprise... muore!Allora se è lecito vendere martelli perchè non possiamo vendere liberamente Kalashnikov?Google trova *anche* siti come piratebay, così come siti in cui si inneggia al razzismo o ad altre attività illegali. Questo non rende responsabile google dei siti illegali, in nessun modo.
          • -ToM- scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            sono d'accordo ma non trovo giusto che nessuno si inXXXXX perchè google non applica filtri, e non solo per i torrent.
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            No: google presenta la funzione "filetype:torrent", quindi indicizza esplicitamente i file torrent, ovvero diventa un motore di ricerca specializzato in file torrent, esattamente come Pirate Bay, e con la funzione cache ospita nei propri server le pagine risultanti. Questo rende responsabile google dei siti illegali ESATTAMENTE quanto Pirate Bay.
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            Piratebay non è un motore di ricerca. Bisogna uploadare i file torrent in questione. Questo li rende responsabili e punibili.Altri siti simili a piratebay funzionano da motori di ricerca, non piratebay.- Scritto da: HappyFeet
            No: google presenta la funzione
            "filetype:torrent", quindi indicizza
            esplicitamente i file torrent, ovvero diventa un
            motore di ricerca specializzato in file torrent,
            esattamente come Pirate Bay, e con la funzione
            cache ospita nei propri server le pagine
            risultanti. Questo rende responsabile google dei
            siti illegali ESATTAMENTE quanto Pirate
            Bay.
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra

            Piratebay non è un motore di ricerca. Bisogna uploadare i file torrent in questione.I file "illegali" NON sono ospitati sul server i Pirate Bay: i file torrent sono a tutti gli effetti equivalenti ai link e l'"upload" (termine improprio) equivale alla segnalazione su un motore di ricerca
          • Mr.Pink scrive:
            Re: ci lucravano sopra

            I file "illegali" NON sono ospitati sul server i
            Pirate Bay: i file torrent sono a tutti gli
            effetti equivalenti ai link e l'"upload" (termine
            improprio) equivale alla segnalazione su un
            motore di
            ricercaUpload è il termine che usano proprio quello di piratebay. Ovvio che ci si riferisce ai .torrent, non ai file, infatti pb non è stata accusata di violare il copyright ma di offrire un servizio che ha come scopo proprio questa violazione. Gli stessi gestori lo dichiarano candidamente da sempre, non ha senso secondo me fingere che non sia così.E' proprio quello il problema. Finchè i servizi acXXXXXri del p2p restano in paesi irraggiungibili dalla legge e mantengono un profilo basso, un filo di pirateria è sempre stata tollerata. Poi salta fuori il Napster di turno che pretende di diventare ricco alla luce del sole parassitando sui contenuti degli altri.I bravi pirati stanno zitti e aggirano l'ostacolo, non si mettono a starnazzare nei tribunali.
          • krane scrive:
            Re: ci lucravano sopra
            - Scritto da: Mr.Pink

            I file "illegali" NON sono ospitati sul server i

            Pirate Bay: i file torrent sono a tutti gli

            effetti equivalenti ai link e l'"upload"

            (termine improprio) equivale alla segnalazione

            su un motore di ricerca
            Upload è il termine che usano proprio quello di
            piratebay. Ovvio che ci si riferisce ai .torrent,
            non ai file, infatti pb non è stata accusata di
            violare il copyright ma di offrire un servizio
            che ha come scopo proprio questa violazione. Gli
            stessi gestori lo dichiarano candidamente da
            sempre, non ha senso secondo me fingere che non
            sia
            così.

            E' proprio quello il problema. Finchè i servizi
            acXXXXXri del p2p restano in paesi
            irraggiungibili dalla legge e mantengono un
            profilo basso, un filo di pirateria è sempre
            stata tollerata. Poi salta fuori il Napster di
            turno che pretende di diventare ricco alla luce
            del sole parassitando sui contenuti degli
            altri.
            I bravi pirati stanno zitti e aggirano
            l'ostacolo, Si, ma solo finche' non li beccano.
            non si mettono a starnazzare nei tribunali.Ma certo che lo fanno, ci sono diverse frasi famose rimaste nella storia in grossi processi alla pirateria.
          • HappyFeet scrive:
            Re: ci lucravano sopra

            I bravi pirati stanno zitti e aggirano l'ostacolo, non si mettono a starnazzare nei tribunali.Ahhh, evviva l'ipocrisia... Vabbuò, in mancanza di Pirate bay cercherò i torrent su google...
    • 01234 scrive:
      Re: ci lucravano sopra
      quindi vediamo, se io ospito nel mio sito un file torrent campo sulla fatica di chi? di chi ha fatto il torrent?può essere, però non mi pare che gli autori dei torrent protestassero :-)ps: mi sa che hai le idee confuse su TPB
      • UnoDeiTanti scrive:
        Re: ci lucravano sopra
        - Scritto da: 01234
        quindi vediamo, se io ospito nel mio sito un file
        torrent campo sulla fatica di chi? di chi ha
        fatto il
        torrent?

        può essere, però non mi pare che gli autori dei
        torrent protestassero
        :-)

        ps: mi sa che hai le idee confuse su TPBPrima di tutto di che genere di torrent stai parlando? Sai,torrent non significa nulla, quello che interessa sapere è il tipo di licenza. Anzi se pubblichi un torrent di un qualcosa opensource fai un favore al sottoscritto e al mondo intero.E comunque il mio discorso non era sul fatto se pubblichi o meno il torrent.Ti riscrivo la domanda come avresti dovuto farmela, visto che qui si parla di questo (nota le * con le parti che volutamente non hai scritto):quindi vediamo, se io ospito nel mio sito *solo link* a file torrent * e la mia pagina è piena di banner e ci metto anche qualcosa di mio in vendita* campo sulla fatica di chi? di chi ha fatto il torrent? può essere, però non mi pare che gli autori dei torrent protestassero :-)risposta:si non solo campi, ma sei anche un gran XXXXXXXX!
      • Dr4gone scrive:
        Re: ci lucravano sopra
        credo che lui intendesse che quelli di TPB sfuttino i torrent che ospitano sul loro sito per attirare gente e lucrare sul loro passaggio..E' ovvio che se non offrissero file torrent appetibili e quindi coperti da copiright e quindi prodotti dalla fatica di qualcuno... non ci sarebbe tutto quel flusso di gente e nemmeno la possibilità di lucrare
      • UnoDeiTanti scrive:
        Re: ci lucravano sopra
        - Scritto da: 01234
        quindi vediamo, se io ospito nel mio sito un file
        torrent campo sulla fatica di chi? di chi ha
        fatto il
        torrent?

        può essere, però non mi pare che gli autori dei
        torrent protestassero
        :-)

        ps: mi sa che hai le idee confuse su TPBTi ho risposto, ma il mio intervento, che probabilmente avrebbe chiuso questa interessante discussione è stato inspiegabilmente eliminato.Se come fanno su pirate bay, oltre a pubblicarlo campi con banner, sponsor, e vendita di materiale dimostri di seguire poi la stessa mentalità di quelli che producono il materiale che tu illegalmente permetti di scaricare.
    • ullala scrive:
      Re: ci lucravano sopra
      - Scritto da: UnoDeiTanti
      Rete libera non significa che qualcuno crea e gli
      altri vivono alle sue
      spalle.La "creazione" è purtroppo attributo divino e non umano.Nessuno (neppure Michelangelo e Da Vinci) è capace di "creare" dal nulla può al massimo elaborare e migliorare quello che il lavoro di altri gli ha messo a disposizione.Ti consiglerei caldamente di fare un salto a Pompei, guardare il grande affresco della villa detta "dei misteri" e vedere se "per puro caso" non ne ritrovi alcuna traccia in molte opere rinascimentali magari addirittura nelle "tre grazie"...Altro consiglio... prova un pochino a cercare i riferimenti di cosa intendessero i pittori rinascimentale per stile "grottesco" o "a grottesche" potresti avere delle sorprese!L'uomo, il progresso e l'arte non vivono di "creazione" ma di conoscenza rielaborazione e condivisione dei pensieri e delle ispirazioni.Il resto sono balle colossali e semplicemente smentite dalla storia e dai fatti!
    • Lollo scrive:
      Re: ci lucravano sopra
      - c'è anche chi crea e poi vuole vivere di renditaio sarei con le major solo se il diritto d'autoredurasse 2 anni, dopo diventa tutto FREE.Ci sono i Pronipoti che senza fare un hazzo voglionocontinuare......
  • Nemis scrive:
    galera per gestori delle linee internet
    certamente pure tutti i fornitori internet / adsl "Erano a conoscenza del fatto che veniva condiviso del materiale protetto" ma quelli multe / galera no ?? :-D
    • lellykelly scrive:
      Re: galera per gestori delle linee internet
      basterebbe schedare tutto il traffico internet di ogni utente e alla prima infrazione arrestarlo.è pure conveniente, installi delle grate a tutte le case del pianeta, togli a tutti internet e vedrai che non ci sarà più una copia pirata in circolazione. non serve costruire prigioni nuove.:)
      • Lollo scrive:
        Re: galera per gestori delle linee internet
        Basterebbe anche far pagare il traffico al stesso costodella telefonia GSM tipo 1c al byte !Ci sarebbe una nuova rete.....
  • anonimo scrive:
    la società della condivisione è utopia
    Una società in cui non esistano i diritti d'autore è pura utopia e non può esistere, perché non è un modello economico sostenibile.Nessuno si metterebbe più a produrre nulla, tranne pochi eccentrici (a cui la povertà non importa) e pochi ricchi (che non hanno bisogno di guadagnare).Lasciamo stare i software che è un caso a parte, Red Hat dimostra che l'Open Source è un modello economico che funziona:www.forbes.com/forbes/2009/0216/048b.htmlMa questo accade perché i software hanno bisogno di update e di supporto, mentre la musica e i libri ovviamente no.Che poi sia facile duplicare la musica e i libri non significa niente, tale facilità non rende positivo il modello economico corrispondente, esattamente come la facilità dei furti e delle rapine non rende positivo un modello economico basato sui furti e sulle rapine. Non è una questione di principio, è che se tutti si mettessero a rubare, nessuno più lavorerebbe. Anche un bambino è in grado di capire questa verità.Voi confondete la facilità della copia con la positività di un modello economico basato sul diritto di copia.Ma perché non provate a usare il cervello?
    • Jena Plissken scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      Sarebbe tutto corretto se l'equazione "1 download = 1 mancata copia" fosse vera.Ma non è così,anzi per quanto mi riguarda il download mi ha incoraggiato ad acquistare film/dischi e quant'altro che altrimenti non solo non avrei acquistato ma che avrei anche avuto difficoltà a conoscere.Tra l'altro questo è un trend generale,dimostrato anche da alcune ricerche: rimando a questo vecchio articolo di PI http://punto-informatico.it/2529632/PI/News/scaricare-fa-bene-alla-cultura.aspxPerchè le major allora hanno paura del download? Per due semplici motivi:1)Il loro ruolo di intermediari mangiasoldi (la maggior parte dei guadagni va a loro,visto che l'asse artista-industria si è decisamente spostato decisamente verso l'industria con l'invenzione della musica usa e getta) rischia di venire compromesso,vedi Reznor e i Nine Inch Nails che vendono milioni di copie tramite il web senza alcuna major alle spalle.2)Il p2p è un sistema meritocratico: se cerchi di vendermi XXXXX per cioccolata me ne accorgo e non ci casco.Quindi addio Vasco Rossi,Britney Spears,Laura Pausini e altri abomini del genere.
      • RIAA president scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        - Scritto da: Jena Plissken
        Sarebbe tutto corretto se l'equazione "1 download
        = 1 mancata copia" fosse vera.Ma non è così,anzi
        per quanto mi riguarda il download mi ha
        incoraggiato ad acquistare film/dischi e
        quant'altro che altrimenti non solo non avrei
        acquistato ma che avrei anche avuto difficoltà a
        conoscere.si ma in che rapporto?quanti mp3 illegali hai? e quanti cd/mp3 hai comprato?ovviamente i file illegalii li hai cancellati tutti? se non hai comprato il cd vuol dire che non ti piacciono, quindi non serve tenerli
        • supervacuum scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          Ottima precisazione. Non leggo risposte a riguardo ;)- Scritto da: RIAA president
          - Scritto da: Jena Plissken

          Sarebbe tutto corretto se l'equazione "1
          download

          = 1 mancata copia" fosse vera.Ma non è così,anzi

          per quanto mi riguarda il download mi ha

          incoraggiato ad acquistare film/dischi e

          quant'altro che altrimenti non solo non avrei

          acquistato ma che avrei anche avuto difficoltà a

          conoscere.

          si ma in che rapporto?
          quanti mp3 illegali hai? e quanti cd/mp3 hai
          comprato?

          ovviamente i file illegalii li hai cancellati
          tutti?

          se non hai comprato il cd vuol dire che non ti
          piacciono, quindi non serve
          tenerli
        • Skywalker scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          - Scritto da: RIAA president
          si ma in che rapporto?
          quanti mp3 illegali hai? e quanti cd/mp3 hai
          comprato?Se il rapporto fosse 1/100 (1 traccia acquistata per ogni traccia scaricata), considerando che un cd ha 10/12 tracce, ho ancora svariate decine di migliaia di tracce da scaricare.
          ovviamente i file illegalii li hai cancellati
          tutti?

          se non hai comprato il cd vuol dire che non ti
          piacciono, quindi non serve
          tenerliPremesso che il termine "illegale" per un "file" è una figura retorica, si, il 95% del materiale scaricato è stato usato non più di 2 volte e se ne va ad ogni riformattazione del disco USB. Esattamente come riscrivo sulle cassette del videoregistratore. Certo, dopo che ho visto il film che non sono riuscito a vedere ieri sera, non è che faccio partire il videoregistratore senza antenna per "cancellare" la cassetta. Ma quando mi servirà spazio, ci vado sopra senza problema alcuno.Invece mp3 comprati/mp3 scaricati è uguale a 0. Perché da quando ho scoperto che sia in EU che in USA è stata abolita la tutela della "First sale doctrine/Exaustion of Rights" per le "opere non fissate ad un supporto" col cavolo che pago qualcosa che mio non diventa mai.La collezione dei miei CD andrà in eredità ai miei figli, quella degli mp3 "legali" oggi "legalmente" muore con me.Non solo, per i beni non registrati il possesso ne presume la proprietà: se ho un CD con bollino in auto, fino a prova contraria, si presume che sia mio e agli altri dimostrare che io l'ho sottratto. Se io ho degli mp3 "legalmente" pagati, a me l'onere di dimostrare che li ho veramente pagati e non li ho scaricati o copiati da un amico!Sinceramente, il Copyright così come è oggi ha ampiamente violato il "patto sociale" per il quale la società si impegna a limitare la naturale possibilità di quasi infinita disponibilità in cambio della maggior produzione di opere da parte degli autori, che possono così dedicare maggior tempo a quello che sanno fare meglio.Il tempo è cambiato ed alcuni mestieri vanno scomparendo. Il discografico è come l'editore di cartine: Google Maps lo ha relegato ad un mercato di nicchia ed oggi deve reinventarsi per sopravvivere. Perché il Cartografo si, mentre il Musicista no? A quando il divieto di usare Google Maps per salvare l'Istituto Geografico De Agostini o la sezione Cartografia del Touring Club Italiano?I posti di lavoro sono come la materia: non si creano né si distruggono: si trasformano.
      • zoch scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        - Scritto da: Jena Plissken
        Sarebbe tutto corretto se l'equazione "1 download
        = 1 mancata copia" fosse vera.Ma non è così,anzi
        per quanto mi riguarda il download mi ha
        incoraggiato ad acquistare film/dischi e
        quant'altro che altrimenti non solo non avrei
        acquistato ma che avrei anche avuto difficoltà a
        conoscere.smettiamola con queste sciocchezze, la verità è proprio il contrario, basta solo aprire gli occhise la produzione di musica e i films non si è ancora estinta è perchè i CD e i DVD coprivano solo il 20% di tutti gli incassichi ha i soldi si compri un CD o un MP3 in modo regolare, il resto, visto che è così povero (tranne per un pc+adsl), si guardi la de filippi e non scassi i maroni, anzi dovrebbe vergognarsi di quanto è povero
    • noname scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      Nessuno vuole abolire il diritto d'autore.La protezione delle opere dell'ingegno è sacrosanta.Purtroppo però la disciplina normativa attuale è aberrante: è troppo sbilanciata a favore della major, nemmeno dell'autore, cioè di chi lucra sul suo lavoro. Basterebbe modificarla.Sarebbe sufficiente distinguere tra uso "commerciale" e non.Per esempio: si potrebbe stabilire che per un periodo di tre anni l'opera non può circolare in alcun modo senza remunerare l'autore, nemmeno "gratuitamente": si deve pagare per averla.Scaduto questo breve periodo di tempo, l'opera può liberamente diffondersi "senza scopo di lucro" in qualsiasi forma e attraverso qualsiasi "canale", comprese le reti p2p. Rimangono fermi i diritti derivanti dall'uso commerciale dell'opera, che possono anche durare 30-50, 100 anni. Chi se ne frega. E' giusto che se tu lucri sul lavoro altrui debba pagare, sempre e comunque.In questo modo si riuscirebbero a coniugare le 2 cose: libertà e diritti.Ma questi (=l'industria) vogliono altro: vogliono continuare a fare i miliardi controllando i formati digitali. E le leggi vengono fatte per salvaguardare questo interesse: un interesse - che è bene ricordare - appartiene a pochi, a una minoranza: che però tiene per le p@lle il mondo.
      • anonimo scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        - Scritto da: noname
        Nessuno vuole abolire il diritto d'autore.

        La protezione delle opere dell'ingegno è
        sacrosanta.

        Purtroppo però la disciplina normativa attuale è
        aberrante: è troppo sbilanciata a favore della
        major, nemmeno dell'autore, cioè di chi lucra sul
        suo lavoro.


        Basterebbe modificarla.Che sia sbilanciata a favore delle major sono d'accordo, ma questo non vuol dire giustificare la pirateria: non è pensabile che le cose restino così come sono adesso, in futuro sarà impedita in qualche modo (il modo si vedrà) la condivisione gratuita di opere con copyright, perché ciò è nell'interesse collettivo.E' inutile arrampicarsi sugli specchi e dire che non è vero.Se all'epoca di Gutemberg le tipografie si fossero messe a stampare libri senza corrispondere nulla agli autori, nessuno, o quasi, avrebbe più scritto nulla.Per i film poi chi pagherà le spese????E' assurdo ignorare questo.Quindi rassegnatevi, la pirateria finirà o sarà ridotta entro limiti accettabili.
        • antonio scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia

          Se all'epoca di Gutemberg le tipografie si
          fossero messe a stampare libri senza
          corrispondere nulla agli autori, nessuno, o
          quasi, avrebbe più scritto
          nulla.
          chissa'... per un periodo si diffusero, eppure i libri si scrivevano lostesso.non lo sapremo mai...
          Per i film poi chi pagherà le spese????
          ti riferisci ai miliardi che si devono corrispondere agli attori?scommetto che anche Di Caprio, in mancanza di meglio, si accontenterebbe di recitare per qualche misera decina di migliaia di euro.
        • zot scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          ai tempi di gutemberg non c'era il diritto d'autore. doh!
          • painlord2k scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: zot
            ai tempi di gutemberg non c'era il diritto
            d'autore.
            doh!Per certa gente questo è un dettaglio.Mica hanno studiato abbastanza da capire che il "diritto d'autore" al massimo è il diritto di vedersi riconosciuta la paternità di un'opera intellettuale, non il diritto di guadagnarci sopra.Il diritto d'autore nasce 250 anni fa circa, e solo come espediate per spingere la gente a produrre opere d'ingegno. Non è un diritto naturale.Il diritto naturale è quello di agire senza togliere nulla a nessuno e copiare una idea non ruba nulla a nessuno.
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: painlord2k
            - Scritto da: zot

            ai tempi di gutemberg non c'era il diritto

            d'autore.

            doh!

            Per certa gente questo è un dettaglio.

            Mica hanno studiato abbastanza da capire che il
            "diritto d'autore" al massimo è il diritto di
            vedersi riconosciuta la paternità di un'opera
            intellettuale, non il diritto di guadagnarci
            sopra.
            Eh si, scusami tanto, faccio l'idraulico per vivere e ho fatto solo le elementari...
            Il diritto d'autore nasce 250 anni fa circa, e
            solo come espediate per spingere la gente a
            produrre opere d'ingegno. Non è un diritto
            naturale.
            Il diritto naturale è quello di agire senza
            togliere nulla a nessuno e copiare una idea non
            ruba nulla a
            nessuno.Ah 250 anni ti sembrano pochi, certo, quindi nel 1750 erano scemi per introdurre una tale sciocchezza come il diritto d'autore...Per spingere la gente a produrre opere d'ingegno tu dici e io che avevo scritto? Che senza il diritto d'autore non ci sarà quasi più nessuno che si metterà a perdere tempo nella creazione di opere d'ingegno, per non parlare poi dei film, mi vorresti spiegare chi pagherà i costi dei film?Inoltre dal tuo ragionamento si evince che solo le leggi che si rifanno al diritto naturale sono giuste, le altre sono da abolire, complimenti, bravo...
          • painlord2k scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            - Scritto da: painlord2k
            Eh si, scusami tanto, faccio l'idraulico per
            vivere e ho fatto solo le elementari...Non è una scusa per leggere solo la Gazzetta dello Sport.

            Il diritto d'autore nasce 250 anni fa circa, e

            solo come espediate per spingere la gente a

            produrre opere d'ingegno. Non è un diritto

            naturale.

            Il diritto naturale è quello di agire senza

            togliere nulla a nessuno e copiare una idea non

            ruba nulla a

            nessuno.

            Ah 250 anni ti sembrano pochi, certo, quindi nel
            1750 erano scemi per introdurre una tale
            sciocchezza come il diritto d'autore...Infatti erano abbastanza furbi da introdurlo per 14 anni + 14 anni, solo a richiesta del creatore dell'opera con pagamento di piccola tassa.Storicamente, il 95% dei copyright non venivano rinnovati.Quindi perché serviva allungare il copyright prima a 28, poi a 50 e adesso a 90 anni?Non certo per remunerare i creativi (visto che il 90% non ha interesse a rinnovare il copyright dopo 14 anni). Semplicemente per togliere di mezzo il 90% della roba dal mercato, così non faceva concorrenza a quella a pagamento.
            Per spingere la gente a produrre opere d'ingegno
            tu dici e io che avevo scritto? Che senza il
            diritto d'autore non ci sarà quasi più nessuno
            che si metterà a perdere tempo nella creazione di
            opere d'ingegno, per non parlare poi dei film, mi
            vorresti spiegare chi pagherà i costi dei
            film?Se si tornasse ad una situazione seria, con il (C) applicato solo esplicitamente e solo a richiesta del creatore prima di rilasciarla al pubblico? Per un periodo di solo 14 anni?Se una cosa non rende nei primi 14 anni in cui l'hai fatta, credi davvero che renderà dopo?Qualsiasi investimento industriale (anche nell'industria dello spettacolo) deve rendere entro un anno o due, altrimenti sono soldi buttati.
            Inoltre dal tuo ragionamento si evince che solo
            le leggi che si rifanno al diritto naturale sono
            giuste, le altre sono da abolire, complimenti,
            bravo...Le altre sono legislazione, non leggi (non tanto sottile differenza). La legislazione può essere utile o può essere idiota. Più ne fanno più è probabile che facciano spazzatura.
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            Eh si, scusami tanto, faccio l'idraulico per
            vivere e ho fatto solo le elementari...Strano credevo che gli idraulici venissero pagati una sola volta, quando hanno completato il lavoro e solo se lo hanno fatto oggettivamente bene ("a regola d'arte"), e poi non è che ogni volta che usi quel tubo devi pagare il diritto d'autore all'idraulico che te l'ha montato...Se l'idraulico fa un lavoro di XXXXX inondandomi casa (/musica/film scadenti, software con licenze assurde che oltre a costare caro non danno alcuna garanzia che non facciano danni o che non perdano i dati) non solo non lo pago, ma gli faccio pure causa.
            Per spingere la gente a produrre opere d'ingegno
            tu dici e io che avevo scritto? Che senza il
            diritto d'autore non ci sarà quasi più nessuno
            che si metterà a perdere tempo nella creazione di
            opere d'ingegno, per non parlare poi dei film, mi
            vorresti spiegare chi pagherà i costi dei
            film?Infatti film come questi non esistono, vero?http://vimeo.com/2740962?pg=embed&sec=2740962http://www.stealthisfilm.com/http://www.zeitgeistmovie.com/e non ti piglio link a caso di youtube che ce ne sarebbero qualche migliaio
            Inoltre dal tuo ragionamento si evince che solo
            le leggi che si rifanno al diritto naturale sono
            giuste, le altre sono da abolire, complimenti,
            bravo...Da idraulico dovresti essere contento che qualcuno ti paga subito il lavoro e non invece solo e soltanto quando vengono usati gli impianti idraulici in questionePreferisci prenderti 150 euro una volta e basta per cambiarmi il sifone del XXXXX oppure prenderti 10 centesimi ogni volta che vado a evacuare? (ovvio che in questo caso tirerei lo sciacquone solo col bisogno grosso, mica so fesso)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 aprile 2009 15.41-----------------------------------------------------------
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            Infatti, è stato introdotto dopo.
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: zot
            ai tempi di gutemberg non c'era il diritto
            d'autore.
            doh!Infatti, è stato introdotto dopo, proprio come correttivo.
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          - Scritto da: anonimo
          Quindi rassegnatevi, la pirateria finirà o sarà
          ridotta entro limiti accettabili.Credici (rotfl)La pirateria smetterà di esistere quando le major smetteranno di spacciare le loro COPIE per ORIGINALI.Un quadro di Picasso è uno, uno e soltanto uno e ha valore in quanto unico esemplare. Le copie che pure esistono non sono spacciate per autentiche di Picasso, ma appunto come copie... e valgono infinitamente meno. Alcune, quelle riprodotte digitalmente, hanno valore pari a... ZERO. E sai perché? Perché è il costo di QUEL singolo esemplare a stabilire, una volta moltiplicato per i giusti rincari, il valore economico. Una copia digitale (e tutte quelle che le major spacciano per "COPIE ORIGINALI" sono copie digitali) ha costo di copia pari a zero, e quindi il suo valore rimarrà sempre zero, visto che anche se calcoli il 500% o il 10.000% di zero sarà sempre zero. Viceversa un originale (unico e irripetibile) avrà valore molto alto pari al costo per crearlo moltiplicato il ricavo... e infatti i quadri di Picasso costano un sacco di soldi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 aprile 2009 01.45-----------------------------------------------------------
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            Modificato dall' autore il 19 aprile 2009 01.45
            --------------------------------------------------Ma te ci fai o ci sei? Secondo il tuo strampalato ragionamento i film non potrebbero più esistere, perché pagare il costo del biglietto al cinema se uno li può scaricare gratis da internet?Infatti secondo il tuo strampalato ragionamento, la copia di un film ha valore uguale a zero. Ma te sei appena uscito dal manicomio o posti ancora da lì?
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            Ma te ci fai o ci sei? Secondo il tuo strampalato
            ragionamento

            i film non potrebbero più esistere, perché pagare
            il costo del biglietto al cinema se uno li può
            scaricare gratis da internet?Perché al cinema tu paghi il cinema. Che significa il maxischermo, la sala grande, lo stare insieme a tanta gente eccetera. E' quello che paghi, non il film. Se fosse come dici e cioè paghi il film, allora le major dovrebbero permettere quantomeno uno sconto sul DVD su chi presentasse alla cassa del negozio il biglietto del cinema di quel film: i diritti d'autore li avresti già pagati quando sei andato al cinema, non c'è motivo per doverli ripagare una seconda volta col DVD.Così come, secondo il tuo ragionamento e cioè che il cinema si paga per i diritti d'autore, si dovrebbe permettere uno sconto a chi vuole vedere due volte il film al cinema (hai già pagato i diritti di quel film). Così non è, quindi è chiaro che al cinema tu non paghi i diritti, ma il cinema. Tant'è vero che non esiste concorrenza: a parità di giorno e orario, il prezzo è lo stesso, indipendentemente da quale film vai a vedere, da chi lo produce e da chi lo distribuisce. Per i DVD non è così, segno quindi che paghi con quei soldi il servizio cinema (che infatti proietterebbe lo stesso anche se la sala fosse vuota) e non il film in sé stesso.
            Infatti secondo il tuo strampalato ragionamento,
            la copia di un film ha valore uguale a zero. Ma
            te sei appena uscito dal manicomio o posti ancora
            da lì?Sei tu che vivi nel manicomio dove solo tu e le major la pensate nel vostro modo. Insomma siete come quello che in autostrada andando contromano e sentendo la radio che dice "c'è un pazzo contromano in autostrada" risponde "ma qui sono tutti pazzi"... esiste un sondaggio del sole24ore dove il 90% dico NOVANTA PERCENTO non è d'accordo con la sentenza svedese... esiste un partito pirata in Svezia (in Italia non può esistere per leggi fasciste sull'apologia di reato, l'ho spiegato sopra in un altro post) che ha guadagnato consensi su consensi ed è molto probabile che vinca le prossime europee...Sei tu che vuoi continuare a vivere nell'era dove gli unici che riescono a produrre e copiare le opere sono le major, fai la figura di quello che si ostina a vendere lumi a petrolio quando esistono da tempo le lampadine elettriche. Oggi le major sono completamente inutili, per la produzione ormai tutti producono in casa, per la duplicazione i costi si sono praticamente azzerati visto che l'invio di un mp3 via internet ha un costo inferiore al millesimo di euro...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 aprile 2009 15.45-----------------------------------------------------------
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
            - Scritto da: anonimo

            Ma te ci fai o ci sei? Secondo il tuo
            strampalato

            ragionamento



            i film non potrebbero più esistere, perché
            pagare

            il costo del biglietto al cinema se uno li può

            scaricare gratis da internet?

            Perché al cinema tu paghi il cinema. Che
            significa il maxischermo, la sala grande, lo
            stare insieme a tanta gente eccetera. E' quello
            che paghi, non il film. Mi sembra proprio di parlare con uno che sragiona, senza offesa eh!Mi vuoi dire chi paqa per fare un film? Gli attori, la produzione, la pellicola, ecc. ecc.?Da dove dovrebbero venire questi soldi?
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            Mi vuoi dire chi paqa per fare un film?Il film come il disco è un prodotto promozionale, e come tale non può essere fatto pagare. Oppure tu paghi per vedere la pubblicità in TV?Il disco lo è per i concerti dal vivo, il film lo è per il teatro. Mai sentito parlare di teatro, vero? Sai perché molti attori di cinema non sono capaci di fare teatro? Per lo stesso motivo per cui molti cantanti non fanno concerti dal vivo: è troppo facile farsi aggiustare in studio o ripetere trenta volte una scena... in teatro o nei concerti non lo puoi fare, e se sbagli ti tirano i pomodori dietro e farebbero solo bene.
            Gli attori, la produzione, la pellicola, ecc.
            ecc.?
            Da dove dovrebbero venire questi soldi?Dagli sponsor. Dici che non ce ne sono? Vogliamo prendere un qualsiasi film commerciale a caso?
        • Skywalker scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          - Scritto da: anonimo
          Se all'epoca di Gutemberg le tipografie si
          fossero messe a stampare libri senza
          corrispondere nulla agli autori, nessuno, o
          quasi, avrebbe più scritto
          nulla.

          Per i film poi chi pagherà le spese????

          E' assurdo ignorare questo.
          Quindi rassegnatevi, la pirateria finirà o sarà
          ridotta entro limiti
          accettabili.Omero ha scritto Iliade ed Odissea per i Diritti d'Autore.Lo stesso ha fatto Dante Alighieri per la Divina Commedia.E che diciamo di William Shakespeare? O di Fedro? Catullo? Mozart? Platone? Gente che ha scritto roba talmente di qualità che ancora oggi li riprendiamo sia nella forma immodificata sia come ispirazione ("Opere Derivate").Un Artista che crea arte solo se lo pagano, non è un artista: è un artigiano. Poi niente di male se uno riesce anche a vivere solo della propria Arte, ma nessun bambino impara a suonare la chitarra perché il papà gli ha detto che così diventerà ricco...Di gente che gira film pagandoli di tasca propria pur di girarli, ne ho conosciuti decine.La tecnologia non ha solo consentito di copiare le canzonette a basso costo: ha consentito anche di poter girare film in HD e con effetti speciali sofisticati con materile "consumer".Guardati gli effetti speciali di "Star Wreck" (http://www.starwreck.com).Oggi il 90% del costo di un film è la sua promozione...
    • HappyFeet scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      No, caro mio, il cervello devi imparare ad usarlo te.Intanto società prive di diritto d'autore ma con ricchissime produzioni culturali di arte, di musica e di letteratura sono sempre esistite, quello che non è mai esistito prima è che per uno sgorbio o un jingle ci dovesse campare tu, i tuoi figli, i tuoi nipoti e pronipoti.Poi: equiparare il furto alla copia è una totale cavolata, perché il furto è una SOTTRAZIONE di un bene: se ti frego l'autoradio poi tu te la devi ricomprare, se ti copio il cd l'originale ti rimane, no?E ancora: la musica non avrà bisogno di update, ma di concerti sì: è di questo che dovrebbe campare ogni cantante o band. Per i libri il valore aggiunto è la copia cartacea stessa, fotocopie o e-book (ho avuto sottomano il kindle, carino ma preferisco ancora i libri di carta) non sono ancora in grado di sostuire un originale (e per lo stesso ragionamento sarebbero da abolire anche le biblioteche, no?)E inoltre: ti faccio notare che il modello economico attuale non è per nulla favorevole agli artisti, ma è sbilanciato fortemente a favore delle case discografiche e agli "artisti" più commerciali da hit parade; es., è un segreto di pulcinella che se compri un cd di un cantante pinco pallo sconosciuto della casa discografica panco pillo, poi i soldi del bollino siae finiranno non a pinco pallo ma al Vasco Rossi di turno e alla sua major (tolta la percentuale per il baraccone siae, ovviamente). Per artisti emergenti internet e p2p è ORO, perché permette di farli conoscere senza i filtri commerciali imposti dalle major.Infine: come già detto da Plissken e dimostrato da tutte le analisi del mercato, NON È VERO che il p2p danneggi il mercato: come del resto l'OS, invece aumenta la concorrenza e la meritocrazia, perché prima vedo cosa sai fare e poi casomai se mi piaci ti compro o ti vengo a vedere: di fatto il p2p mi stimola a comprare di più, meglio di qualsiasi pubblicità, ma quello che voglio io (non quello che vogliono le major), è questo a dare fastidio.
      • Stiv Giobs scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        Sorry, sono ache d'accordo con te, ma non è vero quello che dici sulle ricerce
      • Stefano Torino scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        scusa, ma non lo vedi quanti negozi di dischi, intere catene, videoteche e attività simili sono fallite (la catena Tower Records negli USA, Blockbuster in Spagna e probabilmente altrove nei prossimi mesi o un esempio della mia città, Torino, dove un negozio storico ed enorme, Maschio in Piazza Castello ha chiuso qualche anno fa per fallimento)? E loro sono solo l'ultimo anello della catena, quello che vediamo noi. Falliscono perchè la pirateria "fa bene al mercato della musica e dei film"?? E non dirmi che è tutta colpa di iTunes o di Sky....
        • numega scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          Prosperano per gli store on-line.Come mai secondo te?
          • Stiv Giobs scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            Al momento ne "prospera" solo uno iTunes. Gli altri arrancano o chiudono.
          • numega scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            Questo lo dici tu.
          • Stiv Giobs scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            Non lo dico io, lo dicono i dati e le ricerche di mercato. Perfino SONY si è schiantata con il digital downloading. Gli unici che resitono sono iTunes e Amazon. Gli altri sono morti o non fanno testo.Però se hai dei dati diversi e attendibili segnalali e li leggerò con interesse. Va bene anche un link ;-)
          • numega scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            Digital downloading?Io ho parlato di "negozi" che prosperano on-line a fronte di quelli che chiudono on-"ground".IBS ti sembra uno store che s'è schiantato?
          • Stiv Giobs scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            IBS vende libri. La musica è marginale per tutti gli store online italiani. Anche questo lo dicono le ricerche.Vedo che stai saltando in modo confuso da un tema all'altro. Chiudo qui.Don't feed the troll.
          • numega scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: Stiv Giobs
            IBS vende libri. La musica è marginale per tutti
            gli store online italiani. Anche questo lo dicono
            le
            ricerche.

            Vedo che stai saltando in modo confuso da un tema
            all'altro. Chiudo
            qui.
            Don't feed the troll.Ma quale troll, sempre a invocare troll quando non si ha niente da dire. Io parlavo di negozi on line. E tu hai tirato fuori iTunes come se fosse l'unico. L'unico nel settore del digital quellochedici tu.IBS vende libri, cd musicali, dvd-video. A prezzi nettamente inferiori a qualsiasi blockfuffa sulla terraferma. Chi caxxo c'ha mai comprato in quei blockbstacheesistano. Sono farmacie amico. E poi si lamentano se chiudono.
          • Stiv Giobs scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            La vendita totale dei CD su base annua è in calo costante da alcuni anni.Online l'unico servzio che vende di musica e funziona è iTunes.Gli store online che vendono solo CD sono praticamente spariti, inglobati nei mercatoni tipo Amazon (btw, su Amazon compro tonnellate di CD).IBS come gli altri fa gran parte dl fatturato con i libri. In ogni caso in Italia lo store online migliore per i CD sia come ampiezza di catalogo che come prezzi è laFeltrinelli.it.
        • HappyFeet scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia

          scusa, ma non lo vedi quanti negozi di dischi, intere catene, videoteche e
          attività simili sono fallite Sono fallite per la concorrenza di centri commerciali e delle grosse catene tipo fnac o virgin che offrono lo stesso servizio a minor prezzo; blockbuster fallisce perché ha praticato prezzi assurdi e poi non c'ha il XXXXX. E' il mercato, bellezza.
        • gerry scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          - Scritto da: Stefano Torino
          scusa, ma non lo vedi quanti negozi di dischi,
          intere catene, videoteche e attività simili sono
          fallite Il pianto del "stiamo fallendo tutti" non è più credibile.Lo dicono ogni volta che qualcuno inventa qualcosa di nuovo, eppure sono sempre lì e bene in salute.Quelli che falliscono non saranno in grado di stare in affari, come succede da sempre in tutti i settori lavorativi inventati dall'uomo.
      • Stiv Giobs scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        ops... non è vero quello che dici sulle ricerche: il mercato discografico è in calo inesorabile e costante da alcuni anni e il digital downloading legale (iTunes e soci) non compensa le perdite dei CD.Inoltre non è affatto vero che il P2P permette il lancio di artisti emergenti. Almeno non è ancora sucXXXXX. Se mi puoi citare un caso valido mi interesserebbe. Al momento l'unico strumento per lanciare un artista è e rimane la vecchia, cara e comoda radio con la promozione vecchia maniera.In ogni caso non c'è storia: nel lungo periodo il business della musica registrata nel bene o nel male è destinato a cambiare. Ma con esso anche i comportamenti degli utenti. Il download totalmente libero e incontrollato verrà progressivamente bloccato e limitato.
        • Josh scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          Il p2p permette eccome il lancio d'artisti! Non stare a guardare i "cantanti" con padri o madri gia famosi, o con il papy già milionario, guarda gli emergenti! Ad esempio se un gruppo suona a milano in qualche localino scrauso, io che sono in periferia non potrei mai venirne conoscenza! E qui dunque entra in gioco il p2p ed il passaggio di file su irc, msn XXXXX e mazzi vari, che apre nuovissimi e vastissimi orizzonti al gruppo.
          • Stiv Giobs scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            Questa è pura fantasia. Ad oggi non esiste un solo caso di un gruppo che è emerso con il P2P, o che ci è andato vicino. Ci sono dei gruppi che sono emersi con MySpace o con YouTube, che sono strumenti di promozione. Perfino i portali indipendenti non sono ancora riusciti a lanciare davvero qualcuno. Sono certo che prima o poi succederà, ma al momento quello che scrivi è fantasia. Altro discorso è la possibilità di distribuire la musica dei gruppetti. Certo, si può fare via P2P, lo fanno anche i NIN ma loro sono più che affermati.
        • HappyFeet scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          Rileggiti il mio post, e dimmi dove avrei scritto che il mercato discografico è in crescita o in calo che sia. Quello che io affermo è semplicemente che non è dimostrata né quantificata la correlazione diretta tra p2p e andamento del mercato discografico. Il fatto che il dowloading digitale commerciale (in crescita, quindi è vero che la gente è disposta a pagare il giusto per la qualità e il servizio) non copra ancora le perdite del mercato discografico classico è dovuto dalla relativa scarsità dell'offerta rispetto al totale e da assurdi limiti talvolta imposti (drm et similia).
        • Shu scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          - Scritto da: Stiv Giobs
          ops... non è vero quello che dici sulle ricerche:
          il mercato discografico è in calo inesorabile e
          costante da alcuni anni e il digital downloading
          legale (iTunes e soci) non compensa le perdite
          dei
          CD.Questo, se dimostrato con dati di mercato, potrebbe anche voler dire che nei CD buona parte delle tracce fanno schifo, e potendo comprare solo le tracce belle, la gente compra quelle e spende 5 euro, invece di spenderne 15 per 15 tracce di cui 5 belle e 10 brutte.Per fortuna sta finendo il periodo del "faccio uscire un disco con 14 tracce best of e 2 tracce nuove cosi` me lo pagano a prezzo pieno" o "faccio una hit e ci allego 15 tracce schifose registrate in 4 giorni che tanto me lo pagano pur di avere quella".Bye.
      • Mr.Pink scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        Chissà perchè allora il mercato dei dischi sta crollando, le piccole etichette hanno già sbaraccato e ora vacillano anche le grandi.Che sia forse perchè conviene molto di più un mp3 gratis di un cd pagato? ;)
        • HappyFeet scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia

          Che sia forse perchè conviene molto di più un mp3 gratis di un cd pagato?No, conviene di più pagare una canzone bella o assistere a un bel concerto che comprarsi un cd commerciale a prezzi assurdi.
        • zot scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          sarà perchè forse c'è molta più concorrenza di entertainment rispetto a 10-20 anni fa?televisioni commerciali e satellitari, giochi elettronici, internet, ecc. mentre il tempo è rimasto quello e i soldi spesso pure.
      • anonimo scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        - Scritto da: HappyFeet
        No, caro mio, il cervello devi imparare ad usarlo
        te.

        Intanto società prive di diritto d'autore ma con
        ricchissime produzioni culturali di arte, di
        musica e di letteratura sono sempre esistite,Dove, nell'isola di Utopia o nel paese dei balocchi?
        quello che non è mai esistito prima è che per uno
        sgorbio o un jingle ci dovesse campare tu, i tuoi
        figli, i tuoi nipoti e
        pronipoti.Ma che discorsi, non puoi invalidare un principio sacrosanto perché qualcuno ne abusa, questi sono solo mezzucci retorici
        Poi: equiparare il furto alla copia è una totale
        cavolata, perché il furto è una SOTTRAZIONE di un
        bene: se ti frego l'autoradio poi tu te la devi
        ricomprare, se ti copio il cd l'originale ti
        rimane,
        no?altro mezzuccio retorico, non vale neanche la pena di risponderti
        E ancora: la musica non avrà bisogno di update,
        ma di concerti sì: è di questo che dovrebbe
        campare ogni cantante o band. L'hai deciso tu? E chi sei Dio?Rassegnati, fra qualche anno la pirateria non esisterà più.
        • HappyFeet scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia

          Dove, nell'isola di Utopia o nel paese dei balocchi?sul pianeta Terra: prima del seicento non esisteva nessun concetto di copyright o diritto d'autore, e l'umanità produceva lo stesso letteratura, arte e musica a pacchi.
          Ma che discorsi, non puoi invalidare un principio sacrosanto perché qualcuno ne abusaNon è abuso: secondo la legge attuale qualsiasi opera percepisce diritti d'autore FINO A 70 ANNI DALLA MORTE DELL'AUTORE: e perché ci devono campare figli e nipoti?
          altro mezzuccio retorico, non vale neanche la pena di rispondertimancanza di argomenti? forse ti sono stati SOTTRATTI...
          L'hai deciso tu? E chi sei Dio?No, sono semplicemente uno che ascolta musica e guarda film, e va ai concerti o al cinema e compra cd o dvd esclusivamente di chi gli piace, grazie ad internet e al p2p.
          Rassegnati, fra qualche anno la pirateria non esisterà piùConcordo: infatti si chiamerà LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE IDEE
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: HappyFeet

            Dove, nell'isola di Utopia o nel paese dei
            balocchi?
            sul pianeta Terra: prima del seicento non
            esisteva nessun concetto di copyright o diritto
            d'autore, e l'umanità produceva lo stesso
            letteratura, arte e musica a
            pacchi.


            Ma che discorsi, non puoi invalidare un
            principio sacrosanto perché qualcuno ne
            abusa
            Non è abuso: secondo la legge attuale qualsiasi
            opera percepisce diritti d'autore FINO A 70 ANNI
            DALLA MORTE DELL'AUTORE: e perché ci devono
            campare figli e
            nipoti?


            altro mezzuccio retorico, non vale neanche la
            pena di
            risponderti
            mancanza di argomenti? forse ti sono stati
            SOTTRATTI...


            L'hai deciso tu? E chi sei Dio?
            No, sono semplicemente uno che ascolta musica e
            guarda film, e va ai concerti o al cinema e
            compra cd o dvd esclusivamente di chi gli piace,
            grazie ad internet e al
            p2p.


            Rassegnati, fra qualche anno la pirateria non
            esisterà
            più
            Concordo: infatti si chiamerà LIBERA CIRCOLAZIONE
            DELLE
            IDEECertamente, la copia di un film è un'idea, come no...hai già preso la tua dose giornaliera di psicofarmaci?
          • HappyFeet scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia

            Certamente, la copia di un film è un'ideaEvidentemente Platone ti è sconosciuto: ho scelto semplicemente un termine generale e che comprendesse qualsiasi espressione della mente umana, dalla parola scritta al canto, dall'immagine all'opera cinematografica, dalle formule matematiche al codice software, eccetera. Tutto nasce dal cervello come idea e, diffondendosi in varie forme, ritorna al cervello come idea. Ma forse questo non vale per te, evidentemente tu ti esprimi utilizzando altre parti del corpo...
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: HappyFeet

            Certamente, la copia di un film è un'idea
            Evidentemente Platone ti è sconosciuto: ho scelto
            semplicemente un termine generale e che
            comprendesse qualsiasi espressione della mente
            umana, dalla parola scritta al canto,
            dall'immagine all'opera cinematografica, dalle
            formule matematiche al codice software, eccetera.
            Tutto nasce dal cervello come idea e,
            diffondendosi in varie forme, ritorna al cervello
            come idea. Ma forse questo non vale per te,
            evidentemente tu ti esprimi utilizzando altre
            parti del
            corpo...Guarda che conosco Platone sicuramente meglio di te...E ti dirò, se egli avesse potuto sentire i tuoi discorsi,si sarebbe messo a ridire.Tu parli come se i film non avessero un costo, ma non è cosìe questo tutti lo sanno tranne te e pochi altri.
          • krane scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            - Scritto da: HappyFeet


            Certamente, la copia di un film è un'idea

            Evidentemente Platone ti è sconosciuto: ho
            scelto

            semplicemente un termine generale e che

            comprendesse qualsiasi espressione della mente

            umana, dalla parola scritta al canto,

            dall'immagine all'opera cinematografica, dalle

            formule matematiche al codice software,
            eccetera.

            Tutto nasce dal cervello come idea e,

            diffondendosi in varie forme, ritorna al
            cervello

            come idea. Ma forse questo non vale per te,

            evidentemente tu ti esprimi utilizzando altre

            parti del

            corpo...

            Guarda che conosco Platone sicuramente meglio di
            te...
            E ti dirò, se egli avesse potuto sentire i tuoi
            discorsi,
            si sarebbe messo a ridire.
            Tu parli come se i film non avessero un costo, ma
            non è così e questo tutti lo sanno tranne te e
            pochi altri.Del resto solitamente quel costo e' coperto dalle cifre mostruose incassate solo nelle prime settimane di programmazione nei cinema :http://www.mymovies.it/boxoffice/
          • Joe Tornado scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia


            Guarda che conosco Platone sicuramente meglio di
            te...Videotecari ovunque ! o-v-u-n-q-u-e !-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 aprile 2009 18.31-----------------------------------------------------------
        • Luco, giudice di linea mancato scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          - Scritto da: anonimo

          quello che non è mai esistito prima è che per
          uno

          sgorbio o un jingle ci dovesse campare tu, i
          tuoi

          figli, i tuoi nipoti e

          pronipoti.

          Ma che discorsi, non puoi invalidare un principio
          sacrosanto perché qualcuno ne abusa, questi sono
          solo mezzucci retoriciAh sì? Perché il diritto d'autore non vale per contadini e muratori? Se mio padre ha lavorato una vita sotto il sole su un'impalcatura, e mio nonno a zappare e vangare sempre sotto il sole per tirare fuori qualche pomodoro, perché io figlio e nipote non devo avere una percentuale su tutti quelli che entrano nelle case costruite da mio padre e per tutti quelli che mangiano i pomodori dai semi che aveva piantato mio nonno? Perché invece gli eredi Bixio devono percepire i soldi anche da chi canta le canzoni sconosciute?Voglio diritti su chiunque entra e utilizza i palazzi e le case costruiti da mio padre, visto che è innegabile che se togliamo tutti i mattoni messi da lui oggi quelle case non starebbero in piedi.
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
            - Scritto da: anonimo


            quello che non è mai esistito prima è che per

            uno


            sgorbio o un jingle ci dovesse campare tu, i

            tuoi


            figli, i tuoi nipoti e


            pronipoti.



            Ma che discorsi, non puoi invalidare un
            principio

            sacrosanto perché qualcuno ne abusa, questi sono

            solo mezzucci retorici

            Ah sì? Perché il diritto d'autore non vale per
            contadini e muratori? Se mio padre ha lavorato
            una vita sotto il sole su un'impalcatura, e mio
            nonno a zappare e vangare sempre sotto il sole
            per tirare fuori qualche pomodoro, perché io
            figlio e nipote non devo avere una percentuale su
            tutti quelli che entrano nelle case costruite da
            mio padre e per tutti quelli che mangiano i
            pomodori dai semi che aveva piantato mio nonno?
            Perché invece gli eredi Bixio devono percepire i
            soldi anche da chi canta le canzoni
            sconosciute?

            Voglio diritti su chiunque entra e utilizza i
            palazzi e le case costruiti da mio padre, visto
            che è innegabile che se togliamo tutti i mattoni
            messi da lui oggi quelle case non starebbero in
            piedi.Vabbé, qui siamo al vaniloquio...Ti apprezzerei di più se, invece di arrampicarti sugli specchi per trovare una giustificazione, dicessi:la proprietà è un furto!Che almeno è un discorso che ha una sua logica...
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            Vabbé, qui siamo al vaniloquio...
            Ti apprezzerei di più se, invece di arrampicarti
            sugli specchi per trovare una giustificazione,
            dicessi:
            la proprietà è un furto!FURTO è RUBARE I SOLDI DEI CONSUMATORI dai supporti vuoti e PRETENDERE che una volta pagati quei soldi i consumatori non si sentano OBBLIGATI a mettere su quei supporti il materiale di chi incassa quei soldi.Perché è semplice: se su quei soldi (su cui pago la tassa) non posso metterci materiale coperto da copyright, allora quella della SIAE si chiama FURTO sic et simpliciter, visto che prendono soldi per cose di cui non hanno i diritti (materiale mio oppure con licenze libere). Se invece posso metterci materiale coperto da copyright, allora non devono rompermi i XXXXXXXX perché faccio esattamente quello che loro (con la loro tassa) mi costringono a fare (per far sì che i miei soldi non vadano sprecati).
            Che almeno è un discorso che ha una sua logica...Ah sì, la logica, quella di chi dice "Non ruberesti mai un'auto"?Peccato che l'auto si COMPRI e UNA VOLTA COMPRATA DIVENTA DI MIA PROPRIETA'. Questo significa che quando compro un'auto posso smontarla, posso prestarla, posso noleggiarla, posso venderla, posso regalarla, posso usarla insieme agli amici, posso vendere com'è fatta dentro e posso usare il motore per farci vibrare la tazza del XXXXX, e nessuno, tantomeno il produttore dell'auto, può impedirmelo.Peccato che quando io compro un'auto e tu me la rubi, io l'auto che ho comprato non ce l'ho più, mentre invece se io compro un disco e lo metto in condivisione e tu te lo copi, adesso entrambi possiamo ascoltare le canzoni...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 aprile 2009 00.25-----------------------------------------------------------
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
            - Scritto da: anonimo

            Vabbé, qui siamo al vaniloquio...

            Ti apprezzerei di più se, invece di arrampicarti

            sugli specchi per trovare una giustificazione,

            dicessi:

            la proprietà è un furto!

            FURTO è RUBARE I SOLDI DEI CONSUMATORI dai
            supporti vuoti e PRETENDERE che una volta pagati
            quei soldi i consumatori non si sentano OBBLIGATI
            a mettere su quei supporti il materiale di chi
            incassa quei
            soldi.Ma mi hai preso per un difensore della SIAE???Non lo sono, ovviamente.
            Peccato che quando io compro un'auto e tu me la
            rubi, io l'auto che ho comprato non ce l'ho più,
            mentre invece se io compro un disco e lo metto in
            condivisione e tu te lo copi, adesso entrambi
            possiamo ascoltare le
            canzoni...Ma questo è troppo semplicistico come discorso.Le canzoni, e peggio ancora i film, hanno costi enormie se nessuno paga i dischi, i costi non vengono ammortizzati.Quindi niente più canzoni, se non a livello amatoriale.
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            Ma questo è troppo semplicistico come discorso.
            Le canzoni, e peggio ancora i film, hanno costi
            enormiE' una XXXXXXX. E te lo dice uno che conosce bene come stanno le cose. Quali sono questi costi enormi? Perché non possono essere ripagati dai concerti, dal teatro e dagli sponsor che di loro già ad oggi ripagano abbondantemente i costi?
            e se nessuno paga i dischi, i costi non vengono
            ammortizzati.Infatti è pieno di artisti che si muoiono di fame... persino i Metallica (tra i primi a scagliarsi contro il p2p) hanno fatto marcia indietro e hanno ammesso che la loro crociata era sbagliataPer il resto gli artisti che si lamentano sono quasi tutti quelli pilotati a farlo dalle major, hai mai visto che si lamentano quelli delle etichette indipendenti? Eppure dovrebbero essere loro quelli che ci perdono di più dalla pirateria...
            Quindi niente più canzoni, se non a livello
            amatoriale.Credici (rotfl)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 aprile 2009 00.47-----------------------------------------------------------
    • Marco Sarra scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia

      un modello economico sostenibile.Oggi ad avere valore sono solo le idee. Negli USA oltre il 30% delle opere vengono rilasciate sotto licenza Creative Commons. Il concetto ottocentesco di diritto d'autore concepito per la carta stampata è morto e sepolto....
      • anonimo scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        - Scritto da: Marco Sarra

        un modello economico sostenibile.

        Oggi ad avere valore sono solo le idee. Hanno valore solo le idee? Che vuol dire? Chi paga chi produce le idee? Chi lo mantiene?La tua è solo aria fritta!
        Il concetto ottocentesco di diritto d'autore
        concepito per la carta stampata è morto e
        sepolto....Anche con l'invenzione della stampa si poteva dire lo stesso,i tipografi avrebbero potuto mettersi a stampare quello che volevano senza corrispondere nulla agli autori. E invece, proprio per impedire che questi smettessero di scrivere, fu fatta una bella legge, che rendeva ILLEGALEstampare libri senza ricompensare l'autore.E tale legge fu considerata talmente essenziale per l'interesse collettivo, che fu adottata in tutto il mondo,guarda un po'.Non è poi difficile tecnicamente impedire la pirateriatramite internet, basta fare una bella legge, con delle pene adeguate, e poi applicarla.Rassegnati.
        • HappyFeet scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia

          E invece, proprio per impedire che questi smettessero discrivere, fu fatta una bella legge, che rendeva ILLEGALEstampare libri senza ricompensare l'autore.TI PREGO!!! Prima di dire simili castronerie almeno consulta wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: HappyFeet

            E invece, proprio per impedire che questi
            smettessero
            di
            scrivere, fu fatta una bella legge, che rendeva
            ILLEGALE
            stampare libri senza ricompensare l'autore.

            TI PREGO!!! Prima di dire simili castronerie
            almeno consulta wikipedia:
            http://it.wikipedia.org/wiki/CopyrightBravo, tu sì che sei colto, leggi wickipedia...All'università dove studiavi, su wickipedia?Guarda, te sei solo una tacca più intelligente della Carlucci, e una tacca non è granché...
          • Stiv Giobs scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            Una frase che contiene Carlucci e intelligenza è un ossimoro. ;-)
          • HappyFeet scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia

            Bravo, tu sì che sei coltoPurtroppo per te è così, e per motivi professionali conosco bene l'argomento.Visto che vuoi una bibliografia accademica sull'argomento ti accontento subito:1) Il nuovo diritto dautore / Marco Marandola 2) Intellectual property right, innovation and software technologies / Elad Harison 3) The global challenge of intellectual property rights / edited by Robert Bird, Subhash C. Jain 4) Lontologia della proprietà intellettuale : aspetti e problemi / a cura di Andrea Bottani e Richard Davies ;5) Authors and owners : the invention of copyright / Mark Rose (ottimo per la storia del copyrght)6) Qualsiasi testo che tratti di storia della stampaTi consiglio inoltre di cercare in rete articoli di Marco Marandola, ottimo giurista e consulente specializzato in diritto d'autore (e purtroppo prematuramente scomparso). Naturalmente, se vuoi sentire l'altra campana, c'è il sito http://www.dirittodautore.it/Sempre a disposizione
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: HappyFeet

            Bravo, tu sì che sei colto
            Purtroppo per te è così, e per motivi
            professionali conosco bene
            l'argomento.
            Visto che vuoi una bibliografia accademica
            sull'argomento ti accontento
            subito:
            1) Il nuovo diritto dautore / Marco Marandola
            2) Intellectual property right, innovation and
            software technologies / Elad Harison

            3) The global challenge of intellectual property
            rights / edited by Robert Bird, Subhash C. Jain

            4) Lontologia della proprietà intellettuale :
            aspetti e problemi / a cura di Andrea Bottani e
            Richard Davies
            ;
            5) Authors and owners : the invention of
            copyright / Mark Rose (ottimo per la storia del
            copyrght)
            6) Qualsiasi testo che tratti di storia della
            stampa

            Ti consiglio inoltre di cercare in rete articoli
            di Marco Marandola, ottimo giurista e consulente
            specializzato in diritto d'autore (e purtroppo
            prematuramente
            scomparso).

            Naturalmente, se vuoi sentire l'altra campana,
            c'è il sito
            http://www.dirittodautore.it/

            Sempre a disposizioneAllora visto che hai preparazione accademica specifica, rispondi a una mia semplice domanda: come si potranno più fare film se non si hanno introiti?
          • Eretico scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            come si potranno più fare film se non si hanno
            introiti?Forse il problema è che qui c'è gente che guadagna miliardi per film mediocri. Si spendono miliardi in effetti speciali che poi vengono ribaldati sul consumatore finale. Forse la pirateria serve proprio a questo. A bilanciare certi guadagni stratosferici re fuori misura. Ed infatti a Holliwwod ora si sta molto più attenti ai budget dei film e ai cache degli artisti. Ora pagano se il film tira altrimenti ciccia. E secondo me è giusto cosi. Senza contare che le band e i musicisti dovrebbero guadagnarsi da vivere sui palchi come facevano Mozart e soci. Non stampere cd da studio, due concertini da 50-70 a biglietto e ville, villone, macchinone. Forse è ora di darci un taglio. Perciò ben venga la pirateria. Daltronde si ruba a dei ladri alla fine.
          • HappyFeet scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia

            come si potranno più fare film se non si hanno introiti?Questa non è una domanda: prima devi dimostrare che i film non avranno introiti.
    • 01234 scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      occhio però che in realtà da tempo si dice che per la musica l'evento centrale deovrebbe essere il concerto, e per quello si seguiterebbe a pagareanzi si potrebbero registrare - come già si fa - i concerti "al volo"...e la musica in studio tornerebbe a essere semplicemente una sorta di pubblicitàcerto per il cinema è un'altra cosa
    • Giorgio scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      - Scritto da: anonimo
      Una società in cui non esistano i diritti
      d'autore è pura utopia e non può esistere, perché
      non è un modello economico
      sostenibile.
      Nessuno si metterebbe più a produrre nulla,
      tranne pochi eccentrici (a cui la povertà non
      importa) e pochi ricchi (che non hanno bisogno di
      guadagnare).
      Lasciamo stare i software che è un caso a parte,
      Red Hat dimostra che l'Open Source è un modello
      economico che
      funziona:

      www.forbes.com/forbes/2009/0216/048b.html

      Ma questo accade perché i software hanno bisogno
      di update e di supporto, mentre la musica e i
      libri ovviamente
      no.
      Che poi sia facile duplicare la musica e i libri
      non significa niente, tale facilità non rende
      positivo il modello economico corrispondente,
      esattamente come la facilità dei furti e delle
      rapine non rende positivo un modello economico
      basato sui furti e sulle rapine.

      Non è una questione di principio, è che se tutti
      si mettessero a rubare, nessuno più lavorerebbe.
      Anche un bambino è in grado di capire questa
      verità.
      Voi confondete la facilità della copia con la
      positività di un modello economico basato sul
      diritto di
      copia.
      Ma perché non provate a usare il cervello?QUOTO.
      • anonimo scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        - Scritto da: Giorgio
        - Scritto da: anonimo

        Una società in cui non esistano i diritti

        d'autore è pura utopia e non può esistere,
        perché

        non è un modello economico

        sostenibile.

        Nessuno si metterebbe più a produrre nulla,

        tranne pochi eccentrici (a cui la povertà non

        importa) e pochi ricchi (che non hanno bisogno
        di

        guadagnare).

        Lasciamo stare i software che è un caso a parte,

        Red Hat dimostra che l'Open Source è un modello

        economico che

        funziona:



        www.forbes.com/forbes/2009/0216/048b.html



        Ma questo accade perché i software hanno bisogno

        di update e di supporto, mentre la musica e i

        libri ovviamente

        no.

        Che poi sia facile duplicare la musica e i libri

        non significa niente, tale facilità non rende

        positivo il modello economico corrispondente,

        esattamente come la facilità dei furti e delle

        rapine non rende positivo un modello economico

        basato sui furti e sulle rapine.



        Non è una questione di principio, è che se tutti

        si mettessero a rubare, nessuno più lavorerebbe.

        Anche un bambino è in grado di capire questa

        verità.

        Voi confondete la facilità della copia con la

        positività di un modello economico basato sul

        diritto di

        copia.

        Ma perché non provate a usare il cervello?


        QUOTO.Ti ringrazio, purtroppo vedo che altri che quotano non ce ne sono
    • ullala scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      - Scritto da: anonimo
      Voi confondete la facilità della copia con la
      positività di un modello economico basato sul
      diritto di
      copia.
      Ma perché non provate a usare il cervello?Hai provato a spiegare questo concettino a gutemberg?Sulla "facilità di copia"?Si perchè il "modello di business" dell'editore non si basa affatto sul "diritto di autore" bensì sulla "copia" tu infatti non compri alcun "originale" perchè di "originale" ne esiste per definizione solo uno!Tu compri (e l'editore ti vende) una volgarissiama copia!La differenza tra te e l'editore consiste in 2 punti:1) la disponibilità dei mezzi per riprodurre.2) Un accordo (non sempre per essere onesti questo accordo c'è ancora o c'è mai stato onesti sfido chi edita la divina commedia a dimostrarmi di avere accordi o aver mai pagato Dante!) con un autore dell'originale per la VENDITA E IL COMMERCIO dell'opera.sul fatto numero uno c'è da constatare che:Purtroppo (per l'editore) il mezzo di riproduzione e copia la tecnologia lo ha reso disponibile anche a te e magari non hai molta voglia di pagare una cifra sproporzionata all'editore per un servizio (copia) che di per se vale pochissimo.sul fatto numero due c'è da constatare che:Tu non hai alcun interesse a FARE COMMERCIO dell'opera e non ti interessa un accordo in tal senso con l'autore.Al più si tratta di raggiungere un accordo con l'autore stesso (non l'editore) per riconoscergli una cifra sensata per il suo lavoro.In conclusione:Il modello di "business" delle major è stato (piaccia o meno) reso obsoleto dal progresso.. non c'è niente da fare!O cambiano o chiudono... non è la prima volta (e non sarà l'ultima) che il progresso tecnologico fa cambiare mestiere a qualcuno e lo fa fallire!Nessuno (ne tribunali ne i troll) può farci niente!Il resto è puro chiacchericcio!
    • antonio scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      molti musicisti, magari perche' non geniali, lavorano e fanno musica nel tempo libero.perche' non potrebbero fare cosi' tutti?se lavorassimo tutti, potremmo lavorare tutti meno... e gli artisti avrebbero piu' tempo per dedicarsi alla loro arte.
      • anonimo scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        - Scritto da: antonio
        molti musicisti, magari perche' non geniali,
        lavorano e fanno musica nel tempo
        libero.

        perche' non potrebbero fare cosi' tutti?

        se lavorassimo tutti, potremmo lavorare tutti
        meno... e gli artisti avrebbero piu' tempo per
        dedicarsi alla loro
        arte.Visto che qui si ragiona in termini di wikipedia, ti rispondo così:http://it.wikipedia.org/wiki/Utopia
        • ullala scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          - Scritto da: anonimo
          - Scritto da: antonio

          molti musicisti, magari perche' non geniali,

          lavorano e fanno musica nel tempo

          libero.



          perche' non potrebbero fare cosi' tutti?



          se lavorassimo tutti, potremmo lavorare tutti

          meno... e gli artisti avrebbero piu' tempo per

          dedicarsi alla loro

          arte.

          Visto che qui si ragiona in termini di wikipedia,
          ti rispondo
          così:

          http://it.wikipedia.org/wiki/UtopiaUtopia (in termini economici e di mercato) è sicuramente pensare che un modello economico basato sul diritto di copia possa continuare a stare in piedi quando i mezzi per effettuare la copia non sono più costosi e a disposizione di pochi.Quando questo accade sperare di fare pagare la COPIA (in se ne più ne meno che un servizio) più di quanto non sia l'utile marginale di tale servizio è un nonsenso economico e pertanto è non solo utopico ma destinato al sicuro fallimento!Bellezza mia ... si chiama mercato!E non c'è nulla ne leggi ne giudici ne lobby che possa, alla lunga fare stare in piedi tale utopico nonsense economico!È molto meglio che tulegga qualche libro in merito (di storia e di economia) invece di fare lo spiritoso su cose che evidentemente ignori.
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: ullala
            - Scritto da: anonimo

            - Scritto da: antonio


            molti musicisti, magari perche' non geniali,


            lavorano e fanno musica nel tempo


            libero.





            perche' non potrebbero fare cosi' tutti?





            se lavorassimo tutti, potremmo lavorare tutti


            meno... e gli artisti avrebbero piu' tempo per


            dedicarsi alla loro


            arte.



            Visto che qui si ragiona in termini di
            wikipedia,

            ti rispondo

            così:



            http://it.wikipedia.org/wiki/Utopia

            Utopia (in termini economici e di mercato) è
            sicuramente pensare che un modello economico
            basato sul diritto di copia possa continuare a
            stare in piedi quando i mezzi per effettuare la
            copia non sono più costosi e a disposizione di
            pochi.
            Quando questo accade sperare di fare pagare la
            COPIA (in se ne più ne meno che un servizio) più
            di quanto non sia l'utile marginale di tale
            servizio è un nonsenso economico e pertanto è non
            solo utopico ma destinato al sicuro
            fallimento!

            Bellezza mia ... si chiama mercato!
            E non c'è nulla ne leggi ne giudici ne lobby che
            possa, alla lunga fare stare in piedi tale
            utopico nonsense
            economico!
            È molto meglio che tulegga qualche libro in
            merito (di storia e di economia) invece di fare
            lo spiritoso su cose che evidentemente
            ignori.Tu invochi il mercato, ma non rispondi affatto a una mia domandina semplicissima: come si potranno fare i film senza introiti?Rispondi, invece di cianciare vanamente.
          • ullala scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            - Scritto da: ullala

            - Scritto da: anonimo


            - Scritto da: antonio



            molti musicisti, magari perche' non geniali,



            lavorano e fanno musica nel tempo



            libero.







            perche' non potrebbero fare cosi' tutti?







            se lavorassimo tutti, potremmo lavorare
            tutti



            meno... e gli artisti avrebbero piu' tempo
            per



            dedicarsi alla loro



            arte.





            Visto che qui si ragiona in termini di

            wikipedia,


            ti rispondo


            così:





            http://it.wikipedia.org/wiki/Utopia



            Utopia (in termini economici e di mercato) è

            sicuramente pensare che un modello economico

            basato sul diritto di copia possa continuare a

            stare in piedi quando i mezzi per effettuare la

            copia non sono più costosi e a disposizione di

            pochi.

            Quando questo accade sperare di fare pagare la

            COPIA (in se ne più ne meno che un servizio) più

            di quanto non sia l'utile marginale di tale

            servizio è un nonsenso economico e pertanto è
            non

            solo utopico ma destinato al sicuro

            fallimento!



            Bellezza mia ... si chiama mercato!

            E non c'è nulla ne leggi ne giudici ne lobby che

            possa, alla lunga fare stare in piedi tale

            utopico nonsense

            economico!

            È molto meglio che tulegga qualche libro in

            merito (di storia e di economia) invece di fare

            lo spiritoso su cose che evidentemente

            ignori.

            Tu invochi il mercato, ma non rispondi affatto a
            una mia domandina semplicissima: come si potranno
            fare i film senza
            introiti?
            Rispondi, invece di cianciare vanamente.è semplice non si fanno e siccome gli introiti invece si fanno e si fanno al botteghino il problema non sussiste anche perchè sempre al botteghino gli introiti si sono fatti!E da ben prima che ci fosse la rete!eppoi perchè dovrei trovare io la ragione della vita economica di Universal e buenavista?Mi pagano forse per farlo?o sono i loro manager (incapaci di trovare un modello economico valido) ad avere onere e onore di farlo?Rispondi tu alla mia domanda ora!Per quale motivo dovrei tenere in vita una società che non sa fare profitto?Perché si tratta di "imprenditori speciali"?Sono meglio de maniscalchi (estinti) spariti con l'avvento delle macchine termiche?Sono meglio degli amanuensi (estinti) che ricopiavano i libri a mano?Per quale motivo la Universal è più meritevole di essere sostenuta della società "spometti & figlio" di vimercate?Perchè lo dici tu?Perchè fa più comodo a te e a loro e alla loro lobby?Su coraggio facci capire perchè si deve mantenere a forza un modello di business che non funziona!e poi sussurraci all'orecchio.... chi è più "utopista" chi vuole mantenere in vita con assistenzialismo economico e una riserva protetta fuori mercato questi parassiti o chi dice che possono fallire?Povero trollino ce la dai la risposta?O le regole di mercato valgono solo quando fa comodo?
          • ullala scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: anonimo
            Rispondi, invece di cianciare vanamente.Assì dimenticavo... tanto per cominciare a dare un senso al concetto di sostenibilità economica comincia coll'andare a laurà!Forse per te è una novità ma ti assicuro che non si muore milioni di persone lo fanno tutti i giorni!non solo quando immaginano di "creare" e si aspettano di farlo una volta e trarne gratis profitto per 120 anni!Non mi sembri un "eletto" sono sicuro che lavorare non può farti più male di quanto non faccia a milioni di altri tuoi simili!
        • Paolo B. scrive:
          Re: la società della condivisione è utopia
          - Scritto da: anonimo
          Visto che qui si ragiona in termini di wikipedia,
          ti rispondo
          così:

          http://it.wikipedia.org/wiki/Utopia- Scritto da: anonimo
          - Scritto da: antonio
          Visto che qui si ragiona in termini di wikipedia,
          ti rispondo
          così:

          http://it.wikipedia.org/wiki/UtopiaE io così : Anonimo non te la prendere. Sei tu che sei fuori dal mondo e non te ne rendi conto.Sei talmente lontano dalla realtà che confondi tutto, non vedi niente o vedi solo pirati. Tu parli di cose che non conosci che hai solo visto o peggio ancora parli per sentito dire.SXXXXXti le mani, abbi il coraggio ( anche una volta sola)di condividere materiale protetto da copyright.....poi torna e dimmi che cosa è la pirateria e se ti senti o no un pirata.PS. Ign....te! Non parlare di psicofarmaci se non sai cosa sono e a che cosa servono.
          • anonimo scrive:
            Re: la società della condivisione è utopia
            - Scritto da: Paolo B.
            - Scritto da: anonimo


            Visto che qui si ragiona in termini di
            wikipedia,

            ti rispondo

            così:



            http://it.wikipedia.org/wiki/Utopia

            - Scritto da: anonimo

            - Scritto da: antonio


            Visto che qui si ragiona in termini di
            wikipedia,

            ti rispondo

            così:



            http://it.wikipedia.org/wiki/Utopia

            E io così : Anonimo non te la prendere. Sei tu
            che sei fuori dal mondo e non te ne rendi
            conto.
            Sei talmente lontano dalla realtà che confondi
            tutto, non vedi niente o vedi solo pirati.Io vedo pirati? magari! io vedo gente che arraffa e non ha neanche il coraggio delle proprie azioni, di dire: sto arraffando!I pirati caro mio questo coraggio lo avevano.
            Tu parli di cose che non conosci che hai solo
            visto o peggio ancora parli per sentito
            dire.Ma di che parli?
            PS. Ign....te! Non parlare di psicofarmaci se non
            sai cosa sono e a che cosa
            servono.P.S.: per quanto riguarda gli psicofarmaci mi fai solo che ridere, non dovresti dare giudizi su una persona che non conosci affatto.Magari qui siete abituati veramente a parlare con idraulici e camionisti, ma c'è gente che si dedica anche ad altro.
      • baubau scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        perchè il governo non fornisce a tutti una casa al mare gratuita? nel week end tutti potrebbero andare al mare e ai bambini farebbe bene
    • Roberto scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      Condivido il commento; non si può delegare la responsabilità, che deve essere di ognuno, agli strumenti disponibili. Il fatto di poterli utilizzare sia in positivo che in negativo ci dà la possibilità di esercitare le nostre scelte che, per l'interesse di ognuno di noi, dovrebbero essere responsabili.
    • del piero scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      certo .. però dovrebbero accettare di avere margini di guadagno più bassi, mettendosi in concorrenza con chi duplica illegalmente ..quindi diciamo che chessò un cd musicale dovrebbe costare 3-4 euro ad esempio ..a quel prezzo nessuno perderebbe tempo a scaricarlo e masterizzarlo
    • uno che passava di qui scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      Prendo spunto da Anonimo che ha aperto questo "thread".Le tue osservazioni sono in buona parte condivisibili; penso però che il nocciolo della questione non stia nell'avere prodotti culturali e/o d'intrattenimento (musica, film, libri) gratis, ma nell'averne una buona offerta ad un costo equo.Così come per il software, di cui hai citato un ottimo esempio, modelli di business eticamente più corretti e tecnologicamente al passo ci sono anche per la musica: ti faccio l'esempio di Magnatune, etichetta californiana fondata nel 2003, che basa il proprio business su alcuni semplici punti: 1. possibilità d'ascolto gratuito di tutto il catalogo2. fair price: tu decidi il costo del disco che acquisti e metà di questa cifra va direttamente all'artista3. musica di alta qualità, selezionata secondo quelli che dovrebbero essere i crismi editoriali4. download diretto della musica acquistataIl risultato? Fatturato milionario, contenta l'azienda, contenti gli artisti (che pigliano il loro giusto 50%) e contenti gli acquirenti (che possono ascoltare prima di comprare e pagare secondo quanto pare loro più equo).Certo, forse non è l'unica soluzione, ma mi pare che la strada sia questa.
    • baubau scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia

      Red Hat dimostra che l'Open Source è un modello
      economico che
      funzionaRed Hat ha preso un prodotto gratuito, fatto da gente che ha lavorato gratis e con qualche piccolissima aggiunta ha realizzato qualcosa su cui offrire assistenza.Questo modello funziona (economicamente) solo se trovi chi è disposto a lavorare gratuitamente per te. Se Reh Hat avesse dovuto farsi Linux da zero sarebbe fallita 10000 volte
    • sarom scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      - Scritto da: anonimo
      Una società in cui non esistano i diritti
      d'autore è pura utopia e non può esistere, perché
      non è un modello economico
      sostenibile.
      Nessuno si metterebbe più a produrre nulla,
      tranne pochi eccentrici (a cui la povertà non
      importa) e pochi ricchi (che non hanno bisogno di
      guadagnare).
      Lasciamo stare i software che è un caso a parte,
      Red Hat dimostra che l'Open Source è un modello
      economico che
      funziona:

      www.forbes.com/forbes/2009/0216/048b.html(rotfl)semmai è l'assistenza software che funziona, non l'open sourcel'assistenza non l'ha mica invetata Stallman... il resto sono solo allucinazioni fri i ciechiil modello open non è sostenibile poichè tende a larga scala a ridurre lo sviluppo a favore degli sciacalli impacchettatori e installatoria volte penso che ci sia una specie di sudditanza psicologica di fronte all'open source, chi ha la testa per capire la spegne ogni volta che si tocca questo argomento
      • baubau scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        diciamo che quelli in malafede (che usano ma non producono software open) vogliono prendersi i programmi gratis e si arrabbiano se gli dici che questo loro piacere danneggia l'economia.quelli in buona fede (se sono sviluppatori) muoiono dalla voglia di mettere il loro nome sopra qualcosa e farlo leggere agli altri. Spesso poi non fanno nulla ma sognano ad occhi aperti di essere intervistati come i più grandi programmatori della storia per aver scritto un programma open che cataloga i CD musicali
    • uno della massa scrive:
      Re: la società della condivisione è utopia
      - Scritto da: anonimo
      Una società in cui non esistano i diritti
      d'autore è pura utopia e non può esistere, perché
      non è un modello economico
      sostenibile.embé?
      Che poi sia facile duplicare la musica e i libri
      non significa niente, tale facilità non rende
      positivo il modello economico corrispondente,duplicare ogni genere di conoscenza fuori dal diritto d'autore è oggi possibile e questo avviene.diciamo anzi che ogni cosa che impariamo a scuola proviene da quel genere di informazione duplicata.
      esattamente come la facilità dei furti e delle
      rapine non rende positivo un modello economico
      basato sui furti e sulle rapine.insomma se una cosa non si inserisce in un modello economico non può esistere.guarda un po' il baratto continua ad esistere: io voglio laXXXXX, in cambio le dò il pene.quello che ti rode non esista è il RICARICO
      Non è una questione di principio, è che se tutti
      si mettessero a rubare, nessuno più lavorerebbe.se tutti lavorassero 10 secondi e si facessero pagare per sempre e inoltre bloccassero l'utilizzo di cose SIMILI a quelle ideate, il mondo si bloccherebbe.inoltre in un mondo distopico, comunque è necessaria l'azione: si chiama guerra e si lavora tutti lo stesso.l'utopia di cui non vuoi sentir parlare è quella in cui lavoriamo tutti per riuscire a lavorare di meno, a non lavorare, a fare POCHISSIMA fatica tutti ma soprattutto a NON SOVRAPPOPOLARE IL PIANETA e servirci delle risorse che il pianeta mette a disposizione senza che noi si debba lavorare: e prenderle con POCA fatica.l'intelletto da usare una sola volta poi verrebbe ripagato per sempre dalla poca o zero fatica nella sopravvivenza, a tutto vantaggio dell VITAinvece si preferisce usare questo a vantaggio di una sola persona e per un periodo di vita corrispondente a tre generazioni... pura avidità, altrettanto utopica ma in senso egoistico.
      Anche un bambino è in grado di capire questa
      verità.per elevarci al rango di umani, con un po' più di intelligenza di un bambino o un animale furbo, forse potremmo distaccarci dalla logica del commercio... persino gli animali fanno meno danno di noi e lavorano per la loro specie e non contronoi dobbiamo fare MEGLIO e cercare di eliminare la legge della jungla e soprattutto smetterla di figliare come insetti
      Voi confondete la facilità della copia con la
      positività di un modello economico basato sul
      diritto di
      copia.questo lo dici tu.
      Ma perché non provate a usare il cervello?questo vale principalmente per te: ci sono altri modi di pensare; prova ad esplorarli.
      • baubau scrive:
        Re: la società della condivisione è utopia
        se distruggi il sistema attuale (economico) devi prima crearne uno nuovo o non resta niente (se non la miseria).Ho i miei dubbi che TUTTI smetteranno di cercare il potere e accetteranno il tuo modello utopico
  • antonio scrive:
    sono stati degli stupidi
    se mettevano i server in italia, a quest'ora dovevano fare ancora la prima udienza preliminare...e il prossimo anno avrebbero gia' avuto la prescrizionesono stati degli stupidiqui in italia i miliardari hanno sempre ragione.
    • noname scrive:
      Re: sono stati degli stupidi
      Se li mettevano in Italia, a quest'ora server e domini erano sotto sequestro in attesa della sentenza di primo e secondo grado e del ricorso in Cassazione.Minimo 7 anni - a essere ottimisti - di oscuramento prima della parola fine.
      • Josh scrive:
        Re: sono stati degli stupidi
        Conviene di piu stuprare qua in italia.
      • netuser scrive:
        Re: sono stati degli stupidi
        quelli in italia si ma il bello di internet è che puoi dislocare i server in qualsiasi parte del mondo e creare una rete distribuita... down uno ce ne sono altri dieci, bloccato un dominio dai dns italiani o cambi dominio o cambi serve dns =) è una guerra persa in partenza...
        • noname scrive:
          Re: sono stati degli stupidi
          Guerra persa.... da chi? Dalle major dici?Se cade the pirate bay.... uhm... si ok, se ne apre un altro: ma dove? E chi è che s'azzarda a rischiare la galera?E' una brutta botta. Come una brutta botta fu la caduta di Razorback.Ad ogni modo, il mio discorso era un altro.In Italia prima ti sequestrano tutto, ti sbattono dentro in regime di custodia cautelare, poi ti fanno il proXXXXX per stabilire se sei colpevole o innocente.In Svezia ti processano, becchi una condanna in primo grado e aspetti il giudizio di secondo grado. E nessuno ti tocca niente fino a sentenza definitiva.E infatti la Baia è ancora online.E nel mentre che aspetti sei LIBERO e non in prigione. Anche da noi è cosi? Certamente, ma vale solo per i Parlamentari.
          • markoer scrive:
            Re: sono stati degli stupidi
            - Scritto da: noname
            Guerra persa.... da chi? Dalle major dici?

            Se cade the pirate bay.... uhm... si ok, se ne
            apre un altro: ma dove? E chi è che s'azzarda a
            rischiare la galera?I server di PirateBay sono già tutti in Olanda e uno degli admin è stato condannato in contumacia perché vive in Thainlandia...
            E' una brutta botta. Come una brutta botta fu la
            caduta di Razorback.L'esatto contrario. È solo un teatrino
            In Italia prima ti sequestrano tutto, ti sbattono
            dentro in regime di custodia cautelare, poi ti
            fanno il proXXXXX per stabilire se sei colpevole
            o innocente.In Italia non ci sarebbe stata nemmeno buona connettività e le server farm sono troppo costose. L'Olanda ha molta meno latenza verso gli USA ;-)
            In Svezia ti processano, becchi una condanna in
            primo grado e aspetti il giudizio di secondo
            grado. E nessuno ti tocca niente fino a sentenza
            definitiva.

            E infatti la Baia è ancora online.Non è per questo che è on line. È sempre on line perché sotto proXXXXX il sito non è mai stato. Sono sotto proXXXXX LE PERSONE.E comunque, da Aprile hanno una nuova legge, per cui potranno perseguire pure quello a breve.E se sei un minimo informato, dovresti sapere che PirateBay ha già sofferto un raid della polizia Svedese. Per questo hanno trasferito quasi tutto in Olanda.Cordiali saluti
  • pitsim scrive:
    mercato ottuso
    l'ottuso mercato finirà per distruggere il mondo, come già stanno facendo le grandi industrie petrolifere,le banche,le assicurazioni adesso anche le case discografiche.
    • Stefano Torino scrive:
      Re: mercato ottuso
      sarei curioso di chiederti di sviluppare questa idea, perchè è di un'idiozia inarrivabile, mi piacerebbe sentire cos'hai da dire!
    • and. scrive:
      Re: mercato ottuso
      credo di capire quello che vuoi dire purtroppo viviamo dove è stata fatta la seconda guerra mondiale per creare le spa nel mondo dove ancora tuttoggi gli ebrei sterminano i palestinesi perchè secondo la loro religione ai tempi di noè dio disse loro di sterminare tutti i kaaniani ecc.ma solo li:un po come hitler nei lager -solo li-.la legge del più forte e poi vengono a parlare di intellettualità - chi li capisce è bravo
    • painlord2k scrive:
      Re: mercato ottuso
      - Scritto da: pitsim
      l'ottuso mercato finirà per distruggere il mondo,
      come già stanno facendo le grandi industrie
      petrolifere,le banche,le assicurazioni adesso
      anche le case discografiche.L'ottuso mercato non è il libero mercato.Tutti gli esempi fatti sono di mercati che non sono per nulla liberi.
  • antonio scrive:
    che stupido... poteva venire in italia
    se si faceva i server qui in italia, e si faceva processare dal nostro sistema... a quest'ora non aveva neanche fatto la prima udienza preliminare... e il prossimo anno avrebbe gia' avuto la prescrizioneXXXXX... i miliardari da noi hanno sempre ragione!
    • infame scrive:
      Re: che stupido... poteva venire in italia
      beh, non è che tutto il mondo è marcio dentro come lo sono gli italiani...
    • Eugenio Odorifero scrive:
      Re: che stupido... poteva venire in italia
      - Scritto da: antonio
      se si faceva i server qui in italia, e si faceva
      processare dal nostro sistema... a quest'ora non
      aveva neanche fatto la prima udienza
      preliminare... e il prossimo anno avrebbe gia'
      avuto la
      prescrizione

      XXXXX... i miliardari da noi hanno sempre ragione!...e ricordati che Brokep non è così potente. Uno come lui qui in Italia lo avrebbero fatto a pezzi.Alla baia in parte sono fortunati perché hanno un ordinamento giuridico davvero equilibrato. Per il resto ho due ipotesi: o sanno veramente quello che fanno, o sono dei folli totali. Forse entrambe le cose, ma sta di fatto che hanno fegato da vendere!
  • paul scrive:
    auguri all'industria
    vi state cuocendo con le vostre mani.giocando a fare gli sceriffi della rete innescherete una partita a due che sara' tra voi e il popolo di internet tutti inclusi forgiando questi ultimi nuove idee e nuove "zone" dove poter "vivere".Le leggi vi aiuteranno qualche volta e altre volte no ma la matematica aiutera' sempre il popolo della rete.Tenetevi forte che e' solo l'inizio.
  • Marco Sarra scrive:
    Scaricare solo Creative Commons
    Oggi chi vuole diffondere e far conoscere legalmente le proprie opere su Internet usa solo Licenze Creative Commons:http://www.creativecommons.it/
    • Eugenio Odorifero scrive:
      Re: Scaricare solo Creative Commons
      - Scritto da: Marco Sarra
      Oggi chi vuole diffondere e far conoscere
      legalmente le proprie opere su Internet usa solo
      Licenze Creative
      Commons:

      http://www.creativecommons.it/Ehm... l'industria dei media dà colpa alla pirateria anche per chi, onestamente, ma schifato dalle leggi e i provvedimenti in materia, non compra più nulla e scarica solo le opportunità gratuite. Tale atteggiamento lo fanno passare ugualmente per mancato introito.Se ne parlava proprio qualche giorno fa...
    • Luigi De Rubertis scrive:
      Re: Scaricare solo Creative Commons
      Infatti un'Autore saggio che vuole far conoscere le proprie Opere sa benissimo quale Licenza scegliere:http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons
    • lellykelly scrive:
      Re: Scaricare solo Creative Commons
      tutti gli altri che vogliono ottenere profitto su tutto e per sempre rimangono molti di più.è tutto inutile, se non viene imposto chi vuoi che cambi?
      • Marco Ravich scrive:
        Re: Scaricare solo Creative Commons

        Forward AgencyIn progress we (always) trust.
        • lellykelly scrive:
          Re: Scaricare solo Creative Commons
          ok, ma perchè non prende piede davvero?
          • painlord2k scrive:
            Re: Scaricare solo Creative Commons
            - Scritto da: lellykelly
            ok, ma perchè non prende piede davvero?Ci vuole tempo.Ma mano a mano che il materiale distribuito con licenza CC aumenta, diventa sempre più difficile giustificare il prezzo pagato per il materiale licenziato in modo meno libero.Come con la diffusione di Firefox o di OpenOffice.
    • ahahahahaha h scrive:
      Re: Scaricare solo Creative Commons
      Si ma se si colpisce gli strumenti che permettono la diffusione a basso costo del materiale libero da diritti ....si salverà giusto la SUN o qualche altro colosso che investe in opensource.Creare confusione, mescolare tutto è una tecnica splendida per controllare le masse. Anche su materiale tutelato a volte viene da chiedersi cosa XXXXXXX se ne fanno RAI o Mediaset di trasmissioni di varietà già andate in onda ...mica ci fanno le repliche. Eppure sono gelosissimi e i loro archivi pubblici fanno XXXXXX, anche RAI che ha sempre prodotto con i soldi dei cittadini italiani si bada bene dal rendere disponibile l'intero archivio sulle TecheRAI.Al comando delle aziende, della politica ..e oggi possiamo affermare anche nei tribunali svedesi, ci sta gente mentalmente vecchia incapace di percepire il cambiamento del tempo, le nuove opportunità la società che si evolve.
  • zio Pino scrive:
    La rete è nata libera ...
    ... e libera rimarrà. La storia di Internet ci insegna che ogni volta che viene preso un provvedimento per proteggere i diritti d'autore, subito c'è una contromossa in una direzione non calcolata. Le idee sono infinite e non serve rincorrerle, anzi se le regole sono troppo restrittive spesso causano problemi anche a chi paga regolarmente i contenuti (vedi DRM audio e altre protezioni DVD che a volte non fanno funzionare i players). Tutto questo a dove porta? A niente, se non che ogni tanto paga il "Pantalone" di turno che capita a caso nel momento in cui si vuol dimostrare potere. Ma le leggi vengono fatte da coloro che il popolo vota come sua stessa rappresentanza ed estensione e servono per regolamentare la vita pubblica; siamo proprio sicuri che il popolo voglia leggi di questo genere che privilegiano spudoratamente una categoria così poco numerosa e rappresentativa sulle spalle di tutti gli utenti di internet? Allora facciamo pagare anche chi sta leggendo questa discussione perchè è una cosa che ho scritto io e potrei pretendere un diritto d'autore!!! Ma dove andremo a finire? La rete ha cambiato il modo di vivere e chi non l'ha capito è retrogrado; tanto al cinema per vedre i film che ci piacciono ci andiamo comunque e la musica la seguiamo ai concerti, per la radio, ecc.. Se si toglie la possibilità ad una persona di scaricarla, questa ne fa semplicemente a meno, perchè chi la scarica non ha il desiderio di possederla poichè fondalmentalmente interessa poco. Se una cosa piace tanto tanto si vuole l'originale, anche se la copia sarebbe gratis! Se si prosegue su questa linea si ingaggeranno delle battaglie tra hacker e siti istituzionali, andando a sfavore di tutti in modo indiscriminato.... Mi spiace per i gestori di Pirate Bay che si trovano in un perverso meccanismo più grande di loro....
    • N.C. scrive:
      Re: La rete è nata libera ...
      Regole che restringono la libertà delle persone portano + problemi che benefici ... soprattutto gli Isp dovranno confrontarsi con una fuga di clienti da paura se iniziano a vietareil p2p .... se fossi in loro mi muoverei in tempo e stringerei accordi con le major che consentano agli utenti il libero utilizzo del p2p. Per esempio un ISP potrebbe pagare 1 euro per ogni utente e liberare gli utenti dalle responsabilità del download ( ci guadagnano entrambi : isp mantiene i clienti , major incassa cifre ancehe + alte del dovuto )....
      • pippo75 scrive:
        Re: La rete è nata libera ...

        stringerei accordi con le major che consentano
        agli utenti il libero utilizzo del p2p. Per
        esempio un ISP potrebbe pagare 1 euro per ogni
        utente e liberare gli utenti dalle responsabilità
        del download ( ci guadagnano entrambi : isp
        mantiene i clienti , major incassa cifre ancehe +
        alte del dovuto
        )....facciamo finta che questo sia corretto:- come fai sapere se uno scarica materiale protetto da diritto d'autore oppure no.- i soldi a chi li dai, tanto al mucchio?- scarico 1 file pago 1 euro, scarico 10000 file pago 1 euro, proprio equo.
        • 01234 scrive:
          Re: La rete è nata libera ...
          FLATquesto sconosciuto :-D
          • pippo75 scrive:
            Re: La rete è nata libera ...
            - Scritto da: 01234
            FLAT

            questo sconosciuto :-D( visto che non hai risposto )ripeto la domanda, come distribuisci questi soldi? Come fai risalire alla persnona/ditta/ente a cui devi i soldi?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 aprile 2009 12.32-----------------------------------------------------------
          • gerry scrive:
            Re: La rete è nata libera ...
            - Scritto da: pippo75
            - Scritto da: 01234

            FLAT



            questo sconosciuto :-D

            ( visto che non hai risposto )ripeto la domanda,
            come distribuisci questi soldi? Come fai risalire
            alla persnona/ditta/ente a cui devi i
            soldi?Lo fa la SIAE, vuol dire che si può fare.
          • DAvideiona scrive:
            Re: La rete è nata libera ...
            La siae non fa nulla di questo.Hai mai visto la compilazione di un borderò della siae???Viene fatta spesso a caso, con i primi cd che ti ritrovi sottomano, soprattutto nelle discoteche. E le radio? pagano un tot e basta. Sai come vengono divisi gli introiti? Una buona parte va agli autori/produttori dei dischi + venduti. Hai mai visto come funzionano le vendite? Di solito non si capisce come sia possibile che nelle classifiche di vendita ci siano sempre persone che pochi si sognerebbero di comprare. Fai qualche ricerca su google e sentiti le lamentele di tutti quelgi artisti, e sono migliaia, che dalla siae non vengono affatto tutelati.Poi posta.
          • 01234 scrive:
            Re: La rete è nata libera ...
            infatti a pippo75 dico che già ORA non si può o meglio non si vuole --- digita su google "sottofondo siae" e vediti il primo risultato (puntata di report) e capiraisicchéFLAT :-)
          • IlDeMo scrive:
            Re: La rete è nata libera ...
            Questa cosa mi ricorda tanto la tassa sui vuoti dei dvd,ti tasso prima perchè scrichi , ma è comunque reato se scarichi..o forse...... mi sbaglio...!!
      • apo scrive:
        Re: La rete è nata libera ...
        - Scritto da: N.C.
        Regole che restringono la libertà delle persone
        portano + problemi che benefici ... soprattutto
        gli Isp dovranno confrontarsi con una fuga di
        clienti da paura se iniziano a vietareil p2p ....
        se fossi in loro mi muoverei in tempo e
        stringerei accordi con le major che consentano
        agli utenti il libero utilizzo del p2p. Per
        esempio un ISP potrebbe pagare 1 euro per ogni
        utente e liberare gli utenti dalle responsabilità
        del download ( ci guadagnano entrambi : isp
        mantiene i clienti , major incassa cifre ancehe +
        alte del dovuto
        )....ok, anche in questo scenario, la baia resta nell'illegalità in quanto non si è comportata come un ISP
    • wapl scrive:
      Re: La rete è nata libera ...
      - Scritto da: zio Pino
      ... e libera rimarrà. La storia di Internet ci
      insegna che ogni volta che viene preso un
      provvedimento per proteggere i diritti d'autore,
      subito c'è una contromossa in una direzione non
      calcolata. Le idee sono infinite e non serve
      rincorrerle, anzi se le regole sono troppo
      restrittive spesso causano problemi anche a chi
      paga regolarmente i contenuti (vedi DRM audio e
      altre protezioni DVD che a volte non fanno
      funzionare i players). Tutto questo a dove porta?
      A niente, se non che ogni tanto paga il
      "Pantalone" di turno che capita a caso nel
      momento in cui si vuol dimostrare potere. Ma le
      leggi vengono fatte da coloro che il popolo vota
      come sua stessa rappresentanza ed estensione e
      servono per regolamentare la vita pubblica; siamo
      proprio sicuri che il popolo voglia leggi di
      questo genere che privilegiano spudoratamente una
      categoria così poco numerosa e rappresentativa
      sulle spalle di tutti gli utenti di internet?
      Allora facciamo pagare anche chi sta leggendo
      questa discussione perchè è una cosa che ho
      scritto io e potrei pretendere un diritto
      d'autore!!! Ma dove andremo a finire? La rete ha
      cambiato il modo di vivere e chi non l'ha capito
      è retrogrado; tanto al cinema per vedre i film
      che ci piacciono ci andiamo comunque e la musica
      la seguiamo ai concerti, per la radio, ecc.. Se
      si toglie la possibilità ad una persona di
      scaricarla, questa ne fa semplicemente a meno,
      perchè chi la scarica non ha il desiderio di
      possederla poichè fondalmentalmente interessa
      poco. Se una cosa piace tanto tanto si vuole
      l'originale, anche se la copia sarebbe gratis! Se
      si prosegue su questa linea si ingaggeranno delle
      battaglie tra hacker e siti istituzionali,
      andando a sfavore di tutti in modo
      indiscriminato.... Mi spiace per i gestori di
      Pirate Bay che si trovano in un perverso
      meccanismo più grande di
      loro....resta il fatto che se io scrivo una canzone e non voglio fartela ascoltare solo ed esclusivamente dietro pagamento, allora tu hai due possibilità:a) Mi paghi e ascolti la canzone;b) Ti fai una XXXX davanti una rivista XXXXX.Trovami un'altra soluzione che rispetti le mie condizioni iniziali e i miei leggittimi diritti sulle mie opere... I tuoi ragionamento hanno fatto il suo tempo, dal 68 al 2008, è ora di svegliarsi...
  • afergo scrive:
    ma se non ne sa niente nessuno
    questi muoiono da solinessuno nel mondo reale dei grandi numeri e dei votanti e in buona sostanza dei CITTADINI, ne sa qualcosa.nessuno.e tra due settimane tutti qui in italia si saranno persino dimenticati del terremoto in Abruzzo... figurati se si muovono in sfavore del diritto d'autore strozzinante
    • lellykelly scrive:
      Re: ma se non ne sa niente nessuno
      diciamo che non ci frega niente di niente
      • pax scrive:
        Re: ma se non ne sa niente nessuno
        Ma con silvio alla dittatura mediatica e i filtraggi di informazioni... Guarda il tg1 o fidati di fede...auguri. Davvero.
        • lellykelly scrive:
          Re: ma se non ne sa niente nessuno
          se sono li è colpa di tutti, soprattutto di chi non li ha voluti
          • infame scrive:
            Re: ma se non ne sa niente nessuno
            - Scritto da: lellykelly
            se sono li è colpa di tutti, soprattutto di chi
            non li ha
            volutifammi capire: io ho votato contro la cricca che sta al governo e la colpa se ora stanno li è mia?non è, piuttosto, dei loro complici che li hanno votati?detto simpaticamente: tu non stai bene...
          • buffone scrive:
            Re: ma se non ne sa niente nessuno
            e tu pensi di stare bene allora? ma va va...
          • Pinco Pallino scrive:
            Re: ma se non ne sa niente nessuno
            tu votando PD credi di aver votato contro?auguri piccino...
          • 01234 scrive:
            Re: ma se non ne sa niente nessuno
            soprattutto NOperò è vero che l'opposizione ha rinunciato a tante battaglie (vd l'ammissione di violante in parlamento)
          • lellykelly scrive:
            Re: ma se non ne sa niente nessuno
            tenere il posto caldo a silvio? non fare nulla di quello che si era stato detto?sono andati su per il fatto di togliere le truppe dall'afganistan o dov'erano, ma non hanno potuto farlo.se la sinistra che dovrebbe pensare al welfare si mette a fare le truffe peggio della destra, ovvio che poi va su chi non dovrebbe andare.ma tanto, a chi interessa?l'importante è che si possa continuare ad andare al bar a lamentarsi.
          • 01234 scrive:
            Re: ma se non ne sa niente nessuno
            la mia opinione te l'ho detta - sono molto critico, ma soprattutto NO
          • uno della massa scrive:
            Re: ma se non ne sa niente nessuno
            - Scritto da: lellykelly
            se la sinistra che dovrebbe pensare al welfare si
            mette a fare le truffe peggio della destra, ovvio
            che poi va su chi non dovrebbe
            andare.
            ma tanto, a chi interessa?
            l'importante è che si possa continuare ad andare
            al bar a
            lamentarsi.eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeesattamente.
          • mah scrive:
            Re: ma se non ne sa niente nessuno
            davvero uno strano modo di ragionare...
        • supervacuum scrive:
          Re: ma se non ne sa niente nessuno
          Non sono un simpatizzante dello psiconano ma in questo caso c'entra poco. Quello che ha detto è verissimo: siamo un popolo di menefreghisti.
      • uno della massa scrive:
        Re: ma se non ne sa niente nessuno
        - Scritto da: lellykelly
        diciamo che non ci frega niente di nientedi sicuro non abbastanza
    • Lunobi scrive:
      Re: ma se non ne sa niente nessuno
      Carissimo, per fortuna l'Italia non è il mondo! Solo in Italia, dato un 65% di analfabetismo funzionale, gli utenti internet sono meno del 35%. Ma in Svezia, patria di Pirate Bay, su internet ci va il 70% della popolazione. Inoltre, siccome l'informazione non è manipolata, tutti sono al corrente del proXXXXX, e l'opinione pubblica ne è scontenta. Per questo, il Partito Pirata svedese supererà quasi certamente il 20% alle europee e entrerà in parlamento.http://linguaditerra.blogspot.com
      • MegaLOL scrive:
        Re: ma se non ne sa niente nessuno
        - Scritto da: Lunobi
        Per questo, il Partito
        Pirata svedese supererà quasi certamente il 20%
        alle europee e entrerà in
        parlamento.
        HAHAHAHAHAHAHA!Invece non arriverà nemmeno allo 0.1% e voi SFIGATI sarete di nuovo SCONFITTI!Apri l'ombrello che arriva la pioggia di DIARREA!HAHAHAHAHAHAHA!
  • Lunobi scrive:
    Il Partito Pirata vincerà le europee
    Secondo Le Monde, questa sentenza ha prodotto un'impennata di consensi per il Partito Pirata, che si avvia a vincere le europee con oltre il 20% di consensihttp://linguaditerra.blogspot.com/2009/04/pirati-galera-o-parlamento.html
    • Herf scrive:
      Re: Il Partito Pirata vincerà le europee
      ma perfavore :D :D :D
      • Lunobi scrive:
        Re: Il Partito Pirata vincerà le europee
        Faresti meglio ad informarti sulla stampa internazionale. Il Partito Pirata svedese entrerà quasi certamente in parlamento, e potrebbe farlo come uno dei primi due o tre partiti di quel paese.
        • Kuromi e Baku scrive:
          Re: Il Partito Pirata vincerà le europee
          - Scritto da: Lunobi
          Faresti meglio ad informarti sulla stampa
          internazionale. Il Partito Pirata svedese entrerà
          quasi certamente in parlamento, e potrebbe farlo
          come uno dei primi due o tre partiti di quel
          paese.Proprio così.E quando si presenteranno anche in Italia, il mio voto andrà sicuramente a loro.
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Il Partito Pirata vincerà le europee
            - Scritto da: Kuromi e Baku
            Proprio così.
            E quando si presenteranno anche in Italia, il mio
            voto andrà sicuramente a
            loro.In Italia è impossibile fare partiti che modifichino o aboliscano leggi penali, fintanto che esisterà l'apologia di reato. Puoi fare il partito sì, ma non puoi comunque spiegare perché quella legge è sbagliata (e quindi di fatto non puoi fare campagna elettorale e raccogliere consensi per presentarti alle elezioni, e tantomeno vincerle) e da abolire altrimenti sei incriminabile già per questo.L'Italia è l' UNICO paese occidentale che ha condanna l'apologia di reato generica per tutti i reati. L'apologia di reato, peraltro, è un articolo (istigazione a delinquere) risalente al codice Rocco (periodo fascista), fase storica RIPUDIATA e SCHIFATA dalla nostra Carta Costituzionale per almeno tre motivi:- fascismo- monarchia- guerraPrima va quindi abolita l'apologia di reato (e tutti gli altri articoli, civili e penali, precedenti alla Repubblica, visto che l'Italia Repubblicana era un NUOVO STATO che come tale manteneva solo parte dei confini geografici e non doveva mantenere affatto le leggi precedenti, in tutti i posti dove sono avvenuti cambiamenti radicali come in Italia tutte le leggi precedenti sono state messe al rogo e si è riscritto tutto da zero) e solo dopo si può parlare di fare il Partito Pirata in Italia.**Questo post può essere accusato di apologia dell'apologia dell'apologia dell'apologia dell'apologia dell'apologia. Chi lo scrive, da cittadino democratico della Repubblica Italiana che ripudia la monarchia, il fascismo, la guerra e le leggi fasciste, non riconosce l'esistenza di questo reato e risponderà con violenza e spargendo il sangue di chiunque dovesse impedirgli di dire la propria opinione**E MO' ARISTATEME!!!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 aprile 2009 18.51-----------------------------------------------------------
          • del piero scrive:
            Re: Il Partito Pirata vincerà le europee
            ..ma che stai dicendo ?l'apologia di reato è quando istighi a commettere un reato, non quando dici che è giusto cambiare una legge che prevede un reato ..
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Il Partito Pirata vincerà le europee
            - Scritto da: del piero
            ..ma che stai dicendo ?
            l'apologia di reato è quando istighi a commettere
            un reatoNo, quella è l'istigazione a delinquere (stesso articolo, ma diverso comma).L'apologia di reato è presentare un'azione riconosciuta dalla legge come reato come una cosa positiva, o encomiabile, o comunque non da condannare.
    • Fabiano scrive:
      Re: Il Partito Pirata vincerà le europee
      Il disastro del proXXXXX Pirate's Bay è stato una spinta per il Partito Pirata:http://torrentfreak.com/pirate-party-membership-surges-following-pirate-bay-verdict-090417/Nel male un bene
  • Ken Shiro scrive:
    Intervista Fapav riguardo PirateBay
    http://www.ansa.it/norep/video_new.jsp?t=&ct=&u1=mms://play.ansa.it/30secondi/x200904171844.wmv&u2=http://play.ansa.it:8080/ramgen/30secondi/x200904171844.rm&dt=L'italia nn vede l'ora d adottare l'anticostituzionale sistema francese (rotfl)(rotfl)(rotfl) continuando cosi internet non sara piu libero...
    • Stefano Torino scrive:
      Re: Intervista Fapav riguardo PirateBay
      ....non sarà più libero di rubare il frutto del lavoro altrui, intendi?Lo spero davvero.
      • Ken Shiro scrive:
        Re: Intervista Fapav riguardo PirateBay
        no, nel senso che spieranno tutto quello che un utente farà su internet, quindi zero privacy
      • ullala scrive:
        Re: Intervista Fapav riguardo PirateBay
        - Scritto da: Stefano Torino
        ....non sarà più libero di rubare il frutto del
        lavoro altrui,
        intendi?

        Lo spero davvero.Immagino tu ti stia riferendo agli editori vero?perché altrimenti diventa difficile da sostenere!Infatti sono gli unici che traggono profitto dall'opera (aka lavoro) altrui (degli autori) non risulta che invece Sunde e compagni traggano profitto altro che dal loro lavoro!Il sito è loro (non di qualcun altro) e il lavoro è il loro così come loro sono i proventi pubblicitari che ne ricavano eventualmente!Non mi pare che si possa dire altrettanto della FIMI.Sul loro sito non trovi altro "contenuto" che non sia frutto del loro lavoro!Puoi dire altrettanto dei loro accusatori?Difficile vero? Questo è un fatto
        • and. scrive:
          Re: Intervista Fapav riguardo PirateBay
          ma a proposito di loro che dicono di vendere solo materiale originale ma l'originale è soltanto 1 tutte le altre sono copie che vengono vendute per originali e poi non credo che ci sia veramente una legge che vieti di donare una copia come avviene nel p2p mi spiego io ho una copia originale di una cosa e tu hai unacopia originale di un'altra cosa tu dai latua a me io do la mia a te donandocela in questo non c'è niente di illegale e siccome posso fare una copia di backup ne abbiamo 2 per uno questa è una logica che se non espressa dalla difesa in tribunale portano a sentenze come quella in causa resta il fatto che di tali copie ne devi fare solo un uso personale e non puoi riprodurle in pubblico ma per quanto riguarda la rete puoi scambiarle
          • ullala scrive:
            Re: Intervista Fapav riguardo PirateBay
            - Scritto da: and.
            ma a proposito di loro che dicono di vendere solo
            materiale originale ma l'originale è soltanto 1
            tutte le altre sono copie che vengono vendute per
            originali e poi non credo che ci sia veramente
            una legge che vieti di donare una copia come
            avviene nel p2p mi spiego io ho una copia
            originale di una cosa e tu hai unacopia originale
            di un'altra cosa tu dai latua a me io do la mia a
            te donandocela in questo non c'è niente di
            illegale e siccome posso fare una copia di backup
            ne abbiamo 2 per uno questa è una logica che se
            non espressa dalla difesa in tribunale portano a
            sentenze come quella in causa resta il fatto che
            di tali copie ne devi fare solo un uso personale
            e non puoi riprodurle in pubblico ma per quanto
            riguarda la rete puoi
            scambiarleForse non hai ancora capito che su pirate bay non trovi alcuna copia ne "originale" (che è palesemente un ossimoro) ne di altro tipo.Come già appurato pirate bay non ospita altro che link esattamente come google!
        • supervacuum scrive:
          Re: Intervista Fapav riguardo PirateBay
          Io credo invece che la sentenza sia stata chiara e ragionevolissima: sono stati condannati per favoreggiamento, non per avere commesso atti di pirateria.Per intenderci: per non avere evitato, nonostante lo sapessero, che tramite la loro infrastruttura circolasse materiale piratato.E questo anche è un fatto.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 20 aprile 2009 09.42-----------------------------------------------------------
          • ullala scrive:
            Re: Intervista Fapav riguardo PirateBay
            Modificato dall' autore il 20 aprile 2009 09.42
            --------------------------------------------------
      • soulista scrive:
        Re: Intervista Fapav riguardo PirateBay
        - Scritto da: Stefano Torino
        ....non sarà più libero di rubare il frutto del
        lavoro altrui,
        intendi?

        Lo spero davvero.Quale lavoro, scusa?
  • Venerando On the Net scrive:
    Se i contenuti costassero poco....
    Se un industria automobilistica costruisce una nuova macchina fà una volta il progetto che magari costa molto, poi per ogni macchina che produce deve sopportare un costo fisso e questo può anche giustificare il prezzo pagato.L'industria dei contenuti produce una volta sopportando il costo del progetto e poi rivende milioni di volte sopportando costi per copia irrisori.In generale deve valere la regola che in ogni commercio ci deve essere un utile ragionevole. Una volta recuperato l'investimento iniziale e ottenuto un ragionevole profitto il contenuto deve essere liberamente e grauitamente fruibile da tutti.Nel campo finanziario un utile enorme si chiama usura.La stessa cosa nel campo dei contenuti immateriali come la chiamiamo?Non è difficile capire perchè è Bill Gates e non Il maggiore azionista di general motor il più ricco del mondo.E' facile diventarlo vendendo a peso d'oro una cosa che viene replicata a un costo irrisorio.
    • pippo75 scrive:
      Re: Se i contenuti costassero poco....

      Non è difficile capire perchè è Bill Gates e non
      Il maggiore azionista di general motor il più
      ricco del mondo.Perchè allora non aprono tutti una ditta come ha fatto Gates?Dopo tutto è facile diventare ricchi in questo modo.
      • afiorillo scrive:
        Re: Se i contenuti costassero poco....
        Appunto. Il ragionamento non sta proprio in piedi, cosa si intende per "contenuti"? Un programma software costa quel che costa se uno intende acquistarlo per utilizzarlo: se uno lo scarica per riempire l'hard disk di disinstallazioni a metà, qualsiasi costo sarebbe esoso.Così con la musica: nessuno sano di mente avrebbe un milione di MP3 in linea, c'è qualcosa che non va. In questi casi, anche se un CD costasse dieci centesimi, sarebbe troppo.E così via.Chi dice "i contenuti costano troppo" prescinde dal fatto che essi sono un bene di consumo come lo è un frigorifero e si adagia sul fatto che è possibile duplicarseli in casa (cosa che col frigo è un po' più difficile). Qui è il nodo: la possibilità fisica di accedere ad un bene di consumo aggirando i canali di distribuzione e vendita regolari. Se questa possibilità fosse data per gli penumatici, gli pneumatici sarebbero piratati come e più degli MP3. E non sono certo "contenuti".Quindi, non prendiamoci in giro giocando sui termini e facendo finta di avere dei diritti lesi. Almeno scarichiamoci i nostri MP3 stando zitti, con un minimo di decenza.
        • 01234 scrive:
          Re: Se i contenuti costassero poco....
          allora mettiamola così: se i pneumatici fossero riproducibili a costo tendente allo zero (in economia di scala è vero già adesso, solo che i numeri per arrivarci sono quasi infiniti) varebbe lo stesso discorsoperò è fuffa, per i pneumatici questo discorso non valequi invece si parla di merce la cui RIproduzione costa GIA' ORA pochissimo (figurarsi poi 1) a tirature come quelle odierne 2) in riproduzioni che prescindono dall'aspetto fisico, come il download "legale"), per la quale invece si stabilisce un prezzo dal ricarico scandalososarà decente questo?
          • Stefano Torino scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            ma che razza di ragionamento è?? Mica paghi la plastica del DVD o la carta del libro. Paghi l'esperienza che ricavi fruendo di quel prodotto (le due ore di visione del film, le ore di ascolto di un cd). Nessuno ti obbliga a farlo, non parliamo di pane o di elettricità in casa!Se non ritieni che un prodotto valga il prezzo del cartellino, semplicemente non lo compri, no?? Succede per milioni di cose, perchè per la musica o i film no?
          • gerry scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            - Scritto da: Stefano Torino
            Se non ritieni che un prodotto valga il prezzo
            del cartellino, semplicemente non lo compri, no??
            Succede per milioni di cose, perchè per la musica
            o i film
            no?Perchè la cultura fa parte delle necesità di un popolo come il pane e la pasta.Un popolo senza cultura è un popolo morto, per questo le leggi devono sempre stare in bilico fra il favorire la diffusione della cultura e tentare di fornire a chi produce cultura un onesto compenso.
          • Ufff scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            Infatti il pane e la pasta non le paghi vero?Non si può parlare di "diritto inalienabile al pane" e poi mettersi sotto i piedi il diritto del panettiere di esser pagato per il suo lavoro.
          • 01234 scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            il pane lo pago lo mangio e via - però se copio la sua pagnotta al panettiere non devo nulla, se metto il pane nel sugo non gli devo nulla, se lo regalo a un amico idem etc etc etcuna volta pagato il dvd ci faccio quello che mi pare, anche copiarlo su un dvd vergine sul quale peraltro ho già pagato una tassa e poi lo regalo a un amico...
          • gerry scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            - Scritto da: Ufff
            Infatti il pane e la pasta non le paghi vero?
            Non si può parlare di "diritto inalienabile al
            pane" e poi mettersi sotto i piedi il diritto del
            panettiere di esser pagato per il suo
            lavoro.Comprensione del testo:le leggi devono sempre stare in bilico fra il favorire la diffusione della cultura e tentare di fornire a chi produce cultura un onesto compenso .
          • Zago scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            - Scritto da: gerry
            Perchè la cultura fa parte delle necesità di un
            popolo come il pane e la
            pasta.
            Un popolo senza cultura è un popolo morto, per
            questo le leggi devono sempre stare in bilico fra
            il favorire la diffusione della cultura e tentare
            di fornire a chi produce cultura un onesto
            compenso.ma mi spieghi un film od un cd musicale cosa XXXXX centrano con la cultura??non mi dire che nel mondo vieni sopravanzato da coloro che ascoltano la Pausini per il motivo che loro l'ascoltano e te nosmettetela di sparare ste XXXXXXX sulla musica e i film che non siano documentari,la musica e i film (escluso qualcuno di tipo storico o documentaristico) non sono cultura, sono intrattenimento.
          • Matteo scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            - Scritto da: Zago
            - Scritto da: gerry


            Perchè la cultura fa parte delle necesità di un

            popolo come il pane e la

            pasta.

            Un popolo senza cultura è un popolo morto, per

            questo le leggi devono sempre stare in bilico
            fra

            il favorire la diffusione della cultura e
            tentare

            di fornire a chi produce cultura un onesto

            compenso.

            ma mi spieghi un film od un cd musicale cosa
            XXXXX centrano con la
            cultura??
            non mi dire che nel mondo vieni sopravanzato da
            coloro che ascoltano la Pausini per il motivo che
            loro l'ascoltano e te
            no
            smettetela di sparare ste XXXXXXX sulla musica e
            i film che non siano
            documentari,
            la musica e i film (escluso qualcuno di tipo
            storico o documentaristico) non sono cultura,
            sono
            intrattenimento.Sbagliato. L'arte in ogni sua forma è conoscenza e cultura.La musica è una forma d'arte, così come la recitazione.Certamente quelle cagate che propinano oggigiorno sono un'offesa per la vera arte, ma ci sono canzoni che sono davvero dei pezzi d'eccellenza unici. Ma non puoi fare leggi mirate alla singola opera...O la musica è arte o non lo è. Se lo è (ed è una discussione filosofica nata già nell'antica grecia...) allora è CULTURA.Il grande fratello e X Factor sono intrattenimento (da 4 soldi imho), ma la Musica nella sua forma generale è arte.Vallo a dire a De André che era un intrattenitore...
          • di passaggio scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            bella la scusa della cultura... per me avere un'audi R8 in garage sarebbe una bella cultura!
          • 01234 scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            e con questo... ;-)
          • 01234 scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            infatti mettevo nel conto il totale dei costi di produzione (compresi quelli del supporto), pubblicità etcvale sempre, se la matematica non è un'opinione, che il costo unitario tende a zero con l'aumentare della tiraturase trovo qualcosa troppo caro, vado dove lo vendono a meno, o dove me lo regalano --- e per me sta bene così :-)
          • di passaggio scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            ammettiamo per assurdo che su un frigo da 100 euro magari 20 finiscono per pagare il lavoro intellettuale dei progettisti, dello staff che ne ha curato il marketing, ecc ecc... e 80 siano la plastica e il metallo...togli gli 80 e restano i 20... ecco, il costo di un CD!
          • 01234 scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            ommadò....il tuo pusher è un disonesto...
          • Mr. X scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            - Scritto da: 01234
            ommadò....il tuo pusher è un disonesto...No, ha perfettamente ragione, quella degli audiovisivi è un'industria senza controllo ormai, da napster in poi è stato dimostrato che la distribuzione di quella costosissima musica in realtà non costa nulla, e se non fosse per l'avidità dei "detentori dei diritti" sarebbe fruibile a prezzi sensibilmente piu bassi, peccato che anzichè esplorare questa strada i "detentori dei diritti" abbiano scelto di far causa ai propri utenti o di mettere pesanti lucchetti negli ultimi dieci anni
          • supervacuum scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            Ma sono sempre, a torto o a ragione, i detentori di quei diritti e ci fanno quello che vogliono.I prezzi delle canzoni non ti stanno bene? Ti sei mai chiesto perchè poi alla fine tutti i gruppi musicali firmano con le major? Perchè gli danno visibilità, li fanno entrare nello star system, li pubblicizzano, ecc.Non volete pagare? Ascoltatevi la musica dei gruppi indie... oppure no? :)
          • krane scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            - Scritto da: supervacuum
            Ma sono sempre, a torto o a ragione, i detentori
            di quei diritti e ci fanno quello che vogliono.
            I prezzi delle canzoni non ti stanno bene? Ti sei
            mai chiesto perchè poi alla fine tutti i gruppi
            musicali firmano con le major? Perchè gli danno
            visibilità, li fanno entrare nello star system,
            li pubblicizzano, ecc.E perche' se non lo fanno non possono fare concerti ne' distribuire dischi...
            Non volete pagare? Ascoltatevi la musica dei
            gruppi indie... oppure no?
            :)
        • supervacuum scrive:
          Re: Se i contenuti costassero poco....
          Straquoto. Osservazioni inattaccabili.
      • Kuromi & Baku scrive:
        Re: Se i contenuti costassero poco....
        - Scritto da: pippo75

        Non è difficile capire perchè è Bill Gates e non

        Il maggiore azionista di general motor il più

        ricco del mondo.

        Perchè allora non aprono tutti una ditta come ha
        fatto
        Gates?
        Dopo tutto è facile diventare ricchi in questo
        modo.Perché Gates è arrivato per primo, inserendo i suoi viscidi tentacoli in ogni istituzione e stroncando sul nascere ogni possibile concorrenza.Mai sentito parlare di monopolio e abuso di posizione dominante?
        • -ToM- scrive:
          Re: Se i contenuti costassero poco....
          - Scritto da: Kuromi & Baku
          Perché Gates è arrivato per primo, inserendo i
          suoi viscidi tentacoli in ogni istituzione e
          stroncando sul nascere ogni possibile
          concorrenza.
          Mai sentito parlare di monopolio e abuso di
          posizione dominante?ci provano tutti, solo lui cè riuscito... un po come Berlusconi capo del governo con la differenza che windows funziona meglio dell'economia Italiana, il che è tutto dire.... ;)
        • pippo75 scrive:
          Re: Se i contenuti costassero poco....


          Perché Gates è arrivato per primo, inserendo i
          suoi viscidi tentacoli in ogni istituzione e
          stroncando sul nascere ogni possibile
          concorrenza.
          Mai sentito parlare di monopolio e abuso di
          posizione
          dominante?Sviluppa un sistema CAD/CAM, in questo settore Gates non esiste, lo vendi a pochi euro, tanto è tutto guadagno.Per ridurre le spese lo vendi attraverso internet ( chi lo compera lo scarica ).Diciamo che un equo prezzo potrebbe essere 1 euro.Visto che le spese di distribuzione sono quasi zero, dovresti diventare ricchissimo.Quando è pronto, dacci il link dove scaricare la versione completa di prova.Se poi mi piace ti invio l'euro.
    • pabloski scrive:
      Re: Se i contenuti costassero poco....
      il problema è che finchè gli utenti non intraprenderanno azioni di sabotaggio non cambierà mai nienteloro non vogliono abbassare i prezzi? benissimo, gli utenti si coalizzano e per 1 anno non comprano più le loro robe....negli anni '70 l'hanno fatto, ma evidentemente l'uomo moderno è troppo rammollito per poter portare a termine una seria lotta
      • pippo75 scrive:
        Re: Se i contenuti costassero poco....
        - Scritto da: pabloski
        il problema è che finchè gli utenti non
        intraprenderanno azioni di sabotaggio non
        cambierà mai
        niente

        loro non vogliono abbassare i prezzi? benissimo,
        gli utenti si coalizzano e per 1 anno non
        comprano più le loro
        robe....

        negli anni '70 l'hanno fatto, ma evidentemente
        l'uomo moderno è troppo rammollito per poter
        portare a termine una seria
        lottad'accordo al 101%
      • 01234 scrive:
        Re: Se i contenuti costassero poco....
        ti giuro che non compro mai :-)
      • supervacuum scrive:
        Re: Se i contenuti costassero poco....
        Quoto. Non è con la pirateria che si farà cambiare la testa alle case discografiche. Con la pirateria (perchè parliamoci chiaro, lo sharing di musica protetta da copyright *È* pirateria) si danno solo scuse alle majors.Se invece tutti evitassero di comprare dalle majors e, che so, si indirizzassero per un annetto verso le indie, sarebbe un bel ridere.
    • Mr.Pink scrive:
      Re: Se i contenuti costassero poco....

      L'industria dei contenuti produce una volta
      sopportando il costo del progetto e poi rivende
      milioni di volte sopportando costi per copia
      irrisori.

      In generale deve valere la regola che in ogni
      commercio ci deve essere un utile ragionevole.
      Una volta recuperato l'investimento iniziale e
      ottenuto un ragionevole profitto il contenuto
      deve essere liberamente e grauitamente fruibile
      da
      tutti.

      Nel campo finanziario un utile enorme si chiama
      usura.
      La stessa cosa nel campo dei contenuti
      immateriali come la
      chiamiamo?
      Non so se sia facile definire un "ragionevole" profitto.Trovo iniquo che un brano che riempe le discoteche o moltiplica gli indici di ascolto non possa fare più profitto di una canzonetta mediocre che nessuno ha voglia di ascoltare. Vogliamo mettere un tetto per livellare tutto? O magari dare uno stipendio fisso a coloro che una commissione statale definisce "artisti"? Ci toccherà di costruire un altro muro per non far scappare la gente da un sistema che è già fallito il secolo scorso.Trovo ragionevole mettere un limite di tempo più breve alla possibiltà di sfruttare i diritti di un'opera. Diciamo che dopo 10 anni un film o una canzone diventa patrimonio della cultura mondiale? Non cambia nulla, nel p2p si scarica l'ultimo film telefilm o software. Non c'è prezzo basso che possa competere con il gratis.
      • lucapas scrive:
        Re: Se i contenuti costassero poco....
        Perché si gioca sempre a non capire? Ci sono ormai diversi studi che hanno dimostrato come il P2P ha due facce: da una parte toglie ma poi produce un ritorno economico anche superiore. Quindi nessuna perdita per le Major (anche questo dimostrato dai loro utili), devono solo organizzarsi e sfruttare al meglio i canali giusti e non continuare a combattere a testa bassa contro i loro stessi sostenitori: è un suicidio!
        • pippo75 scrive:
          Re: Se i contenuti costassero poco....

          Perché si gioca sempre a non capire? Ci sono
          ormai diversi studi che hanno dimostrato come il
          P2P ha due facce: da una parte toglie ma poi
          produce un ritorno economico anche superiore.Pensa che MS riesce a dimostrare che Windows è più sicuro della miglior Distro Linux/BSD/Altro.:)
        • Mr.Pink scrive:
          Re: Se i contenuti costassero poco....
          - Scritto da: lucapas
          Perché si gioca sempre a non capire? Ci sono
          ormai diversi studi che hanno dimostrato come il
          P2P ha due facce: da una parte toglie ma poi
          produce un ritorno economico anche superiore.
          Quindi nessuna perdita per le Major (anche questo
          dimostrato dai loro utili), devono solo
          organizzarsi e sfruttare al meglio i canali
          giusti e non continuare a combattere a testa
          bassa contro i loro stessi sostenitori: è un
          suicidio!Sì, vedo io il ritorno economico di tante etichette musicale fallite, si vede che non hai molti amici musicisti :)Un filo di pirateria forse come dici tu può aiutare alla diffusione di certi software, diciamo che fa da lubrificante. Ma quando si pretende di legalizzare la copia di tutto, di volerla rendere facile alla luce del sole a portata dei più imbranati, allora è la fine. Napster insegna.Se non è più vietato copiare opere digitali, perchè mai dovrebbero produrre opere digitali copiabili? Resteranno solo concerti dal vivo e cinema nelle sale. Io odio la calca e il suono orrido dei concerti live, e i maleducati che sgranocchiano patatine e parlano durante il film. No grazie :)Vi piace scaricare gratis giochi programmi musica e film? L'unica soluzione è la vera pirateria, quella illegale e sotterranea, riservata a pochi eletti esperti. Gridare demagogicamente "panettieri, dateci il pane gratis" farà solo cambiare lavoro ai panettieri.
      • supervacuum scrive:
        Re: Se i contenuti costassero poco....

        Non c'è prezzo basso che possa competere con il gratis.E anche qui quoto.
        • lucapas scrive:
          Re: Se i contenuti costassero poco....
          Si continua a non capire! Con la rete il mondo sta cambiando, o non ve ne siete accorti? Devono per forza cambiare anche i sistemi di business. Ormai l'equazione è: digitale = gratuito!
          • killerloop scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            Ovviamente. Poi quando non ci sarà più nessuno che produrrà perché non si guadagna, vorrò vedere cosa diamine distribuirete :)
          • Luff scrive:
            Re: Se i contenuti costassero poco....
            - Scritto da: killerloop
            Ovviamente. Poi quando non ci sarà più nessuno
            che produrrà perché non si guadagna, vorrò vedere
            cosa diamine distribuirete
            :)Sarà la volta buona che l'"arte" ricominci a circolare liberamente... Non se ne può più del deserto arido di idee creato dal business della proprietà intellettuale e del cw?L'arte è proprietà intellettuale della collettività e gli artisti dovrebbero essere solo il tramite.Si parla infatti di 'contenuti' ovvero schifezze (film, brani musicali, ecc.) venduti ottimizzando i profitti e cioè: costi di creazione prossimi allo zero, costi di distribuzione prossimi allo zero (contenuto artistico prossimo allo zero) prezzo al consumatore finale spropositato. Costi rilevanti sono quelli di marketing con tutte quelle esternalità negative che oramai sono sotto i nostri occhi (dall'impatto sociale e la relativa diseducazione valoriale, all'impatto economico per il quale si formano concentrazioni di mercato e il relativo soffocamento delle piccole 'etichette', ecc.)Basta coi trolls che fanno gli avvocati del diavolo (troll)
  • soulista scrive:
    Non reggerà...
    Tecnicamente TPB non fa niente di diverso da G... non ho in mano gli atti, nè la sentenza, ma mi pare che il giudice sia stato fazioso ed abbia voluto punire il ruolo "filosofico" di Piratebay che con grande impudenza si permette di ridere in faccia ai grandi dell'industria discografica.Se questa sentenza passasse definitivamente si potrebbe denunciare tutto e tutti e spegnere l'internet.
    • anon scrive:
      Re: Non reggerà...
      ma Google nessuno la può toccare.Se solo volesse comprerebbe il mondo
    • smemobox scrive:
      Re: Non reggerà...
      - Scritto da: soulista
      Tecnicamente TPB non fa niente di diverso da G...
      non ho in mano gli atti, nè la sentenza, ma mi
      pare che il giudice sia stato fazioso ed abbia
      voluto punire il ruolo "filosofico" di Piratebay
      che con grande impudenza si permette di ridere in
      faccia ai grandi dell'industria
      discografica.
      Se questa sentenza passasse definitivamente si
      potrebbe denunciare tutto e tutti e spegnere
      l'internet.Sentenza SHOCK.Ma ho paura che in appello questa sentenza possa non reggere.E che questo giudice sia un po' un fallito.
      • Giovanni Mauri scrive:
        Re: Non reggerà...
        Paradossalmente il giudice.. può non avere ragione. Alla fine "The Pirate Bay" non fa nulla di diverso da altri siti per la condivisione di file torrent.In fin dei conti anche se TPB volesse sarebbe impossibile il controllo di tutti i contenuti caricati dagli utenti. Loro mettono a disposizione gli strumenti per trovare il materiale, ma sono gli utenti che caricano e scaricano.In definitiva per fare le cose "fatte bene" le autorità dovrebbero perseguire solo gli utenti, o imporre agli isp il controllo del proprio bacino d'utenza. Ce la sentiamo di multare milioni di utenti? Potremmo anche sentircela visto che i nostri isp italiani hanno già iniziato a bannare determinati siti e ad imporre un controllo stretto.Non so se qualcuno se n'è accorto, ma ad esempio se stai cercando di raggiungere un sito irraggiungibile vieni reindirizzato alla pagina di ricerca di virgilio o libero (a seconda dell'isp). A nulla serve cambiare i dns, devi passare comunque per le loro linee. E' questo il big china's firewall all'italiana? IMHO lo è.
  • Stallman Son scrive:
    La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
    L'importante è attenersi scrupolosamente alla Licenza GNU/GPL V.3 di Zio Stallman. La Rete funziona meglio se tutti adottano la Filosofia www.gnu.org
    • anon scrive:
      Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
      ....
    • smemobox scrive:
      Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
      - Scritto da: Stallman Son
      L'importante è attenersi scrupolosamente alla
      Licenza GNU/GPL V.3 di Zio Stallman.


      La Rete funziona meglio se tutti adottano la
      Filosofia
      www.gnu.orgmm. OK.
    • vuoto scrive:
      Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
      Casomai, per i contenuti multimediali, la licenza GFDL. Documentarsi meglio prima di trollare, silvuple'.
    • Luther Blisset scrive:
      Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
      Si, bravo: così quando Stallmann si sveglia di cattivo umore te la cambia sotto il naso come gli pare e piace.Cfr. GPLv2 -
      GPLv3.Ma va là, va.
      • bakkagai scrive:
        Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
        - Scritto da: Luther Blisset
        Si, bravo: così quando Stallmann si sveglia di
        cattivo umore te la cambia sotto il naso come gli
        pare e
        piace.
        Cfr. GPLv2 -
        GPLv3.

        Ma va là, va.Quale cattivo umore?Ma l'hai letta la GPL3 prima di parlare?O sei quà per cercare flame?
        • Luther Blisset scrive:
          Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
          - Scritto da: bakkagai
          - Scritto da: Luther Blisset

          Cfr. GPLv2 -
          GPLv3.

          Ma l'hai letta la GPL3 prima di parlare?Sai che la GPL2 è incompatibile con la GPL3, vero?Ti sembra logico, vero?
          O sei quà per cercare flame?Forse si, dipende da quanto è invasato Stallman Son.O te.
      • pabloski scrive:
        Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
        guarda che Stallman non può cambiare un bel niente....le versioni delle licenze non possono essere modificate e se io mi attengo alla GPL 2 vuol dire che il mio software verrà distribuito sotto quei termini a vita o almeno fin quando io vorròStallman può creare la GPL 3, come ha fatto, ma io posso benissimo rimanere con la GPL 2 come ha fatto Torvaldsinoltre il software GPL anche se viene chiuso, la comunità ha la facoltà di prendere l'ultima release GPL e farne un forkcome vedi è una licenza a prova di schizofrenico
        • ullala scrive:
          Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
          - Scritto da: pabloski
          guarda che Stallman non può cambiare un bel
          niente....

          le versioni delle licenze non possono essere
          modificate e se io mi attengo alla GPL 2 vuol
          dire che il mio software verrà distribuito sotto
          quei termini a vita o almeno fin quando io
          vorrò

          Stallman può creare la GPL 3, come ha fatto, ma
          io posso benissimo rimanere con la GPL 2 come ha
          fatto
          Torvalds

          inoltre il software GPL anche se viene chiuso, la
          comunità ha la facoltà di prendere l'ultima
          release GPL e farne un
          fork

          come vedi è una licenza a prova di schizofrenicoPurtroppo non è a prova di troll!Ma tutto sommato meglio sopportare i troll che le lobby della "proprietà intellettuale" .
          • pabloski scrive:
            Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
            mmm sentiamo cosa avrei detto di così trolloso?
          • ullala scrive:
            Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
            - Scritto da: pabloski
            mmm sentiamo cosa avrei detto di così trolloso?era riferito a sig. "Luther Blisset"... Non a te.................
        • Luther Blisset scrive:
          Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
          - Scritto da: pabloski
          guarda che Stallman non può cambiare un bel
          niente....cfr. "any later version"
          le versioni delle licenze non possono essere
          modificate e se io mi attengo alla GPL 2 vuol
          dire che il mio software verrà distribuito sotto
          quei termini a vita o almeno fin quando io
          vorròNo.Basta che il maintainer al quale hai rilasciato una patch come GPLv2 voglia passare a GPLv3 e il tuo contributo diventa GPLv3.Se vuoi che questo non accada DEVI specificare GPLv2-ONLY.Cosa che in passato non è stata fatta da nessuno, ovviamente.
          Stallman può creare la GPL 3, come ha fatto, ma
          io posso benissimo rimanere con la GPL 2 come ha
          fatto
          TorvaldsMa Torvalds ha dovuto far specificare GPLv2-ONLY ai vari contributori e non credo abbia finito di uniformare il codice del kernel.
          inoltre il software GPL anche se viene chiuso, la
          comunità ha la facoltà di prendere l'ultima
          release GPL e farne un forkSe il codice sorgente è stato rilasciato sotto GPL non può essere chiuso e nemmeno inglobato in codice closed.Sei sicuro di quello che scrivi?
          come vedi è una licenza a prova di schizofrenicoerrr... sei ancora convinto di quello che scrivi?
          • klez scrive:
            Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
            1 - Il fatto che non sia stato fatto da molti non vuol dire che non si possa licenziare il software solo sotto gpl2.2 - penso che quello che intendeva fosse tipo: ok, a torvalds viene lo schizzo e scrive linux 3.0 'from scratch' e lo rilascia con una licenza proprietaria. Però non può chiudere il ramo 2.x e la gente può continuare a usarlo sotto gpl.3 - per firmarti luther blisset mi sembri molto poco aperto... (opinione mia, confutabilissima)
    • ErCocomerar o scrive:
      Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
      the pirate bay al tappeto
    • klez scrive:
      Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
      @Stallman son: e le creative commons?@vuoto: prima che uscissero le GFDL la gente licenziava anche la musica sotto gpl
    • ramx scrive:
      Re: La Licenza GNU/GPL è l'unica legale.
      - Scritto da: Stallman Son
      L'importante è attenersi scrupolosamente alla
      Licenza GNU/GPL V.3 di Zio Stallman.


      La Rete funziona meglio se tutti adottano la
      Filosofia
      www.gnu.orgtieni pure il tuo dio Stallman, io invece sono un uomo libero, le regole e le licenze le scrivo da meoltretutto il tuo post da evangelista ipnotizzato è abbastanza OT
Chiudi i commenti