Taboola e Outbrain, uniti contro il duopolio?

Taboola e Outbrain, colossi del native advertising, si fondono creando un gruppo unico e riducendo potenzialmente le soluzioni per gli editori.
Taboola e Outbrain, colossi del native advertising, si fondono creando un gruppo unico e riducendo potenzialmente le soluzioni per gli editori.

Taboola e Outbrain sono ora una cosa sola: la fusione ha preso il via nelle ultime ore attraverso una comunicazione ufficiale secondo cui le due offerte saranno presto sotto lo stesso tetto evitando quella che stava ormai diventando una scomoda concorrenza per ambo le parti. A guadagnarci sarà il gruppo, consolidato verso un’offerta univoca più ampia e forte, mentre a perderci saranno probabilmente gli editori, privati di una alternativa su cui far leva per aumentare le proprie entrate.

Le offerte di Taboola e Outbrain, perfettamente riconoscibili per chi naviga siti di news, mettono assieme il native advertising e la content discovery che in molte occasioni rappresenta una valida fonte di introiti per publisher privi di alternative proprietarie o di agenzie dedicate. La nuova piattaforma riparte ora da 2000 dipendenti, 23 sedi dislocate a livello internazionale e 20000 clienti in più di 50 nazioni:

Siamo entusiasti di collaborare con Taboola. Sia Outbrain che Taboola hanno una missione e una visione condivise a supporto di un giornalismo di qualità a livello globale e nel portare valore significativo al mercato dell’open web.

Yaron Galai, co-founder e co-CEO di Outbrain

Taboola+Outbrain=?

I due gruppi si dicono convinti che la fusione offrirà maggiori opportunità agli editori in virtù del fatto che nasce una nuova piattaforma con maggior potenza di fuoco e maggior efficientamento per poter costruire una solida alternativa, ad esempio, all’offerta pubblicitaria di Google. La realtà è che i dubbi in proposito sono più d’uno: sebbene il gruppo sia chiaramente forte, mettendo assieme due “unicorni” che sulla native advertising hanno costruito i rispettivi imperi, il rischio è che l’azienda rimanga arroccata nel suo castello senza elargire opportunità vere a quanti oggi attingevano dall’offerta dell’uno o dell’altro. Se invece l’ambizione andrà oltre il perimetro odierno, allora il discorso potrebbe cambiare: Taboola e Outbrain si fondono per giocare in difesa o credono realmente di poter intaccare i “poteri forti” dell’adv internazionale? Su questa domanda si bilancia l’equilibrio tra rischi ed opportunità per gli editori di fronte a questo “merge”.

Appena la fusione sarà realizzata, lavoreremo per integrare i team, le tecnologie e le infrastrutture per poter accelerare rapidamente […]. Ci siamo posti importanti obiettivi per restituire valore ai nostri clienti, guidando l’innovazione tecnologica ed offrendo risultati dal punto di vista economico ai nostri azionisti attraverso una crescente efficienza.

Taboola e Outbrain dicono di unire le forze per abbattere il duopolio di Facebook e Google, laddove il mercato è in effetti fortemente arroccato su un rigido controllo di poche grandi aziende. I fatti diranno se l’operazione sia stata semplicemente un modo per evitare di rimanere schiacciati definitivamente dal duopolio o se ci siano in effetti nuove energie da sprigionare e mettere a disposizione degli editori. I quali, con estrema attenzione, resteranno in ascolto.

Fonte: Outbrain
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04 10 2019
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