Tassa per Big Tech senza accordo con gli editori in Australia

Tassa per Big Tech senza accordo con gli editori in Australia

Google, Meta, TikTok e LinkedIn dovranno pagare una tassa annuale in caso di mancato accordo con gli editori per la pubblicazione delle news.
Tassa per Big Tech senza accordo con gli editori in Australia
Google, Meta, TikTok e LinkedIn dovranno pagare una tassa annuale in caso di mancato accordo con gli editori per la pubblicazione delle news.

Il Parlamento australiano ha approvato una legge che impone alle Big Tech di sottoscrivere accordi con gli editori locali per poter pubblicare i loro contenuti sulle rispettive piattaforme. Rispetto alla versione preliminare è stata aumentata la tassa da pagare in caso di mancato accordo. Le precedenti regole (poco efficaci) non vengono più applicate.

Legge australiana per supportare il giornalismo

In base al precedente News Media Bargaining Code del 2021, le piattaforme digitali dovevano sottoscrivere un accordo con gli editori locali e quindi pagare una somma per le news pubblicate. Questo obbligo poteva però essere aggirato con le scappatoie usate da Meta. Per un breve periodo ha rimosso le news da Facebook e Instagram. Successivamente ha sottoscritto un accordo, ma non è stato rinnovato alla scadenza (2024).

Il governo ha quindi presentato un disegno di legge (metà dicembre 2024) denominato News Bargaining Incentive, che elimina le suddette scappatoie. La legge è stata definitivamente approvata dal Parlamento il 20 agosto. Si applica alle piattaforme (social media e motori di ricerca) che generano almeno 250 milioni di dollari australiani con la pubblicità.

Rispetto al testo iniziale ci sono alcune novità introdotte il 3 agosto. Oltre a Google, Meta e TikTok si applica anche a LinkedIn. La tassa è stata inoltre aumentata dal 2,25% al 2,5% delle entrate pubblicitarie. La somma incassata dal governo verrà girata agli editori in base al numero dei giornalisti impiegati.

Per evitare la tassa o ottenere una riduzione, le suddette aziende dovranno sottoscrivere accordi con almeno otto editori entro la fine del relativo anno finanziario. Anika Wells, Ministra per Comunicazioni e Sport, ha dichiarato:

Il giornalismo è una componente essenziale di una democrazia forte, poiché responsabilizza cittadini, imprese e governi. Per questo motivo, il governo Albanese sostiene un settore dei media solido e sostenibile. Questa legge supporta anche gli editori più piccoli e regionali, così importanti per dare voce alle comunità.

La nuova legge non si applica però alle aziende AI che sfruttano gratuitamente i contenuti editoriali per l’addestramento dei modelli AI.

Fonte: Engadget
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Pubblicato il
21 ago 2026
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