Telecom Italia: nessun limite per il VoIP

Chiariti alcuni dubbi circa le misure di limitazione del P2P adottate a partire da oggi. Ad essere colpite saranno le applicazioni e non gli utenti. E nessuno toccherà quelle legate alla trasmissione voce su Internet
Chiariti alcuni dubbi circa le misure di limitazione del P2P adottate a partire da oggi. Ad essere colpite saranno le applicazioni e non gli utenti. E nessuno toccherà quelle legate alla trasmissione voce su Internet

Quattro “semplici domande”, poste dall’esperto blogger Stefano Quintarelli ai vertici di Telecom Italia. Quattro interrogativi partoriti in seguito alla comunicazione con cui la telco del Belpaese aveva annunciato significative “novità per la gestione dei servizi ADSL”.

“L’operatore si riserverà la facoltà di introdurre, per tutte le offerte e/o i profili commerciali che prevedono traffico dati su tecnologia ADSL, meccanismi temporanei e non discriminatori di limitazione all’uso delle risorse di rete disponibili”. Così parlava quel comunicato pubblicato da Telecom Italia, annunciando l’imminente implementazione di misure volte “allo scopo di garantire l’integrità della rete e il diritto da parte della generalità degli utenti di accedere ai servizi di connettività ad Internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato”.

L’annuncio di Telecom aveva in sostanza sottolineato come dagli inizi di questo mese possa essere limitata la velocità di connessione ad Internet, intervenendo su quelle specifiche applicazioni che determinano un “maggior consumo di banda”. Due esempi su tutti: il P2P e il file sharing .

Quintarelli – successivamente intervenuto con un post apparso sul suo blog – ha dunque sollevato i primi dubbi, formulando quattro specifiche domande a cui ha prontamente risposto Salvo Mizzi, oggi responsabile della divisione Internet Media & Digital Communication di Telecom Italia.

“Il deep packet inspection (DPI) implementato da Telecom Italia non entra mai nel merito del payload applicativo – ha spiegato in primis Mizzi – per esempio non viene presa in considerazione nessuna informazione sul contenuto del file scambiato”. La domanda posta da Quintarelli era stata precisa quanto diretta: “farete deep packet inspection? “.

Mizzi ha dunque spiegato a Quintarelli come la distinzione tra le varie centrali interessate non vada fatta a livello di tipologia di backhauling – fibra o rame – bensì a livello di aree caratterizzate da locali congestioni del traffico , “al fine di massimizzare la qualità del servizio”.

Lo stesso Quintarelli aveva già sottolineato come le connessioni in fibra ottica centrale-dorsale possano subire interventi esterni che aumentino la capacità di banda , senza dunque alcuna manovra di traffic shaping da parte dell’operatore.

“Lo shaping fatto nelle centrali in congestione discrimina per client o per server o è generale?”, si interroga Quintarelli. “La soluzione DPI adottata viene applicata in modo temporaneo e non discriminatorio sul traffico cumulato e non su quello del singolo cliente”, ha risposto Mizzi. In altre parole, la limitazione avverrebbe per applicazione e non per singolo cliente .

Lo stesso Mizzi ci ha poi tenuto a precisare: “Le applicazioni VoIP, compresa Skype, non saranno oggetto di alcuna limitazione. Gli unici applicativi P2P che saranno limitati (temporaneamente e solo in casi di congestione) sono quelli dedicati allo scambio di file. Che occupano – negli orari di picco – oltre il 30 per cento di banda downstream “.

Mauro Vecchio

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01 03 2011
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