Il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione di circa 9,5 milioni di euro a TIM per numerose violazioni della disciplina in materia di privacy e telemarketing. La società ha permesso a call center abusivi di effettuare chiamate promozionali senza un consenso esplicito e ha ostacolato l’esercizio dei diritti da parte degli interessati. TIM dovrà anche apportare diverse misure correttive.
Gravi violazioni della privacy per TIM
Il Garante ha avviato il procedimento a febbraio 2026 in seguito alle numerose segnalazioni relative a chiamate promozionali indesiderate effettuate per conto di TIM (circa 7.000 nel 2025). I call center abusivi hanno utilizzato numerazioni non censite nel Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) o sfruttato la tecnica dello spoofing (camuffamento del numero reale) per proporre l’attivazione di offerte o servizi TIM.
Le chiamate sono state effettuate anche verso utenze iscritte al Registro Pubblico delle Opposizioni (RPO). I call center hanno successivamente inviato ai clienti interessati SMS con link ad una pagina web di un partner ufficiale della rete di vendita TIM contenente un modulo che deve essere compilato per formulare un’autonoma richiesta di ricontatto.
L’interessato è stato quindi ricontattato dai call center mediante una numerazione regolarmente iscritta al ROC, al fine di generare un flusso telefonico apparentemente lecito e un processo di contrattualizzazione formalmente regolare. TIM ha risposto fornendo varie giustificazioni, tra cui l’adesione al codice di condotta per le attività di telemarketing e teleselling. Il Garante sottolinea però che ciò non esonera il titolare del trattamento dall’obbligo di vigilare sull’operato dei propri partner e di verificare l’effettiva applicazione delle misure di protezione dei dati lungo l’intera filiera del telemarketing.
L’autorità ha inoltre accertato la sistematica inosservanza degli obblighi in materia di esercizio dei diritti degli interessati, tra cui omesso o tardivo riscontro alle istanze di accesso, cancellazione e opposizione, oltre che l’adozione di procedure di disiscrizione eccessivamente complesse e, in alcuni casi, non funzionanti.
Per tutte queste violazioni è stata quindi inflitta una sanzione di 9.516.000 euro. TIM deve inoltre implementare misure correttive per la procedura di ricontatto (serve il consenso esplicito), rafforzare i controlli e la vigilanza sulla rete di vendita e adeguare le procedure di esercizio dei diritti.