Tiger si cura, Leopard avvistato su BitTorrent

Pronto un aggiornamento per Mac OS X 10.4 ed uno per Apple TV, che oltre a risolvere una falla di sicurezza introduce il supporto a Youtube. Leopard sembra invece scorrazzare su BitTorrent

Cupertino (USA) – In attesa di mettere in libertà il suo prossimo gattone, Leopard , Apple ha dato alla “Tigre” dei Mac una nuova dose di ricostituente e messo qualche cerotto. L’ultimo aggiornamento a Mac OS X, il 10.4.10 , si applica ai sistemi Intel e PPC ed include bug fix e migliorie per le periferiche USB, le fotocamere digitali, Bluetooth e alcune applicazioni di terze parti.

Tra gli update più rilevanti si cita l’aggiunta del supporto ai formati RAW di acuni recenti modelli di fotocamera , tra le quali le DSLR Fuji S5 Pro, Nikon D40x e Canon EOS 1D Mk III; la risoluzione di un problema nella visualizzazione delle immagini DNG; la correzione di un bug che, in alcune circostanze, poteva causare il malfunzionamento dei telecomandi al ritorno del sistema dallo stato “sleep”; miglioramenti alla gestione degli hard disk USB esterni e al riconoscimento del dispositivo TomTom GO 910; e la risoluzione di un problema che poteva causare la perdita di frame quando si importava un video da una videocamera DV.

L’update include anche una patch di sicurezza per un problema nella gestione del protocollo IPv6. Apple ha spiegato che inviando un pacchetto di un certo tipo ad un sistema vulnerabile è possibile ridurre l’ampiezza di banda della rete.

Come recentemente annunciato, la prossima major release di Mac OS X, la 10.5, sarà lanciata il prossimo ottobre. In questo arco di tempo è ipotizzabile che Apple rilascerà ancora un ultimo aggiornamento per Tiger.

Negli scorsi giorni Apple ha anche distribuito il primo aggiornamento per Apple TV che, oltre ad aggiungere il supporto a YouTube , corregge una seria vulnerabilità nel codice che gestisce il protocollo UPnP IGD (Internet Gateway Device) utilizzato per la mappatura delle porte sui gateway NAT. La falla potrebbe essere sfruttata da remoto per causare il crash di un’applicazione o eseguire del codice dannoso.

L’update Apple TV 1.1 può essere scaricato solo attraverso l’appliance della Mela.

Rimane da segnalare come, da alcuni giorni, su BitTorrent sia comparsa quella che sembra una versione trafugata dell’ultima beta di Leopard , la stessa che Apple ha presentato presso la recente Worldwide Developers Conference. L’immagine, della dimensione di 6 GB, viene descritta come “Build 9A466 WWDC 2007” e compare nei risultati di molti motori di ricerca di file torrent (v. immagine sotto).

Una versione trafugata di Leopard?

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  • istvan scrive:
    sei un po' fuori tema
    in questa discussione non si parla di Beppe Grillo, ma del wimax. Personalmente trovo che la petizione Rodriguez (solo appoggiata e non scritta da Grillo) pur meritoria perché ha sollevato un problema davvero ignorato dai media, debba essere migliorata, al punto che ho proposto un'idea alternativa.Piuttosto che parlare di persone (in bene o in male) dovremmo concentrarci sul merito delle idee e cercare di proporre quelle migliori.
  • mik.fp scrive:
    Istvan :)
    - Scritto da: istvan
    Se invece la banda di libero uso di 1/3 fosse
    insufficiente essa s'intaserebbe presto con la
    conseguente migrazione obbligata di tutti alla
    banda a pagamento in mano agli
    speculatori!!Il tuo è un approccio puramente giuridico, che non basta a vedere la cosa correttamente (occorre un diritto che sia tecnicamente illuminato dagli informatici).Solo due note veloci. Non posso riscrivere tutto quello che già c'è su PI... porta pazienza e leggiti gli articoli; perchè c'è bisogno di più integrazione tra il mondo del diritto e quello dell'informatica...- il tema dell'ipotetico far west e conseguente congestionamento è stato discusso sempre qui su PI tra me e Fulvio Sarzana S. Ippolito, tuo collega; ti prego di andare a rileggere gli ultimi nostri articoli per evitare di farmi riscrivere tutto qui. L'open spectrum non è assenza di regolamentazione; l'open spectrum è regolare collaborativamente i Mhz, e in un'ottica competitiva i Mbit... in USA chiedono addirittura di utilizzare le c.d. "bande di guardia" (frequenze cuscinetto tra intervalli di frequenze assegnate in concessione)... tanto per dirti che ci sono varie interpretazioni di open spectrum ma tutte con delle regole.- con 20Mhz sui 3.5Ghz (l'1/3 che chiede la petizione) e le frequenze unlicensed attualmente già dedicate al WiFi è possibile coprire il territorio con un apparato ogni mezzo metro (ie: fino a 40mbit simmetrici in ogni metro quadrato di territorio)... troppo poco per le zone a più alta densità delle metropoli, ma sufficiente a garantire copertura su tutto il territorio nazionale in meno di 3 anni e con costi irrisori (circa 150 euro a famiglia (+25 euro/anno), e solo quelle che vogliono aderire); e se poi vicino alla stazione centrale bisogna mettere un piccolo balzello per limitare l'accesso in caso di congestione, ben venga; per lo meno fino a che non si liberano altri Mhz per aumentare la capacità trasmissiva in zona.Io sono estremamente felice che ci sia interesse intorno alla questione delle frequenze, e sono felice che ci siano addirittura due petizioni; ma la questione open spectrum, se opportunamente regolata, non è soggetta ai problemi che descrivi.ciaoMichele Favara Pedarsi
    • istvan scrive:
      Re: Istvan :)
      la questione che prospetto non è giuridica (in quanto non indico le norme da inserire o da abrogare), non è neppure tecnica in senso stretto (in quanto non indico le specifiche tecnico-informatiche da apportare)la questione è politico-economica e vuole imprimere un'inversione di tendenza, rispetto alla creazione di altri oligopoli (che frenano l'economia italiana), all'uso della tassazione occulta (qual è la concessione all'asta delle licenze) e a favorire una concorrenza di sistema, visto che i singoli mercati (delle telecomunicazioni -e non solo-) sono rattrappiti in una logica davvero feudale.Anche io sono contento che se ne parli (almeno su internet, visto che i giornali ignorano perfino la notizia delle prossime aste), perché penso che più circolano le idee, più possibilità di democrazia abbiamo.Ho letto con interesse sia il tuo intervento sia il materiale che citi. Purtroppo, però senza adottare dei principi politico-economici condivisi, c'è davvero il rischio che la tecnologia (come già accade) sia strozzata dagli interessi economici di pochi a danno dell'Interesse Generale.Inoltre gravissimi problemi economici ci sarebbero anche se l'open spectrum di 1/3 fosse sufficiente, come ho segnalato nell'intervento precedente.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 giugno 2007 10.40----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 giugno 2007 23.06-----------------------------------------------------------
      • istvan scrive:
        Re: Istvan :)
        Aggiungo.Non ho nulla contro l'open spectrum, che non ritengo affatto caotico, ma una regolamentazione efficiente della tecnologia. Quello che secondo me inficia il discorso è la previsione di concedere 2/3 alla speculazione oligopolistica. Sarebbe davvero rivoluzionario (anche se un po'difficile da realizzare) prevedere un open spectrum al 100%. Per questo ho sostenuto che dal punto di vista economico si potrebbe pensare ad un Ente (pubblico o privato, non importa) privo di scopo di lucro e controllato, che da un lato provvedesse all'installazione in tempi brevi e dall'altro chiedesse agli utilizzatori i soli costi d'impianto e gestione.Un po'come si fa in un condominio quando s'installa un ascensore. E'conveniente che i proprietari (cittadini) affidino all'amministratore (governo) l'incarico di acquistare l'impianto (wimax) da una Ditta che ne curi la manutenzione(l'Ente). Sarebbe invece una follia economica se la proprietà dell'ascensore rimanesse della Ditta (compagnie telefoniche) e i proprietari pagassero oltre ai costi di impianto e gestione, anche la mazzetta all'amministratore (costi d'asta), superprofitti decisi dalla stessa ditta (rendite di posizione) e gli interessi bancari a carico della medesima ditta.Continuando la metafora, non sarebbe condivisibile neppure che la Ditta -sempre proprietaria degli impianti- consentisse di fare una corsa gratis ogni tre. In sintesi, mi sembra che l'open spectrum sia economicamente vantaggioso, nell'attuale situazione italiana, solo se si ha il coraggio e la capacità organizzativa di crearlo al 100%. Altrimenti sarebbe auspicabile richiedere il Wimax come servizio pubblico.Non mi sembra che le nostre posizioni siano molto distanti dal punto di vista teorico...diciamo che dobbiamo superare i 2/3!
        • mik.fp scrive:
          Re: Istvan :)
          Istvan, quella petizione è il miglior compromesso tra passione (anche io voglio 100% open spectrum) e buon senso (l'open spectrum... funziona? In teoria si... ma dobbiamo ancora produrre dei dati empirici a sostegno; con l'1/3 possiamo farlo, senza no... e le teorie sono talmente forti che si DEVE produrre dati empirici). Devi considerare che l'implementazione delle radio cognitive è solo all'inizio... che esistono comunque posizioni diverse che devono essere soddisfatte fino a che finalmente si renderanno conto che con l'open spectrum c'è un profitto maggiore... che chiedere seriamente 100% open spectrum significa essere l'unico folle al mondo a chiederlo, il che non sarebbe male se non fosse che saresti "incompatibile" con l'Europa... e infine devi considerare che non si può stravolgere tutto di punto in bianco (es: polizia, autoambulanze, traffico aereo, etc. DEVONO continuare ad essere concessioni a regime di licenza individuale).Questa petizione è solo l'inizio di un percorso che DEVE portare al 100% open spectrum entro il 2012... ovvero quando sarà spenta la TV analogica dovremo avere i dati empirici che confermano e sigillano la superiorità del modello open su tutti gli altri. E in mezzo ci sono almeno altre 4 tappe di frequenze che verranno aperte al pubblico...
          • istvan scrive:
            Re: Istvan :)
            Posto che l'open spectrum al 100% è ritenuto attualmente irrealizzabile, continuo ad essere convinto che la soluzione migliore sia quella di considerare il wimax un servizio pubblico da gestire senza scopo di lucro.Il diritto europeo non vieta affatto che determinate infrastrutture siano ritenute di interesse pubblico. Ed anzi, se perfino venisse previsto un obbligo per gli stati membri di riservare ai privati ed al lucro talune infrastrutture (obbligo che non esiste), esso sarebbe nullo, in quanto è principio consolidato (affermato dalla Corte Costituzionale) che la supremazia del diritto europeo cade se si scontra con principi fondamentali dell'ordinamento italiano (qual è l'art.41 della Costituzione).Non sono d'accordo con gli esempi che porti, riguardo alla convenienza delle concessioni individuali.La polizia -infatti- è un servizio di Stato esercitato direttamente dai Pubblici poteri, non una concessione individuale. Ambulanze e traffico aereo, d'altro canto, non sfruttano in maniera esclusiva un'infrastruttura pubblica.Sebbene la battaglia sia difficile, ritengo controproducente rafforzare il sistema degli oligopoli consentendo le aste pubbliche sulle frequenze (tasse occulte), lo scopo di lucro su beni pubblici avuti in concessione (rendita di posizione), il rischio dello strangolamento della tecnologia (come avvenuto per l'UMTS) ecc.Vedo che i nostri traguardi di lungo termine sono comuni, ma non bisogna correre il rischio di considerare tutto sotto il profilo puramente tecnologico, perché la tecnologia se non sviluppata nell'ottica di una moderna visione politico-economica rischia di essere asservita al feudalesimo imperante.Nel sud Italia ci siamo lasciati scappare il treno dell'industrializzazione, non perché non esistessero tecnologie e fondi, bensì perché le scelte politiche furono clientelari e feudali.Oggi occorre uno scatto di consapevolezza, perché lo sviluppo delle nuove tecnologie in Italia E'GIA' compromesso dagli oligopoli (pensa ai costi ed alla cattiva diffusione dell'adsl, alla sua velocità, ai costi di telecomunicazione cellulare, ai problemi energetici, ecc.).
          • istvan scrive:
            Re: Istvan :)
            Quando dicevo che l'open spectrum è irrealizzabile, non intendevo dire che non sia tecnicamente possibile, ma come tu stesso riconosci, che manca la volontà politica.Il problema di ottenere una quota di 1/3 di spettro libero sta nel fatto che così si rafforzano gli oligopoli che invece sono il vero dramma di questo nostro Paese ancora troppo arretrato.Vodafone a Malta sta già provando a strangolare il wimax escludendo proprio la mobilità, riducendo la velocità, non entrando in competizione con UMTS e HSDPA. Se avessero i 2/3 o 1/3 dello spettro, starebbero con le mani in mano?Ma ripeto il problema più importante è quello di far conoscere ai cittadini (visto che i media non ne parlano proprio) e sensibilizzare il Governo a non cedere alle pressioni delle lobby e ad immaginare soluzioni economicamente moderne per una tecnologia che già esiste.Impegni di lavoro mi fanno credere difficile di poter partecipare al RomagnaCamp (se le date sono 7-9 settembre)...ma non metto limiti alla provvidenza...
          • mik.fp scrive:
            Re: Istvan :)
            mmm... ti scrivo via email per vedere se troviamo una data alternativa.Quanto al merito della discussione: Istvan, tu fai l'avvocato io faccio l'informatico :)Per ora per favore fidati se ti dico che con 21Mhz posso portare 10mbit a famiglia con circa 25 euro/anno (e come lo posso fare io, è possibile che riescano tanti studenti universitari oggi alle prese con questa materia)... non ho dubbi che la petizione di Andrea Rodriguez possa essere carente dal punto di vista giuridico, ma come dice lo stesso Andrea, l'iniziativa era stata pensata per sensibilizzare... e in questo è stata un successone (anche grazie a Grillo).Io direi che se dobbiamo lavorare su qualcosa di solido anche dal punto di vista giuridico dobbiamo per forza di cose discuterne un po' più a fondo, e una volta che dobbiamo lavorarci sopra seriamente e quindi spenderci molto tempo, vorrei fare una cosa più incisiva di una petizione... tipo una proposta di legge... se siamo arrivati a 100K una volta, possiamo arrivare a 50k la seconda. Si tratta sempre di una raccolta firme ma è finalizzata ad una modifica concreta della normativa!Quindi cerchiamo di trovarci da qualche parte; che abbiamo tanto da fare insieme.
          • istvan scrive:
            Re: Istvan :)
            Sui dati tecnici mi fido senza fiatare. Quello che mi preoccupa è il fatto che se questa parte di 1/3 dello spettro è sufficiente alle esigenze della popolazione, non è razionale né economico procedere alle aste per i restanti 2/3 creando un'infrastruttura ridondante.Altro dubbio questo 1/3 di libero uso dove risiederebbe fisicamente? Sulle antenne costruite dagli speculatori (e in questo caso come sperare che spendano soldi a vantaggio della collettività)? Su antenne liberamente installate da chiunque (e in questo caso chi tratterebbe col gestore della rete fissa per ottenere il bit stream da diffondere via radio? ed a quali presumibili condizioni?).Sicuramente abbiamo molto da parlare ed un confronto arricchirà sicuramente tutti.Suggerisco di trovare un luogo, magari questa discussione, magari un apposito sito, per confrontare le idee in proposito.Intanto bisogna farsi sentire per evitare che le scelte siano prese nella totale indifferenza dei media e dei Cittadini, "tra pochi intimi di pochi consigli d'amministrazione".
  • Nilok scrive:
    Caro mr_setter......
    Con "fuorviante" intendevo evidenziare il fatto che, COMUNQUE, si continua a "lasciar passare" e quindi ad "accettare incondizionatamente", una "irrilevanza" della libertà fondamentale dell'individuo è cioè di COMUNICARE.Non mi importa se chi ha proposto questa petizione si sia "arreso" e sia arrivato alla conclusione che "più di così non si può fare"....quelli sono solo "fatti suoi".Io penso che sia meglio fare qualcosa per il rispetto incondizionato delle libertà fondamentali dell'individuo, e non mi importa di quanto possa essere ARDUO raggiungere questo risultato.Chi pensa che sia impossibile e si accontenta di meno è un mio nemico.Tecnicamente non vedo NESSUN ostacolo, affinche ogni singolo individuo, su questo pianeta, possa avere la propria "frequenza" ed utilizzarla a piacimento per comunicare ciò che desidera.Mentre ci sono interessi economici che se ne fregano di tutto questo e si "spartiscono la torta delle frequenze", io dovrei accontentarmi di sottoscrivere una petizione che mi dia "un contentino"?Mi spiace, la TORTA deve essere spartita tra tutti gli esseri umani e non, per 2/3 da chi ha i soldi ed 1/3 per "non si sa bene quali fini senza scopo di lucro".Comunicare liberamente è un diritto e NON è a pagamento.Poi se ti vuoi arrendere ed accettare che oramai il pianeta è nelle mani di chi ha i soldi...sono solo fatti tuoi !Io voglio un sistema WI-MAX al quale posso accedere gratuitamente da tutto il territorio nazionale (non SOLO una percentuale), 24 ore su 24, senza dover inserire username e/o password, e senza essere individualizzabile in ALCUN MODO!Essere libero.....please.http://it.youtube.com/watch?v=Hih_FiVLTiQA presto.Nilokhttp://informati.blog.tiscali.it/
  • Nilok scrive:
    Una petizione incompleta e fuorviante.
    Ave.1. Non si parla MINIMAMENTE dell'accesso LIBERO alla rete: un accesso con REALE IP variabile e non FINTO com'è adesso (non si dovrà inserire username e password per accedere alla rete e non dovrà esserci NESSUN metodo di riconoscimento "automatizzato", neppure legato ai serials del proprio hardware o alle key dei softwares installati).2. E' una petizione fuorviante in quanto stabilisce "a priori" l'importanza delle moltitudini di utenti (non a fini di lucro) e la quantifica a 1/3 dell'importanza delle Società Commerciali (a fini di lucro).3. LIBERTA' di comunicare non significa libertà di COME PAGARE per poter comunicare.4. PARI OPPORTUNITA' significa che chiunque, basandosi ESCLUSIVAMENTE sule proprie capacità (e non sulle quantità di danari che può spendere), abbia l'opportunità di utilizzare la quantità e qualità della rete.Una petizione LIMITATA agli argomenti inseriti nella stessa, non garantisce NESSUNA concreta libertà, anche se cita la parola LIBERTA'.E' lo stesso tipo di libertà che dai a qualcuno al quale chiedi: "vuoi un gelato al cioccolato o al pistacchio?""DIMENTICANDOTI".....di dirgli che, di gusti di gelato tra i quali scegliere, ne esistono qualche altra diecina!!!BELLA LIBERTA'!A presto.Nilokhttp://informati.blog.tiscali.it/
    • mr_setter scrive:
      Re: Una petizione incompleta e fuorviante.
      I punti sono 5 e mi sembrano, anche a letture ripetute, ben scritti in modo sufficientemente chiaro anche per quelle persone che del WI-MAX probabilmente conoscono si e no la sigla (e forse non sanno neanche esattamente cosa significa...). 1. che non si proceda alla totale destinazione del gruppo di frequenze interessate dalla tecnologia WI-MAX - 3.4 3.5 Ghz (inizialmente rilasciati in un gruppo di 35 + 35 Mhz) - o lotti delle stesse, per uso commerciale regolamentato o meno da licenze in obsoleto stile telefonico con conseguente totale chiusura dello spettro radio oggetto di concessione. 2. che venga destinato, da subito, una parte dello spettro radio dichiarato - o che verrà dichiarato disponibile per la tecnologia a LIBERO USO da parte dei singoli cittadini anche in forma associativa SENZA FINI di LUCRO; ciò regolando naturalmente la concessione d'utilizzo (come già avviene per altre tipologie radiantistiche), senza però che tale regolamentazione possa costituire vincoli di sorta alle caratteristiche intrinseche della tecnologia stessa (diffusione, accesso, interoperabilità, multicanalità, portata, ambito applicativo, ecc...).3. che la citata porzione di frequenze LIBERE come da precedente punto (2), non sia mai inferiore ad 1/3 dell'intero spettro disponibile; che tale assegnazione sia prioritaria, o comunque non secondaria in termini temporali, rispetto all'eventuale assegnazione di frequenze per uso commerciale.4. che la citata porzione di frequenze LIBERE come da precedente punto (2), non sia soggetta ad alcun tipo di tassazione diretta od indiretta, ovvero che l'importo della eventuale stessa sia contenuto in importi opportunamente minimi, considerando l'uso personale cui è destinata.5. che lo Stato Italiano si faccia sostenitore di analoga proposta presso i competenti organi Europei, con lo scopo di coinvolgere l'intera Comunità sul tema WI-MAX e permettere/promuovere così un'eventuale diffusione dello spettro di frequenze libere nell'intero ambito comunitario, realizzando di fatto un primo passo di armonizzazione in tema di "Società dell'Informazione", nel pieno rispetto degli intenti Comunitari riassunti.Il succo della richiesta e': UNA PARTE DELLA BANDA DI FREQUENZA DEL WIMAX DEVE RESTARE LIBERA PER USO PERSONALE OD AVENTE FINI SOCIALMENTE E PUBBLICAMENTE RILEVANTI. NON DEVE ESSERE INFERIORE AD 1/3 DEL TOTALE ASSEGNATO AL WIMAX E NON DEVE ESSERE SOTTOPOSTO A NESSUNA TASSAZIONE PERCHE' AVENTE CARATTERE DI PUBBLICA UTILITA'.Se chiami fuorviante una richiesta di questo tenore che ti posso dire, prova stenderne una tu... :$ LV&P O)
      • istvan scrive:
        Re: Una petizione incompleta e fuorviante.
        esiste una petizione più completa e realistica (anche se a prima vista può sembrare il contrario)è http://www.petitiononline.com/WimaxIt/petition.htmlla quale chiede che il wimax sia considerato servizio pubblico con queste richieste:1) implementare una rete efficiente ed a banda effettivamente larga (almeno 2-4 Mbit/s procapite) per la massima parte della popolazione; 2) evitare conflitti d'interesse e la creazione di rendite di posizione (che si avrebbero anche se solo i 2/3 fossero destinati al lucro); 3) evitare assolutamente lo scopo di lucro sulla gestione della costituenda infrastruttura (che dovrebbe essere pubblica o privata ma senza scopo di lucro e sottoposta a controllo pubblico mediante Authority) 4) evitare i costi di assegnazione delle frequenze (scaricabili sui cittadini, come tasse implicite, in aggiunta agli altri costi di impianto e gestione); Questa soluzione modello RAI evita che il 1/3 libero diventi assolutamente inefficiente e mi pare più realistica dell'altra perché (anche se deve scontrarsi con interessi economici forti) è concretamente realizzabile senza concedere la creazione di nuovi ed odiosi monopoli feudali.La proposta di 1/3 libero sembra più realistica, ma in realtà -al di là delle buone intenzioni degli autori- è irrealizzabile perché antieconomica.Infatti se il 1/3 di libero uso fosse sufficiente ai cittadini, nessuno userebbe le infrastrutture a pagamento, il che renderebbe inutile e non interessante per gli speculatori la creazione della stessa rete (=wimax per nessuno)!!Se invece la banda di libero uso di 1/3 fosse insufficiente essa s'intaserebbe presto con la conseguente migrazione obbligata di tutti alla banda a pagamento in mano agli speculatori!!
  • Zi Bello scrive:
    stopo
    Basta onde radio!
  • istvan scrive:
    discutiamo il merito ed informiamoci
    Io ritengo che la petizione Rodriguez appoggiata da Grillo sia un'iniziativa lodevole perché ha posto la questione, del tutto trascurata dai media, ed ha raccolto numerosissimi consensi, svolgendo quindi anche una funzione informativa, oltre che di controllo sull'operato politico.Da avvocato, interessato di questioni economiche e di nuove tecnologie, rilevo però che tale iniziativa è carente dal punto di vista della proposta, che non elimina i grandi problemi connessi alla delibera Agcom del 9/5.In estrema sintesi la decisione Agcom si può riassumere così:-le aste di assegnazione delle frequenze saranno fatte col massimo rilancio;-le concessioni avranno durata di 15 anni rinnovabili-l'asta sarà su base macroregionale (possibile accorpare fino a quattro regioni);-le varie telecom con poche limitazioni potranno concorrere;-gli aggiudicatari potranno sfruttare a scopo di lucro le frequenze.Questa prospettiva è del tutto antieconomica, sia accettando un punto di vista social democratico, sia accedendo ad una visione liberista:-Le telecom e le imprese con scopo di lucro sono in palese conflitto d'interesse (basti pensare che il wimax associato al VOIP permetterebbe di parlare via cellulare gratis con chi ha il medesimo programma) e che la nuova tecnologia sarebbe concorrenziale rispetto alle attuali offerte adsl;-mettere all'asta le licenze significa introdurre una tassa implicita ed occulta, perché gli aggiudicatari, si rivarranno interamente sugli utilizzatori;-lo scopo di lucro si traduce in una rendita di posizione medioevale (o posizione di "superprofitto", ossia, imporre un pedaggio per il semplice accesso ad un'infrastruttura e non un profitto per la vendita di un servizio prodotto.La pur apprezzabile petizione Rodriguez, cercando di rimanere molto realistica non affronta, né risolve i gravissimi problemi economici di fondo, che vanno molto al di là della semplice fruizione del servizio wimax.Si sta creando un nuovo oligopolio sulle infrastrutture (che saranno costruite a debito dagli aggiudicatari, occupando le frequenze pubbliche, salvo rivalsa sugli utenti). L'errore è dello stesso genere di quando la rete fissa telefonica (già costruita) fu ceduta alla telecom creando gli effetti distorsivi di cui tutti oggi si lamentano.Le aste sulle frequenze sono vere tasse occulte, perché seppur anticipate dagli aggiudicatari, saranno scaricate anch'esse (come i superprofitti, gli interessi bancari ed i costi di impianto e gestione) sugli utenti.Una volta che le compagnie avranno pagato i corrispettivi delle aste ed avranno esercitato la concessione per il periodo stabilito (sia esso 15 anni, 30 anni o come ora si propone solo di 5 anni), si opporranno strenuamente alla dichiarazione di scadenza della concessione, che diventerà molto probabilmente perpetua e "giustificata" dagli "investimenti" (in Italia nulla è più definitivo del temporaneo, come insegna la vicenda Rete4).La proposta di una limitata banda di libero uso, oltre a non affrontare il problema delle aste e dello scopo di lucro, non è così realistica, come nelle buone intenzioni dei suoi autori. In sostanza (siccome non è possibile costruire più reti negli stessi ambiti regionali) si chiede che gli aggiudicatari riservino parte della banda su cui hanno sostenuto costi all'uso gratuito. E'facile comprendere che se tale banda di libero uso fosse sufficiente alla fruizione da parte di tutti i cittadini, gli "investimenti" degli aggiudicatari sarebbero una perdita secca e nessuno utilizzerebbe i servizi a pagamento. Ma questo scenario è irrealizzabile. In realtà la banda di libero uso, -se mai dovesse essere accettata- diverrebbe congestionata ed assolutamente inutilizzabile. Essa poi sarebbe facilmente boicottabile (un po'come le spiagge libere o la battigia marina, da sempre indebitamente occupate dai concessionari dei lidi).L'idea alternativa supportata dalla petizione http://www.petitiononline.com/WimaxIt/petition.html (molto meno diffusa di quella Rodriguez) è questa, la futura rete wimax (o altra tecnologia analoga) dovrebbe essere ispirata a pochi punti irrinunciabili:1) Coprire con la banda larga la massima parte della popolazione (eliminando così il divario digitale che affligge ancora molte parti d'Italia);2) evitare conflitti d'interesse e la creazione di rendite di posizione (cosa che accadrebbe se si consentisse alle varie telecom o a soggetti aventi scopo di lucro di aggiudicarsi le frequenze);3) evitare assolutamente lo scopo di lucro sulla gestione della costituenda infrastruttura (che dovrebbe essere pubblica o anche privata ma sottoposta a controllo pubblico mediante Authority);4) evitare i costi di assegnazione delle frequenze (che si avrebbero se si innescasse il meccanismo delle aste e che sarebbero scaricati sui cittadini, come tasse implicite, in aggiunta alle rendite di posizione ed ai costi di impianto e gestione).A ben vedere la petizione http://www.petitiononline.com/WimaxIt/petition.html chiede il riconoscimento del WiMax come servizio pubblico (da affidare o a privati o allo stato) con regole e costi certi secondo principi economici moderni e condivisi. E'una proposta che, lungi dall'essere radicale o irrealizzabile, già è attuata nel nostro Paese per le emittenti televisive pubbliche e che non ostacola, ma anzi favorisce il commercio, lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro.Credo che la tecnologia deve essere governata non solo contrastando le pretese feudali degli speculatori feudali, ma anche cercando di formulare le soluzioni economicamente più corrette e convenienti per i cittadini.Sarei davvero felice se si iniziasse a discutere nel merito, tra tutti coloro che sono spaventati dello strapotere e dalla mancanza di democrazia. Evitando contrapposizioni che nuociono alla causa, ma evitando anche di fare proposte che aiutano il gioco del nemico, che vi assicuro è fortissimo e soprattutto assai ben fornito di avvocati ed economisti.P.S. non sono contrario per principio alle mezze misure, ma in questo caso le mezze libertà sarebbero davvero controproducenti.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 giugno 2007 12.30-----------------------------------------------------------
  • stefdragon scrive:
    Ti rispondo solo così
    http://www.petitiononline.com/wmaxfree/Firma e fai firmare. Più siamo e meno ci possono ignorare... contribuisci invece di lamentarti! :P
  • WhyMax? scrive:
    tanto sappiamo già tutti...
    ... come andrà a finire :
    • Paul scrive:
      Re: tanto sappiamo già tutti...
      Questo tipo di pensiero permette di migliorare il mondo dove viviamo :p
      • WhyMax? scrive:
        Re: tanto sappiamo già tutti...
        - Scritto da: Paul
        Questo tipo di pensiero permette di migliorare il
        mondo dove viviamo
        :pperché, non ho forse ragione?il punto è che non si può andare avanti a singole battaglie, combattute a suon di petizioni.Dovrebbe esserci un gruppo di persone, delegate dagli utenti, che lavorano al governo per tutelare gli interessi degli utenti stessi. Questa si chiama "democrazia" e quel gruppo di persone si chiamano "politici", ma in Italia i politici sono tutta un'altra cosa...
        • filius scrive:
          Re: tanto sappiamo già tutti...
          La petizione è forse la più alta espressione di democrazia.
          • revolution scrive:
            Re: tanto sappiamo già tutti...
            mah, in francia scendono nelle strade a ribaltare e incendiare, noi in italia, segaioli fino alla morte, a batter tasti sulla tastiera de 'na macchina... ammazzaò!
          • chojin scrive:
            Re: tanto sappiamo già tutti...
            - Scritto da: revolution
            mah, in francia scendono nelle strade a ribaltare
            e incendiare, noi in italia, segaioli fino alla
            morte, a batter tasti sulla tastiera de 'na
            macchina...
            ammazzaò!Ah, bell'esempio. Criminali principalmente musulmani ma non solo legati al terrorismo, Al Qaeda che ci sguazza e vari gruppi terroristici di ogni sorta.. e per te sarebbero un esempio da seguire ? Che bella persona che sei.. ma perchè non vai a vivere dove i tuoi cari compagnucci ammazzano tanta gente allora... ? Vai nei paesi musulmani che adori.
        • alessio garrone scrive:
          Re: tanto sappiamo già tutti...
          hai perfettamete ragione!!!
        • Virgelio scrive:
          Re: tanto sappiamo già tutti...
          - Scritto da: WhyMax?
          - Scritto da: Paul

          Questo tipo di pensiero permette di migliorare
          il

          mondo dove viviamo

          :p

          perché, non ho forse ragione?

          il punto è che non si può andare avanti a singole
          battaglie, combattute a suon di
          petizioni.
          Dovrebbe esserci un gruppo di persone, delegate
          dagli utenti, che lavorano al governo per
          tutelare gli interessi degli utenti stessi.
          Questa si chiama "democrazia" e quel gruppo di
          persone si chiamano "politici", ma in Italia i
          politici sono tutta un'altra
          cosa...Forse non ti sei accorto che ci sono già (anzi dovrebbero esserci...) sono quelli che hanno vinto le elezioni politiche, ma anche quelli che c'erano prima, e quelli prima ancora! Solo che, chissà perché, una volta eletti partono per un altro mondo in cui hanno a che fare solo con chi fa parte di fortissime lobby di tutti i tipi che li circondano e li spingono a scrivere leggi e regolamenti che facciano comodo quasi esclusivamente agli abitanti di quello strano pianeta che si chiama lobbylandia, e a noi abitanti della povera itaglietta non ci restano che le petizioni, per farci sentire... :@
          • paradox scrive:
            Re: tanto sappiamo già tutti...
            il punto è che che ormai ai politici italiani non gliene frega più niente(o quasi) di quello che pensa la gente. una volta avevano almeno la dignità di dimettersi se il popolo non approvava il loro operato. e adesso? hanno capito che a dimettersi non ci guadagnano niente, e allora continuano a star là e a farsi le leggi più assurde e che alla fine fanno comodo solo a loro. ergo, tra un milione di firme e un contratto milardario, secondo voi cosa potranno mai scegliere? le firme andrebbero bene in un paese normale, ma visto la politica italiana è tutto fuorchè normale, bisogna passare ai fatti, scendere in piazza a protestare (senza per questo fare come quegli idioti che si uniscono alle manifestazioni solo per poter distruggere dar fuoco a un negozio o una macchina di qualcuno che non c'entra niente), far sentire la nostra voce, e se necessario anche menare le mani, perchè qua sembra che la voce di milioni di italiani valga meno del frusciare delle banconote.
    • filius scrive:
      Re: tanto sappiamo già tutti...
      Intanto firma la petizione e falla firmare a quante più persone puoi.Frse hai ragione tu e arriverà il momento di arrabbiarsi, o forse sarà una spina nel fianco dei poteri forti che faranno buon viso a cattivo gioco e noi otterremo una piccola grade vittoria. :-)
    • dfddfd scrive:
      Re: tanto sappiamo già tutti...
      mandiamo troppe mail al ministro delle telecominicazioni tanto non ci costa una minkia
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