Tra NASA e NSA c'è il crack di mezzo

Un messaggio contro il tecnocontrollo statunitense sulle pagine di numerosi siti dell'agenzia spaziale. Un defacement che punta al bersaglio giusto, quello più agevole da colpire
Un messaggio contro il tecnocontrollo statunitense sulle pagine di numerosi siti dell'agenzia spaziale. Un defacement che punta al bersaglio giusto, quello più agevole da colpire

“Stop spy on us!”, smettete di spiarci: questo il messaggio che il 10 settembre campeggiava su 14 siti della NASA , attaccati da cyberattivisti brasiliani intenzionati a vendicare le intrusioni delle agenzie di intelligence statunitense nella vita privata dei cittadini e delle autorità del paese verdeoro.

Contro le gesta spionistiche di NSA, contro Obama, ritenuto “senza cuore” per quanto fermenta nei palazzi statunitensi rispetto alla situazione siriana. Il defacement è stato presto rilevato dai tecnici NASA, che hanno reso i siti irraggiungibili ai cittadini della Rete. I netizen non hanno potuto consultare informazioni su Kepler o sulla Luna dalle fonti NASA per una manciata di ore, ma non c’è stata alcuna compromissione di dati o di infrastrutture rilevanti, né alcuna fuga di informazioni riservate.

Le indagini per individuare i colpevoli sono in corso: l’attacco, si mormora , sarebbe stato sferrato da hacktivisti brasiliani responsabili di precedenti intrusioni nei confronti delle infrastrutture della agenzia spaziale statunitense.

Se c’è chi suggerisce che gli smanettoni, accecati dalla furia hacktivista, abbiano confuso l’agenzia spaziale con l’agenzia investigativa. Molto meno grottesca l’ ipotesi secondo cui l’attacco sia stato condotto consapevolmente contro i siti della NASA, tanto prestigiosi quanto noti per non essere presidiati da adeguate misure di sicurezza. ( G.B. )

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18 09 2013
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