Datagate, l'America Latina ribolle

Le rivelazioni sullo spionaggio dell'intelligence USA continuano a fare danni in giro per il mondo. Le autorità centroamericane chiedono trasparenza, quelle indiane mettono al bando i servizi email statunitensi. Dagli USA arrivano nuove intercettazioni

Roma – Lo spionaggio sulle comunicazioni digitali messo in atto dall’intelligence USA ha rilevanza globale, quindi non è un caso che i contraccolpi dello scandalo Datagate stiano assumendo connotati sempre più internazionali. Gli ultimi “fuochi” in tal senso arrivano dall’America Latina, dove le autorità di Messico e Brasile chiedono trasparenza alla NSA e alle altre agenzie a tre lettere di Washington.

Le ultime rivelazioni fatte da Glenn Greenwald – giornalista del britannico Guardian che però vive a Rio de Janeiro – parlano infatti di un programma di intercettazioni specificatamente rivolto alle email e ai messaggi testuali del presidente messicano Enrique Pena Nieto, una rete in cui è finita anche la presidente brasiliana Dilma Rousseff.

Le autorità dei due importanti paesi centroamericani fanno ora richiesta di chiarimenti alla NSA, e in attesa di approfondire la questione i parlamentari del Brasile hanno chiesto alla polizia federale di fornire protezione a Greenwald e il suo compagno David Miranda.

Il governo brasiliano ha ora un nuovo obiettivo a lungo termine, vale a dire lo sviluppo di un sistema di email “sicuro” a prova di NSA e in grado di rappresentare una valida alternativa a Gmail, Outlook e servizi similari.

Dove invece le autorità governative pensano prima di tutto a mettere al bando le webmail/email con server basati negli USA è in India, un paese che apparentemente si prepara a chiudere fuori dalla porta i servizi di comunicazione a stelle e strisce per i dipendenti statali .

Negli States, nel frattempo, nuove rivelazioni parlano di un sistema di tecnocontrollo gemello a quello della NSA messo in opera dalla Drug Enforcement Administration (DEA): l’Hemisphere Project, questo il nome del progetto, ha praticamente arruolato i tecnici di AT&T per avere accesso all’enorme database di decine di anni di comunicazioni vocali dei cittadini statunitensi.

Si tratta, in questo caso, “solo” di comunicazioni telefoniche, anche se le fonti parlano di uno spionaggio – autorizzato da regolari subpoena , a quanto pare – talmente esteso da far impallidire quello attuato dalla NSA. Per le comunicazioni digitali, in quest’ultimo caso, si spendono miliardi di dollari per crackare i codici crittografici .

Alfonso Maruccia

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  • bertuccia scrive:
    bravi
    se Apple deve proprio fare un gadget da polso, spero proprio che sia una cosa a metà tra questo e la nike fuelbandrivoluzionare i tradizionali sistemi di autenticazione è la prossima grande sfida
    • ... scrive:
      Re: bravi
      - Scritto da: bertuccia
      se Apple deve proprio fare un gadget da polso,
      spero proprio che sia una cosa a metà tra questo
      e la nike
      fuelband

      rivoluzionare i tradizionali sistemi di
      autenticazione è la prossima grande
      sfidaTranquillo, gli applefan si riconoscono :D
  • gio scrive:
    che faticoso
    troppo faticoso aprire la portiera dell'auto, la porta di casa ....... :-P
    • ale75 scrive:
      Re: che faticoso
      Tuttavia sarebbe ora di avere un autenticatore per siti e applicazioni tipo messanger, posta elettronica, home banking, skype,non se ne può piu'..
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