TrueCrypt 7, cifratura accelerata

L'ultima versione del popolare software di codifica dei dispositivi di storage introduce succose novità per gli utenti. Su tutte spicca l'utilizzo delle nuove istruzioni aggiuntive delle CPU Intel per velocizzare le operazioni su disco
L'ultima versione del popolare software di codifica dei dispositivi di storage introduce succose novità per gli utenti. Su tutte spicca l'utilizzo delle nuove istruzioni aggiuntive delle CPU Intel per velocizzare le operazioni su disco

Forse non si tratta di una release che passerà alla storia, ma l’ultima versione di TrueCrypt si fa comunque notare per alcune caratteristiche aggiuntive che aumentano il valore aggiunto del già molto popolare software di cifratura dei dati su disco fisso (e non solo). TrueCrypt ora “accelera” le operazioni grazie alle istruzioni aggiuntive dei processori Intel Core , facendo segnare prestazioni ancora superiori e comunque ben oltre il throughput disponibile sui moderni dischi fissi SATA.

L’accelerazione hardware implementata in TrueCrypt 7.0 riguarda l’algoritmo di cifratura AES e sfrutta le istruzioni speciali AES-NI introdotte da Intel nei processori Core i5 e i7. Abilitando la funzionalità con le giuste CPU a disposizione si ottengono incrementi prestazionali notevoli – da 287 MB/s a 2 GB al secondo stando ai test condotti da Heise Security . E a ogni modo sempre possibile utilizzare le operazioni di cifratura/decifratura al volo dei dati “vaniglia” senza accelerazione, e anche in questo caso le prestazioni restano su livelli molto alti e comunque lontane dal volume di dati che un disco fisso SATA è attualmente in grado di gestire.

L’utilizzo delle istruzioni AES-NI è la caratteristica più rilevante di TrueCrypt 7.0, ma non è certamente la sola: il tool è ora in grado di supportare la creazione di volumi compressi all’interno di dischi fissi che usano settori di dimensioni diverse dai tradizionali 512 byte – e la cosa risulterà certamente utile a chi ha acquistato HD Western Digital formattati con la tecnica nota come Advanced Format per l’ottimizzazione dello spazio disponibile all’utente finale.

E ancora TrueCrypt 7.0 supporta il “montaggio” automatico dei volumi compressi su supporti rimuovibili (es: pennette USB), utilizza le API proprie di Windows Vista (e prevedibilmente Windows 7) per la cifratura del file di ibernazione e dei “dump” della memoria durante i crash di sistema (in precedenza il tool sfruttava routine proprietarie modificando le funzionalità interne di Windows), rimuove il supporto volumi compressi sui venerandi ma sempre gettonati floppy disk e altro ancora.

TrueCrypt 7.0 è come sempre disponibile per il download su tutte e tre le principali piattaforme informatiche in circolazione (Windows 2000/XP/Vista/7, Linux e Mac) e offre tutti i vantaggi propri del software open source ovverosia la gratuità di utilizzo e la trasparenza e del codice sorgente, anche se la sua licenza resta diversa dalla GPL e non ancora approvata da OSI. E per chi si sentisse particolarmente generoso c’è sempre la possibilità di donare fondi al team di sviluppo tramite account PayPal – operazione che non richiede la registrazione obbligatoria al servizio.

Alfonso Maruccia

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22 07 2010
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