Truffe informatiche: nuovo business dei clan di camorra

Truffe informatiche: nuovo business dei clan di camorra

Le truffe informatiche tramite pishing, vishing e smishing sono diventate un nuova fonte di profitti illeciti per i clan di camorra a Napoli e provincia.
Truffe informatiche: nuovo business dei clan di camorra
Le truffe informatiche tramite pishing, vishing e smishing sono diventate un nuova fonte di profitti illeciti per i clan di camorra a Napoli e provincia.

I Carabinieri dei Nucleo Investigativo di Napoli hanno arrestato 16 persone affiliate al clan Mazzarella. Sono accusate di vari reati, tra cui frode informatica e accesso abusivo a sistemi informatici, in quanto responsabili di truffe effettuate tramite phshing e vishing. Una settimana fa, la Guardia di Finanza aveva arrestato due persone vicine al clan dei Casalesi per simili reati.

Camorristi specializzati in truffe informatiche

Le truffe informatiche sono attività principalmente attribuite a gruppi di cybercriminali. Due operazioni delle forze dell’ordine hanno recentemente confermato che sono diventate una nuova fonte di profitto per i clan di camorra. In seguito a complesse indagini effettuate tra il 2022 e il 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, sono stati scoperti i membri di un’associazione per delinquere riferibile al clan Mazzarella (attivo a Napoli e provincia) specializzata in truffe informatiche.

Utilizzando le tecniche di phishing e vishing, i criminali contattavano le vittime tramite email e telefonate che sembravano provenire da operatori degli istituti bancari. Nel caso delle telefonate veniva mostrato un numero falso con la tecnica del Caller ID Spoofing. Gli ignari utenti seguivano quindi le istruzioni e finivano su siti simili a quelli legittimi.

In altri casi, i criminali fingevano di essere operatori antifrode/agenti della Polizia Postale o militari dell’Arma dei Carabinieri e convincevano le vittima a disporre bonifici per evitare presunte operazioni illecite sui conti correnti. I Carabinieri hanno arrestato 16 persone e sequestrato circa un milione di euro.

I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno invece arrestato due persone accusate di associazione per delinquere e autoriciclaggio con l’aggravante di agevolare il clan dei Casalesi, nelle cui casse è finito il 40% dei circa 800.000 euro sottratti a 38 vittime. Anche in questo caso sono state utilizzate le tecniche di phishing e vishing, oltre allo smishing.

Dopo aver contattato le vittime con email, telefonate o SMS hanno ottenuto denaro tramite bonifici istantanei, spacciandosi per dipendenti della banca. I criminali sono riusciti anche ad attivare una copia SIM delle vittime associata al conto corrente (SIM swapping). Ciò ha permesso di ricevere i codici OTP per il trasferimento del denaro con bonifici istantanei.

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Pubblicato il
17 mar 2026
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