Mentre tutto il mondo sembra essersi improvvisamente accorto dei potenziali rischi legati a uno sviluppo incontrollato dell’AI, tanto che anche i big dell’industria si dichiarano disposti a rallentare, un Donald Trump controcorrente ribadisce invece l’esigenza di accelerare. Avanti tutta, non c’è spazio per i timori.
Avanti tutta con l’AI, Trump non vuole regole
Per il Presidente USA, la priorità assoluta è non cedere il passo alla Cina. Quella con il gigante asiatico è ritenuta una guerra tecnologica e commerciale che gli Stati Uniti non si possono permettere di perdere. Di seguito le sue parole, raccolte dai cronisti in Irlanda durante il fine settimana trascorso sui campi da golf di proprietà.
Siamo in vantaggio rispetto alla Cina nell’AI. Siamo il Paese più avanzato al mondo e, francamente, voglio che le cose restino così, perché chi vince la sfida dell’AI vince tutto.
Trump descrive chi si pone in modo critico nei confronti dell’intelligenza artificiale come delle forze molto negative
, impegnate nel dar vita a scenari che non si verificheranno mai. La sua posizione è chiara: niente regole, niente limitazioni o linee guida studiate per scongiurare eventuali pericoli, costituirebbero un ostacolo al progresso.
Potremmo introdurre delle misure di salvaguardia. Possiamo fare questo e quello. Ma credo che ci siano molte forze fortemente negative che stanno sollevando la questione, senza che dovrebbero farlo, e che stanno tirando in ballo cose che non accadranno.
Tutto ha avuto inizio con le parole di Jacob Coxon, ex ricercatore di OpenAI e Anthropic, che dopo essersi dimesso dalla società di Claude ha dichiarato che, di questo passo, i sistemi autonomi potrebbero arrivare a sterminare il genere umano entro pochi anni. Il tempo dirà se l’allarme è stato eccessivo, cosa che speriamo tutti. Di certo, ha avuto il merito di accendere un faro e di portare la questione al centro del dibattito pubblico.