Tranquilli, l'AI non ci ucciderà tutti (lo ha detto Trump)

Tranquilli, l'AI non ci ucciderà tutti (lo ha detto Trump)

Donald Trump minimizza i rischi dell'intelligenza artificiale e chiede di accelerare lo sviluppo per mantenere il vantaggio sulla Cina.
Tranquilli, l'AI non ci ucciderà tutti (lo ha detto Trump)
Donald Trump minimizza i rischi dell'intelligenza artificiale e chiede di accelerare lo sviluppo per mantenere il vantaggio sulla Cina.

Un ex ricercatore di Anthropic e OpenAI, Jacob Coxon, ha lasciato l’azienda di Claude sbattendo la porta e affermando che, in assenza di un adeguato controllo, l’AI potrebbe ucciderci tutti entro il 2030. Un suo vecchio collega dice che non è vero, che c’è solo il 10% di possibilità che avvenga. A tranquillizzare definitivamente il genere umano ora è Donald Trump, che ha smesso per un momento di contare i 5.000 dollari da recapitare a chi lo sosterrà alle urne per dire che no, non succederà. Allora sì che possiamo stare tranquilli.

AI: per Trump non c’è rischio di estinzione

Il Presidente USA ritiene eccessivo l’allarmismo generato negli ultimi giorni, anzi rilancia: bisogna accelerare, per evitare che altre potenze mondiali possano sviluppare sistemi avanzati prima degli Stati Uniti. Queste le sue parole, raccolte a Dallas.

Temo che, se non vinceremo la sfida dell’AI, ci troveremo in una posizione molto difficile. Al momento siamo in vantaggio sulla Cina con un margine piuttosto significativo: direi un anno, il che, come sapete, è considerato molto tempo.

Nella visione di Trump si nasconde il mix perfetto dei fattori che forse non ci porteranno all’estinzione entro pochi anni, ma che di certo già oggi contribuiscono a mostrare il fianco a una potenziale sottovalutazione dei rischi. Non solo c’è la volontà di ignorare un monito, ma anche la conferma di volerlo fare per non rimanere indietro, per non lasciare che altri guadagnino un gap competitivo poi difficile da colmare.

Niente regole, gli altri non le rispetterebbero

Qui entra in gioco l’esigenza di regole chiare e che possano essere applicate a tutte le realtà del settore, a livello globale. È però un’utopia e ce lo ha fatto capire tempo fa lo stesso inquilino della Casa Bianca, che già poco dopo il suo secondo insediamento ha revocato l’ordine esecutivo del predecessore Joe Biden sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, chiedendo poco dopo all’Europa di stracciare il codice di condotta sul tema. Insomma, liberi tutti.

Non ci si può aspettare che siano le stesse Anthropic, OpenAI e gli altri big del settore ad autoregolamentarsi su base volontaria. Sono aziende che in molti casi ancora oggi operano in perdita, soggette all’obbligo di far fruttare investimenti miliardari e che solo in questo periodo iniziano a intravedere all’orizzonte una prospettiva di possibile guadagno. Qualcuno pensa davvero di potersi rimettere al buonsenso di un consiglio d’amministrazione? A parte Trump, intendo.

Fonte: Bloomberg
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Pubblicato il
11 set 2026
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