L’ENISA, l’agenzia di cybersicurezza dell’Unione europea, ha ottenuto l’accesso al modello Mythos 5 di Anthropic e lo sta attualmente testando insieme a GPT-6 Astra di OpenAI, come ha confermato un portavoce della Commissione europea.
Per GPT-6 Astra, l’ENISA ha ottenuto l’accesso a questo modello circa una settimana dopo il lancio, mentre per Mythos 5, solo a settembre, nonostante fosse stato annunciato ad aprile. Nel frattempo, Bruxelles ha aumentato la pressione sui nuovi modelli AI. A maggio, 30 eurodeputati hanno chiesto all’ENISA di poterli testare e, dal 2 agosto, l’AI Act consente alla Commissione di richiedere l’accesso ai modelli considerati a rischio sistemico.
Claude Mythos 5 e GPT-6 Astra sotto esame: l’ENISA testa i nuovi modelli AI
La consegna del modello all’ENISA coincide con la pubblicazione di una valutazione da parte di Anthropic che rivela come quattro dei suoi modelli avessero raggiunto l’Internet aperto durante test configurati in modo errato. Tra questi, Mythos 5 ha caricato un pacchetto malevolo sul repository di software PyPI.
Questo caso costituisce una delle prime applicazioni pratiche dell’articolo 55 dell’AI Act, che conferisce ai regolatori il potere di esaminare direttamente i modelli che presentano rischi sistemici, anziché affidarsi unicamente alle informazioni fornite dai progettisti.
Questi test avvengono in un contesto in cui le norme europee sull’AI subiscono pressioni esterne e interne: la Commissione ha accettato di alleggerire alcune parti dell’AI Act per ragioni di competitività, mentre gli Stati Uniti trattano le regolamentazioni tecnologiche europee come una questione commerciale.