Trump o Biden? Gli Stati Uniti decidano cosa essere

Gli Stati Uniti si trovano di fronte ad una scelta sul modo di porsi nei confronti del mondo: ci sono differenze sostanziali tra Trump e Biden.
Gli Stati Uniti si trovano di fronte ad una scelta sul modo di porsi nei confronti del mondo: ci sono differenze sostanziali tra Trump e Biden.

Le elezioni presidenziali americane stanno per arrivare ed il loro peso sarà inevitabilmente causa di un effetto domino su tutto il mondo. Ma come la presidenza Trump non è sta la classica presidenza, perché con tutta evidenza Trump non è stato un normale Presidente, ora anche le elezioni che lo giudicheranno potranno essere normali elezioni. In un anno del tutto anormale, insomma, le elezioni USA cadono tra capo e collo di un mondo che sta combattendo con la pandemia e le conseguenze per il mondo tech saranno inesorabilmente pesanti.

Attenzione però: non si cada nella semplificazione di una dicotomia che è tutto fuorché definita. La polarizzazione politica tra repubblicani e democratici, infatti, è dettata più dai personalismi rappresentati da due candidati molto differenti l’uno dall’altro che non da posizioni troppo difformi. La differenza la fa l’approccio, con l’eclettico Trump che ha fatto di tutto per dar sfoggio del proprio dinamismo ed un più pacato Biden che ha dovuto sforzarsi a non palesare eccessivamente il contrappeso del proprio approccio più compassato.

Trump vs Biden: le conseguenze del voto

Sarebbe dunque sbagliato pensare alle due posizioni come a due scelte inevitabilmente alternative, perché ad elezioni avvenute entrambi dovranno fare i conti con la medesima federazione, con i medesimi problemi, con le medesime sfide. Sarebbe troppo semplice, insomma, pensare che con l’elezione di Biden si possa festeggiare in casa Huawei: con ogni probabilità il prossimo Presidente dovrà comunque confermare politiche di attenzione nei confronti del rivale cinese, anche se molto probabilmente si potranno aprire spiragli di dialogo che fino ad oggi sembravano inesorabilmente chiusi e negati. La sensazione, insomma, è che la differenza possa essere non tanto nel “se”, ma nel “come”.

Entrambi i candidati hanno mostrato i pugni nei confronti delle “big tech” a più riprese, soprattutto in relazione ai social network, ma entrambi ben sanno che dovranno dialogare e scendere a compromessi con nomi “too big to split”. Entrambi hanno minacciato di usare l’antitrust come leva di trattativa, ma entrambi sanno che ci arriveranno soltanto in presenza di strategie che non penalizzino l’egemonia USA sulla Rete e sul mondo tech. Entrambi sanno quanto la Silicon Valley sia fondamentale, ma entrambi sanno che non possono cedere potere decisionale ad un comparto che tende ad essere onnivoro in ogni ambito.

La differenza potrebbe essere ben più sottile di quanto non si immagini – ma al tempo stesso comunque sostanziale. Se vincerà Trump, con ogni probabilità la prova di forza nei confronti della Cina non solo sarà confermata, ma potrebbe arrivare ad ulteriori pressioni e andare anche oltre la sola Huawei o il solo 5G. Inoltre sarebbe una prova di forza guidata fortemente dagli USA, tirando l’Europa per la giacchetta con la velata speranza di disgregare ulteriormente un’Europa già di per sé mai stata particolarmente allineata su certi temi.

Se vincerà Biden, invece, gli USA e l’Europa potrebbero unire le forze. La Cina resterebbe un riferimento da guardare con diffidenza, ma la contrapposizione non sarebbe più costruita su “ban” e prove di forza, quanto su una diplomazia più raffinata e fatta di pilastri giuridici. Uno di questi potrebbe essere la tanto vituperata GDPR, che Biden potrebbe importare negli USA per costruirvi un modello similare utile a costruire argini non tanto ai mercati di smartphone, quanto alla circolazione delle informazioni. La Silicon Valley dovrebbe rispondere a medesimi prospetti ed il ponte costruito nei confronto dell’Europa potrebbe rinsaldare un’alleanza che su 5G e antitrust potrebbe trovare nuovi punti di contatto e di compromesso.

Si tratta di un voto molto pesante per il mondo intero, ma l’impatto conseguente potrebbe essere meno prevedibile di quanto non possa apparire; cambierà molto in caso di vittoria dell’uno o dell’altro candidato, ma è più una questione sostanziale di stile che non formale di promesse. Tocca alle urne decidere, tocca ai cittadini statunitensi esprimersi. Ma tutto il mondo non potrà che guardare con estrema attenzione a ciò che sta per accadere, perché tra le mille sfumature che può avere una tornata elettorale di questo tipo, stanno per aver luogo le elezioni USA più importanti da molto tempo a questa parte.

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02 11 2020
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