È successa una cosa piuttosto curiosa durante il discorso sullo stato dell’Unione (YouTube) tenuto da Donald Trump: all’improvviso, Siri si è attivata in contemporanea sugli iPhone di chi stava seguendo l’intervento in diretta. E ha mostrato sui display contenuti che molti avrebbero evitato volentieri di vedere. Nessun hack o complotto, nessuna violazione su larga scala, solo una parola catturata dai microfoni dei dispositivi e confusa con un comando dell’utente.
Il caso: Siri attivata per sbaglio da Trump
Quando il presidente ha detto searing pain
(dolore lancinante
), il sistema ha scambiato searing
con Siri
e ha aperto l’assistente. Per molti è poi partita in automatico una ricerca a proposito di quanto pronunciato di seguito. Il passaggio in questione era dedicato alla storia di Eric Slover, pilota dell’esercito a stelle e strisce ferito durante il raid che nei mesi scorsi ha portato alla cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro. Conteneva riferimenti a mitragliatrici e a gravi ferite, di conseguenza qualcuno ha visto comparire senza preavviso sul proprio telefono pagine con risultati inerenti a sparatorie e pallottole nelle gambe. Non esattamente la più gradita delle sorprese.
Il motivo è da ricercare nella wakeword impiegata da Apple per attivare la sua tecnologia. Fino a qualche tempo fa era necessario pronunciare Ehi Siri
, oggi invece basta Siri
. Qualsiasi parola con un suono vicino o almeno simile a quest’ultima potrebbe essere interpretata come un comando.
Dai post che circolano sui social, c’è chi sostiene che la parola incriminata non fosse searing
, ma serious
. Cambia poco, sono state pronunciate a pochi attimi di distanza e il risultato è stato lo stesso.
La versione 2.0 in arrivo entro l’anno
Chissà se anche questo aspetto sarà ottimizzato con l’arrivo della nuova versione dell’assistente. Apple ha promesso che arriverà entro l’anno, portando con sé capacita evolute e funzionalità inedite, alcune delle quali basate sui modelli AI di Google.