Chi pensa che Apple voglia entrare nella corsa agli occhiali smart per battere Meta e Samsung si sbaglia di grosso. La vera sfida non è contro di loro. L’ambizione è conquistare lo spazio oggi occupato da marchi come Ray-Ban, Oakley e Warby Parker nella fascia di prezzo tra 200 e 500 dollari.
La strategia Apple per gli occhiali smart è la stessa dell’Apple Watch: conquistare l’intero mercato
Secondo Mark Gurman di Bloomberg, è la stessa strategia vista con l’Apple Watch. Al lancio, nel 2015, Apple non si limitò a competere con produttori di smartwatch come Pebble e Motorola, entrò in concorrenza anche con brand storici dell’orologeria come Swatch, Fossil e Seiko. L’obiettivo non è solo il mercato degli occhiali smart, ma il mercato degli occhiali, punto.
L’Apple Watch genera circa 17 miliardi di dollari all’anno. Ma il mercato degli occhiali è potenzialmente più grande: tra 180 e 200 miliardi annuali, contro i 132 miliardi del mercato degli orologi. Se Cupertino riesce a catturare anche una piccola parte del mercato eyewear, convincendo le persone che il prossimo paio di occhiali da comprare dovrebbe essere Apple, i numeri sono superiori a quelli dell’orologio.
Mainstream, non lusso
Dopo il flop dell’Apple Watch Edition da 10.000 dollari, Apple sembra aver capito che la vera opportunità non è nel lusso. Cartier e Matsuda possono pure tenersi i clienti da migliaia di euro, Apple punta al grande pubblico. Il target è chi oggi compra occhiali nella fascia 200-500 dollari, persone che potrebbero essere disposti a fare l’upgrade se la tecnologia, e soprattutto l’AI, aggiungesse un valore concreto all’esperienza quotidiana.
Il vantaggio di Apple
Secondo Gurman, i vantaggi di Apple sono la forza del brand, il design industriale, l’integrazione con iPhone e un ecosistema di oltre 2 miliardi di dispositivi attivi. Senza contare la rete di negozi fisici globale, dove è possibile provare gli occhiali, e le funzionalità AI che aiutano a interagire con il mondo circostante.
È la stessa ricetta dell’Apple Watch: si prende un oggetto che le persone indossano già, si aggiunge tecnologia Apple, si integra con l’ecosistema, e si lascia che il brand faccia il resto. Con l’Apple Watch ha funzionato.
Apple guarda ai competitor
Google ha appena annunciato gli occhiali audio con Warby Parker e Samsung. Meta vende già milioni di Ray-Ban con AI. Samsung ha mostrato i Galaxy Glasses con Gemini. Xreal ha presentato Project Aura con display OLED. Il mercato degli occhiali smart sta raggiungendo il punto critico, e Apple non ha ancora mostrato nulla pubblicamente, ma sta testando quattro design diversi.
La scelta di posizionarsi nella fascia 200-500 dollari, dove dominano Ray-Ban e Warby Parker la dice lunga. L’azienda non vuole vendere un gadget tecnologico, ma un paio di occhiali che le persone sceglierebbero comunque di indossare. La tecnologia sarà un valore aggiunto, non il motivo principale dell’acquisto. È esattamente l’approccio che ha decretato il successo dell’Apple Watch, prima un orologio, poi un dispositivo intelligente, e non il contrario.