Twitter, cose che succedono solo da McDonald's

Un hashtag creato dalla catena di fast food finisce per degenerare in racconti molto poco appetibili: storie di marketing affidato ai social network

Roma – Una campagna di marketing via Twitter condotta da McDonald’s ha preso una piega spiacevole per l’azienda statunitense che ha visto un hashtag creato per raccontare bei record legati ai suoi locali e ai suoi prodotti diventare un punto di raccolta per tutte quelle storie e quegli incidenti che avrebbe voluto invece dimenticare.

Per chi ha sempre pensato che Ronald McDonald avesse troppi punti di contatto con il pagliaccio di IT, per chi ha sempre considerato il motto del fast food “Succede solo da McDonalds” fin troppo ambiguo e per chi non ama in generale hamburger e fast food, la storia dell’hashtag #McDStories ha un valore emblematico: rappresenta con facilità come le buone intenzioni possano essere trasformate velocemente in orrori da gustare.

Tutto è iniziato quando McDonald’s ha lanciato una campagna per raccontare la freschezza dei suoi ingredienti : all’inizio accompagnata dall’hashtag #MeetTheFarmes , presto si è deciso di impiegare anche il più generico #McDStories , nella speranza che tweet sponsorizzati e racconti di clienti felici avrebbero potuto creare un buon ritorno per il suo nome.

L’intenzione era infatti quella di sottolineare le belle storie che si accompagnano alla catena di produzione e ai ristoranti, ed in effetti all’inizio tutto è andato bene creando anche un discreto flusso di Tweet.

Tuttavia dopo qualche ora la conversazione legata all’hashtag è iniziata a degenerare anche per la genericità e la possibilità di usare #McDStories ironicamente: anche se McDonald parla di una percentuale irrilevanti di cinguettii controcorrente , l’attenzione degli osservatori è stata attratta dai racconti di brutte sorprese trovate nei panini addentati nei fast food e di altri episodi molto poco appetibili.

Per questo, e anche se parla di numeri sostanzialmente favorevoli, McDonald’s ha presto accantonato l’hashtag compromesso, riconoscendo che “non tutto è andato come desiderato”.

Claudio Tamburrino

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  • mirco scrive:
    e se...
    ..la signora semplicemente i giorni precedenti avesse letto quello stesso articolo e, forte di una memoria di ferro, si fosse ricordata di quanto letto incorreva nello stesso reato?
    • panda rossa scrive:
      Re: e se...
      - Scritto da: mirco
      ..la signora semplicemente i giorni precedenti
      avesse letto quello stesso articolo e, forte di
      una memoria di ferro, si fosse ricordata di
      quanto letto incorreva nello stesso
      reato?Il problema e' piu' ampio e sociologico.Fino a ieri le persone colte, ben informate e con tanta memoria, potevano sapere cose che altri avevano dimenticato.Oggi invece, con la rete a portata di click, nessuno piu' tende a coltivare la propria memoria per fatti e notizie, potendo demandare tutto alla rete.Il problema e' che privando le persone di oggi (e di domani) della rete, si ottengono persone decisamente meno efficienti di quelle di una o due generazioni prima.La conoscenza a portata di tecnologia offre enormi vantaggi, al costo di un pesante svantaggio di avere gente incapace di fare o ricordare, quando questa tecnologia non c'e'.Fino a quando sara' giusto impedire l'uso di tecnologia in tutte quelle situazioni quotidiane che sono state regolamentate in un'epoca in cui tale tecnologia non esisteva?
    • Izio01 scrive:
      Re: e se...
      - Scritto da: mirco
      ..la signora semplicemente i giorni precedenti
      avesse letto quello stesso articolo e, forte di
      una memoria di ferro, si fosse ricordata di
      quanto letto incorreva nello stesso
      reato?Non sono esperto di legge, soprattutto quella estera, ma credo che in USA dovresti segnalarlo a priori al giudice, che quindi ti escluderebbe dalla giuria.
  • Daniele scrive:
    Testo
    "in un altro un procedimento della Corte Suprema statunitense ha deciso di ripetere un procedimento perché uno dei giurati, pur non entrando nel merito ma limitandosi a parlare di caffè e tempo, ha utilizzato il suo smarpthone per twittare."Sono io che sono stanco o questa frase non ha molto senso?
    • pulce scrive:
      Re: Testo
      ma ti stupisci? manco mette le acca dove servono: " nel caso in esame solo la condivisione delle informazioni trovate con altri A portato ad individuare il comportamento scorretto."fossi io il boss lo avrei licenziato 18000 a senza acca fa..
  • LoScopriPan zone scrive:
    Non sono al passo coi tempi
    Al giorno d'oggi non puoi più pensare di nascondere il passato di qualcuno, nel bene e nel male.
  • gnammolo scrive:
    Visto l'evolversi della tecnologia
    Siccome i tempi e la società cambiano credo debbano cambiare anche le leggi che ci governano. Questo episodio mette in luce un sistema giudiziario (quello "common law") ormai obsoleto, sarebbe ora che anche gli aglosassoni adottino il modello "civil law" (oltre al sistema metrico decimale). Mica siamo nel medioevo?
  • Gianni Lio scrive:
    il famoso diritto di cronaca...
    In pratica la signora, giustamente sbattuta in galera, si era improvvisata il Marco Travaglio della situazione, andando a rovistare nel passato dell'imputato per sentenziare in maniera non obbiettiva.Ben le sta.Comunque in Italia il problema non si pone, visto che i processi si fanno prima sui giornali e in tv.Inoltre in aula ci pensano il PM e i carabinieri a scodellare tutti i pregiudizi possibili e immaginabili sull'imputato. Chiunque abbia visto almeno una puntata di "Un giorno in Pretura" (brrr...) sa perfettamente di cosa parlo.
    • pulce scrive:
      Re: il famoso diritto di cronaca...
      e magari mettiamoci anche il fatto che noi non abbiamo giuria... quindi non si può influenzare un giudizio.. guarda meno Peri Meson che è meglio
      • james83 scrive:
        Re: il famoso diritto di cronaca...
        - Scritto da: pulce
        e magari mettiamoci anche il fatto che noi non
        abbiamo giuria... quindi non si può influenzare
        un giudizio.. guarda meno Peri Meson che è
        meglioBè no, nella Corte di assise ci sono."..La competenza di primo grado è attribuita alla C. di a., organo collegiale composto da due magistrati di carriera e da sei giudici popolari, scelti tra soggetti che possiedono requisiti di particolare cultura."
    • Funz scrive:
      Re: il famoso diritto di cronaca...
      - Scritto da: Gianni Lio
      In pratica la signora, giustamente sbattuta in
      galera, si era improvvisata il Marco Travaglio
      della situazione, andando a rovistare nel passato
      dell'imputato per sentenziare in maniera non
      obbiettiva.
      Ben le sta.Il diritto di cronaca non c'entra assolutamente niente. La signora era un giurato, mica un giornalista, e aveva precisi doveri.
  • Alf sciacallo scrive:
    INCONGRUENZA
    "Nonostante questo, e non sapendo neanche che fosse proibito ai giurati cercare informazioni su Internet sul caso, Dallas avrebbe a quel punto ritenuto importante informare gli altri giurati di quanto scoperto. Uno di loro, tuttavia, ha informato della delazione il giudice che si è visto costretto ad abbandonare il proXXXXX (continuato poi con una giuria diversa e conclusosi con la condanna di Medlock) e a rinviare la donna a giudizio per oltraggio alla corte.""Dallas aveva invece disobbedito a questo principio e a quanto prescritto ai giurati dal giudice (in particolare per quanto riguarda la proibizione di cercare online notizie sul procedimento) ed in questo modo avrebbe influenzato la giuria ed arrecato un danno all'amministrazione della giustizia."IN QUEST'ARTICOLO CI TROVO UN'INCONGRUENZA GROSSA COME UNA PRIGIONE.Il soggetto in questione, ovvero la sig.ra DALLAS, sapeva o non sapeva che stava commettendo un reato cercando informazioni online sul caso che doveva giudicare?
    • attonito scrive:
      Re: INCONGRUENZA
      - Scritto da: Alf sciacallo
      "Nonostante questo, e non sapendo neanche che
      fosse proibito ai giurati cercare informazioni su
      Internet sul caso, Dallas avrebbe a quel punto
      ritenuto importante informare gli altri giurati
      di quanto scoperto. Uno di loro, tuttavia, ha
      informato della delazione il giudice che si è
      visto costretto ad abbandonare il proXXXXX
      (continuato poi con una giuria diversa e
      conclusosi con la condanna di Medlock) e a
      rinviare la donna a giudizio per oltraggio alla
      corte."

      "Dallas aveva invece disobbedito a questo
      principio e a quanto prescritto ai giurati dal
      giudice (in particolare per quanto riguarda la
      proibizione di cercare online notizie sul
      procedimento) ed in questo modo avrebbe
      influenzato la giuria ed arrecato un danno
      all'amministrazione della
      giustizia."

      IN QUEST'ARTICOLO CI TROVO UN'INCONGRUENZA GROSSA
      COME UNA
      PRIGIONE.

      Il soggetto in questione, ovvero la sig.ra
      DALLAS, sapeva o non sapeva che stava commettendo
      un reato cercando informazioni online sul caso
      che doveva giudicare?MAI prendere parte, stare SEMPRE nel vago per non assumersi nessuna responsabilita' giornalistica. Sono le basi del mestiere.
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