Twitter e la macchina della verità cinguettata

Un gruppo di ricercatori statunitensi ha preparato un algoritmo che verifichi l'accuratezza delle informazioni nei singoli micropost sulla piattaforma. Una diga contro le bufale?

Roma – A pochi giorni dalla tragedia in Connecticut, la piattaforma di microblogging Twitter è tornata al centro delle attenzioni mediatiche per la sua capacità di aggiornamento e cronaca in tempo reale. Alla proliferazione di notizie verificate si sovrappone il lancio incontrollato di vere e proprie bufale, come quella relativa alla falsa lettera scritta da un bambino poco prima della strage.

Il fenomeno delle bugie cinguettate ha destato l’interesse di un gruppo di ricercatori a stelle e strisce, impegnati nello sviluppo di uno specifico algoritmo che funzioni come una macchina della verità per i micropost in 140 caratteri . Di prossima pubblicazione sulla rivista scientifica Internet Research , le specifiche dell’algoritmo per la verifica dei tweet diranno di più sul suo effettivo funzionamento.

Come anticipato sulle pagine digitali di Slate , l’algoritmo sviluppato dal gruppo di ricercatori statunitensi cercherà di controllare l’accuratezza delle informazioni contenute in un determinato micropost. Alla base, una serie di parametri ritenuti utili alla verifica dei tweet, ad esempio relativi al numero dei follower dei singoli account, oppure alla presenza di un link e al tono del messaggio .

Stando ai primi risultati illustrati dai ricercatori, il procedimento adottato riesce ad individuare le bufale nell’86 per cento dei casi . Gli stessi studiosi hanno sottolineato come una percentuale pari a 50 indichi una risoluzione casuale, ovvero un ragionamento algoritmico per tentativi. Una volta che sarà giunta al 100 per cento, Twitter troverà un modo efficace per limitare la proliferazione selvaggia di notizie non verificate?

Mauro Vecchio

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  • Fabrizio Cinti scrive:
    Google e Kurzweil = balzo tecnologico?
    Ha inventato, pensato, brevettato e "scaturito" più cose Kurzweil da solo che l'intera nazione del Belgio in 50 anni, se ben ricordo. La chiamata di Google, e la sua accettazione, fanno pensare. Di sicuro Google uno così non l'ha comprato coi soldi: gli basterebbero i brevetti sulle tastiere per essere ricco fino alle prossime generazioni. Devono avergli fatto vedere qualcosa di abbastanza forte da riuscire a convincerlo a lavorare "per loro"; e non credo possano bastare le Google car o cose del genere.... almeno, spero.
  • Commodore64 scrive:
    Problemi complessi...
    Nell'articolo dice : Fosse andato da quelli di Redmond, magari gli spiegava come piazzare sul mercato un po di Windows8 e tablet Surface...
  • an0nim0 scrive:
    Perché è un vero genio
    Ha pienamente ragione. Kurzweil è un maledetto genio, spesso troppo avanti per essere compreso. E ha assolutamente ragione sulla singolarità, anzi ...
    • Commodore64 scrive:
      Re: Perché è un vero genio
      - Scritto da: an0nim0
      Ha pienamente ragione. Kurzweil è un maledetto
      genio, spesso troppo avanti per essere compreso.Ah... allora l'interfaccia Metro/Modern (o come caxx.. si chiama adesso) l'ha inventata lui !?!?Bravo!!
  • Paolo T. scrive:
    Bella mossa!
    Mi dispiace per gli altri. Google ha fatto il colpaccio.
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