Twitter, Gasparri e le ingiurie cinguettate

Denunciato per un messaggio diretto ripubblicato dal destinatario vittima dell'offesa, il politico dovrà presentarsi davanti al giudice. Gasparri minimizza: le offese sono pane quotidiano

Roma – Il Senatore di Forza Italia e vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri dovrà rispondere delle accuse di ingiurie mosse contro di lui. In Italia, si tratto del primo caso aperto per offese a mezzo Twitter.

Ci sono momenti in cui anche il più strenuo sostenitore della libertà di espressione online barcolla; ci sono cose che possono fare infuriare invocando l’intervento delle autorità e strepitare denunce; troll o cyberbulli, piccoli insulti ed angherie che possono mandare su tutte le furie anche il più convinto dei voltairiani. Ed il politico italiano Maurizio Gasparri fa decisamente parte di questa lista. Nonostante ricopra un ruolo istituzionale di altissimo rilievo, il Vicepresidente del Senato si contraddistingue per un atteggiamento informale su Twitter, che più di una volta l’ha visto al centro di polemiche ed imbarazzo: Gasparri, d’altro canto, non sembra disposto ad accettare le provocazioni e le critiche a cui la sua visibilità lo espone, e finisce per dare sfogo alla propria aggressività, senza esclusione di colpi per account fake, tra cui Puffo Brontolone , adolescenti ed oppositori politici.

Proprio in quest’ultima categoria alla fine Gasparri ha trovato pane per i suoi denti e lo scambio di tweet che l’ha visto protagonista con Riccardo Puglisi, ricercatore di Economia alla facoltà di Scienze Politiche di Pavia e oggi nella direzione nazionale del movimento politico di Corrado Passera “Italia Unica”, gli costa ora un rinvio a giudizio.


Il tutto parte da un cinguettio in cui il Senatore Pdl nel 2013 attaccava Ciampi, accusato di aver affondato la lira e cancellato il 41 bis ai boss. Da lì lo scambio di tweet è degenerato, fino all'”Ignorante presuntuoso mi fai vomitare” di Gasparri nei confronti di Puglisi. In quell’occasione, tuttavia, a minacciare il ricorso alle autorità era stato lo stesso Gasparri: secondo il suo racconto si era rivolto al Questore, che a quanto pare non ha ascoltato le sue rimostranze.

Successivamente è stato tuttavia Riccardo Puglisi a ricorrere alla giustizia, trovando nella procura di Pavia un interlocutore pronto ad accogliere le sue istanze. Ad essere contestato a Gasparri è il reato di “ingiuria” che punisce chi offende “l’onore o il decoro di una persona presente, o lo fa mediante comunicazione telegrafica o telefonica, con scritti o disegni, diretti alla persona offesa”. Per questo Gasparri rischia una reclusione fino a 6 mesi o un’ammenda di 516 euro.

Ora Maurizio Gasparri dovrà presentarsi davanti al Giudice di pace (l’udienza è prevista per il prossimo 21 settembre).

Prima di questo episodio, d’altronde, Gasparri si era già fatto notare per la deriva legale di un altro scambio di insulti, quello con il giovane rapper Fedez: questo gli ha chiesto 100mila euro di danni per avergli dato del coniglio, Gasparri ne ha rivendicati 500mila per essere stato definito “maiale”.

Per il momento Gasparri, dopo essersi scusato “preliminarmente” per i toni utilizzati nella discussione, si appella al surreale: “È una sciocchezza. Se va avanti questa inchiesta, chiederò che si facciano processi per tutti quelli che mi hanno insultato finora. Potrei campare di rendita con tutte le offese che ho ricevuto. Non l’ho fatto finora, ma se è così, ne faccio un caso. E vediamo come finisce”.

Claudio Tamburrino

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  • Funz scrive:
    mah
    Avevo provato Flipboard e simili.Però ho già talmente tante fonti d'informazione che non riesco a stargli dietro, e a loro volta sono una miniera di collegamenti verso altre fonti interessanti.Affidarmi a un sito/app che sceglie per me cosa leggere e guardare in base a non si sa quali criteri, lo lascio a chi è troppo pigro o manca di spirito critico.
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