Così Twitter permetterà di modificare i post

Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter, spiega in una lunga intervista come potrebbe funzionare la modifica dei post condivisi sulla piattaforma.

Il numero uno di Twitter si è concesso ad una lunga intervista ai microfoni di Joe Rogan (di seguito la versione integrale), parlando di ciò che oggi è la piattaforma, della sua storia e delle criticità che si trova ad affrontare. Cappellino e felpa rigorosamente neri, Jack Dorsey ha menzionato anche una delle funzionalità che potrebbero debuttare sul social in un futuro non troppo lontano, andando a rispondere a un’esigenza che gli utenti manifestano ormai da molto tempo: la possibilità di modificare i post.

Twitter e la modifica dei post

Non è al momento chiaro se e quando la feature debutterà in via ufficiale, ma l’ipotesi considerata da Dorsey è quella di concedere un lasso di tempo piuttosto ridotto per l’editing: dai 5 ai 30 secondi, non di più, sufficienti per qualche eventuale ripensamento post-pubblicazione o per apportare correzioni a errori o refusi. Allo scadere del countdown il tweet rimarrà per sempre online così com’è, a patto ovviamente di non eliminarlo definitivamente dalla propria bacheca.

Una modalità di questo tipo, secondo il CEO e co-fondatore, andrebbe incontro alle richieste dell’utenza e permetterebbe al tempo stesso di mantenere pressoché inalterata la natura “real time” che da sempre contraddistingue Twitter. In ogni caso, per i post modificati sarà possibile consultare la versione originale, in modo da capire come l’autore è intervenuto in seguito alla pubblicazione. Si andrebbe così a scoraggiare l’attività di coloro che dopo aver preso di mira qualcuno condividendo post etichettabili come offese, molestie o attività di cyberbullismo si nascondono dietro alla loro modifica nel tentativo di farla franca.

Nel corso dell’intervista Dorsey parla inoltre di come l’idea di aggregare i contenuti sfruttando gli hashtag (attribuita al lead designer Robert Anderson) abbia contribuito a definire l’identità della piattaforma, di come la repentina crescita registrata in seguito alla messa online non sia stata inizialmente preventivata e dell’attività di Square (altra avventura imprenditoriale del CEO) nel territorio FinTech per la gestione dei pagamenti.

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