Twitter, oblio batte trasparenza

PostGhost, ultimo servizio che prometteva di conservare i tweet cancellati dagli utenti verificati, chiude i battenti. L'azienda gli ha fatto pervenire una lettera in cui minacciava di chiudere i rubinetti delle API

Roma – PostGhost, archivio di tweet pubblici cancellati da account verificati di politici, VIP e altre figure pubbliche che aveva fatto il suo esordio da appena una settimana, è stato chiuso dopo il ricevimento di una missiva legale proveniente da Twitter.

Altri omologhi di PostGhost, un totale di più di 30 diversi account tra cui Politwoops, erano già stati bloccati da Twitter la scorsa estate per violazione dei suoi termini di utilizzo che proibiscono agli sviluppatori di pubblicare contenuti di terzi nel frattempo rimossi; in precedenza il tecnofringuello aveva bloccato le API sfruttate da Politwoops in base a considerazioni legate alla privacy.

Come si legge ora nella comunicazione inviata da Twitter a PostGhost, il servizio è stato ritenuto in violazione delle linee guida della piattaforma di micro-blogging che proibisce di copiare tweet cancellati e per questo è stato minacciato il blocco delle API con cui raccoglieva dati dalla piattaforma di microblogging.

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PostGhost ha accettato di chiudere il suo account senza aspettare il blocco delle API da parte del tecnofringuello, ma ha risposto nel merito, sottolineando come il suo fosse un servizio che forniva una cronologia accurata e trasparente delle dichiarazioni pubbliche fatte dalle figure maggiormente influenti su Twitter.

“Naturalmente – dice PostGhost – non tutti gli utenti di Twitter devono avere i loro tweet cancellati impressi per sempre, anzi la maggior parte delle persone utilizza Twitter con un account personale e crediamo all’impegno di Twitter nei confronti della privacy. Tuttavia, Twitter stessa mantiene una lista di figure pubbliche con account verificati (appena lo 0,05 per cento degli utenti totale), che utilizzano Twitter come una sorta di megafono per raggiungere una basta quantità di follower”. Per loro deve valere lo stesso diritto all’oblio degli utenti comuni?

Claudio Tamburrino

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  • Pierob scrive:
    Ricatto
    Basta restringere le licenze, l'etere rimane di proprieta degli stati dunque... È che gli stati, compresa EU, sono più attenti ai "produttori" che alla popolazione.
  • ecgrse scrive:
    completate 3G e 4G
    Che pensassero a completare le reti 3G e 4G e a liberare l'etere per cose più serie.Una rete a smozzichi e bocconi, ma superveloce dove c'è grande concentrazione di clienti paganti va bene solo per loro, non per la popolazione a cui dovrebbero garantire il servizio.
  • amedeo scrive:
    appello ?
    più che un appello mi sembra un ricatto
  • Skywalker scrive:
    Piace vincere facile
    Le regole sono quelle: net neutrality.Ed il 5G non ha nessun problema tecnico con la net neutrality.Come in ogni buon mercato, se un investimento non remunera abbastanza, non lo si fa. Punto.Se remunera, qualcuno disposto ad investirci si fa avanti certamente.L'esempio lo abbiamo sotto il naso: la fibra. In posti come Edolo (4.500 abitanti), ce lo porterà Enel sovvenzionata dallo Stato, quando a Milano sono già disponibili connessioni a 1000Mb/s.Se quando hanno privatizzato/conXXXXX le licenze avessero imposto la "Net Neutrality" rispetto al territorio, a Milano comunque ci sarebbe la fibra a 1000Mb/s (perché e economico farlo), mentre ad Edolo ci sarebbe perché per avere la "ciccia" di Milano ti devi beccare anche "l'osso" di Edolo.E non preoccupatevi: se fossero stati "costretti" per licenza, vedevate in quanti picosecondi si mettevano d'accordo tra carriers per mettere UNA sola fibra lungo la Valcamonica shared tra tutti i carrier!Invece non sono obbligati, e hanno lasciato "l'osso" allo stato che finanzierà Enel per mettere quella unica fibra.Tranquilli: il 5G arriva comunque. Invece che targato Vodafone o Telefonica sarà targato Google, Netflix, Vivendi...L'importante è mantenere la regola: Net Neutrality.Chiunque metta giù il 5G.
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