Twitter, tra crescita e nuove policy

Il CEO Costolo cerca di calmare le acque a proposito delle nuove misure di selezione dei Tweet che hanno fatto parlare di censura. E snocciola idee per diventare un'azienda in profitto

Roma – “Non siamo una media company, ma siamo nel business dei media. Non abbiamo i nostri contenuti, ma distribuiamo contenuti e traffico”. È quasi semantica il discorso di Dick Costolo, CEO di Twitter, pronunciato in una delle conferenze più difficili di sempre da quando è alla testa della piattaforma di microblogging: deve parlare della perdurante necessità di monetizzare il successo di pubblico , ma soprattutto del recente intervento sul fronte della censura , che ha scatenato una serie di proteste da parte dei suoi utenti, forse anche per una non completa comprensione della situazione.

Davanti alla platea dell’incontro D: Dive Into Media Costolo sfoggia numeri in salita e di successo: “Stiamo crescendo incredibilmente bene”, racconta , tanto che l’azienda è arrivata ad avere 900 impiegati, anche se ancora non ha raggiunto l’obiettivo di diventare in profitto.

Gli strumenti remunerativi, spiega, rimangono sempre gli stessi e si ricollegano tutti ad una parola magica: pubblicità. Ad oggi questa viene sfruttata attraverso i tweet, i trend e gli account sponsorizzati, tutti strumenti che i partner commerciali stanno iniziando e imparando a sfruttare.

Oltre alla questione del mercato, tuttavia, il CEO deve rispondere alle domande sull’argomento sulla cresta dell’onda, l’annuncio dei nuovi strumenti di Twitter che ha fatto parlare di censura o, come lo chiama il giornalista Peter Kafka ponendo la domanda, “la policy di selezione dei tweet”.

Costolo cerca di spiegare che non vi è stato alcun cambio di policy sostanziale per il tecnofringuello: “Quello che è stato annunciato è invece solo una nuova possibilità di lasciare i contenuti online per molte delle persone in giro per il mondo aderendo al contempo alle realtà locali”. Insomma, una forma in più di accesso ai contenuti portata avanti all’ insegna della trasparenza

“È solo una capacità puramente reattiva”. D’altronde, spiega ancora, in paesi come Iran e Cina Twitter è già bloccato e con il sistema precedente non avrebbe avuto possibilità di sfondare la muraglia digitale. Mentre ora sembra poter fare un tentativo.

Selezione o censura che sia, Twitter ha pubblicato , a dimostrazione della trasparenza, attraverso Chilling Effect, un progetto portato avanti da alcune università in collaborazione con Electronic Frontier Foundation, le tanto dibattute richieste DMCA per la rimozione di contenuti di detentori dei diritti come Magnolia Pictures, Simon and Schuster, Warner Music Group.

Claudio Tamburrino

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