UE/ Arriva il nuovo e-diritto d'autore

Ieri il Parlamento europeo ha dato un primo ok ad una proposta di direttiva che introduce importanti novità sulla questione del diritto d'autore nell'era digitale. Novità che negano la contestata legge italiana


Roma – L’Unione Europea potrebbe presto varare la direttiva sul diritto d’autore che ieri ha ricevuto un primo sì dall’Europarlamento. Un “ok” che avvicina l’emenazione della direttiva che vuole occuparsi di diritto d’autore nell’era di Internet armonizzando le diverse impostazioni nazionali dei paesi membri. E, da questo punto di vista, la nuova contestatissima legge italiana in materia è destinata a risentirne pesantemente.

La direttiva si propone uno scopo ambizioso: quello di dare la caccia alla diffusione incontrollata di opere di ingegno sulla Rete. Un obiettivo che è già stato adottato dagli Stati Uniti un paio di anni orsono e che, fino a questo momento, si è scontrato con la diffusione incontrollata di musica e altri contenuti.

L’Unione Europea, che già il prossimo 14 febbraio a Strasburgo potrebbe approvare in via definitiva la direttiva, concentra la propria attenzione su divieti ben diversi rispetto a quelli previsti dalla normativa italiana. Se passa la legge europea, dunque, sarà vietato riprodurre le opere protette a meno che non lo si faccia per uso privato.

In questo “uso” sono consentite anche riproduzioni “private” online da parte di persone fisiche o enti senza fini di lucro che lo facciano a scopo “non commerciale”.

Per dimostrare di aver tenuto in considerazione le sfide poste dalle tecnologie più evolute di copia e distribuzione delle opere protette, la direttiva spinge gli editori e i produttori ad adottare sistemi che limitino o impediscano tecnicamente la riproduzione digitale delle opere. L’idea, dunque, è quella di porre degli ostacoli alla copia o diffusione non autorizzata “alla fonte”, agendo direttamente sui supporti sui quali le opere vengono messe in commercio.


Dovesse passare, come si ritiene, questa direttiva, per l’Italia si aprirebbe una nuova stagione di “riflessione” sul diritto d’autore. La legge italiana in materia, infatti, è decisamente più rigida della direttiva soprattutto per quanto riguarda “l’uso personale” e il “fine di lucro”, i due “perni” attorno ai quali si snoda la legge nazionale.

La legge italiana, come si ricorderà, ha scatenato fin dal suo primo apparire vivacissime proteste, acuite, nel mondo della tecnologia, da una campagna pubblicitaria della Business Software Alliance ritenuta molto aggressiva e per questo bocciata anche dagli organismi di controllo italiani.

Ancora, tuttavia, è presto per fare previsioni, non solo perché i tempi di approvazione della direttiva potrebbero allungarsi ma anche perché, come accaduto spesso su molti diversi fronti, l’Italia potrebbe scegliere la strada più lunga per recepire la direttiva e, dunque, allontanare nel tempo l’introduzione anche nel nostro paese delle novità decise in Europa.

Va detto anche che l’Unione Europea sta lavorando su questa direttiva ormai da lungo tempo, pressata dagli editori, che sentono il proprio modello di business aggredito dalla natura anarcotecnologica della Rete, e dagli autori.

Come si ricorderà, un appello per una nuova legge, sottoscritto da un notevole numero di artisti di vario calibro, anche italiani, tra cui Roberto Benigni e Claudia Cardinale, è stato trasmesso nei mesi scorsi al Parlamento Europeo.

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