UE: Qualcomm vada in pace

UE: Qualcomm vada in pace

Il caso antitrust aperto nel 2005 si è chiuso. Ritirate le accuse: sono stati raggiunti accordi tra le parti
Il caso antitrust aperto nel 2005 si è chiuso. Ritirate le accuse: sono stati raggiunti accordi tra le parti

La Commissione Europea ha abbandonato l’indagine antitrust aperta nei confronti di Qualcomm: in dubbio vi erano le pratiche di licensing brevettuale adottate dal produttore di chip, portate all’attenzione dell’autorità europea da Ericsson, Nokia, Broadcom, Panasonic, NEC e Texas Instruments.

L’accusa affermava che Qualcomm applicasse nei confronti dei produttori di apparecchi cellulari royalty troppo elevate per utilizzare i suoi brevetti sulla tecnologia CDMA, essenziale agli standard 3G e 4G (quest’ultimo ancora in fase di definizione).

La questione era da quattro anni stati portata all’attenzione dell’UE, ma l’inchiesta non aveva fatto numerosi passi avanti e adesso tutte le accuse sono state ritirate, così da far decidere alla Commissione di non voler investire sul caso alcuna risorsa aggiuntiva.

Nokia e Broadcom hanno invece raggiunto accordi separati con Qualcomm, mentre Ericsson ha rinunciato alla via europea principalmente perché ha ottenuto soddisfazione dal procedimento avviato in Sud Corea, dove Qualcomm è stata multata per 200 milioni di dollari, e in Giappone, dove ha ricevuto una dura ingiunzione. Un ulteriore motivo è relativo ai costi eccessivi della giustizia europea, che ha spinto Ericsson ad allocare tali risorse diversamente. Anche perché Nina Macpherson, capo del Consiglio generale dell’azienda svedese, ha dichiarato di essere “soddisfatta della nuova condotta di Qualcomm”.

Claudio Tamburrino

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Pubblicato il
25 nov 2009
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