UK, copyright e indicizzazione a delinquere

L'admin del sito SurfTheChannel è stato condannato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. E' il primo caso nella giustizia britannica. Anton Vickerman rischia fino a 10 anni di prigione
L'admin del sito SurfTheChannel è stato condannato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. E' il primo caso nella giustizia britannica. Anton Vickerman rischia fino a 10 anni di prigione

Non sarà certamente un’estate rilassante per Anton Vickerman, principale gestore del sito di indexing SurfTheChannel. Alla fine del prossimo luglio, un giudice della Crown Court di Newcastle potrebbe condannare l’admin britannico a 10 anni di prigione, colpevole di associazione a delinquere finalizzata alla truffa .

È di fatto la prima volta che la giustizia d’Albione incrimina le attività di un sito di linking in base al reato noto in lingua inglese come conspiracy to defraud . Anton Vickerman – insieme alla moglie Kelly che però è stata scagionata – avrebbe truffato migliaia di detentori dei diritti, ovviamente insieme alle grandi major del cinema .

Stando ai vertici della Federation Against Copyright Theft (FACT), SurfTheChannel avrebbe raccolto negli ultimi anni qualcosa come 400mila visitatori al giorno . Le attività di linking a siti terzi – per la visione in streaming di film e serial televisivi – avrebbe fruttato inserzioni pubblicitarie per una cifra vicina alle 40mila sterline al mese .

La stessa FACT aveva assoldato un agente sotto copertura, libero di infiltrarsi tra i meandri di SurfTheChannel per scoprire la reale identità del suo gestore. Vickerman avrebbe così incoraggiato gli utenti a trovare e verificare link per aumentare il volume dei contenuti disponibili sulla piattaforma .

Ovviamente, seguendo i classici meccanismi dei siti di indexing, SurfTheChannel non ha mai ospitato in maniera diretta i contenuti in violazione del copyright. L’accusa di FACT ha però sottolineato come Vickerman fosse direttamente impelagato in attività illecite per aumentare a dismisura la platea degli utenti e dunque dei ricavi pubblicitari .

C’è chi ha criticato la scelta del giudice di chiamare in causa, in luogo delle leggi sul diritto d’autore, il reato di conspiracy to defraud , che prevede la presenza di due o più soggetti che decidano di associarsi per delinquere .

Mauro Vecchio

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28 06 2012
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