UK, i Tory vogliono la sanità digitale

La proposta avanzata da David Cameron metterebbe da parte il costoso database clinico voluto dal Governo. Per far posto ad aziende come Google e Microsoft

Roma – Il Regno Unito guarda con interesse alla recente svolta del sistema sanitario statunitense, spinta dall’influenza del neo-presidente Barack Obama, volta ad utilizzare il web come mezzo di condivisione del proprio stato di salute. La proposta è stata avanzata dal leader del Partito Conservatore David Cameron, il quale ha chiesto ai cittadini di considerare l’ipotesi di utilizzare servizi web dedicati alla Sanità forniti da aziende del calibro di Google e Microsoft, unite da un recente accordo in materia di tutela dei dati dei pazienti.

La visione rivoluzionaria di Cameron passa innanzitutto da un netto ostracismo nei confronti del National patient record , il database voluto dal Governo che non è stato ancora terminato e costerà circa 12 miliardi di sterline. La risposta dei Conservatori al progetto, che verrà realizzato non prima del 2014 è quella di proporre un approccio differente, basato sullo stato dell’arte della tecnologia medica interfacciata con il web.

Gli esempi citati dal leader britannico sono gli stessi già sperimentati negli Stati Uniti, ovvero Google Health e Microsoft HealthVault . In particolare, l’idea di Cameron di discosta da quella presentata dall’opposizione poiché piuttosto che affidarsi su un unico sistema centrale farebbe riferimento all’utente stesso, che sarebbe libero di gestire i propri report medici su uno spazio web protetto.

Questo, secondo Cameron, potrebbe tradursi in un netto miglioramento non solo dell’intero sistema, ma anche dei rapporti col paziente: “Quando i pazienti sono in grado di avere il controllo sui propri documenti clinici, si dimostrano molto più interessati alla loro salute, condizione che potrebbe portarli a stili di vita più salutari” commenta . Comunque, stando a quanto dichiarato dal leader dei conservatori, non sarebbe questo l’unico beneficio riscontrabile dall’attuazione di un piano simile, dal momento che “virtualmente non presenta costi di realizzazione”.

Su quest’ultima affermazione vale la pena di riflettere per qualche istante, dal momento che se è vero che si tratta di prodotti già avviati e sperimentati, è anche vero che per essere adottati nel Regno Unito dovrebbero essere ottimizzati in loco per far sì che non si riscontrino problemi. Al momento sarebbe questo lo scoglio maggiore che Cameron e soci si troverebbero ad affrontare, ovvero trovare il modo di realizzare l’intero progetto.

Sull’argomento non sono mancate critiche e perplessità, soprattutto in materia di privacy: vedere alcune delle informazioni più sensibili relative alla propria salute in mano a terzi è uno dei freni che hanno già messo in dubbio la riuscita di progetti simili. Inoltre, in questo caso, uno dei timori dell’opposizione è che aziende come Google potrebbero ritrovarsi tra le mani un vero e proprio monopolio dell’intero settore.

Sempre intorno a Google è nata una polemica che striscia al fianco del progetto di Cameron, accusato dai liberal democratici di fare gli interessi dell’azienda di Mountain View: secondo quanto è stato appreso, uno dei più stretti consulenti politici di Cameron è sposato con Rachel Whetstone, dirigente di alto livello di BigG. Stando a quanto dichiarato da Norman Lamb, portavoce dei Lib Dem, tale rapporto “lascia un senso di amaro in bocca dal momento che vi sono insistenti riferimenti a Google da parte di un team, quello di Cameron, elemento che pone dubbi circa possibili vantaggi commerciali”.

Vincenzo Gentile

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