UK, il guinzaglio GPS si indossa

Giacca in kevlar con modulo GPS: i genitori UK possono approfittare dell'ennesimo dispositivo per la sorveglianza a mezzo tecnologia. I ragazzi? Si convincono facile
Giacca in kevlar con modulo GPS: i genitori UK possono approfittare dell'ennesimo dispositivo per la sorveglianza a mezzo tecnologia. I ragazzi? Si convincono facile

Londra – Lampeggiano delle coordinate sullo schermo di John Crace, giornalista di The Guardian . Un rapido controllo su Google Maps: l’obiettivo si muove lemme sulla strada di casa e fa rientro alla base. Si tratta del figlio, che indossa una giacca equipaggiata di modulo GPS , lanciata la scorsa settimana da Blade Runner , leader nel settore dell’abbigliamento anti-infortunistica, che già fornisce forze dell’ordine e servizi di sicurezza.

È una sorta di esperimento, quello nel quale Crane ha coinvolto il figlio. Robbie, il pargolo dodicenne, si era categoricamente rifiutato di indossare il capo, ma le sue proteste non hanno retto alla vista dell’alloggiamento per lettore mp3, di un sistema di comunicazione capace di allertare due numeri di telefono in caso di emergenza e dello strato di kevlar che fa della giacca uno scudo anti-taglio, “come quello fornito alle truppe americane”. Forse Robbie non avrebbe desistito dal suo ostruzionismo se avesse saputo che le suddette giacche fanno parte di una linea di prodotti a disposizione anche delle famiglie preoccupate per i bulletti armati che circolano nelle scuole.

È così che, per circa 350 euro, più 14 euro di abbonamento mensile , la famiglia Crane può contare su un guinzaglio formato giacca : lo sventurato pargolo di casa non potrà sfuggire al controllo genitoriale a meno che non si imbuchi in luoghi chiusi, a meno che non abbandoni il capo fingendo di dimenticarlo. Se invece Robbie resisterà alla tentazione dell’ammutinamento, sarà confinato entro il perimetro delimitato dai genitori : scatterà un allarme a mezzo SMS qualora decidesse di inoltrarsi in zone che la famiglia ha ritenuto poco raccomandabili.

Tecnologie di sorveglianza che ledono i diritti del bambino? Martin Taylor, a capo dell’azienda che fornisce il servizio di localizzazione abbinato alla giacca, parla piuttosto di un compromesso , che coniuga il desiderio dei piccoli di essere indipendenti con la tranquillità dei genitori più apprensivi. Genitori che sono disposti ad approvare l’introduzione nelle scuole di uniformi traccianti all’RFID e di soluzioni biometriche per il monitoraggio degli studenti, e che contribuiscono a rimpinguare il mercato degli strumenti tecnologici di controllo , che di giorno in giorno si dota di offerte sempre più numerose , alimentando a sua volta la percezione del rischio presso le famiglie.

Di tutt’altro avviso sono i rappresentanti dell’associazione Action on Rights For Children ( ARCH ): non esistono semplicemente dei rischi in termini di sicurezza, scaturiti da un irresponsabile proliferare di dati e database, ma, suggerisce l’associazione, si sta scivolando in relazioni sociali mediate dalla tecnologia, capaci di ridurre i rapporti a flussi di informazioni che rimbalzano da dispositivo a dispositivo. Relazioni mediate da tecnologie di sorveglianza che, sottolinea inoltre un recente documento di ARCH, rischiano di abituare i ragazzi ad abdicare alla privacy, per sottostare ad un controllo sempre più pressante e pervasivo, anche da parte delle istituzioni .

Gaia Bottà

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23 10 2007
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