Un anno di reclusione per un videomessaggio

Un videoclip con i membri della famiglia reale del Brunei è stato doppiato con dialoghi ritenuti offensivi. Una goliardata che è costata cara a tre cittadini del sultanato

Bandar Seri Begawan (Brunei) – Si può finire in prigione per dei videomessaggi inviati dal cellulare? Sì, se il fatto avviene nel sultanato del Brunei e i clip sono ritenuti sovversivi e oltraggiosi.

Le agenzie di stampa riferiscono infatti che tre cittadini del Brunei sono stati condannati ad un anno di reclusione per aver spedito dal proprio telefono cellulare alcuni videoclip ritenuti offensivi nei confronti della famiglia reale.

Si tratta indubbiamente di un caso raro di “abuso” delle tecnologie legate alla telefonia mobile per il Brunei: la vicenda colpisce una delle ultime monarchie esistenti al mondo, regnante su un paese in cui ai cittadini è vietata ogni forma di critica indirizzata al sultano Hassanal Bolkiah e alla sua famiglia.

Il capo della polizia Majid Damit riferisce che nello scorso novembre, Isa Jaya, William Rahman e Tuah Sabang hanno registrato le proprie voci attraverso un telefono cellulare, realizzando una sorta di doppiaggio vocale dei personaggi di un video clip, in cui erano stati ripresi alcuni membri della famiglia reale. Un po’ come gli autori di “Striscia la Notizia” fanno con le proprie voci, sovrapposte a video e fotomontaggi di personaggi politici e del mondo dello spettacolo.

Il video, come riporta un comunicato stampa diffuso dalle autorità locali, è stato poi distribuito a molte persone, prima che le autorità ne potessero venire a conoscenza e ne arrestassero i responsabili, processati e condannati con una pena a dir poco esemplare.

D.B.

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