Un ballo contro la net-dipendenza

Una serie di manifestazioni volute dall'agenzia Netdipendenza.it promuove singolari soluzioni per scrollarsi di dosso un eventuale eccesso di tv o computer


Roma – Quelli di Netdipendenza.it sono tornati a colpire: il sito-agenzia dall’ispirazione vagamente luddista , già noto per le sue esternazioni in materia di eccessivo ricorso alle nuove tecnologie, ha lanciato una 15 giorni di feste contro quello che definisce il “tecnostress”.

L’evento, che si terrà tra il 16 e il 31 luglio tra Bracciano (Roma) e Milano (Fabrica del Vapore), si intitola 1000 tamburi per scuotere i corpi dagli schermi e intende dare una scossa sia a chi passa molto tempo davanti alla televisione sia a quelli che i promotori definiscono dipendenti dal computer, coloro insomma che ogni giorno lo usano per molte e molte ore.

La nuova “campagna nazionale contro la videodipendenza” invita i cittadini a ballare al ritmo dei tamburi. “Si tenterà – si legge in una nota – replicare nel “reale” la scena del film Matrix Reloaded, in cui i ribelli di Zion ballano ritmi tribali in una caverna fino a far tremare la terra: in questo modo inviano il messaggio al mondo delle macchine “il movimento e la danza sono la risposta all’immobilità generata dagli schermi”.”

Il primo raduno si terrà il 16 luglio nella zona del lago di Bracciano, presso il Centro Volo Rapaci (strada Trevignano-Sutri km 2.200) a partire dalle 15,30. E potrà contare sulla partecipazioni di gruppi, associazioni e musicisti che, scrive Netdipendenza.it , hanno aderito al richiamo.

Sempre sabato 16 luglio è previsto di mattina, alle 9,30, lo Stage danza afro-haitiana per tecnostressati , pensato “per coloro che trascorrono troppe ore in ufficio davanti al computer”. La tecnica – avvisa l’annuncio – “verrà proposta come “antidoto” contro la videodipendenza e il tecnostress”.

Tra gli eventi evidentemente imperdibili anche quello di fine luglio a Bracciano, dove si terrà lo stage di “Danza Expression Primitive con Nicla Jane Giorgi, danzatrice e danzamovimentoterapauta” il cui obiettivo è “favorire la trasformazione del gesto meccanico e tecnologico (esempio: rispondere al cellulare) in gesto tribale e creativo”.

Il programma ufficiale è qui

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  • Anonimo scrive:
    In India non servono pc ed internet!
    In India non servono pc ed internet!Hanno bisogno di molte cose, MA NON DI PC ED INTERNET!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: In India non servono pc ed internet!
      - Scritto da: Anonimo
      In India non servono pc ed internet!
      Hanno bisogno di molte cose, MA NON DI PC ED
      INTERNET!!!Ma hai letto l'articolo o e' uno sfogo da emigrante?
      • Anonimo scrive:
        Re: In India non servono pc ed internet!
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        In India non servono pc ed internet!

        Hanno bisogno di molte cose, MA NON DI PC ED

        INTERNET!!!

        Ma hai letto l'articolo o e' uno sfogo da
        emigrante?Non so se l'ha letto o no, fatto sta che non ha tutti i torti. Altro che alfabetizzazione informatica... soprattutto nelle zone rurali servirebbe prima l'alfabetizzazione vera e propria, visto che il 35% degli indiani è analfabeta, per la maggior parte concentrati proprio nelle zone dove vogliono piazzare questi chioschi. Ben vengano, ma mettessero il target al quale li rivolgono in grado di non guardare solo le jpg.
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