Un click ed il drink è servito

Per chi ama il brivido dell'alcool, un buon drink è irrinunciabile. Capita però che non si abbia abbastanza attitudine a realizzarne uno che sia degno di essere bevuto. O forse è questione di pigrizia. La soluzione semplice, discreta e soprattutto c

Per chi ama il brivido dell’alcool, un buon drink è  irrinunciabile. Capita però che non si abbia abbastanza attitudine a realizzarne uno che sia degno di essere bevuto. O forse è questione di pigrizia. La soluzione semplice, discreta e soprattutto cool c’è e si chiama Super Side Bar .

Dal design sobrio ed elegante, si presenta come un piccolo rubinetto con una pulsantiera che può essere alloggiato su qualsiasi mobile. In realtà è molto di più: dal device partono 5 differenti tubi, abbastanza lunghi da poter raggiungere le bottiglie poste all’interno del mobile bar.

Dotato di una pompa alimentata sia dalla rete domestica che dai più comuni adattatori di corrente da auto, il device può essere portato ed installato praticamente ovunque. Ma non solo: può anche essere programmato in modo da dosare perfettamente le quantità necessarie per creare un buon drink. Disponibile in colore bianco o nero ha un prezzo che varia dai 499 dollari del modello base ai 579 dollari del modello con rubinetto cromato o in ottone.

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[via Bornrich ]

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  • Santos-Dumont scrive:
    Inutile
    Credo che la situazione argentina sia per molti versi simile a qulla brasiliana. Esiste una "capitale sudamericana" del contrabbando chiamata Paraguay da cui si diramano i canali del rifornimento di merce contraffatta verso gli altri paesi del subcontinente. Anche qui in Brasile la polizia federale compie periodicamente delle incursioni dimostrative nelle zone tipiche del commercio "parallelo" che ogni città medio-grande possiede. Ma sono solo dimostrazioni a beneficio degli osservatori internazionali, analogamente a quella propaganda martellante, presente in ogni DVD a noleggio, che entra da un orecchio ed esce dall'altro. Cosí sull'unghia riesco a pensare almeno i seguenti motivi per cui non si andrà oltre le misure di facciata:- troppa gente ufficialmente discoccupata si guadagna da vivere col contrabbando: meglio sopportare la pirateria (a meno di sfuriate occasionali) che affrontare una rivoluzione urbana;- quanti funzionari della polizia federale e delle dogane federali e statali non chiudono un occhio in cambio di piccoli contributi al loro fondo pensione? 8)- la strumentazione necessaria per questo tipo di pirateria multimedia é ormai di costo limitato e facilmente disponibile attraverso canali ufficiali: sono abbonato alla rivista Info e la parte finale contiene sempre alcuni annunci di rack per la copia multipla di CD/DVD, secondo voi qual é l'impiego tipico di queste attrezzature? (cylon)(N.B. No, non sono apannaggio delle riviste di informatica che non so da voi, ma qui ormai latitano da anni, il panorama editoriale cartaceo è un mortorio...)Ergo, caro Annunziata, una rondine non fa primavera, almeno in queste lande d'oltreoceano.
  • Sina scrive:
    di questo passo
    Di questo passo quei paesi europei che fino ad oggi sono stati considerati paladini delle libertà saranno presso etichettati come paesi oppressori, mentre, altri paesi ancora considerati emergenti, ma, altro che emersi, paesi volanti si faranno portabandiere delle libertà e tutto il bisogno di libertà esistente nel mondo dell'informatica si trasferirà in questi paesi, che possono essere l'india, la stessa cina, o altri paesi del sud est asiatico o perfino paesi africani. Chiudono un server in olanda? Che problema c'è? basta aprirlo in sudan. Poi, quando ci accorgerà dell'esistenza di una equazione che dice "traffico di rete" = "libertà" "libertà" = "progresso" "progresso" = "ricchezza", forse sarà già un po' tardi. Chi ha saggezza per saper individuare i segnali di cambiamento sappia prepararsi!
  • Mazzoli scrive:
    Argentina.
    Per Annunziata, lo sharing è alla stregua di vendere copie contraffatte; questo spiegherebbe cosa razzo c'entra il processo Argentino al "marocchino" di turno.
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