Un gadget, tre funzioni

Caricatore solare, lettore MP3 e trasmettitore FM, cosa si può volere di più?

Per chi è sempre in movimento e porta con sé parecchi dispositivi elettronici, Chinavasion ha progettato un caricatore ad energia solare, capace non solo di fornire corrente a tutti gli apparecchi dotati di alimentazione USB, ma in grado anche di fungere da lettore MP3 e da trasmettitore FM.

tre in uno

Il Portable Solar Charger + MP3 Player+ FM Transmitter, quindi integra tre differenti gadget in uno. Con il pannello solare integrato (5.5V/85 mA), il device è capace di catturare la luce del Sole, ricaricando così una batteria agli ioni di litio integrata da ben 1200 mAh/3.7V. Insieme a questa botta di energia, il device è capace di riprodurre la propria musica preferita in formato MP3/WMA/WAV, grazie al supporto ad una memoria micro-SD fino a 32 GB, di cui una da 2 GB è inclusa nella confezione. Gli MP3 devono comunque essere codificati con qualità inferiore a 320 kbps.

Se ancora ciò non fosse sufficiente, la musica ascoltata può essere trasmessa all’impianto Hi-Fi dell’automobile, ad esempio, potendo così riprodurre le note preferite utilizzando le casse integrate nel veicolo. Il dispositivo è infatti capace di trasmettere i suoni su frequenza FM, per essere captate da un ricevitore posto nel raggio di 5 metri.

Per acquistare questo gadget multifunzione, bisogna rivolgersi a Chinavasion , che lo vende a 19,78 euro.

Insomma, questa è la realizzazione pratica della filosofia: e pluribus unum !

(via 7Gadgets )

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  • bubba scrive:
    Yahoo vs succhiasoldi atto II
    uauah non so se avete letto uno stralcio della sentenza... ma e' bellissima... il giudice usa le stesse armi(=abnormita' di diritti e titolarita') che l'industria ha prodotto, per sbattergliele in faccia ahahahttp://www.leggioggi.it/2011/07/14/yahoo-la-legge-e-uguale-per-tutti-anche-per-elly/: a questo riguardo deve essere valorizzata la circostanza che dalla documentazione acquisita, prodotta dalla stessa parte ricorrente, risulta che la stessa P.F.A. Films s.r.l. è <u
    titolare solo di alcuni dei diritti di sfruttamento </u
    dellopera cinematografica About Elly e <u
    solo per alcuni territori </u
    con la conseguenza che tali diritti possono legittimamente essere esercitati da terzi anche attraverso le reti telematiche e che pertanto <u
    nella indiscriminata moltitudine dei possibili contenuti </u
    web riproducenti immagini del film About Elly è <u
    necessario distinguere quelli provenienti da soggetti legittimati da quelli abusivi </u
    .
  • NO siae scrive:
    No siae No party
    [yt]_PveNGyEeRI[/yt]
  • incaxxx scrive:
    Si-ae
    Mi chiedo perché quelli della siae possano fare pirateria e abuso dei diritti d'autore degli altri alla luce del sole, usufruire di tutto ciò' che c'e d'artistico, come andare ai concerti, cinema, mostre gratis ed essere pure pagati dagli autori stessi per essere tutelati da noi poveri disgraziati, e' questo veramente quell0 che vogliono gli artisti far tutelare le loro anime da questi avvoltoi? Mah
  • dont feed the troll/dovella scrive:
    Che bello: su facebook hanno iniziato
    a rispondere.Insultando chi non è d'accordo con loro.Eh no, il caso Red Ronnie non ha insegnato nulla.Inoltre censurano palesemente, salvo poi negarlo.Che bella gente.
    • La SIAE scrive:
      Re: Che bello: su facebook hanno iniziato
      - Scritto da: dont feed the troll/dovella
      a rispondere.

      Insultando chi non è d'accordo con loroChi non è d'accordo è solamente un povero cretino capito? :@Parola di SIAE
  • .poz scrive:
    Equo compenso ??
    "Perché il diritto allequo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?"Perchè quando vado in farmacia e compro chessò dei cerotti od un medicinale da banco NON PAGO UNA TASSA ALLA "Società Italiana Medici ed Infermieri" che poi con meccanisimi non trasparenti divide tra i propi associati per conpensare il mancato guadagno dovuto al fatto che il cerotto me lo metto da solo o l'aspirina la prendo senza prima consultare il medico.
  • The_GEZ scrive:
    Facebook
    Ciao a Tutti !Innanzitutto vorrei fare notare all' autore dell' articolo un gravissimo errore di grammatica, ha messo "Confindustria" e "Cultura" nella stessa frase.Poi questi degni del male della SIAE prima di aprire la loro paggggina de fesbuc per poter parlare ai gggggggggggiovini, hanno letto i termini del servizio ? Lo sanno che quello che caricano diventa di proprietà di facebook ?Secondo me tempo un mese a la banda bassotti SIAE gli farà pure causa a facebook per furto di proprietà intellettuale ... caricata da loro.
    • Terribile avvoltoio legale scrive:
      Re: Facebook
      - Scritto da: The_GEZ
      Ciao a Tutti !

      Innanzitutto vorrei fare notare all' autore dell'
      articolo un gravissimo errore di grammatica, ha
      messo "Confindustria" e "Cultura" nella stessa
      frase.
      Poi questi degni del male della SIAE prima di
      aprire la loro paggggina de fesbuc per poter
      parlare ai gggggggggggiovini, hanno letto i
      termini del servizio ? Lo sanno che quello che
      caricano diventa di proprietà di facebook
      ?
      Secondo me tempo un mese a la banda bassotti SIAE
      gli farà pure causa a facebook per furto di
      proprietà intellettuale ...Ottimo! Sento odore di quattrini! Una bella causina a Facebook forza!Parola di terrible avvoltoio legale[img]http://z.about.com/d/sanfrancisco/1/0/y/U/-/-/griffinvulture800.jpg[/img]
  • zippo scrive:
    Siamo un solo popolo
    Dovete capire che Internet è essenzialmente la globalizzazione, ma non come la concepite voi in termini economici, ma in termini di fratellanza, uguaglianza e concordia.Suona strano, sembra proprio il motto francese che Sarkazzo ha affogato in una vasca da bagno.Ma non ci potete fare niente. Cosi e cosi sarà per sempre. In Internet vivono spiriti nuovi e vecchi.La libertà esisterà sempre e comunque. Colpire uno non significa niente, le strade sono infinite e ci sarà sempre qualcuno che indicherà agli altri dove attingere le informazioni di cui ha bisogno.Questo è il mio pensiero, per questo motivo ho mandato a fare in c@lo certi personaggi (in particolare UNO) che sperava di detenere una parte di un monopolio che NON esiste.Se mi stai leggendo, ti mando il mio piu grande vaffanc@ulo, cosi come lo mando a chi la pensa come te.Mi raccomando, restaci, tu e la tua vita squallida e ti consiglio di mettere su una videoteca.Gli attributi li hai tutti.Deficente.
  • Federico Razzoli scrive:
    Domande alla SIAE
    1) Perchè non posso vendere un disco con musica mia senza il vostro bollino?2) Perchè copiare un CD a uso personale legalmente ì grave quanto rubare un portafogli?3) Perchè mettete becco in quello che posso o non posso fare con la roba che ho comprato?4) Perchè un ragazzino di prima media che studia musica è in grado di passare il vostro esame? Forse lo fate solo a scopo di lucro?5) Perchè se io voglio rinunciare ai diritti morali sulle mie opere non posso farlo? E' un modo per tutelare i detentori dei diritti da se stessi?6) Perchè in Italia non esiste il pubblico dominio, riconosciuto perfino dai paesi più liberalcapitalisti come gli USA?7) Perchè se io scarico un'opera distribuita come pubblico dominio, in Italia, almeno teoricamente rischio la galera?8) Perchè se io scrivo "Questo è software libero", ma non inserisco una licenza legalmente valida, ai fini della legge è come scrivere "Tutti i diritti sono riservati"?9) Perchè siete odiati dalla quasi totalità delle persone che sanno cos'è la SIAE e nonostante questo Punto Informatico vi dà voce?
    • Guybrush scrive:
      Re: Domande alla SIAE
      - Scritto da: Federico Razzoli
      1) Perchè non posso vendere un disco con musica
      mia senza il vostro
      bollino?Sai stavamo andando in malora con tutto l'equo compenso e allora abbiamo fatto azione di lobby per raggranellare qualche altro milione di euro prima della fine.
      2) Perchè copiare un CD a uso personale
      legalmente ì grave quanto rubare un
      portafogli?Scusa? No, non e' vero. Tu hai il diritto di effettuare UNA copia di sicurezza. Ti è SOLTANTO proibito aggirare i sistemi di protezione, sai si configurerebbe il reato di "ACXXXXX ABUSIVO A SISTEMA INFORMATICO".
      3) Perchè mettete becco in quello che posso o non
      posso fare con la roba che ho
      comprato?Perché non l'hai comprata, hai acquisito il diritto all'ascolto, ma la leggi la gazzetta ufficiale? E' chiarissimo!(e' in senso ironico, NdR)
      4) Perchè un ragazzino di prima media che studia
      musica è in grado di passare il vostro esame?Be' e' alle medie che si studia musica in italia, no?
      Forse lo fate solo a scopo di
      lucro?Come puoi anche solo PENSARE una cosa simile? Abbiami SERISSIMI criteri di selezione dei nostri associati!(altra ironia, NdR)
      5) Perchè se io voglio rinunciare ai diritti
      morali sulle mie opere non posso farlo?La legge italiana non consente ad un autore questa possibilita'. Nel bene e nel male un'opera ha almeno un autore.
      E' un
      modo per tutelare i detentori dei diritti da se
      stessi?No, e' un modo per sapere da quando contare i famosi 70 anni. Fosse stato per noi avremmo volentieri fatto in modo di permettere all'autore di rinunciare anche alla paternita' dell'opera.Ancora non ci siamo riusciti :-(
      6) Perchè in Italia non esiste il pubblico
      dominio, riconosciuto perfino dai paesi più
      liberalcapitalisti come gli
      USA?Esiste, ma se vuoi suonare in pubblico devi pagare una tassa allo stato. Tassa di cui la SIAE ha la concessione per la riscossione.
      7) Perchè se io scarico un'opera distribuita come
      pubblico dominio, in Italia, almeno teoricamente
      rischio la
      galera?Questo e' falso, ma secondo i nostri archivi non esistono opere nel pubblico dominio, e pure che ci fossero non potete sfuggire ai nostri cugini di SCF per pagare i diritti connessi.
      8) Perchè se io scrivo "Questo è software
      libero", ma non inserisco una licenza legalmente
      valida, ai fini della legge è come scrivere
      "Tutti i diritti sono
      riservati"?Perché la legge tutela i tuoi diritti, no?(Ironia, sempre ironia, NdR)
      9) Perchè siete odiati dalla quasi totalità delle
      persone che sanno cos'è la SIAE e nonostante
      questo Punto Informatico vi dà
      voce?Perché è un giornale e come tale deve dare voce a tutti.La cosa ci dispiace parecchio, preferiremmo non starvi a sentire... già facciamo fatica a tenere in ordine la pagina su FB dove COSI' tanti, nonostante i pareri contrari, ci han detto che ci vogliono bene.---OK, questa e' solo la mia interpretazione delle potenziali risposte della SIAE alle tue domande, spero ti sia divertito e abbia colto l'ironia delle risposte.Un salutoGuybrush ThreepwoodTEMIBILE Pirata
  • Federico Razzoli scrive:
    delusione
    Pure i comunicati della SIAE mettete su questo sito. Quella feccia lucra su qualsiasi cosa e voi le date voce! Vi pagano?
    • FDG scrive:
      Re: delusione
      - Scritto da: Federico Razzoli
      Pure i comunicati della SIAE mettete su questo
      sito. Quella feccia lucra su qualsiasi cosa e voi
      le date voce! Vi pagano?Si chiama informazione. Se non ti dispiace a me interessa sapere che razzate scrivono quelli della SIAE. O pensi che le battaglie si combattano a colpi d'ignoranza?
  • iupiter scrive:
    e ladri e' offensivo?
    Prima di pubblicare un tuo commento assicurati che: sia in tema e contribuisca alla discussione in corsonon abbia contenuto razzista o sessistanon sia offensivo, calunnioso o diffamantee ladri e' offensivo e come me li chiamate quelli che scaricano materiale protetto, deve essere stata una donna di solite le censuratrici sono quelle XXXXX di donne.
  • iupiter scrive:
    blog di XXXXX
    a me il commento l hanno cancellato almeno ora si sa da che parte sta punto informatico...da quella dei ladri...bravi bravi con la censura poi criticate gli altri...ma ki se ne fotte del vostro blog di XXXXX.
  • Davide277 scrive:
    leggi fasciste
    Certo che avere ancora in vigore una legge fascista del 1941 è propio una vergogna Siamo nel 2011 tutte quelle norme sono superate da tempo e ora di abrogarla e scriverne una nuova come si deve
    • uno nessuno scrive:
      Re: leggi fasciste
      No ti prego non dirlo!!! Tutte gli articoli del Codice Rocco a cui sono stati aggiunti i vari Bis, Tris, etc, sono stati inaspriti. Se venissero riportati com'erano sentiremmo berlusconi e franceschini gridare in coro che regna l'anarchia.Pensa solo che nei confronti degli ultras (che non amo, ma non per questo voglio vedere in galera) vengono applicate norme che sono state pensate per i soldati nemici che bruciano i villaggi in tempo di guerra.Quando c'era lui almeno si resisteva!
  • Marco Ravich scrive:
    10 risposte (sensate)
    1. Perché il diritto dautore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?Si può dire che il diritto d'autore, "fuori dalla rete", non è riconosciuto ma piuttosto imposto: l'uomo della strada - ma spesso anche i giovani creativi - non ne conosce né le modalità di applicazione né l'utilità.Se tutti conoscessimo esattamente le percentuali di formazione del prezzo dei prodotti, sicuramente non appoggeremmo il sistema che li tiene in vigore.2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale?Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?Il "furto" (alla stregua dell'iniquo sfruttamento) della proprietà intellettuale è un reato grave che andrebbe perseguito a tutti i livelli.Però a me sembra che - se adeguatamente normata - una maggiore accessibilità alle opere non possa che far bene al mercato culturale.3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri?Chi usa le opere altrui per trarne profitto illegalmente è un criminale, senza mezzi termini.Però sarebbe anche utile liberalizzare davvero il mercato, vietando l'utilizzo di strumenti come il "Music Control" o le "classifiche di vendita" nonché la commercializzazione degli spazi radiotelevisivi che sono da considerarsi a tutti gli effetti concorrenza sleale nei confronti degli autori minori/indipenti.4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti?E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?L'acXXXXX alla rete, al pari di quello alla TV, dovrebbe essere un diritto per tutti i cittadini: in realtà - dovendo pagare - già si applica una prima forma di "censura". Se a questo aggiungiamo le percentuali di copertura della banda larga e di diffusione dei computers, si evince perché il nostro paese è così in basso nelle classifiche internazionali per la "libertà d'espressione".Al contrario della TV, i siti oggi più frequentati sono di tipo UGC (User Generated Content), quindi la maggior parte dei contenuti sono generati dagli utenti stessi e nessuno di loro riceve compenso per questo.Non vi sembra ingiusto ? Perché non preoccuparsi anche dei LORO diritti d'autore ?5. Perché il diritto allequo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?Anche quà, a me sembra che il problema sia di trasparenza: quanto incide l'equo compenso ? A chi vanno i soldi che ho pagato ?Ecco perché questo strumento ha assunto le fattezze di una tassa: finisce tutto in un calderone e poi chissà...6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?E' stato dimostrato da più studi indipendenti ed internazionali che l'aumento di prodotti culturali fruibili (anche illegalmente) favorisce il mercato degli stessi, penalizzandolo solo in minima parte.Và quindi fatta un'essenziale distinzione fra coloro che scaricano AL POSTO di acquistare (e che comunque non acquisterebbero, nemmeno se non avessero a disposizione la rete) e coloro che scaricano per valutare prima dell'acquisto.Come suggerii in un emendamento al decreto Urbani (poi ritirato insieme ad altri dal sen. Cortiana), và cambiata la normativa sul diritto d'autore al fine di scoraggiare "de facto" l'acXXXXX ai contenuti illegali: se si potessero reperire tutte le opere sui siti ufficiali degli artisti stessi, perché rivolgersi altrove (magari rischiando anche) ?Modificare la normativa in modo da obbligare gli autori a pubblicare tutte le loro opere sui rispettivi siti web, ha proprio la ratio di favorire la fruizione di contenuti limitandone l'abuso.7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti?Non esiste infatti contrapposizione fra utenti ed autori, semmai fra "sfruttatori" e "sfruttati".Il consiglio è di non esagerare (dopo aver tentato coi DRM, i rootkit e quant'altro sono rimaste solo le leggi) perché a lungo andare la reazione potrebbe essere devastante: semplicemente gli autori sceglieranno sempre più "strade alternative" (es. Creative Commons) per tutelare i propri interessi e gli utenti man mano li seguiranno. E' inevitabile.8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a disposizione?In primis non sempre chi "la mette a disposizione" l'ha "rubata", anzi spesso è un'acquirente che vuole condividere un'opera che trova interessante.E' giusto contrastare i "freeriders" (chi scarica senza poi acquistare), ma è altrettanto giusto avere il diritto di valutare prima dell'acquisto.Il suggerimento è quello di mutuare un qualche tipo di licenza da quella Shareware: scaricati quello che vuoi ma hai 30 giorni di tempo per acquistarlo originale oppure cancellarlo.9. Perché nessuno dice che lindustria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società "over the top" al massimo qualche decina? E perché chi accusa lindustria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?Il problema è che "quelle risorse necessarie" finiscono sempre per favorire qualcuno e non tutti gli autori.Perché non creare un registro pubblico on-line dove ogni autore possa depositare/registrare gratuitamente le proprie opere ?10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio minore"? Avendo avuto a che fare diverse volte con la SIAE, non ho avuto l'impressione lavorasse in favore degli autori (forse di quelli "grandi"), bensì più degli editori: forse sarebbe bene "spezzare" l'ente in due per riequilibrare le forze fra autori ed editori, che non sempre hanno gli stessi interessi/obiettivi...Credo che i "figli di un Dio minore" siano proprio i creativi (specie se poco noti), in questo nostro povero paese.
    • iupiter scrive:
      Re: 10 risposte (sensate)
      erano piu' belle le mie di risposte solo che siccome a punto informatico gli rode che uno non usa mezzi termini han cancellato tutto...e manco c era nulla di offensivo...pezzi di XXXXX(questo e' offensivo)
  • SIGLAZY scrive:
    Le mie risposte alle 10 domande

    1. Perché il diritto dautore, che fuori dalla rete è riconosciuto,
    in rete non deve essere remunerato?Innanzitutto non continuiamo a confondere il "diritto d'autore" con il "diritto di copia". Il diritto INALIENABILE di un autore a veder riconosciuta la propria opera è riconosciuto SOPRATTUTTO in rete. Il diritto di copia, oggi esteso fino a 70 anni dalla morte dell'autore, dovrebbe remunerare principalmente il COSTO DI RIPRODUZIONE degli editori: ma Internet rende tale costo è irrisorio, e anzi l'intermediazione degli editori sta diventando un ostacolo alla produzione e alla diffusione delle opere. Noi preferiamo pagare l'autore invece che foraggiare l'intermediario.
    2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano
    anzitutto il furto della proprietà intellettuale?Anche qui c'è un errore grave: il copyright è UN'ECCEZIONE AL DIRITTO DI PROPRIETA', non una proprietà. Infatti quando compro un oggetto ne posso farne quello che voglio, AD ESCLUSIONE DEI BENI PROTETTI DA COPYRIGHT per i quali c'è un limite TEMPORALE al diritto di proprietà, nato per consentire AGLI EDITORI di rientrare degli ingenti costi di riproduzione delle opere.Solo che oggi quei costi, con Internet, non sono più così ingenti e l'eccezione al diritto di proprietà costituita dal copyright è diventata più costosa di quanto il mercato sopporti.
    Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita
    illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?Innanzitutto la "proprietà intellettuale" non è stata praticamente mai acquisita illegalmente: chi mette a disposizione la copia digitale ha ACQUISTATO una copia LEGALE.Piuttosto, Internet ha amplificato l'uso di distribuire copie della propria opera preferita alla cerchia di amici - nata con i primi sistemi di riproduzione casalinga, i nastri 8mm e le audiocassette - allargando la cerchia al mondo intero.Ricordo ancora il dibattito, che ho letto sui settimanali degli anni cinquanta, in cui SIAE sosteneva che per far ascoltare musica alla radio a persone che non facevano parte della cerchia familiare - amici, parenti di secondo grado, vicini di casa - occorreva pagare la tassa sulla diffusione. Oggi qualcuno paga quando fa ascoltare la radio ai suoi amici?
    Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il
    lavoro degli altri?Nessuno dice che sia ingiusto. Però occorre distinguere tra chi SFRUTTA IL LAVORO DEGLI ALTRI - ad esempio la malavita che produce copie pirata di CD e DVD senza remunerare gli autori - da chi DIFFONDE CULTURA producendo copie per uso personale, privato, della propria cerchia di amicizie.E colpire ILLEGALMENTE (= violando diritti costituzionali) chi SI PRESUME sfrutti illegalmente il lavoro degli altri è ANCORA PIU' INGIUSTO.
    4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non
    è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti?In questo momento sto navigando attraverso un hotspot wifi GRATUITO, e quindi la domanda è scorretta: a volte la connessione E' GRATIS.In secondo luogo, è ingiusto pagare i contenuti ECCESSIVAMENTE e SPROPORZIONATAMENTE alla qualità: se devo scegliere tra un file digitale con bitrate di 128k e protetto da DRM, e un file digitale con compressione lossless scaricato da Internet, scelgo il secondo. Se devo scegliere tra un film su DVD protetto da copia e che mi costringe a far vedere ai miei bimbi uno spot TERRIFICANTE anti-pirateria e uno che posso vedere su qualunque lettore (anche quello comprato in Messico durante le vacanze) che parte subito con il film e, quando è rovinato, posso sostituire copiandolo su un nuovo supporto, scelgo ancora il secondo. Se devo scegliere tra pagare dieci euro per un CD di musiche vecchie di dieci anni o vedermi un concerto dal vivo pagandone venticinque, scelgo ancora l'opzione due.
    E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?Il 99% dei contenuti che offre la rete non dipende dall'offerta di contenuti degli editori tradizionali.Buona parte dei contenuti attuali sono generati dagli utenti usando ANCHE porzioni di contenuti protetti da copyright. Quindi la violazione del diritto di copia INCENTIVA la produzione di contenuti che altrimenti non sarebbero fruibili.La rete senza il copyright attuale sarebbe migliore.
    5. Perché il diritto allequo compenso viene strumentalmente, da
    alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi
    di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?E' chiamato tassa perchè, come le tasse, colpisce indiscriminatamentechi usufruisce di un servizio e chi non ne usufruisce. Anzi, trattandosi di un costo che punisce i cittadini onesti perchè la magistratura non è in grado di combattere "i criminali", si dovrebbe chiamare più correttamente "pizzo".Come ha già detto qualcun altro, il mio medico non viene a chiedermi dei soldi perchè io, essendo vivo, potrei ammalarmi.
    6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità
    di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?Me lo sono chiesto anch'io. E se lo sono chiesto anche altre persone, tra cui mi piace ricordare Jeff Kwatinetz, direttore generale della Firm, che dichiarò: "Spesero miliardi di dollari per fare causa a Napster, e quello fu il momento in cui le etichette si suicidarono. Il mercato discografico ebbe un'incredibile opportunità allora: stavano tutti usando lo stesso servizio, era come se stessero ascoltando tutti la stessa radio. Poi Napster chiuse, e quei trenta o quaranta milioni di persone se ne andarono altrove".
    7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare
    questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e
    produttori di contenuti e utenti?Perchè le domande stupide fanno sembrare stupidi.Autori e editori sono contrapposti perchè hanno interessi economici contrapposti; editori e fruitori sono contrapposti per la stessa ragione.
    8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale
    libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo [...]Se chiedete di violare diritti costituzionalmente garantiti per il vostro tornaconto personale, che cos'altro dovremmo dire?
    9. Perché nessuno dice che lindustria della cultura occupa in Italia
    quasi mezzo milione di lavoratori e le società "over the top" al
    massimo qualche decina?Perchè non è vero.
    E perché chi accusa lindustria culturale di essere in grave ritardo
    sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse
    necessarie[...]?Perchè avete avuto l'opportunità di farlo e l'avete sprecata. E adesso chiedete ancora dei soldi e ci dite che li spenderete CONTRO internet.
    10.Perché non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro
    lavoro[...]?Il vostro modello di business è vecchio e destinato a fallire. Perchè osttinarsi a tenere in vita un cadavere?
  • discussione in corso scrive:
    SIAE = DINOSAURI
    La SIAE difende i propri privilegi.Perchè nell'era del digitale, degli mp3 e di tutte queste diavolerie tecnologiche dovrei spendere 25 EURO (50.000 LIRE, CINQUANTAMILA LIRE) per comprare un pezzo di plastica rotonda con 10 canzoni di dubbia qualità dentro? Ragazzi in un ora mi scarico migliaia di MP3, gratis. C'è da dire che da quando scarico, ho comprato decine di cd originali di artisti che prima non conoscevo, secondo me è una menzogna il fatto che sta gentaglia fa la fame per colpa della pirateria.Bisognerebbe dare il giusto prezzo alle cose. Loro non si vogliono evolvere, ma se non lo faranno falliranno completamente (e lo spero).Per quanto riguarda la censura, cari baroni, si troverà sempre il modo di eludere le vostre leggi prezzolate. L'unica cosa che vi rimane da fare è venire a prenderci uno ad uno e metterci in gabbia (e non vi conviene). La rete non si potrà mai bloccare.Bisogna abolire il copyright ed eliminare completamente gli intermediari.Le possibilità sono davvero infinite e l'artista (spogliato da intermediari e parassiti vari) se propone un prodotto di qualità al giusto prezzo continuerà a guadagnarci forse anche più di prima.Certo che burattini creati ad arte come marco carta (miniere di denaro per le case discografiche) non troverebbero spazio in un mondo senza majors.Le possibilità sono infinite, io non sono per lo scaricamento selvaggio, mi piacerebbe anche poter contribuire alla creazione di pezzi di storia della musica, pagando il giusto all'artista, ma finché le condizioni saranno queste (prezzi fuori dal mondo, privilegi assurdi, qualità pessima e tanto altro), continuerò a scaricare e come me migliaia di italiani. Via gli aristi di cartapesta, via gli intermediari, contribuiamo all'abolizione dei copyright smettendo di comprare e scaricando più di prima. Devono estinguersi!
  • iupiter scrive:
    10 risposte
    1. Perché il diritto dautore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato? perche' ci sono coloro che lo chiamano scambio etico ma sono ladri. 2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura? perche' sono a quelli dello scambio etico e della diffusione del sapore universale gli tocca cacciare i soldi per pagare 3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri? perche' la sinistra li appoggia e i giudici sono di sinistra. 4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? Perche' devono cacciare i soldi sempre i ladriE perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti? Un luogo senza disonesti e ladri 5. Perché il diritto allequo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.? Perche' quelli di sinistra sono malati di tasse...guarda cosa combino' il loro visco. 6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo? Perche' c e' un buco legislativo e interessa ai ladri di sinistra non riempirlo. 7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti? A tutela degli interessi dei provider che vendono abbonamenti ai ladri 8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a disposizione? La liberta' per la prima volta al mondo(tranne che per i politici loro lo fanno abitualmente) di rubare senza danni e di professarsi pure grandi divulgatori(si di questa ceppa), mentre si e' solo ladri del lavoro di altri. 9. Perché nessuno dice che lindustria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società "over the top" al massimo qualche decina? E perché chi accusa lindustria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro? Altrimenti non potrebbero giustificare il fatto che sono dei disonesti e ladri. 10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio minore"?Perche' si attaccano agli specchi pur di sfruttare questo buco legislativo di cui godono grazie a politici che non sapendo una ceppa di internet non sanno manco cos e' un mp3. Lo sanno per sentito dire.Comunico a quei soliti morti di fame disonesti XXXXXXXX e ladri che rubano che non sono un videotecaro e non ho nulla da difendere. Io sono solo onesto...voi no. E con me agli specchi non vi ci attaccate..qualsiasi cosa diciate per giustificare i vostri ripetuti atti di disonesta invece che agli specchi , vi potete immaginare dove vi mando ad attaccarvi.Distinti saluti(tranne ai ladri a quelli al massimo uno sputo ma no che poi li disinfetto)
  • Ubunto scrive:
    Perché no.
    <b
    Costituzione Italiana - Parte I - Titolo I - Art. 24 </b
    Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.La difesa <u
    è diritto inviolabile </u
    in ogni stato e grado del procedimento.Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari. <b
    Costituzione Italiana - Parte II - Titolo IV - Art. 101. </b
    La giustizia <u
    è amministrata in nome del popolo </u
    .I giudici sono soggetti soltanto alla legge. <b
    Costituzione Italiana - Parte II - Titolo IV - Art. 102 </b
    La funzione giurisdizionale <u
    è esercitata da magistrati ordinari </u
    istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario. <u
    Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. </u
    Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia.Vedere anche Parte Seconda - Titolo IV - Art. 104 e 111http://www.governo.it/Governo/Costituzione/principi.html-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 luglio 2011 02.58-----------------------------------------------------------
    • La nonna della SIAE scrive:
      Re: Perché no.
      - Scritto da: Ubunto
      Tutti <b
      i parlamentari mafiosi </b
      possono agire in giudizio per la tutela dei
      propri diritti e interessi
      legittimi.
      FIXED
      La difesa <u
      è diritto inviolabile
      </u
      in ogni stato e grado del
      procedimento.
      <b
      A meno che ciò non confligga con gli interessi delle lobby appoggiate </b

      <b
      dal PDL e da mediaset. </b
      FIXED

      Sono assicurati ai non abbienti, con appositi
      istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti
      ad ogni
      giurisdizione.
      questa bisognerebbe stamparla sulle magliette, tanto per ricordare ai potentati com'è che stanno le cose
      La giustizia <u
      è amministrata in nome
      <s
      del popolo </s
      di San Silvio, delle veline e dei suoi amichetti</u

      .

      I giudici sono soggetti soltanto alla legge <b
      di Mediaset </b

      FIXED
      La funzione giurisdizionale <u
      è
      esercitata da <s
      magistrati ordinari </s
      AGCOM, SIAE e AAMS </u

      istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento
      giudiziario.
      FIXED
      <u
      Non possono essere istituiti giudici
      straordinari o giudici speciali. </u

      Tranne che nei casi previsti per la salvaguardia di San Silvio,
      delle veline e dei suoi amichetti/lobbysti.FIXED
  • age scrive:
    Stani comenti
    sul loro profilo si evince chiaramente che stanno CENSURANDO i commenti la cosa bella e che i commenti che comunque restano sono al 90% critiche negative nei loro confronti non oso immaginare cosa vi sia in quelli CENSURATI (dopotutto da loro non sanno fare alto)
    • La nonna della SIAE scrive:
      Re: Stani comenti
      la cosa veramente bella è che questi ********* ( aggettivo a piacere ) hanno capito che per sfruttare la rete e manipolare i suoi abitanti basta aprire una paginetta su fessbucquesto la dice lunga sull'intelligenza e sulla cultura ( toh, ma loro non rappresentavano la cultura? ) di questi soggettiricordo quando la Moratti aprì la sua paginetta fasulla su fessbuc per far vedere ai poveri gonzi ( secondo lei ) che tutti l'amavano e l'avrebbero votatobastarono due ore per far emergere che i commenti positivi erano tutti di tirapiedi ai suoi ordini
    • frk scrive:
      Re: Stani comenti
      - Scritto da: age
      sul loro profilo si evince chiaramente che stanno
      CENSURANDO i commenti la cosa bella e che i
      commenti che comunque restano sono al 90%
      critiche negative nei loro confronti non oso
      immaginare cosa vi sia in quelli CENSURATI
      (dopotutto da loro non sanno fare
      alto)Scusa da cosa lo capisci?
  • Dilling scrive:
    Massimo Piscopo gli ha risposto
    Trovate il link su questa paginahttp://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=8213
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: Massimo Piscopo gli ha risposto
      - Scritto da: Dilling
      Trovate il link su questa pagina

      http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=8213Anche qui: :)http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1228
      • SpeakerMuto scrive:
        Re: Massimo Piscopo gli ha risposto
        Mi avete battuto per un pelo :)Il bello che è molto simile a quello che ho scritto qui: http://radiofreemouth.blogspot.com/2011/06/scaricare-musica-illegalmente.htmlE c'è un altro interessante punto di vista: http://lastella.blogautore.repubblica.it/2011/07/13/la-libera-gratuita-dellarte/
        • iupiter scrive:
          Re: Massimo Piscopo gli ha risposto
          scambio etico un kazzo andate a lavorare ladri...furto proletario e kazzate simili...ladri siete e ladri rimanete...mezzi fannulloni da centro sociale.
  • Fininsvest scrive:
    Stanno morendo e quindi si agitano...
    Come un animale in trappola quando scopre che sta per finire...Ormai i nuovi artisti non hanno più bisogno di loro, e anche molti vecchi artisti si stanno rendendo conto che sono inutili, tanto per fare qualche esempio:http://karminmusic.com/ questi fanno tutto da soli sono in 2 e fanno concerti vendono musica ecc... hanno solo 1 società che gli fa da manager perchè da quando sono famosi sono stati ospiti pure su varie TV americane e a un certo livello un manager serve... Ad esempio per aumentare le vendite vendono il cd autografato...O basta fare una piccola ricerca su http://www.reverbnation.com/ per accorgersi che è pieno di artisti in gamba e alcuni anche famosi che campano di musica senza bisogno di major o di siae che come ha fatto notare anche il Piotta, ti chiede 2500 euro all'anno di iscrizione a prescindere che tu sia una major multimilionaria o un artista autoprodotto e se non paghi ti minacciano.Per quanto riguarda le domande rispondete sul fu Facebook:http://www.facebook.com/pages/SIAE-Societ%C3%A0-Italiana-degli-Autori-ed-Editori/252357288114334Se poi ci fate caso la lettera è firmata all'80% da major che stanno morendo e dal restante 20% sono artisti tanto anonimi che nemmeno la siae nomina...
    • iupiter scrive:
      Re: Stanno morendo e quindi si agitano...
      e ci credo quelli la siae non se li piglia sembrano mio nonno con la farfisa e una scema uscita da x factor con due grammi di voce...il fatto che siano stati ospiti in america non depone a favore..in america e' pieno di kazzate.
  • mikronimo scrive:
    Inserimento link
    Ho inserito il link nella pagina FaceBook e ho inviato alcune e-mail delle Vostre risposte ad una casella SIAE.
    • dont feed the troll/dovella scrive:
      Re: Inserimento link
      - Scritto da: mikronimo
      Ho inserito il link nella pagina FaceBook e ho
      inviato alcune e-mail delle Vostre risposte ad
      una casella
      SIAE.Io non lo vedo.
      • mikronimo scrive:
        Re: Inserimento link
        https://www.facebook.com/pages/SIAE-Societ%C3%A0-Italiana-degli-Autori-ed-Editori/252357288114334devi visualizzare tutti i commenti (del primo post, dove al momento c'è scritto "appello SIAE e Confindustria, ecc." seguito dalla dicitura/link "visualizza tutti i commenti"), perché ne compaiono solo alcuni.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2011 19.31-----------------------------------------------------------
  • Autore di pezzi in fabbrica scrive:
    Anche io voglio i diritti
    Perchè autori di canzoni, libri, giochi eccetera devono continuare a guadagnare per 70 80 anni sulle loro opere diventando fantastigliardari ed io invece che sono autore di un personalissimo modo di lavorare mi devo accontentare di 1000 euro al mese?
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Anche io voglio i diritti
      - Scritto da: Autore di pezzi in fabbrica
      Perchè autori di canzoni, libri, giochi eccetera
      devono continuare a guadagnare per 70 80 anni
      sulle loro opere diventando fantastigliardari ed
      io invece che sono autore di un personalissimo
      modo di lavorare mi devo accontentare di 1000
      euro al
      mese?alcuni autori guadagnano per pochi anni e' il detentore dei diritti che guadagna per 70-80 anni...il piu' delle volte sono società...
    • iupiter scrive:
      Re: Anche io voglio i diritti
      perche loro hanno fatto qualcosa tu non hai fatto un kazzo tranne che il XXXXX a scaricare
    • Guybrush scrive:
      Re: Anche io voglio i diritti
      - Scritto da: Autore di pezzi in fabbrica
      Perchè autori di canzoni, libri, giochi eccetera
      devono continuare a guadagnare per 70 80 anni
      sulle loro opere diventando fantastigliardari ed
      io invece che sono autore di un personalissimo
      modo di lavorare mi devo accontentare di 1000
      euro al
      mese?Le cose stanno molto diversamente.70 anni dalla morte.Un'opera rende molto di più al detentore dei diritti che al suo creatore.Quando si dice "immortalita' dell'arte" Rotfl.GT
  • FDG scrive:
    È proprio vero
    È proprio vero che se scrivi XXXXXXX in rete, ti sXXXXXXXno tutti!Andate a vedervi i commenti sulla pagina Siae di FB :D-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2011 16.14-----------------------------------------------------------
    • Sgabbio scrive:
      Re: È proprio vero
      link ?
      • Guybrush scrive:
        Re: È proprio vero
        - Scritto da: Sgabbio
        link ?https://www.facebook.com/pages/SIAE-Societ%C3%A0-Italiana-degli-Autori-ed-Editori/252357288114334
        • Sgabbio scrive:
          Re: È proprio vero
          sono solo 12 riposte... mi aspettavo di più.
          • dont feed the troll/dovella scrive:
            Re: È proprio vero
            - Scritto da: Sgabbio
            sono solo 12 riposte... mi aspettavo di più.Dice 12 ma io ne leggo 5...mah sarà feissuc che funzioana come al ca...
          • Guybrush scrive:
            Re: È proprio vero
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella
            - Scritto da: Sgabbio

            sono solo 12 riposte... mi aspettavo di più.

            Dice 12 ma io ne leggo 5...mah sarà feissuc che
            funzioana come al
            ca...Diffondi quel link, le risposte arriveranno.GT
          • FDG scrive:
            Re: È proprio vero
            - Scritto da: Guybrush
            Diffondi quel link, le risposte arriveranno.

            GTNon è che in questo caso mi faccia molto piacere fare click sul pulsante "mi piace"! E non penso di essere il solo.
          • FDG scrive:
            Re: È proprio vero
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella
            - Scritto da: Sgabbio

            sono solo 12 riposte... mi aspettavo di più.

            Dice 12 ma io ne leggo 5...mah sarà feissuc che
            funzioana come al ca...Io ne vedo molte di più
          • Fininsvest scrive:
            Re: È proprio vero
            ricorda che possono cancellarle
          • collione scrive:
            Re: È proprio vero
            e cancelleremo anche la multa da pagare a CIR, mi consenta :D
    • Picchiatell o scrive:
      Re: È proprio vero
      - Scritto da: FDG
      È proprio vero che se scrivi XXXXXXX in
      rete, ti sXXXXXXXno
      tutti!

      Andate a vedervi i commenti sulla pagina Siae di
      FB
      :Dc'e poco da fare la quasi totalità dei piccoli artisti e' gia' strainca**ata per la continua tasse su tasse nei concerti e quant'altro...e questi se ne vengono fuori con un testo che neanche l'inquisizione avrebbe consentito a diffondere...
  • La SIAE scrive:
    10 domande sul diritto d'autore
    Come la mettiamo adesso eh? :@Pirati, avevate detto che la SIAE non voleva rispondere alle domande, e invece ha risposto per le rime facendovi fare una figura veramente barbina... eheheheh... :D ehehehehehehe... :D <b
    AHAHAHAHAHAHA!!! </b
    :@
    • FDG scrive:
      Re: 10 domande sul diritto d'autore
      - Scritto da: La SIAEPer piacere, riempite questo thread di risposte se no non è contento :D
      • MegaJock scrive:
        Re: 10 domande sul diritto d'autore
        - Scritto da: FDG
        - Scritto da: La SIAE

        Per piacere, riempite questo thread di risposte
        se no non è contento
        :DNo. Si fo**a. Vada al MacTroll e si paghi le patatorchette e la uruk cola come tutti gli altri.
    • dont feed the troll/dovella scrive:
      Re: 10 domande sul diritto d'autore
      - Scritto da: La SIAE
      Come la mettiamo adesso eh? :@

      Pirati, avevate detto che la SIAE non voleva
      rispondere alle domande, e invece ha rispostodove?
      • Guybrush scrive:
        Re: 10 domande sul diritto d'autore
        - Scritto da: dont feed the troll/dovella
        - Scritto da: La SIAE

        Come la mettiamo adesso eh? :@



        Pirati, avevate detto che la SIAE non voleva

        rispondere alle domande, e invece ha risposto

        dove?qui:https://www.facebook.com/pages/SIAE-Societ%C3%A0-Italiana-degli-Autori-ed-Editori/252357288114334Sbrigati, prima che chiuda la pagina sotto la valanga montante degli XXXXXXXti.GT
        • dont feed the troll/dovella scrive:
          Re: 10 domande sul diritto d'autore
          - Scritto da: Guybrush
          - Scritto da: dont feed the troll/dovella

          - Scritto da: La SIAE


          Come la mettiamo adesso eh? :@





          Pirati, avevate detto che la SIAE non
          voleva


          rispondere alle domande, e invece ha
          risposto



          dove?

          qui:
          https://www.facebook.com/pages/SIAE-Societ%C3%A0-I

          Sbrigati, prima che chiuda la pagina sotto la
          valanga montante degli
          XXXXXXXti.
          Non ho visto nessuna risposta
          GT
          • FDG scrive:
            Re: 10 domande sul diritto d'autore
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella
            Non ho visto nessuna rispostaCi sono.Ma quello che è sucXXXXX a Red Ronnie non gli ha insegnato nulla? :D
          • dont feed the troll/dovella scrive:
            Re: 10 domande sul diritto d'autore
            - Scritto da: FDG
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella


            Non ho visto nessuna risposta

            Ci sono.Sarà ma io con il mio account non vedo na ceppa...
          • Guybrush scrive:
            Re: 10 domande sul diritto d'autore
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella
            - Scritto da: FDG

            - Scritto da: dont feed the troll/dovella




            Non ho visto nessuna risposta



            Ci sono.

            Sarà ma io con il mio account non vedo na ceppa...Spiace.Per accedere a FB devo connettermi col cellulare, magari stasera che sono a casa ti posto qualche simpatico messaggio, se la pagina non vien travolta prima.GT
        • collione scrive:
          Re: 10 domande sul diritto d'autore
          a quest'ora Zuckerberg si starà chiedendo i motivi dello spike del numero di visitatori unici :Doddio è Anonymous, ah no è colpa della Siae :D
      • La SIAE scrive:
        Re: 10 domande sul diritto d'autore
        - Scritto da: dont feed the troll/dovella
        - Scritto da: La SIAE

        Come la mettiamo adesso eh? :@



        Pirati, avevate detto che la SIAE non voleva

        rispondere alle domande, e invece ha risposto

        dove?SIAE, 10 domande sul diritto d'autore, capito? :@
        • dont feed the troll/dovella scrive:
          Re: 10 domande sul diritto d'autore
          - Scritto da: La SIAE

          SIAE, 10 domande sul diritto d'autore, capito? :@NO.
          • La SIAE scrive:
            Re: 10 domande sul diritto d'autore
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella
            - Scritto da: La SIAE




            SIAE, 10 domande sul diritto d'autore,
            capito?
            :@

            NO.Ti teniamo d'occhio. :@
          • Darwin scrive:
            Re: 10 domande sul diritto d'autore
            - Scritto da: La SIAE
            Ti teniamo d'occhio. :@Anche noi a voi ;)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2011 20.41-----------------------------------------------------------
          • La nonna della SIAE scrive:
            Re: 10 domande sul diritto d'autore
            nnnnooonnn ti pemmettele jovanotto, laccia ztare mio nipote capito?
          • dont feed the troll/dovella scrive:
            Re: 10 domande sul diritto d'autore
            - Scritto da: La SIAE
            - Scritto da: dont feed the troll/dovella

            - Scritto da: La SIAE







            SIAE, 10 domande sul diritto d'autore,

            capito?

            :@



            NO.

            Ti teniamo d'occhio. :@Pagami i diritti, allora.
          • collione scrive:
            Re: 10 domande sul diritto d'autore
            HELP!!!!! Sono rovinato!!! Dio mio!!! Oh my god!!!Mi è appena scappato un peto e mi sono accorto che c'è un brevetto sui peti. Oddio, che faccio adesso? :DP.S. ho sentito dire che hanno brevettato pure la diarrea, sarà vero?
        • Lucadiver scrive:
          Re: 10 domande sul diritto d'autore
          1 domanda: quando andate a lavorare senza rubare? ;)
    • Lucadiver scrive:
      Re: 10 domande sul diritto d'autore
      che bello scaricar film e tanto a voi i debiti crescono :D(rotfl) p)
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: 10 domande sul diritto d'autore
      - Scritto da: La SIAE
      Come la mettiamo adesso eh? :@

      Pirati, avevate detto che la SIAE non voleva
      rispondere alle domande, e invece ha risposto per
      le rime facendovi fare una figura veramente
      barbina... eheheheh... :D ehehehehehehe... :D
      <b
      AHAHAHAHAHAHA!!! </b

      :@http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=8213
      • La SIAE scrive:
        Re: 10 domande sul diritto d'autore
        - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
        - Scritto da: La SIAE

        Come la mettiamo adesso eh? :@



        Pirati, avevate detto che la SIAE non voleva

        rispondere alle domande, e invece ha
        risposto
        per

        le rime facendovi fare una figura veramente

        barbina... eheheheh... :D ehehehehehehe...
        :D


        <b
        AHAHAHAHAHAHA!!! </b


        :@

        http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=8213Altrimenti? :@
  • Guybrush scrive:
    Ed ecco le 10 domande
    Veniamo alle (mie) risposte.1) Non viene riconosciuto dagli utenti finali, i quali per anni hanno pagato per avere un bene (il supporto) ed ora scoprono grazie all'invenzione dei diritti connessi che non hanno più niente. Da tutti gli altri soggetti viene riconosciuto o meno sulla base di accordi e sulle leggi del proprio paese. Internet è TRANSNAZIONALE e quello che in italia è Legge può non esserlo nel resto del mondo.2) Sono 2 domande queste.2a) Perché le idee, nonostante le azioni di lobby, non si possono rendere incopiabili come tutto il resto dell'informazione. La nostra specie si è evoluta su questo concetto. Gorgia da Leontini quasi 3000 anni fa aveva formalizzato tutto quanto nella sua teoria della Non esistenza (conoscibilità e comunicabilità dell'informazione), ma evidentemente la lezione è stata trascurata.2b) I bit non hanno sesso, identià o colore. Sono informazioni con pari importanza. Dal momento in cui mi blocchi il sito "W" per il motivo della pirateria hai la possibilità di bloccare anche tutti gli altri "X", "Y", "Z" a discrezione del censore di turno.3) Mi verrebbe in mente una risposta sconcia. Per amor di pace rispondo anche qui in modo corretto. Le informazioni (musica, film e testi sono informazioni) nascono conoscibili e comunicabili. Fare una legge che ne limiti la circolazione è utile quanto quella per impedire al sole di sorgere.4) Sono altre 2 domande.4a) Si ritiene giusto pagare per i servizi. Il provider lavora. Chi offre online, gratis, i contenuti di qualcun altro no. Nel mercato in concorrenza perfetta vige la regola del prezzo più basso. Mercato, sapete che vuol dire si?4b) Sarebbe un posto dove potrei giocare a Crysys senza i lag dovuti a quelli che scaricano musica da iTunes o le azioni di lobby di certi distributori di contenuti mirate a favorire un certo tipo di traffico dati al posto di un altro. Se sparisse dalla rete tutto il contenuto "pirata" ci sarebbe molto più spazio per i miei contenuti e per quelli generati da ogni altro utente della rete. Siamo 2.000.000.000 e continuiamo a crescere. Provate a fermarci.5) Altre 2 domande5a) Perché se non ci fosse i beni in questione costerebbero meno e, al pari delle tasse mal legiferate si può eludere facilmente così che a pagarle sono solo gli onesti.5b) Se ho bisogno del medico pago il medico, l'avvocato idem, l'architetto pure. Se ho bisogno del medico e oltre al medico devo pagare i "l'equo compenso" sull'uso del disco su cui archivierà i miei dati clinici, quella è per me una tassa. Pure ingiusta.6) Per quali autori è un pericolo? Conosco moltissimi autori/interpreti e pure qualche editore per i quali Internet è stata il trampolino di lancio. E' questione di cultura, adattabilità e intelligenza. Chi considera Internet un pericolo difetta di tutte e tre le doti insieme, al pari del luddisti del XIX sec.7) Divide et impera. I primi a volere la contrapposizione sono gli editori, i quali sarebbero costretti a chiudere se gli artisti che tengono sotto contratto si rivolgessero direttamente al pubblico. Inquesto modo possono ridurre una offerta di contenuti altrimenti illimitata e gestire in questo modo il prezzo del bene "cultura" come in regime di monopolio.8)addirittura 3 domande8a) Perché se fossimo realmente liberi vendereste ancora meno: l'offerta (legale, intendo) su Internet è enorme e non basta una vita per fruirne che qualche decimo punto percentuale. 8b) La libertà di INFORMAZIONE, tutta l'informazione.8c) Leggi di mercato in concorrenza: vi piaccia o meno chi mette i contenuti in rete gratis ottiene un guadagno. Se lo fate voi otterrete QUEL guadagno. Pure che riusciate a togliere di mezzo tutto l'illecito dovrete competere con i contenuti leciti gratis che otterranno più risorse per essere visti e fruiti. Siamo 2.000.000.000 e continuiamo ad aumentare. Fatevi i conti: avete tutto da guadagnare.9) Altre 2 domande9a) Perché all'utente finale non importa nulla. Importa di pagare il meno possibile. Le leggi di mercato non si possono riscrivere sono come la gravità o l'elettromagnetismo. Indifferenti e spietate.9b) Nel 1986 per comprare un CD ci volevano 40.000 lire, ma il costo fisico del supporto era inferiore al vinile, idem per il trasporto il costo dei diritti identico. Nel 1997 internet era già realtà, i costi di distribuzione ancora più bassi, ma voi? Sempre a sparare cifre folli (39,900 lire) per un CD (e la classica a 9.900 lire) e a far chiudere iniziative di distribuzione online, nel tentativo di mantenere i prezzi alti. Le risorse le avete avute, le opportunità anche. Avete sprecato tutto per difendere le vostre posizioni di monopolio. Ora non avrete più niente.10) Non è il vostro lavoro. E' il lavoro di artisti, interpreti e compagnia bella che si è affidato a voi per far rispettare una legge che è diventata desueta. Molti artisti si rivolgono a società di raccolta estera, più affidabili e meno esose di SIAE e, soprattutto, più trasparenti in materia di ripartizione dei profitti.Ed ecco l'invito: "Auspichiamo che il regolamento AGCOM in quella che sarà la sua definitiva formulazione possa essere realmente efficace. Non vogliamo sottrarci al dibattito e al confronto ma è necessario che le soluzioni vengano individuate, e al più presto."Definire "efficace" e definirlo bene. Se spariscono i contenuti online illeciti aumenteranno enormemente le risorse a disposizione di quelli leciti, con conseguente sovraccarico di informazioni per gli utenti. In economia si chiama "ecXXXXX di offerta" e porta ad un crollo di prezzi e vendite. Ne uscirà vincitore solo chi offre contenuti "gratis" o con prezzi "negativi".Se spariscono tutti i contenuti tranne i vostri... si continuerà a scaricare come e più di prima grazie alle tecnologie VPN, alle reti MESH e qualunque altra cosa la Rete escogiterà per sopravvivere.Con l'avvento della rete gli intermediari della cultura sono diventati utili quanto un maniscalco nell'era delle automobili.L'unica (ed ultima) chanche che avete è quella di capire come effettivamente funziona la rete ed impiegare le risorse che avete per guadagnarci sopra. L'azione di Lobby non risolve più. Lo so è dura: vi tocca prima studiare e poi lavorare. Qui in rete lo facciamo tutti, sempre: in 6 mesi quello che sappiamo diventa di pubblico dominio, dopo 1 anno ci sono programmi che fanno "gratis" quello che tu fai a pagamento e giù a ri-studiare e a produrre di nuovo.Perché voi dovreste essere diversi? Sulla rete la regola è questa. E' una macchina che funziona così. Se spariscono tutti i vostri contenuti dalla rete non si sentirà la vostra mancanza, la rete continuerà a funzionare e ad evolversi.Potete far parte di questo meccanismo se lavorerete anche voi, se sperate di sfruttare il lavoro degli altri per mantenere le vostre posizioni di rendita avete capito male.Molto MaleCordiali SalutiGuybrush ThreepwoodTEMIBILE pirata
    • La SIAE scrive:
      Re: Ed ecco le 10 domande
      - Scritto da: Guybrush
      Veniamo alle (mie) risposteRisposte sbagliate. :@Parola di SIAE
    • Guybrush scrive:
      Re: Ed ecco le 10 domande
      PS: per chi desiderasse colloquiare con la SIAEhttps://www.facebook.com/pages/SIAE-Societ%C3%A0-Italiana-degli-Autori-ed-Editori/252357288114334Chi si iscrive a quel gruppo può linkare questa pagina.GT
  • age scrive:
    Perchè
    su face book non vi è il pulsate "I din't like"
    • FDG scrive:
      Re: Perchè
      - Scritto da: age
      su face book non vi è il pulsate "I din't like"Si, perché non passerebbe il controllo ortografico.
      • Picchiatell o scrive:
        Re: Perchè
        - Scritto da: FDG
        - Scritto da: age


        su face book non vi è il pulsate "I din't
        like"

        Si, perché non passerebbe il controllo
        ortografico.beh' visto l'uso di fusebook...mi consenta quale controllo ortografico ?
  • master scrive:
    Non sanno....
    Neanche formattare una pagina html e pretendete di parlare di internet?... :DI famosi copia incolla per newbiehttp://www.siae.it/edicola.asp?click_level=0500.0100.0200&view=1 :D
  • master scrive:
    800 milioni....
    di debiti....Basta come risposta? :D
  • bertuccia scrive:
    S.I.A.E
    [yt]x_wY1Zgejq8[/yt]
  • FDG scrive:
    Risposta...
    Alla domanda "Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?" mi viene da citare come caso quello dei tentativi di Scientology di usare il diritto d'autore per censurare le voci critiche.
  • panda rossa scrive:
    Diamo le nostre risposte.
    <b
    1. Perché il diritto dautore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato? </b
    <b
    2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale? Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura? </b
    <b
    3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri? </b
    <b
    4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti? E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti? </b
    <b
    5. Perché il diritto allequo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.? </b
    <b
    6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo? </b
    <b
    7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti? </b
    <b
    8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a disposizione? </b
    <b
    9. Perché nessuno dice che lindustria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società "over the top" al massimo qualche decina? E perché chi accusa lindustria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro? </b
    <b
    10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio minore"? </b
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.
      Ecco le mie:1. Perché il diritto dautore, che fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato? Perchè non è compatibile con la struttura stessa della rete, che implica la circolazione delle informazioni in modo decentralizzato2. Perché coloro che criticano il provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il furto della proprietà intellettuale?Per il semplice motivo che non è furto. La legge sul diritto d'autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633 ) non usa il termine "furto" nemmeno una volta. Perché impedire la messa in rete di proprietà intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe essere considerata una forma di censura?Perchè non è tecnicamente possibile nessun provvedimento in grado di distinguere i contenuti legali da quelli illegali 3. Perché dovrebbe risultare ingiusto colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli altri? Per il semplice motivo che tutti, in un modo o nell'altro, sfruttiamo il lavoro di altri. Non stiamo tutti sfruttando il lavoro di chi ha inventato la ruota, scoperto il fuoco, ideato la scrittura? 4. Perché si ritiene giusto pagare la connessione della rete, che non è mai gratis, ed ingiusto pagare i contenuti?Perchè la connessione alla rete è una risorsa limitata, non replicabile all'infinito. Chi la usa, non la rende più disponibile agli altri. E aumentare la disponibilità ha un costo.Al contrario, i contenuti sono replicabili all'infinito, senza alcun costo. E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete senza i contenuti?Perchè tale domanda è priva di senso. I contenuti venivano creati già prima dell'introduzione del copyright. 5. Perché il diritto allequo compenso viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa? Perché non sono chiamate tasse i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idraulici, ecc.?Perchè l'equo compenso, quando viene pagato, non fornisce assolutamente nulla in cambio.Al contrario, i compensi di medici, ingegneri, avvocati, meccanici, idrauilici ecc... permettono di ottenere, in cambio, una prestazione lavorativa. 6. Perché Internet, che per molte imprese rappresenta una opportunità di lavoro, per gli autori e gli editori deve rappresentare un pericolo?Qualsiasi tecnologia rappresenta un pericolo per alcune categorie di lavoratori. Qualunque tipo di progresso, infatti, rende obsoleti alcuni lavori. L'informatizzazione ha reso obsoleto il lavoro di molti impiegati, in molti settori. La meccanizzazione ha reso obsoleto il lavoro di molti operai non specializzati. L'opposizione a tale fenomeno prende il nome di luddismo. 7. Perché nessuno si chiede a tutela di quali interessi si vuole creare questa contrapposizione (che semplicemente non esiste) tra autori e produttori di contenuti e utenti?Tale contrapposizione esiste già, non è stata creata ad arte.Se ritenete che esistano altri interessi in gioco, perchè non ce lo dite voi? 8. Perché dovremmo essere contro la libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo perché qualcuno che lha rubata te la mette a disposizione?La libertà di mercato consiste nella possibilità di acquistare prodotti equivalenti da produttori diversi. Tale libertà, nel mercato dei beni digitali, può esistere solo se esistono beni equivalenti; ma l'unico bene equivalente ad un dato bene digitale è una sua copia identica. Quindi, ogni cliente diventa potenzialmente un produttore, ed in tale contesto l'unico prezzo equo possibile è zero (questo paradosso nasce dal fatto che le leggi di mercato non sono applicabili ad un bene replicabile infinite volte).Impedire la concorrenza (anche una concorrenza paradossale come questa) prende il nome di monopolio. La libertà che chiediamo consiste nell'eliminazione di tale monopolio. 9. Perché nessuno dice che lindustria della cultura occupa in Italia quasi mezzo milione di lavoratori e le società over the top al massimo qualche decina?E voi perchè non dite che, per mantenere il posto a mezzo milione di lavoratori, occorre pagare mezzo milione di stipendi... e dovremmo essere noi a saldare il conto? E perché chi accusa lindustria culturale di essere in grave ritardo sulla offerta legale di contenuti, poi vuole sottrarci quelle risorse necessarie per continuare a lavorare e dare lavoro e per investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?Proprio a causa di tale ritardo: se l'industria culturale dimostra di non essere in grado di svolgere tale lavoro, o di svolgerlo troppo lentamente, i finanziamenti vengono sospesi. Chi lavora in modo non soddisfacente, perde l'appalto (in tutti i campi, non solo in quello culturale) 10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo il diritto di difendere il frutto del nostro lavoro, non possiamo avere pari dignità e dobbiamo continuare a essere figli di un Dio minore?Non avete il diritto di difendere ciò che chiamate "vostro lavoro" perchè lo vendete, e dopo averlo venduto non vi appartiene più; eppure, pretendete di difenderlo come se appartenesse ancora a voi.Inoltre, le tecniche che sono state usate per difendere i vostri diritti hanno leso i diritti di altri (fair use). Perciò, non sono accettabili.Queste risposte sono rilasciate in licenza CC. Vi invito, se lo desiderate, a farle circolare e ripubblicarle.
      • AndreaP scrive:
        Re: Diamo le nostre risposte.
        Ottime risposte.+1
      • Internetcrazia scrive:
        Re: Diamo le nostre risposte.
        ti ho linkato nella pagina faceook della siae..(poi mi sono eliminato dal gruppo ovviamente)ciao
      • contenuto vietato ai minori non leggere scrive:
        Re: Diamo le nostre risposte.
        "La libertà di mercato consiste[..]"questa è la parte che più mi ha gasato (e ho pure condiviso :) )belle risposte!
        • Guybrush scrive:
          Re: Diamo le nostre risposte.
          - Scritto da: contenuto vietato ai minori non leggere
          "La libertà di mercato consiste[..]"
          questa è la parte che più mi ha gasato (e ho pure
          condiviso :)
          )
          belle risposte!Bel nickname. Per qualche strano motivo avevo letto "Vietato Non Leggere"GT
      • zippo scrive:
        Re: Diamo le nostre risposte.
        - Scritto da: uno qualsiasi
        Ecco le mie:Sono d'accordo al 100%.Non potevi esprimerti meglio e rispecchiare il mio pensiero e di tanti altri che la pensano allo stesso modo.Grazie.
    • siaemaledet ta scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.
      la siae è un cancro, un associazione che solo a pensare a queste 4 lettere mi fa venire il vomito. lo dico da musicista.credo di essere affidabile quando dico che nella siae ci lavorano tutti i fratelli di Ruppolo.- Scritto da: panda rossa
      <b
      1. Perché il diritto dautore, che
      fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve
      essere remunerato?

      </b


      <b
      2. Perché coloro che criticano il
      provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il
      furto della proprietà intellettuale?

      Perché impedire la messa in rete di proprietà
      intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe
      essere considerata una forma di censura?
      </b



      <b
      3. Perché dovrebbe risultare ingiusto
      colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli
      altri?

      </b


      <b
      4. Perché si ritiene giusto pagare la
      connessione della rete, che non è mai gratis, ed
      ingiusto pagare i contenuti?

      E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete
      senza i contenuti?

      </b


      <b
      5. Perché il diritto allequo compenso
      viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa?
      Perché non sono chiamate tasse i compensi di
      medici, ingegneri, avvocati, meccanici,
      idraulici, ecc.?

      </b


      <b
      6. Perché Internet, che per molte
      imprese rappresenta una opportunità di lavoro,
      per gli autori e gli editori deve rappresentare
      un pericolo? </b



      <b
      7. Perché nessuno si chiede a tutela
      di quali interessi si vuole creare questa
      contrapposizione (che semplicemente non esiste)
      tra autori e produttori di contenuti e utenti?

      </b


      <b
      8. Perché dovremmo essere contro la
      libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella
      di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o
      quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo
      perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a
      disposizione?

      </b


      <b
      9. Perché nessuno dice che lindustria
      della cultura occupa in Italia quasi mezzo
      milione di lavoratori e le società "over the top"
      al massimo qualche decina? E perché chi accusa
      lindustria culturale di essere in grave ritardo
      sulla offerta legale di contenuti, poi vuole
      sottrarci quelle risorse necessarie per
      continuare a lavorare e dare lavoro e per
      investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?

      </b


      <b
      10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo
      il diritto di difendere il frutto del nostro
      lavoro, non possiamo avere pari dignità e
      dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio
      minore"? </b

    • panda rossa scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.
      - Scritto da: panda rossa
      <b
      1. Perché il diritto dautore, che
      fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve
      essere remunerato?
      </b
      Ci sono due errori in questa domanda.Il primo e' che si pretende di dare per scontato che fuori dalla rete il diritto d'autore sia riconosciuto.La presenza delle rete impone di rivedere il concetto di diritto d'autore e suo riconoscimento, ed e' una pretesa assurda quella di imporre una concepita in assenza di rete alla rete.La seconda e' quel verbo "deve", non e' "deve", ma "puo'".In rete puo' essere remunerato. Ma anche no.
      <b
      2. Perché coloro che criticano il
      provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il
      furto della proprietà intellettuale?

      Perché impedire la messa in rete di proprietà
      intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe
      essere considerata una forma di censura?
      </b
      Perche' non esiste alcun furto. Nessuo sottrae proprieta' intellettuali.La forma di censura e' il contrario: con la scusa di impedire la messa in rete di proprieta' intellettuale si vuole dotare un organo di poteri censori che non gli competono e non gli devono competere.
      <b
      3. Perché dovrebbe risultare ingiusto
      colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli
      altri?
      </b
      Non e' ingiusto, anzi e' giustissimo colpire costoro.Ricordando che la responsabilita' penale e' personale, e tante altre cose annesse e connesse.
      <b
      4. Perché si ritiene giusto pagare la
      connessione della rete, che non è mai gratis, ed
      ingiusto pagare i contenuti?

      E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete
      senza i contenuti?
      </b
      La connessione alla rete viene commissionata al provider.Ed esiste pure una cosa chiamata "concorrenza" che mi consente di scegliere il provider che mi propone l'offerta migliore.E comunque, se non pago la connessione alla rete, al massimo mi tagliano i fili e mi fanno una ingiunzione di pagamento: nessuno urlerebbe AL LADRO ne' invocherebbe il carcere a vita.La rete senza contenuti sarebbe un veicolo di trasporto di informazioni a disposizione di chi lo sa sfruttare.Le strade senza automobili sarebbero libere di essere sfruttate da chi ha una buona idea per sfruttarle.Chi e' che ha l'assurda convinzione che senza gli mp3 pirata internete non avrebbe ragione di esistere?
      <b
      5. Perché il diritto allequo compenso
      viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa?
      Perché non sono chiamate tasse i compensi di
      medici, ingegneri, avvocati, meccanici,
      idraulici, ecc.?
      </b
      Perche' e' una tassa, come tutto cio' per cui viene imposto un pagamento in cambio di nessun servizio.I medici, ingegneri, avvocati etc vengono pagati per un lavoro commissionato.Nessun medico bussa a casa mia e pretende dei soldi per la PRESUNZIONE che io, in quanto ancora vivo, mi possa ammalare.
      <b
      6. Perché Internet, che per molte
      imprese rappresenta una opportunità di lavoro,
      per gli autori e gli editori deve rappresentare
      un pericolo? </b
      Chiedetelo agli autori ed editori.Io in quanto autore vedo in internet una grande opportunita' di divulgazione e promozione delle mie opere, non certo un pericolo.
      <b
      7. Perché nessuno si chiede a tutela
      di quali interessi si vuole creare questa
      contrapposizione (che semplicemente non esiste)
      tra autori e produttori di contenuti e utenti?
      </b
      Che cosa?
      <b
      8. Perché dovremmo essere contro la
      libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella
      di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o
      quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo
      perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a
      disposizione?
      </b
      Il prezzo equo del digitale e' zero, non essendoci spese di produzione, trasporto, immagazzinamento, personale, etc.In quanto al "rubata" nessuno ha rubato niente.La copia digitale e' ancora li', mi pare. O e' sparita?
      <b
      9. Perché nessuno dice che lindustria
      della cultura occupa in Italia quasi mezzo
      milione di lavoratori e le società "over the top"
      al massimo qualche decina? E perché chi accusa
      lindustria culturale di essere in grave ritardo
      sulla offerta legale di contenuti, poi vuole
      sottrarci quelle risorse necessarie per
      continuare a lavorare e dare lavoro e per
      investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?
      </b
      Pure l'industria dei ferri di cavallo occupava migliaia di persone.Pure l'industria del ghiaccio occupava migliaia di persone.Pure la FIAT occupava migliaia di persone!Il tempo passa, la tecnologia migliora, le cose cambiano.
      <b
      10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo
      il diritto di difendere il frutto del nostro
      lavoro, non possiamo avere pari dignità e
      dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio
      minore"? </b
      Ha piu' diritto il Principe Alberto di Monaco di parlare di lavoro, di un branco di parassiti intermediari che non hanno idea di che cosa sia una sveglia che suona la mattina presto e un cartellino da timbrare.Voi non volete difendere nessun frutto di lavoro.Voi volete difendere una immeritata rendita di casta!
      • fraccaso ubaldo scrive:
        Re: Diamo le nostre risposte.
        guarda che con questi parassiti e una battaglia persa .troveranno sempre una risposta a loro favore ma alla fine ...vincera' la giustizia e agcom vedrete....lascia perdere non perdere tempo panda rossa .se tutto il mondo si sta' muovendo per far finire o perlomeno ridurre questa ladrata un motivo ci sara'.a scusate ma la pirateria non crea danno, anzi fa aumentare i guadagni a tutti .
        • La SIAE scrive:
          Re: Diamo le nostre risposte.
          - Scritto da: fraccaso ubaldo
          guarda che con questi parassiti e una battaglia
          persa .troveranno sempre una risposta a loro
          favore ma alla fine
          ...
          vincera' la giustizia e agcom vedrete....

          lascia perdere non perdere tempo panda rossa .
          se tutto il mondo si sta' muovendo per far finire
          o perlomeno ridurre questa ladrata un motivo ci
          sara'Non potere vincere. Se ci abbatterete diventeremo più potenti di quanto possiate immaginare. :@
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: Diamo le nostre risposte.
            Bravi! Dategli il fatto suo!
          • MegaJock scrive:
            Re: Diamo le nostre risposte.
            - Scritto da: La SIAE
            Non potere vincere. Se ci abbatterete diventeremo
            più potenti di quanto possiate immaginare.
            :@Avete violato un copyright di George Lucas.Mo' so' cactus.Vi affetteremo con le nostre spade laser e lasceremo i vostri miseri resti nel deserto di Tatooine dove i Bantha faranno la pudhu su di voi.
          • Lucadiver scrive:
            Re: Diamo le nostre risposte.
            la forza è dalla nostra parte p)
        • uno qualsiasi scrive:
          Re: Diamo le nostre risposte.
          - Scritto da: fraccaso ubaldo
          guarda che con questi parassiti e una battaglia
          persa .troveranno sempre una risposta a loro
          favore ma alla fine
          ...Ma alla fine il mercato dei contenuti sparirà, e loro con esso.
          vincera' la giustizia e agcom vedrete....Cioè, la giustizia, per te, sarebbero i parassiti?

          lascia perdere non perdere tempo panda rossa .
          se tutto il mondo si sta' muovendo per far finire
          o perlomeno ridurre questa ladrata un motivo ci
          sara'.Ci stiamo muovendo per far finire la ladrata della SIAE

          a scusate ma la pirateria non crea danno, anzi fa
          aumentare i guadagni a tutti
          .Esatto.
        • panda rossa scrive:
          Re: Diamo le nostre risposte.
          - Scritto da: fraccaso ubaldo
          guarda che con questi parassiti e una battaglia
          persa .troveranno sempre una risposta a loro
          favore ma alla fine
          ...
          vincera' la giustizia e agcom vedrete....o vince la giustizia o vince l'agcom.Non possono vincere entrambe visto che sono una contro l'altra.

          lascia perdere non perdere tempo panda rossa .
          se tutto il mondo si sta' muovendo per far finire
          o perlomeno ridurre questa ladrata un motivo ci
          sara'.Si, in tutto il mondo le lobby che si sono arricchite da far schifo negli ultimi 70 anni, stanno corrompendo governi di tutto il mondo per ottenere legislazioni finalizzate a mantenere questo illecito arricchimento.Questo e' il motivo.
          a scusate ma la pirateria non crea danno, anzi fa
          aumentare i guadagni a tutti.No, la pirateria non fa ne' aumentare ne' diminuire i guadagni, non essendoci giro di soldi.
          • mikronimo scrive:
            Re: Diamo le nostre risposte.
            Magari si riferisce a quelle statistiche che riportano il fatto che chi scarica (illegalmente), poi compra più di chi non scarica...
      • ZLoneW scrive:
        Re: Diamo le nostre risposte.
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: panda rossa

        <b
        1. Perché il diritto dautore, che

        fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non
        deve

        essere remunerato?

        </b


        Ci sono due errori in questa domanda.
        Il primo e' che si pretende di dare per scontato
        che fuori dalla rete il diritto d'autore sia
        riconosciuto.
        La presenza delle rete impone di rivedere il
        concetto di diritto d'autore e suo
        riconoscimento, ed e' una pretesa assurda quella
        di imporre una concepita in assenza di rete alla
        rete.
        La seconda e' quel verbo "deve", non e' "deve",
        ma "puo'".
        In rete puo' essere remunerato. Ma anche no.In realtà, credo che l'errore sia uno solo, e diverso: consiste nel fatto che col termine "diritto d'autore" si confondono impropriamente e strumentalmente due cose diverse: la proprietà intellettuale ed i diritti di riproduzione.La proprietà intellettuale deve essere riconosciuta sempre ed ovunque all'autore di un'opera, e non dovrebbe essere trasferibile in alcun modo. E mi pare che nessuno abbia nulla da ridire su questo, in Internet come altrove.I diritti di riproduzione, invece sono un'altra storia, e vanno remunerati nella misura in cui la riproduzione di un'opera richiede un investimento iniziale per la duplicazione e la diffusione. Laddove i costi reali di riproduzione e diffusione sono praticamente pari a zero, non c'è più nulla da remunerare, e tali diritti si riducono al mantenimento di un monopolio, dunque ad una forma di censura.Come scriveva qui su PI qualcuno, mi sembra Mantellini, il fine uiltimo per cui è stata originariamente scritta la prima normativa sul copyright era quello di garantire che le opere tornassero patrimonio comune dopo un ragionevole periodo di sfruttamento commerciale di chi le pubblicava e diffondeva, non certo quello di garantire lo sfruttamento commerciale in perpetuo a danno del patrimonio comune.
    • FDG scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.
      - Scritto da: panda rossaEDIT: rimpiazzo il testo precedente con una risposta più completa.
      1. Perché il diritto dautore, che fuori dalla rete
      è riconosciuto, in rete non deve essere remunerato?È sbagliata l'idea di applicare una soluzione vecchia ad un contesto nuovo e rivoluzionario. La remunerazione in senso classico solo per una minima parte era destinata all'autore, lasciando il resto alla filiera degli intermediari. Con la rete finisce la ragione di questa disparità. Gli intermediari non sono più necessari o lo sono meno; la distribuzione ha un costo decisamente inferiore; la remunerazione può essere ottenuta nei modi più disparati; la produzione di contenuti non è più ad uso esclusivo di autori a tempo pieno ma è alla portata di tutti.In questo contesto rivoluzionario è sbagliato applicare regole vecchie, modelli di business vecchi. Quello che si contesta è questo.
      2. Perché coloro che criticano il
      provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il
      furto della proprietà intellettuale?Il concetto di furto così espresso è evidentemente legato al vecchio schema di produzione e distribuzione dei contenuti. Non è neanche applicabile il termine "furto" per la legislazione sul diritto d'autore.
      Perché impedire la messa in rete di proprietà
      intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe
      essere considerata una forma di censura? A parte usi distorti del concetto di proprietà intellettuale e della sua protezione (es.: l'uso fatto da Scientology per censurare l'informazione degli ex membri) è discutibile la proposta che sia un organismo di nomina governativa possa decidere cosa possono vedere gli utenti e cosa no.
      Perché dovrebbe risultare ingiusto
      colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli
      altri?Cerchiamo di precisare di chi stiamo parlando e cosa si intende per colpire. La risposta alla domanda è nel criterio di selezione dell'insieme dei soggetti colpiti e nella proporzionalità dell'azione di repressione proposta.
      Perché si ritiene giusto pagare la
      connessione della rete, che non è mai gratis, ed
      ingiusto pagare i contenuti?Si ritiene giusto pagare un prezzo equo e concorrenziale. Quello che manca comunque è un'offerta legale adeguata. In questo momento l'offerta più allettante è quella illegale non solo per una questione di compenso mancante, ma di soddisfazione della richiesta di contenuti.
      E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete
      senza i contenuti?Dubito fortemente che la maggior parte dei contenuti della rete siano di autori che vorrebbero farsi pagare per ogni copia distribuita. La maggior parte dei contenuti della rete sono liberamente e legalmente fruibili. Ad esempio, quando scrivo _questo_ post non m'aspetto che nessuno mi paghi. Certo, m'aspetto che P.I. ci guadagni con la pubblicità. Ma se dovessimo pretendere un centesimo per ogni utente che legge quello che scriviamo, allora la rete non sarebbe quello che è ma sarebbe una televisione un po' più sofisticata.
      Perché il diritto allequo compenso
      viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa?Viene chiamato tassa quando prevede la remunerazione di intermediari la cui presenza non è più giustificata e che quindi hanno una funzione meramente parassitaria.
      Perché non sono chiamate tasse i compensi di
      medici, ingegneri, avvocati, meccanici,
      idraulici, ecc.?Perché in generale ci danno in cambio qualcosa e non si limitano a fare da mediatori fittizi. E questo vuol dire che quando capita il loro compenso non a caso viene percepito come tassa.
      Perché Internet, che per molte
      imprese rappresenta una opportunità di lavoro,
      per gli autori e gli editori deve rappresentare
      un pericolo?Vogliamo chiedere a chi fa software se internet viene percepito come un pericolo o come un'opportunità? Forse che la differenza tra questi autori e altri autori è che hanno saputo approfittare dell'opportunità?
      Perché nessuno si chiede a tutela
      di quali interessi si vuole creare questa
      contrapposizione (che semplicemente non esiste)
      tra autori e produttori di contenuti e utenti?Io mi faccio questa domanda e temo che la risposta sia spiacevole: perché si sta cercando di mantenere un modello di business vecchio con remunerazioni oramai non più giustificabili, se non con la rendita parassitaria.
      Perché dovremmo essere contro la
      libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella
      di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o
      quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo
      perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a
      disposizione?Vedere risposta precedente.
      Perché nessuno dice che lindustria
      della cultura occupa in Italia quasi mezzo
      milione di lavoratori e le società "over the top"
      al massimo qualche decina? E perché chi accusa
      lindustria culturale di essere in grave ritardo
      sulla offerta legale di contenuti, poi vuole
      sottrarci quelle risorse necessarie per
      continuare a lavorare e dare lavoro e per
      investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?La risposta è nella capacità di innovare del sistema produttivo italiano. La risposta è che Google non è stata fondata in Italia. Chi ha fondato Google è partito da zero ed è riuscito a trovare i capitali necessari per creare un business in grado di far diventare Google un colosso.Cosa c'entra tutto questo con una difesa di un sistema antiquato? Stiamo chiedendo interventi protezionistici per evitare che la ferrovia soppianti il trasporto su chiatte?
      Perché, secondo alcuni, non abbiamo
      il diritto di difendere il frutto del nostro
      lavoro, non possiamo avere pari dignità e
      dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio
      minore"?Le ragioni sono state espresse con le risposte date sopra.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2011 15.30-----------------------------------------------------------
    • contrario scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.
      - Scritto da: panda rossa
      <b
      1. Perché il diritto dautore, che
      fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve
      essere remunerato?Perchè il "diritto d'autore" cosi come è stato concepito un secolo fà, è inadeguato e incompatibile con la neutralità della rete.

      <b
      2. Perché coloro che criticano il
      provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il
      furto della proprietà intellettuale?Definizione di "furto"? Non mi risulta che ci sia gente che vanno a svaligiare videoteche o negozi di giochi per poi metterli in rete. Qualcuno li paga o li noleggia.

      Perché impedire la messa in rete di proprietà
      intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe
      essere considerata una forma di censura?
      </b
      Ahhh, ma allora siamo duri di comprendonio!Fate finta di non capire o siete ritardati sul serio?
      <b
      3. Perché dovrebbe risultare ingiusto
      colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli
      altri?Bisogna definire cosa significa "sfruttare" il lavoro degli altri.Generalmente i link torrent (per esempio) non sono sfruttati commercialmente, non si paga per cliccarci sopra. Chi ha un sito con link torrent, al massimo ricava qualcosa dai banners pubblicitari. Non c'è nessuno sfruttamento ai vostri filmettucci da 4 soldi.

      <b
      4. Perché si ritiene giusto pagare la
      connessione della rete, che non è mai gratis, ed
      ingiusto pagare i contenuti?I contenuti a pagamento ci sono gia da un pezzo, forse non ve ne siete accorti. Sul sito della Apple, per esempio, è possibile acquistare MP3, perchè non lo fate anche voi invece di piagnucolare?Chi vuole faccia, chi non vuole taccia.
      E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete
      senza i contenuti?Di contenuti ce ne sono a iosa, di ogni genere.Limitare la libertà delle persone come vorreste fare voi, solo perchè in mezzo ai miliardi di contenuti, una parte sono i vostri (copiati, duplicati o come volete) è davvero presuntuoso.Se su 99 "contenuti" gratuiti, ce n'è uno che "presumibilmente" vi "appartiene", chiudiamo tutta la Rete?Ma va a dar via il c@lo!

      <b
      5. Perché il diritto allequo compenso
      viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa?
      Perché non sono chiamate tasse i compensi di
      medici, ingegneri, avvocati, meccanici,
      idraulici, ecc.?Ah bhe, questo lo dovete chiedere anzitutto alla gente che sfruttate come schiavetti, ovverosia quelli che realmente producono il "contenuto" a cui dragate un bel po di soldini senza fare assolutamente nulla! Siete proprio delle sagome!

      <b
      6. Perché Internet, che per molte
      imprese rappresenta una opportunità di lavoro,
      per gli autori e gli editori deve rappresentare
      un pericolo? </b
      Perchè come ho gia detto e ripetuto fino alla noia, il sistema è cambiato.Se l'editore è convinto che Internet sia il male e continua a offrire il suo prodotto attraverso i canonici sistemi di vendita, è un problema suo non delle persone che stanno su Internet.
      <b
      7. Perché nessuno si chiede a tutela
      di quali interessi si vuole creare questa
      contrapposizione (che semplicemente non esiste)
      tra autori e produttori di contenuti e utenti?Trovatevi un lavoro onesto, avete "magnato" abbastanza.Gli editori e i produttori dovrebbero essere lasciati liberi di pubblicare cosa e come gli pare, utilizzando i nuovi sistemi di vendita messi a disposizione dalla "modernità", termine a voi sconosciuto.
      <b
      8. Perché dovremmo essere contro la
      libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella
      di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o
      quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo
      perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a
      disposizione?Ahhhhhh ma ancora?!?!? Ma allora siete proprio ritardati, è confermato!Definire "rubare". Non mi risulta che ci siano ladri che svaligiano... ecc, ecc.Azz, ma quante volte c'è sta domanda? (rotfl)

      <b
      9. Perché nessuno dice che lindustria
      della cultura occupa in Italia quasi mezzo
      milione di lavoratori e le società "over the top"
      al massimo qualche decina? E perché chi accusa
      lindustria culturale di essere in grave ritardo
      sulla offerta legale di contenuti, poi vuole
      sottrarci quelle risorse necessarie per
      continuare a lavorare e dare lavoro e per
      investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?Cominciate ad adeguarvi ai tempi moderni, piagnucolare non serve a nulla.Tra l'altro è un treno che avete perso da oltre 10 anni.Ora fate il pianto greco, ma di chi è la colpa se non esclusivamente la vostra?

      <b
      10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo
      il diritto di difendere il frutto del nostro
      lavoro, non possiamo avere pari dignità e
      dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio
      minore"? </b

      Perchè voi lavorate? (rotfl)Ah gia, sfruttare puo anche essere considerato un lavoro, come fanno i papponi (ogni riferimenti non è puramente casuale).A proposito di dignità, credete forse di modellare il futuro a vostro piacimento e adattarlo alla vostra incapacità di rinnovarsi e ridurre tutti noi come "Servi della Gleba"?
    • 00101010 scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.

      <b
      1. Perché il diritto dautore, che
      fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve
      essere remunerato?

      </b
      Iniziamo col dire che la domanda è intinsecamente errata. Il diritto d'autore è il diritto che venga riconosciuta la paternità di un opera d'ingegno, mentre il diritto di sfruttamento economico è il diritto ad ottenere guadagno dalla propria opera.Detto ciò mentre il primo è rispettato in ogni caso, il secondo che fuori dalla rete è legato a beni materiali con un certo costo di riproduzione, nella realtà informatica la sua replicazione perde ogni costo; e dunque dovrebbe vedere ridurre drasticamente (tendendo allo zero) i costi per gli utenti finali; purtroppo non è così.
      <b
      2. Perché coloro che criticano il
      provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il
      furto della proprietà intellettuale?

      Perché impedire la messa in rete di proprietà
      intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe
      essere considerata una forma di censura?
      </b
      Perché la proprietà intellettuale non viene rubata essendo immateriale; ma viene duplicata l'opera ad essa legata (cosa questa che è criticata). Il fatto che un ente amministrativo abbia la possibilità di arrograsi parte del potere giudiziario, come nei termini di prima stesura del provvedimento in questione, è prima di tutto una grave soperchieria e in secondo luogo dando a tale ente la possibilità di censurare a sua discrezione, nel caso si sospetti una violazione dei diritti di sfruttamento economico di un opera d'ingegno, chicchessia ci si espone a forti possibilità di abusi e derive in ambito censorio più ampio.
      <b
      3. Perché dovrebbe risultare ingiusto
      colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli
      altri?

      </b
      Non lo è.
      <b
      4. Perché si ritiene giusto pagare la
      connessione della rete, che non è mai gratis, ed
      ingiusto pagare i contenuti?

      E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete
      senza i contenuti?

      </b
      La connessione non è un bene replicabile senza costi (posa della fibra ottica, adeguamento dei server di routing interni, costruzioni centrali, manutenzione dei sistemi, ...) mentre i contenuti sono infinitamente replicabili senza costo una volta digitalizzati.Sapendo che non tutti i contenuti sono dati dagli autori per averne un ritorno economico questa domanda è inutile.
      <b
      5. Perché il diritto allequo compenso
      viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa?
      Perché non sono chiamate tasse i compensi di
      medici, ingegneri, avvocati, meccanici,
      idraulici, ecc.?

      </b
      Se compenso l'idraulico ho in cambio la riparazione del lavandino, se compenso il meccanico ho in cambio la sistemazione del motore dell'auto, se acquisto un disco rigido per poterci renderizzzare sopra il mio corto realizzato con blender perché dovrei l'equo compenso?Al contrario delle altre forme di compenso, il cosiddetto equo compenso non è diretto ma si configura come un imposta indiretta non dissimile dall'iva, e colpisce indiscriminatamente sia coloro che useranno i supporti acquistati per il diritto di copia privata, sia per chi li userà per il backup dei propri dati sia chi li userà come veicolo di materiale ottenuto illegalmente.
      <b
      6. Perché Internet, che per molte
      imprese rappresenta una opportunità di lavoro,
      per gli autori e gli editori deve rappresentare
      un pericolo? </b
      Forse vi conviene riformulare la domanda, infatti molti artisti rilasciano le loro opere su internet a titolo gratuito lasciando la possibilità agli utenti di scegliere se quell'opera ha per loro un valore; e questi autori non sono ancora morti di fame.La domanda corretta è "Perché internet che per chi riesce a comprenderla è un immensa opportunità, per coloro che sono ancorati a business model dell'era pre-informatica rappresenta una perdita?"
      <b
      7. Perché nessuno si chiede a tutela
      di quali interessi si vuole creare questa
      contrapposizione (che semplicemente non esiste)
      tra autori e produttori di contenuti e utenti?

      </b
      A tutela della verità. Infatti la contrapposizione produttore/consumatore esiste da secoli e chiamare i produttori autori e i consumatori utenti non anulla tale contrapposizione.
      <b
      8. Perché dovremmo essere contro la
      libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella
      di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o
      quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo
      perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a
      disposizione?

      </b
      Quella di scegliere se comprare o meno, innanzitutto; quella di recedere dall'acquisto in secondo luogo; quella di poter usufruire in ogni forma e modo del bene acquistato; ...
      <b
      9. Perché nessuno dice che lindustria
      della cultura occupa in Italia quasi mezzo
      milione di lavoratori e le società "over the top"
      al massimo qualche decina? E perché chi accusa
      lindustria culturale di essere in grave ritardo
      sulla offerta legale di contenuti, poi vuole
      sottrarci quelle risorse necessarie per
      continuare a lavorare e dare lavoro e per
      investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?

      </b
      Nessuno vuole sottrarre risorse, solo che se nessuno offre un prodotto che la gente vuole la gente andrà a prenderlo altrove.
      <b
      10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo
      il diritto di difendere il frutto del nostro
      lavoro, non possiamo avere pari dignità e
      dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio
      minore"? </b
      Quando un artigiano per una sedia potrà chiedere di essere ricompensato fino a 70 anni dopo la sua morte allora avrete pari diritti con tutte le altre industrie.
      • t a n y s t r o p h e u s scrive:
        Re: Diamo le nostre risposte.

        La connessione non è un bene replicabile senza
        costi (posa della fibra ottica, adeguamento dei
        server di routing interni, costruzioni centrali,
        manutenzione dei sistemi, ...) mentre i contenuti
        sono infinitamente replicabili senza costo una
        volta
        digitalizzati.ni. In realta` se hai un disco da 100 GB pagato 100 euro, e ci memorizzi 100 film da 1 GB ciascuno, la memorizzazione di ciascun film ti sta costando 1 euro per film.Non esiste duplicazione senza supporto per la memorizzazione. Puoi cambiare supporto e cambiare tecnologia di memorizzazione, ma il supporto e` e rimane materiale non disponibile all'infinito (che sia questo il significato dell'equo compenso? ahah).Detto cio`, sicuramente la duplicazione di un contenuto in formato digitale costa mooooolto meno che la posa di una rete di comunicazione, cosi` come duplicare un e-book costa molto meno che riportare il testo del libro a mano su carta.A parte la sottigliezza dell'osservazione, rimane il fatto che una volta pagato il supporto, una duplicazione non ha altri costi ne` intacca l'originale.
        • panda rossa scrive:
          Re: Diamo le nostre risposte.
          - Scritto da: t a n y s t r o p h e u s
          ni. In realta` se hai un disco da 100 GB pagato
          100 euro, e ci memorizzi 100 film da 1 GB
          ciascuno, la memorizzazione di ciascun film ti
          sta costando 1 euro per
          film.I ho un disco da un tera pagato 69 euro.Rifammi un po' i conti che io non sono tanto bravo in matematica.
          Non esiste duplicazione senza supporto per la
          memorizzazione. Puoi cambiare supporto e cambiare
          tecnologia di memorizzazione, ma il supporto e` e
          rimane materiale non disponibile all'infinito
          (che sia questo il significato dell'equo
          compenso?
          ahah).Hai presente le chiavette usb?Le prime che sono uscite, qualche anno fa, avevano capacita' di alcuni megabyte, oggi si misurano in gigabyte.Che differenza di peso/volume/costo c'e' tra una chiavetta da 8MB di qualche annetto fa e una di 8GB di oggi.Le ho giusto qua davanti a me, quella che uso oggi e quella storica che conservo per ricordo.Ebbene, la differenza e' ZERO.Quindi e' lecito supporre che tra qualche anno ci saranno chiavette da 8TB perfettamente uguali a quelle odierne...E quindi si, il supporto e' potenzialmente infinito, o comunque cosi' grande da poter conservare tutte le opere dell'umanita', e avanzare ancora spazio per qualcosa...
          Detto cio`, sicuramente la duplicazione di un
          contenuto in formato digitale costa mooooolto
          meno che la posa di una rete di comunicazione,
          cosi` come duplicare un e-book costa molto meno
          che riportare il testo del libro a mano su
          carta.E questa diminuzione di costi non si traduce in un prezzo minore al pubblico, quindi l'editore ci marcia, e noi di editori cosi' facciamo volentieri a meno.
          A parte la sottigliezza dell'osservazione, rimane
          il fatto che una volta pagato il supporto, una
          duplicazione non ha altri costi ne` intacca
          l'originale.Appunto.
          • t a n y s t r o p h e u s scrive:
            Re: Diamo le nostre risposte.

            I ho un disco da un tera pagato 69 euro.
            Rifammi un po' i conti che io non sono tanto
            bravo in
            matematica.Va bene se ti passo il foglio elettronico col quale ho fatto quei conti degni di Einstein? Basta cambiare i due suddetti parametri...Oppure preferisci il tool a linea di comando che prende gli stessi parametri e ti da il risultato (tutti gli altri parametri sono nell'apposito file di configurazione).
            Hai presente le chiavette usb?
            Le prime che sono uscite, qualche anno fa,
            avevano capacita' di alcuni megabyte, oggi si
            misurano in
            gigabyte.
            Che differenza di peso/volume/costo c'e' tra una
            chiavetta da 8MB di qualche annetto fa e una di
            8GB di
            oggi.

            Le ho giusto qua davanti a me, quella che uso
            oggi e quella storica che conservo per
            ricordo.

            Ebbene, la differenza e' ZERO.Gia`, perche` il numero di transistor per pollice quadrato e` andato aumentando...
            Quindi e' lecito supporre che tra qualche anno ci
            saranno chiavette da 8TB perfettamente uguali a
            quelle
            odierne...No, non e` lecito farlo.O meglio, e` lecito pensare che si raggiungano gli 8 TB, o anche gli 8000, ma non e` lecito pensare che questo trend continui all'infinito.O sei anche tu del partito della crescita infinita con risorse finite?La legge di Moore ha funzionato abbastanza bene finora che si e` trattato di rimpicciolire transistor sul silicio.Per quanto si possa dubitare che, il signor Moore, una volta formulata questa legge, abbia avuto tutti gli strumenti/interessi per far si che essa si realizzasse nella pratica (in quanto cofounder di intel), magari rallentando all'uopo le tempistiche di sviluppo di certe tecnologie.Ma i nanometri sono nanometri, e non puoi comprimere gli elettroni per farli transitare in un canale piu` stretto di tanto...
            E quindi si, il supporto e' potenzialmente
            infinito, o comunque cosi' grande da poter
            conservare tutte le opere dell'umanita', e
            avanzare ancora spazio per
            qualcosa...Che fosse *praticamente* infinito (per le necessita` di storage attuali) l'ho detto anche io. Solo che non e` *fisicamente* infinito.Per il resto siamo daccordo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Diamo le nostre risposte.
            - Scritto da: t a n y s t r o p h e u s

            I ho un disco da un tera pagato 69 euro.

            Rifammi un po' i conti che io non sono tanto

            bravo in

            matematica.


            Va bene se ti passo il foglio elettronico col
            quale ho fatto quei conti degni di Einstein?
            Basta cambiare i due suddetti
            parametri...

            Oppure preferisci il tool a linea di comando che
            prende gli stessi parametri e ti da il risultato
            (tutti gli altri parametri sono nell'apposito
            file di
            configurazione).Avrei preferito che postassi direttamente il risultato a beneficio di tutti.Ma se hai un tool a linea di comando, va benissimo. (geek)

            Hai presente le chiavette usb?

            Le prime che sono uscite, qualche anno fa,

            avevano capacita' di alcuni megabyte, oggi si

            misurano in

            gigabyte.

            Che differenza di peso/volume/costo c'e' tra
            una

            chiavetta da 8MB di qualche annetto fa e una
            di

            8GB di

            oggi.



            Le ho giusto qua davanti a me, quella che uso

            oggi e quella storica che conservo per

            ricordo.



            Ebbene, la differenza e' ZERO.


            Gia`, perche` il numero di transistor per pollice
            quadrato e` andato
            aumentando...Tutto quello che vuoi, ma devi sapere che anche i contenuti hanno un limite.Quando avro' messo su una chiavetta tutto cio' che e' stato prodotto dall'umanita' dall'alba dei secoli ad oggi, e con un po' di spazio per quello che verra' fatto nei prossimi 50 anni, io sono a posto.

            Quindi e' lecito supporre che tra qualche
            anno
            ci

            saranno chiavette da 8TB perfettamente
            uguali
            a

            quelle

            odierne...


            No, non e` lecito farlo.

            O meglio, e` lecito pensare che si raggiungano
            gli 8 TB, o anche gli 8000, ma non e` lecito
            pensare che questo trend continui
            all'infinito.Il limite superiore c'e', ma sara' sufficiente per il nostro fabbisogno.
            O sei anche tu del partito della crescita
            infinita con risorse
            finite?

            La legge di Moore ha funzionato abbastanza bene
            finora che si e` trattato di rimpicciolire
            transistor sul
            silicio.
            Per quanto si possa dubitare che, il signor
            Moore, una volta formulata questa legge, abbia
            avuto tutti gli strumenti/interessi per far si
            che essa si realizzasse nella pratica (in quanto
            cofounder di intel), magari rallentando all'uopo
            le tempistiche di sviluppo di certe
            tecnologie.

            Ma i nanometri sono nanometri, e non puoi
            comprimere gli elettroni per farli transitare in
            un canale piu` stretto di
            tanto...Magari saltera' fuori qualche nuova tecnologia, che cosa ne sappiamo?Lo escludi a priori?

            E quindi si, il supporto e' potenzialmente

            infinito, o comunque cosi' grande da poter

            conservare tutte le opere dell'umanita', e

            avanzare ancora spazio per

            qualcosa...


            Che fosse *praticamente* infinito (per le
            necessita` di storage attuali) l'ho detto anche
            io. Solo che non e` *fisicamente*
            infinito.


            Per il resto siamo daccordo. O)
    • dont feed the troll/dovella scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.
      - Scritto da: panda rossa
      1. Perché il diritto dautore, che
      fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve
      essere remunerato?

      Il punto non è riconoscere o meno il diritto d'autore, il problema è il metodo di remunerazione preteso che collide con le peculiarità del mezzo con cui l'opera viene diffusa.

      2. Perché coloro che criticano il
      provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il
      furto della proprietà intellettuale?
      Perché non è la SIAE, nè chiunque altro, che può dire a me o agli altri cosa criticare e cosa meno.E' sintomo di arroganza e presunzione pretendere che chi critica qualcosa dovrebbe parimenti criticare qualcos'altro.Arroganza e presunzione tipica di chi applica balzelli e gabelle in nome del diritto di qualcun altro, tenendo poi il maltolto per sè.
      Perché impedire la messa in rete di proprietà
      intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe
      essere considerata una forma di censura?
      Il giudizio è innanzitutto di metodo prima che di merito.Il tutelare il diritto eventuale di qualcuno non può passare per la privazione sistematica dei diritti di tutti gli altri.


      3. Perché dovrebbe risultare ingiusto
      colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli
      altri?
      Il concetto di "giusto" e "ingiusto" attiene alla morale di ciascuno ed ognuno ha la propria.Inutile discutere di opinioni personali, discutiamo piuttosto di legge e costituzione, argomenti un pò ostici a chi pretende di essere il depositario di un giustizia e di una verità che prescinde dalla legge.

      4. Perché si ritiene giusto pagare la
      connessione della rete, che non è mai gratis, ed
      ingiusto pagare i contenuti?
      Perché la connessione è un servizio richiesto, il cui costo è comprensibile e ritenuto congruo al servizio stesso.I contenuti non sono servizi richiesti, ma supposti come tali, il cui costo è assolutamente incongruo tanto al valore attribuibile agli stessi, tanto alle leggi di mercato.
      E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete
      senza i contenuti?

      Perché la rete e la sua potenzialità è assolutamente indifferente a certi cosiddetti contenuti, chi crede il contrario non conosce nè la rete, nè i contenuti di cui ciancia.

      5. Perché il diritto allequo compenso
      viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa?Che sia un appellativo "strumentale" è una opinione di parte e capziosa.E' semanticamente una imposta piuttosto che una tassa, ed è ritenuta dai più una vera gabella priva di giustificazione morale, legale e commerciale.Sostenere il contrario é pura malafede.
      Perché non sono chiamate tasse i compensi di
      medici, ingegneri, avvocati, meccanici,
      idraulici, ecc.?
      Perché quelli forniti da quei professionisti sono servizi richiesti e necessari che giustificano sia in utilità prodotta, sia in termini di tempo e fatica spesi, il compenso pattuito (pattuito, non imposto).il cosiddetto "equo compenso" non solo non è richiesto, ma non produce nessuna utilità, non corrisponde a nessuna profusione di tempo, fatica e competenza, e viene preteso a fronte non di un servizio reso o ad un bene trasferito ma sulla presunzione di un comportamento illegittimo che è impossibile dimostrare.E' vergognoso che in uno Stato di diritto sia ammessa una cosa del genere.


      6. Perché Internet, che per molte
      imprese rappresenta una opportunità di lavoro,
      per gli autori e gli editori deve rappresentare
      un pericolo?E' una opportunità anche per autori ed editori, basta che si adeguino alle nuove tecnologie.

      7. Perché nessuno si chiede a tutela
      di quali interessi si vuole creare questa
      contrapposizione (che semplicemente non esiste)
      tra autori e produttori di contenuti e utenti?

      Chi lo dice che nessuno se lo chieda?La contrapposizione la sostenete voi falsi ed inutili intermediari, il cui costoso ruolo viene di fatto annullato dalla rete.

      8. Perché dovremmo essere contro la
      libertà dei consumatori? Ma quale libertà? Quella
      di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o
      quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo
      perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a
      disposizione?
      Perché supponete che libertà e cultura confliggano con i vostri interessi meramente economici.Ergo siete disposti persino a diffamare chiamando "ladro" chi non ruba affatto e a criminalizzare comportamenti ritenuti normali, accettabili e legittimi da tutti gli altri, tutto a protezione di iniqui compensi per voi e per la vostra coorte.Se volete dei soldi, potreste fare cio' che facciamo noialtri: lavorare.

      9. Perché nessuno dice che lindustria
      della cultura occupa in Italia quasi mezzo
      milione di lavoratori e le società "over the top"
      al massimo qualche decina? E perché chi accusa
      lindustria culturale di essere in grave ritardo
      sulla offerta legale di contenuti, poi vuole
      sottrarci quelle risorse necessarie per
      continuare a lavorare e dare lavoro e per
      investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?

      Perché ogni volta che si sostiene una posizione indifendibile e si proteggono gabelle e imposte non dovute si tira in ballo il problema occupazionale in maniera ipocrita? Dov'è la siae quano a perde il lavoro sono i metalmeccanici, i piccoli artigiani, i laureati di ogni età impiegati nei call center? Cosa c'entra d'altronde l'industria della cultura con voi altri?Perché dovremmo darvi altri soldi che non vi competono per permettervi una innovazione che è solo vostro interesse introdurre?Ma che i medici vi vengono a cercare soldi porta a porta quando devono fare un corso di aggiornamento?

      10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo
      il diritto di difendere il frutto del nostro
      lavoro, non possiamo avere pari dignità e
      dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio
      minore"?Perché nessun altro mai ha pensato di proteggere i propri introiti a detrimento dei diritti degli altri.
    • Darwin scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.
      - Scritto da: panda rossa
      1. Perché il diritto dautore, che
      fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve
      essere remunerato?Perchè QUESTO diritto d'autore come lo intendete voi non è il giusto compenso per l'ingegno di un opera, ma un pizzo che viene pagato solo per dar da mangiare alle multinazionali che con l'opera acquistata c'entrano poco e niente.
      2. Perché coloro che criticano il
      provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il
      furto della proprietà intellettuale?Perchè non esiste furto nella pirateria.
      Perché impedire la messa in rete di proprietà
      intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe
      essere considerata una forma di censura?
      Perchè la cultura è libera e tale deve rimanere.Rendere la cultura una forma di business a disposizione SOLO di chi può significa ritornare nel medioevo, ai tempi in cui solo se avevi il denaro potevi pensare di leggere Platone, mentre se eri povero non potevi permetterti nemmeno il pane.E in tempi di crisi, dove il patrimonio culturale è importante per formare le menti della futura classe dirigente è importante che TUTTE le forme di cultura siano a disposizione di tutti in modo incondizionato.Inoltre, perchè la libertà della cultura significa anche abbattare le disuguaglianze sociali e l'abbattimento della disuguaglianza sociale e culturale è uno dei principi cardine della nostra costituzione.
      3. Perché dovrebbe risultare ingiusto
      colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli
      altri?Perchè questo vostro metodo non colpisce chi sfrutta il lavoro degli altri in modo improprio.Infatti se così fosse, colpireste le major e tutti coloro che campano sulla base di un opera altrui.Quindi, i primi ad essere colpiti sareste VOI STESSI.
      4. Perché si ritiene giusto pagare la
      connessione della rete, che non è mai gratis, ed
      ingiusto pagare i contenuti?Infatti per me Internet dovrebbe essere gratuito.A disposizione di tutti.In quest'era digitale, Internet dovrebbe essere un diritto.
      E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete
      senza i contenuti?Sarebbe come il mondo nel medioevo.
      5. Perché il diritto allequo compenso
      viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa?Perchè lo è, al pari del canone RAI.
      Perché non sono chiamate tasse i compensi di
      medici, ingegneri, avvocati, meccanici,
      idraulici, ecc.?Perchè quello loro è un compenso dovuto ad una prestazione lavorativa.Il compenso dato a voi della SIAE e agli editori o alle major non è un compenso dovuto, in quanto non c'è alcuna prestazione lavorativa RICHIESTA.
      6. Perché Internet, che per molte
      imprese rappresenta una opportunità di lavoro,
      per gli autori e gli editori deve rappresentare
      un pericolo? </b
      Non rappresenta affatto un pericolo per gli autori, che anzi lo vedono più come una rampa di lancio.Rappresenta un pericolo per le multinazionali che mangiano sulle spalle degli artisti, perchè vedrebbero la loro utilità ridursi al pari dello ZERO, con la conseguente mancanza di introiti.
      7. Perché nessuno si chiede a tutela
      di quali interessi si vuole creare questa
      contrapposizione (che semplicemente non esiste)
      tra autori e produttori di contenuti e utenti?Ce la siamo chiesto.Proprio per questo vogliamo che la SIAE e tutte le lobby che stanno dietro all'industria creativa scomparissero. Perchè voi non state dalla parte dell'arte.
      8. Perché dovremmo essere contro la
      libertà dei consumatori?Perchè minate alle libertà di chi acquista il contenuto.
      Ma quale libertà? Quella
      di scegliere cosa acquistare ad un prezzo equo o
      quella di usufruirne gratis (free syndrome) solo
      perché qualcuno che lha "rubata" te la mette a
      disposizione?Il prezzo equo deve essere SOLO il compenso per il lavoro dell'artista.Il vostro compenso non deve neanche esistere.
      9. Perché nessuno dice che lindustria
      della cultura occupa in Italia quasi mezzo
      milione di lavoratori e le società "over the top"
      al massimo qualche decina?Chiedetelo a chi di dovere.
      E perché chi accusa
      lindustria culturale di essere in grave ritardo
      sulla offerta legale di contenuti, poi vuole
      sottrarci quelle risorse necessarie per
      continuare a lavorare e dare lavoro e per
      investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?1) Nessuno toglie nulla a nessuno.Voi non meritate nessun compenso in quanto non lavorate per la produzione di quel contenuto.2) Coloro che hanno tagliato le gambe alla cultura non sono i pirati, ma sono i governi che hanno eliminato gli investimenti. Vedasi Pompei.
      10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo
      il diritto di difendere il frutto del nostro
      lavoro, non possiamo avere pari dignità e
      dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio
      minore"?Ripeto: perchè voi della SIAE non avete alcun merito sull'opera.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2011 16.44-----------------------------------------------------------
    • collione scrive:
      Re: Diamo le nostre risposte.
      hahahahahahahahahaha- Scritto da: panda rossa
      <b
      1. Perché il diritto dautore, che
      fuori dalla rete è riconosciuto, in rete non deve
      essere remunerato?
      e chi lo dice? noi diciamo solo che dare la caccia ai pirati togliendo le libertà fondamentali a tutti è illegale e incostituzionale

      <b
      2. Perché coloro che criticano il
      provvedimento AGCOM non criticano anzitutto il
      furto della proprietà intellettuale?
      quindi l'omicidio e il furto di polli sono equivalenti?
      Perché impedire la messa in rete di proprietà
      intellettuale acquisita illegalmente dovrebbe
      essere considerata una forma di censura?
      </b

      e come lo impedite? intercettandoci tutti 24 ore su 24ma Silvio non dice che le intercettazioni devono essere severamente limitate e controllate?ah già lui parla delle intercettazioni ai dirigenti delle varie siae, aams, agcom, ecc...

      <b
      3. Perché dovrebbe risultare ingiusto
      colpire chi illegalmente sfrutta il lavoro degli
      altri?
      perchè dovrebbe risultare giusto spiarci 24 ore su 24 e oscurare contenuti bypassando la divisione dei poteri?

      <b
      4. Perché si ritiene giusto pagare la
      connessione della rete, che non è mai gratis, ed
      ingiusto pagare i contenuti?
      ma infatti nessuno la pensa così
      E perché non ci si chiede cosa sarebbe la rete
      senza i contenuti?
      perchè non ci chiediamo che razza di deserto diventerà la rete una volta che c'avrete messo il bavaglio?
      <b
      5. Perché il diritto allequo compenso
      viene strumentalmente, da alcuni, chiamato tassa?perchè ai dentisti non garantite l'equo compenso? e agli insegnanti, spazzini, operai
      Perché non sono chiamate tasse i compensi di
      medici, ingegneri, avvocati, meccanici,
      idraulici, ecc.?
      non conoscete nemmeno la differenza tra tassa e imposta? ovvero la differenza tra un corrispettivo pagato a fronte di uno specifico servizio erogato e quello pagato a fronte di un servizio generale?
      <b
      6. Perché Internet, che per molte
      imprese rappresenta una opportunità di lavoro,
      per gli autori e gli editori deve rappresentare
      un pericolo? </b

      e perchè per eliminare il pericolo volete eliminare l'unica opportuna di crescita culturale ed economica per questo Paese ormai sull'orlo del fallimento?
      <b
      7. Perché nessuno si chiede a tutela
      di quali interessi si vuole creare questa
      contrapposizione (che semplicemente non esiste)
      tra autori e produttori di contenuti e utenti?
      perchè nessuno pensa mai agli interessi di coloro che non hanno amici in parlamento?
      <b
      8. Perché dovremmo essere contro la
      libertà dei consumatori?appunto, è quello che vorremmo sapere, che diavolo c'avete contro di noi?
      Ma quale libertà?ah ecco "ma quale libertà?", dimenticavo che noi siamo sudditi mica cittadini
      <b
      9. Perché nessuno dice che lindustria
      della cultura occupa in Italia quasi mezzo
      milione di lavoratori e le società "over the top"
      al massimo qualche decina? E perché chi accusamezzo milione di lavoratori? e quanti posti di lavoro ha invece creato il boom della rete? quelli pure sono fanno PIL eh!?!
      lindustria culturale di essere in grave ritardola stessa industria che mangia sovvenzioni statali a iosa?
      sulla offerta legale di contenuti, poi vuole
      sottrarci quelle risorse necessarie per
      continuare a lavorare e dare lavoro e per
      investire sulle nuove tecnologie e sul futuro?
      risorse necessarie, si si, ne ho visti parecchi di voi ultimamente pulire ai semafori
      <b
      10.Perché, secondo alcuni, non abbiamo
      il diritto di difendere il frutto del nostro
      lavoro, non possiamo avere pari dignità e
      dobbiamo continuare a essere "figli di un Dio
      minore"? </b

      ma certo, anche io ho diritto di difendermiil mio vicino mi guarda di traverso ogni volta che esco, quasi quasi gli dò fuocomi sa che Guido Scorza ( che avrà già letto questo monologo demenziale di siae ) starà ridendo a crepapelle chissà da quante ore
  • dont feed the troll/dovella scrive:
    Certo che ci vuole una bella
    faccia di tolla, per fare delle domande senza dare la possibilità di rispondere.
    • age scrive:
      Re: Certo che ci vuole una bella
      - Scritto da: dont feed the troll/dovella
      faccia di tolla, per fare delle domande senza
      dare la possibilità di
      rispondere.cosa ti aspetti da loro non hanno argomenti per difendersi se si escludono i loro DOGMI comunque già ora sul loro profilo e un fiorire di critiche nei loro confronti tra un po molto probabilmente elimineranno completamente la possibilità di commentare già ora censurano quelli scomodi.
      • dont feed the troll/dovella scrive:
        Re: Certo che ci vuole una bella
        - Scritto da: age
        - Scritto da: dont feed the troll/dovella

        faccia di tolla, per fare delle domande senza

        dare la possibilità di

        rispondere.
        cosa ti aspetti da loro non hanno argomenti per
        difendersi se si escludono i loro DOGMI comunque
        già ora sul loro profilo e un fiorire di critiche
        nei loro confronti tra un po molto probabilmente
        elimineranno completamente la possibilità di
        commentare già ora censurano quelli
        scomodi.Infatti la bacheca è bloccata.Puoi solo commentare, e nemmeno come ti pare...
    • cognome scrive:
      Re: Certo che ci vuole una bella
      - Scritto da: dont feed the troll/dovella
      faccia di tolla, per fare delle domande senza
      dare la possibilità di
      rispondere.Infatti.Piu che domande, mi sembra che sia uno stupido monologo.Chi ha paura dei commenti, in questo caso, in genere è una persona che non è troppo convinta di quel che dice.
    • Guybrush scrive:
      Re: Certo che ci vuole una bella
      - Scritto da: dont feed the troll/dovella
      faccia di tolla, per fare delle domande senza
      dare la possibilità di
      rispondere.Puoi definire "tolla" perfavore? Non solo il significato, ma anche che dialetto è.Ha un bel suono e sembra carica di significato.GrazieGT
      • dont feed the troll/dovella scrive:
        Re: Certo che ci vuole una bella
        - Scritto da: Guybrush
        - Scritto da: dont feed the troll/dovella

        faccia di tolla, per fare delle domande senza

        dare la possibilità di

        rispondere.

        Puoi definire "tolla" perfavore?Credo sia di origine milanese ad indicare la "latta".Ma ormai di uso comune in tutta Italia.
      • mikronimo scrive:
        Re: Certo che ci vuole una bella
        Mi pare lombardo, nel senso che lo dicono dei miei zii di Milano, ergo...
      • panda rossa scrive:
        Re: Certo che ci vuole una bella
        - Scritto da: Guybrush
        - Scritto da: dont feed the troll/dovella

        faccia di tolla, per fare delle domande senza

        dare la possibilità di

        rispondere.

        Puoi definire "tolla" perfavore? Non solo il
        significato, ma anche che dialetto
        è.
        Ha un bel suono e sembra carica di significato.Espressione dialettale del lombardo veneto."Tolla" indica un metallo poco pregiato, tipo la latta, un tempo utilizzato per fare oggetti per poi spacciarli per metalli di maggior pregio, tipo l'argento.L'espressione "faccia di tolla" equivale piu' o meno alla "faccia di bronzo". Ha una connotazione negativa, che puo' essere resa con "non hai minimamente vergogna di..."
        • Darwin scrive:
          Re: Certo che ci vuole una bella
          Noi nel salento usiamo più l'espressione "facce de pu**ana".Rende meglio l'idea :D
        • Picchiatell o scrive:
          Re: Certo che ci vuole una bella
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Guybrush

          - Scritto da: dont feed the troll/dovella


          faccia di tolla, per fare delle domande
          senza


          dare la possibilità di


          rispondere.



          Puoi definire "tolla" perfavore? Non solo il

          significato, ma anche che dialetto

          è.

          Ha un bel suono e sembra carica di
          significato.

          Espressione dialettale del lombardo veneto.
          "Tolla" indica un metallo poco pregiato, tipo la
          latta, un tempo utilizzato per fare oggetti per
          poi spacciarli per metalli di maggior pregio,
          tipo
          l'argento.

          L'espressione "faccia di tolla" equivale piu' o
          meno alla "faccia di bronzo". Ha una connotazione
          negativa, che puo' essere resa con "non hai
          minimamente vergogna
          di..."tendenzialmente erano considerati tolla anche materiali metallici pericolosi tipo a fine '800 furono importati nel bresciano veronese tegami contenti alta % di piombo ...tutto quadra...
    • Luco, giudice di linea mancato scrive:
      Re: Certo che ci vuole una bella
      - Scritto da: dont feed the troll/dovella
      faccia di tolla, per fare delle domande senza
      dare la possibilità di rispondere.Non preoccuparti, qualcuno l'ha fatto. :Dhttp://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=8213
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Certo che ci vuole una bella
      - Scritto da: dont feed the troll/dovella
      faccia di tolla, per fare delle domande senza
      dare la possibilità di
      rispondere.veramente io non riesco a capire come possano mai essersi auto-considerati autori,distributori ,giudici ed clienti UNICI nello stesso tempo.... quando la SIAE di fatto non produce nulla
      • La SIAE scrive:
        Re: Certo che ci vuole una bella
        - Scritto da: Picchiatell o
        - Scritto da: dont feed the troll/dovella

        faccia di tolla, per fare delle domande senza

        dare la possibilità di

        rispondere.

        veramente io non riesco a capire come possano mai
        essersi auto-considerati autori,distributori
        ,giudici ed clienti UNICI nello stesso tempo....
        quando la SIAE di fatto non produce
        nullaNon ti devi per quale motivo dovresti pagare la SIAE, ti devi chiedere per quale motivo non dovresti pagare la SIAE, e la risposta è: PER NESSUN MOTIVO. :@Se vai dal medico lo paghi o no? Se viene l'elettricista a casa tua lo paghi o no? Quindi è giusto pagare anche la SIAE capito? :@10 domande e 10 risposte capito? :@
        • FDG scrive:
          Re: Certo che ci vuole una bella
          - Scritto da: La SIAE
          Se vai dal medico lo paghi o no? Se viene
          l'elettricista a casa tua lo paghi o no? Quindi è
          giusto pagare anche la SIAE capito? Si paga per una prestazione. Quale sarebbe la prestazione della SIAE, a parte XXXXXXXX i soldi?
          • La SIAE scrive:
            Re: Certo che ci vuole una bella
            - Scritto da: FDG
            - Scritto da: La SIAE


            Se vai dal medico lo paghi o no? Se viene

            l'elettricista a casa tua lo paghi o no?
            Quindi
            è

            giusto pagare anche la SIAE capito?


            Si paga per una prestazione. Quale sarebbe la
            prestazione della SIAE, a parte XXXXXXXX i
            soldi?Devi pagare la SIAE perchè se produci musica film o altro questo materiale ha un esecutore in te stesso, quindi paghi la SIAE per tutelare il tuo diritto ad essere pagato e a questo non puoi rinunciare (diritto+pagare).Come vedi la SIAE ti protegge anche quando, inoscentemente, tu te ne dimentichi. Ecco la funzione sociale e fondamentale di questo ente benemerito, capito? :@
          • ... scrive:
            Re: Certo che ci vuole una bella
            per nulla d'accordo.quando vado dal medico pago1) il medicinale2) la prestazione3) le tasse sulla prestazionee ne sono sodisfattoquando compro un cd pago1) il supporto ottico2) il contenuto musicale3) le tasse4) e poi la siaenonostante il controsenso che fin qui può stare anche bene, chiedo:quando compro un cd VERGINE, per caricarci le MIE foto, i MIEI contenuti, i miei backup di documenti, <b
            che non venderò MAI </b
            , io pago1) il supporto ottico2) le tasse,3) un po' di corrente per masterizzare4) la siae.cari manager della Siae, siete solo vittime di preconcetti che avete costruito su voi stessi, e ne state pagando le conseguenze. ma l'italiano s'è rotto di sganciare moneta quando far valere il <b
            diritto di reXXXXX </b
            per insoddisfazione del contenuto, presso qualsiasi negozio d'italia online e non, necessita sempre mezzo miracolo. "Capito?"La SIAE ha dovuto far fallire società italiane di supporti ottici e magnetici perchè gli italiani sono andati a comprarseli all'estero, dove le *loro* SIAE riescono a far rispettare il diritto d'autore senza far pagare l'ira di Dio sui supporti. "Capito?"E io, bravo italiano che paga le tasse, devo essere messo nella condizione di non poter ascoltare un brano su youtube per poter dire, "XXXXX - perchè tutti gli italiani, si sà, intercalano - , mi piace! ne vale la spesa! Lo compro!". Perchè quando un prodotto vale, lo si compra e se ne si esercita l'istinto di possesso.Poi, se mi dite che volete bastonare a sangue (figurativamente, eh?) quelli che scaricano l'ultima canzone di Vasco per rivenderla a 5 al parco giochi, allora vi rispondo che prendo la mazza e vengo con voi.
          • La SIAE scrive:
            Re: Certo che ci vuole una bella
            - Scritto da: ...
            per nulla d'accordo.

            quando vado dal medico pago
            1) il medicinale
            2) la prestazione
            3) le tasse sulla prestazione
            e ne sono sodisfatto

            quando compro un cd pago
            1) il supporto ottico
            2) il contenuto musicale
            3) le tasse
            4) e poi la siae

            nonostante il controsenso che fin qui può stare
            anche bene,
            chiedo:

            quando compro un cd VERGINE, per caricarci le MIE
            foto, i MIEI contenuti, i miei backup di
            documenti, <b
            che non venderò MAI
            </b
            , io
            pago
            1) il supporto ottico
            2) le tasse,
            3) un po' di corrente per masterizzare
            4) la siae.

            cari manager della Siae, siete solo vittime di
            preconcetti che avete costruito su voi stessi, e
            ne state pagando le conseguenze. ma l'italiano
            s'è rotto di sganciare moneta quando far valere
            il <b
            diritto di reXXXXX </b

            per insoddisfazione del contenuto, presso
            qualsiasi negozio d'italia online e non,
            necessita sempre mezzo miracolo.
            "Capito?"

            La SIAE ha dovuto far fallire società italiane di
            supporti ottici e magnetici perchè gli italiani
            sono andati a comprarseli all'estero, dove le
            *loro* SIAE riescono a far rispettare il diritto
            d'autore senza far pagare l'ira di Dio sui
            supporti.
            "Capito?"No. :@
          • ... scrive:
            Re: Certo che ci vuole una bella
            - Scritto da: La SIAE
            No. :@Non avevo dubbi!
          • FDG scrive:
            Re: Certo che ci vuole una bella
            - Scritto da: La SIAE
            Devi pagare la SIAE perchè se produci musica film
            o altro questo materiale ha un esecutore in te
            stesso, quindi paghi la SIAE per tutelare il tuo
            diritto ad essere pagato e a questo non puoi
            rinunciare (diritto+pagare).E e io non volessi essere tutelato? Devo pagarla per forza? Anzi, niente domanda. È così. È come un pizzo legalizzato. Poi, se deve tutelare gli interessi di una categoria, non capisco perché debbano essere i consumatori a pagarla. Che se la paghino gli autori se realmente pensano di poter essere tutelati (se io da consumatore voglio essere protetto, mi iscrivo ad un'associazione di consumatori e pago, non pretendo che a pagare siano i produttori!). Vorrei proprio sentire quanti autori pensano che la SIAE protegga realmente i loro interessi. Perché ho l'impressione che non sia così.
            Come vedi la SIAE ti protegge anche quando,
            inoscentemente, tu te ne dimentichi. Ecco la
            funzione sociale e fondamentale di questo ente
            benemerito, capito?
            :@Si, la fondamentale funzione sociale di guadagnare soldi a scrocco.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 15 luglio 2011 10.16-----------------------------------------------------------
          • panda rossa scrive:
            Re: Certo che ci vuole una bella
            - Scritto da: La SIAE
            Devi pagare la SIAE perchè se produci musica film
            o altro questo materiale ha un esecutore in te
            stesso, quindi paghi la SIAE per tutelare il tuo
            diritto ad essere pagato e a questo non puoi
            rinunciare
            (diritto+pagare).Ma adesso si paga ancora 100 per ricevere zero, oppure con la nuova finanziaria si dovra' pagare 1000 per ricevere zero?
          • La SIAE scrive:
            Re: Certo che ci vuole una bella
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: La SIAE


            Devi pagare la SIAE perchè se produci musica
            film

            o altro questo materiale ha un esecutore in
            te

            stesso, quindi paghi la SIAE per tutelare il
            tuo

            diritto ad essere pagato e a questo non puoi

            rinunciare

            (diritto+pagare).

            Ma adesso si paga ancora 100 per ricevere zero,
            oppure con la nuova finanziaria si dovra' pagare
            1000 per ricevere
            zero?1000: colpa dell'inflazione e della crisi. :@ Causata dai pirati, ovviamente. :@Parola di SIAE
    • ciccio quanta ciccia scrive:
      Re: Certo che ci vuole una bella
      Ho dovuto trattermi dall'urlare e lanciare il pc fuori dalla finestra... ma chi diamine ha impaginato quell'articolo sul sito della SIAE??? Ti fa passare la voglia di leggerlo a prima vista... Magari prima di difendere l'industria dei contenuti imparate a presentarli!
      • La SIAE scrive:
        Re: Certo che ci vuole una bella
        - Scritto da: ciccio quanta ciccia
        Ho dovuto trattermi dall'urlare e lanciare il pc
        fuori dalla finestra... ma chi diamine ha
        impaginato quell'articolo sul sito della SIAE???
        Ti fa passare la voglia di leggerlo a prima
        vista...Le solite scuse. :@

        Magari prima di difendere l'industria dei
        contenuti imparate a
        presentarli!Altrimenti? :@
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