Una CPU multi-core sulla PlayStation 4?

Fonti giapponesi sostengono che sulla PlayStation di prossima generazione Sony rimpiazzerà il processore Cell con uno basato su un'architettura multi-core convenzionale. Bocciato Larrabee?
Fonti giapponesi sostengono che sulla PlayStation di prossima generazione Sony rimpiazzerà il processore Cell con uno basato su un'architettura multi-core convenzionale. Bocciato Larrabee?

Dal Giappone giungono nuove indiscrezioni sulla PlayStation di quarta generazione che confermerebbero la volontà di Sony di abbandonare il processore Cell. Stando a Kotaku , che riprende a sua volta il sito giapponese PC Watch Impress , Sony starebbe lavorando su una CPU multi-core per la PS4 basata su un’architettura diversa da Cell.

Come noto, la critica rivolta più frequentemente alla PS3 dagli sviluppatori di giochi è quella di essere difficile da programmare , ciò soprattutto a causa della complessa e poco familiare architettura del suo processore. Tale rimostranza, insieme agli elevati costi di produzione del chip, avrebbe convinto Sony ad abbandonare Cell in favore di una architettura multi-core più tradizionale, come ad esempio quella PowerPC alla base della CPU Triton di Xbox 360.

Sempre stando alle indiscrezioni, inizialmente Sony avrebbe in un primo momento pensato di affiancare Cell ad una GPU Larrabee di Intel, che basandosi su un’architettura x86-compatibile promette di essere particolarmente semplice da programmare. Le fonti asiatiche sostengono però che il gigante nipponico avrebbe già accantonato l’idea per via delle inadeguate performance fornite da questa soluzione.

“Pare che Sony abbia preso in considerazione anche una versione modificata della Synergistic Processor Unit, ma stando alle supposizioni ora starebbe lavorando su un design che include una CPU multi-core”, riporta Kotaku . Secondo PC Watch , l’Xbox e la PlayStation di prossima generazione dovrebbero arrivare nei negozi tra il 2012 e il 2013, mentre la nuova Wii (HD?) potrebbe anticipare le console avversarie di circa un anno.

Alessandro Del Rosso

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