Una legge proibisca i cellulari in classe

Un esponente dell'Ulivo vuole che il Governo promuova una normativa nazionale che regolamenti l'uso del telefonino nelle scuole. Dello stesso avviso Verdi e Osservatorio minori. Fioroni potrebbe non essere d'accordo
Un esponente dell'Ulivo vuole che il Governo promuova una normativa nazionale che regolamenti l'uso del telefonino nelle scuole. Dello stesso avviso Verdi e Osservatorio minori. Fioroni potrebbe non essere d'accordo

Roma – I cellulari distraggono gli alunni e la scuola perde la sua natura di luogo dell’educazione e della formazione. Queste, in sintesi, le ragioni che hanno spinto Enzo Foschi, consigliere DS-Ulivo in Regione Lazio, a proporre una mozione che impegni la Regione a promuovere presso il Governo un’iniziativa che porti ad una normativa nazionale sull’uso dei telefonini nelle scuole .

Foschi ritiene che occorra riflettere sulla situazione attuale a partire dalle vicende di cronaca , che avrebbero messo in luce come “l’abuso della tecnologia” dia il “la” a “fenomeni pericolosi”. “Negli ultimi tempi – ha anche spiegato – si sono moltiplicate le denunce per l’ormai diffuso malcostume di conversare e scambiarsi messaggi durante le lezioni”.

Secondo il consigliere dell’Ulivo, dunque, bisogna sensibilizzare gli studenti affinché frequentino la scuola con un “atteggiamento di attenzione e di ascolto” in modo tale da favorire “lo scambio di informazioni e emozioni immediate con i propri compagni di classe, senza mediazioni elettroniche, alteranti un rapporto reale e concreto”. Foschi ha anche rilevato come le iniziative di singoli istituti scolastici contro l’uso del cellulare in classe “non sono supportate da una legislazione nazionale”.

A suo dire, comunque, il divieto di uso in certi frangenti del cellulare “non è un’azione contro i giovani che fanno largo uso dei telefoni mobili ma, al contrario, è in loro favore, affinché possano tornare a fruire di una scuola che sia luogo di apprendimento, di incontro e di crescita”.

La mozione di Foschi è peraltro solo l’ultima proposta di nuovi divieti . Opinioni simili sono state espresse nelle scorse settimane in Parlamento dai Verdi e sulla stessa linea è anche l’ Osservatorio sui diritti dei minori .

A pensarla diversamente, fino a questo momento, è invece il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni , secondo cui le norme che consentono di tutelare l’istituzione scolastica e il diritto degli alunni, già esistono. A suo dire, infatti, “durante l’ora di lezione una scuola seria e responsabile consente ai propri ragazzi di seguire con attenzione ciò che i docenti spiegano e di interagire con loro. Parlare al telefonino, filmare o giocare è espressamente vietato, si tratta solo di far applicare il divieto”.

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12 03 2007
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