Untrusted/ Come ti cambiano il BIOS

di Alessandro Bottoni - I computer blindati hanno esigenze diverse da quelli tradizionali, abbisognano di BIOS e Boot Loader di nuova fattura. Capaci di rendere davvero.. trusted il sistema su cui operano. Ecco di cosa si tratta

Roma – Come abbiamo già spiegato in articoli precedenti, è necessario un BIOS particolare per costruire una piattaforma Trusted Computing completa. Questo BIOS deve mettere a disposizione le funzionalità necessarie per la procedura di avviamento sicuro (“Secure Boot”) e le funzionalità necessarie per la gestione del TPM (abilitazione/disabilitazione, gestione delle chiavi primarie etc.). Per motivi analoghi, i sistemi multi-boot devono avere un Boot Loader in grado di collaborare con il TPM ed il BIOS.
Ecco i nuovi tipi di BIOS e di Boot Loader che sono stati creati per soddisfare queste esigenze ed alcuni altri che, per vari motivi, ci sembrano interessanti.

American Megatrends (AMI)
Nel Gennaio del 2003, AMI ha annunciato la disponibilità del supporto Trusted Computing nel suo AMI BIOS8. Questa nuova versione del BIOS AMI fornisce tutte le funzionalità necessarie per avviare il sistema in modalità sicura (“trusted”) e per gestire il TPM. In particolare, AMIBIOS8 provvede a caricare i driver del TPM, memorizza (nel TPM) gli “hash” a 160 Bit che descrivono lo stato della piattaforma (le famose “Platform Configuration Registry” o “PCR”) e fornisce gli strumenti software necessari per gestire il TPM a run-time.

L’implementazione delle specifiche TCG che AMI ha realizzato è quasi da manuale. Si attiene strettamente alle specifiche senza tralasciare nessun elemento importante. In questo, come vedremo, rappresenta più l’eccezione che la regola.

Essendo in produzione da circa 3 anni, questo tipo di BIOS è già ampiamente diffuso sul mercato, anche se non tutte le sue applicazioni prevedono lo sfruttamento di queste sue caratteristiche. Per avere una piattaforma Trusted Computing, lo ricordiamo, non basta avere un BIOS TC-compliant.
AMI BIOS 8 è descritto a questa URL .

Phoenix BIOS
Phoenix è l’altro grande produttore di BIOS per PC. Da quando Phoenix ha acquisito la Award, sono rimasti solo AMI e Phoenix a contendersi questo mercato. Naturalmente, anche Phoenix ha sviluppato la propria versione di BIOS compatibile con le specifiche Trusted Computing. Questa versione si chiama “TrustedCore” ed è già in produzione da un paio d’anni. Per certi aspetti, la implementazione delle specifiche TCG che Phoenix ha fatto è molto meno standard e molto meno rassicurante di quella di AMI.

TrustedCore, infatti, dispone di un proprio sistema crittografico interno, in grado di svolgere gran parte delle funzioni di un TPM. Questo sistema è in grado di creare i PCR necessari per le funzioni di Secure Boot e di verificare l’integrità dello stesso firmware usato dal BIOS. Si tratta quindi di una implementazione parallela a quella del TCG. Questo vuol dire che coloro che acquistano dei PC dotati di BIOS Phoenix TrustedCore rischiano di trovarsi tra le mani una macchina parzialmente contaminata da tecnologie Trusted Computing senza nemmeno saperlo. L’assenza di TPM e di altri elementi riconoscibili rende queste macchine indistinguibili da normali macchine TC-free.

Per il resto, l’implementazione di Phoenix è simile a quella di AMI. Questo BIOS può essere usato per pilotare una piattaforma Trusted Computing “tradizionale” dotata di TPM.

L’implementazione di Phoenix è descritta a questa URL .

EFI (Extensible Firmware Interface)
EFI è un nuovo tipo di BIOS (più esattamente un nuovo tipo di firmware) ideato da Intel, che dovrebbe porre fine a molti problemi storici del vecchio BIOS.
EFI viene usato dai nuovi Apple MacIntosh con architettura Intel, in produzione da qualche mese. Dal 2003, lo sviluppo di EFI non viene più guidato da Intel ma da un apposito consorzio di aziende noto come UEFI (Unified Extensible Firmware Interface) . EFI e UEFI sono nati per piattaforme a 64 bit ma Intel ne rende disponibile una versione compatibile con le normali architetture a 32 bit all’interno delle sue motherboard della serie 945.

La principale innovazione di EFI è rappresentata dal fatto che i driver necessari per pilotare una gran parte dell’hardware possono essere gestiti direttamente dal firmware e potrebbero quindi essere indipendenti dal sistema operativo utilizzato.
Questo potrebbe permettere ai produttori di schede e di chip di creare i loro driver indipendenti dal sistema operativo e, di conseguenza, chi crea i sistemi operativi non dovrebbe più preoccuparsi di creare i driver.

Questo potrebbe voler dire che i sistemi operativi “alternativi”, come Linux e BSD, potrebbero finalmente avere accesso a tutto l’hardware esistente nello stesso modo e con la stessa efficienza dei sistemi operativi “mainstream” come Windows. In altri termini, EFI potrebbe segnare la fine della vita da Cenerentola a cui sono stati costretti Linux e BSD fino ad ora. Com’era prevedibile, EFI viene sostanzialmente ignorato da Microsoft e da quasi tutti i produttori di hardware che sono legati ad essa. Ad esempio, Microsoft ha recentemente annunciato che il supporto per EFI (più esattamente per UEFI 2.0) sarà disponibile solo per le versioni server a 64 bit di Windows Vista.

Pur essendo disponibili versioni di EFI a 32 bit sulle motherboard Intel, nessun produttore di hardware si è preoccupato di creare i relativi driver OS-indipendent, invocando come giustificazione l’assenza di una versione di Windows a 32 bit in grado di sfruttarli (come se esistesse solo Windows). I normali utenti dovranno quindi continuare a fare i conti con il vecchio BIOS ed i soliti problemi di driver. Questo vuol anche dire che esistono dei problemi per usare Windows sui MacIntosh con architettura Intel, problemi che devono essere risolti da BootCamp. L’utente finale dipende quindi dalla volontà di Apple e dalla presenza di BootCamp per l’uso di Windows sui MacIntosh.

Per quanto ci riguarda, EFI ci interessa solo in quanto è in grado di pilotare una piattaforma Trusted Computing. All’interno delle sue aree di memoria è possibile conservare tutto il firmware necessario per questo scopo. Questo, infatti, è il modo in cui funzionano i MacIntosh attualmente in produzione.
EliLo, la versione EFI-enabled di LiLo, è disponibile a questa URL .

EFI è, in un certo senso, l’erede di Open Firmware , il sistema usato dai “vecchi” Apple MacIntosh su architettura PowerPC. Il consorzio che si occupa del suo sviluppo è reperibile a questa URL .

Trusted GRUB e LiLo with TCPA support
Chi usa Linux sa bene cosa sono i Boot Loader. Si tratta di piccoli programmi che si installano nel MBR (Main Boot Record) di un hard disk e che permettono di avviare alternativamente uno qualunque dei sistemi operativi installati sulla macchina, ad esempio Linux o Windows. Ovviamente, anche i boot loader devono essere resi compatibili con le piattaforme di Trusted Computing. Per questo motivo, sono state sviluppate le versioni TC-compliant di LiLo e GRUB, i due boot loader più diffusi.

Questi boot loader collaborano con il BIOS e con il sistema operativo per mantenere la “chain of trust” che permette di garantire la affidabilità dell’intero sistema.
Trusted GRUB è reperibile a questa URL .
La versione TC-compliant di LiLo è parte del progetto Enforcer, reperibile a questa URL

LinuxBIOS e OpenBIOS
Leggendo queste righe dovrebbe essere diventata evidente la necessità di liberare l’hardware dalla dipendenza da uno specifico BIOS e/o firmware. Solo usando un BIOS “open source”, infatti, è possibile avere il pieno controllo dell’intero sistema e tutte le garanzie necessarie sul suo funzionamento. A questo scopo sono stati avviati due importanti progetti per la creazione di BIOS “liberi”.

Il primo progetto è promosso dalla Free Software Fundation e si chiama LinuxBIOS . Il sito ufficiale del team di sviluppo è a questa URL .
LinuxBIOS è un piccolo BIOS a 32 bit che svolge solo le funzioni indispensabili. Si tratta quindi di un BIOS molto veloce e molto versatile. Attualmente viene usato da una dozzina di costruttori, tra cui Cray, LinuxLab e ClusterLab, per la realizzazione di cluster per l’elaborazione parallela.

OpenBIOS è un progetto meno maturo ma non meno interessante. Gli obiettivi che si pongono i suoi sviluppatori sono una totale “openness” ed una totale indipendenza dalla piattaforma hardware e software. Il sito del progetto si trova a questa URL .

Conclusioni
L’avvento del Trusted Computing comporta anche la sostituzione dei vecchi BIOS con altri in grado di supportare queste funzionalità. Questo cambiamento poteva essere l’occasione per un passo avanti nel settore dei BIOS, verso una maggiore indipendenza dal produttore, ma non è stato così.
Progetti di grande importanza, come EFI e LinuxBIOS, giacciono inutilizzati a causa dell’antico vendor lock-in che lega i produttori di hardware al principale produttore di sistemi operativi. Nessuno sembra avere interesse a rompere questo legame e cercare fortuna per conto proprio sul mercato con prodotti adatti al mondo Linux e BSD.

A questa amarezza di fondo si somma quella dovuta alla scarsa trasparenza che domina questo mercato.

La presenza di funzionalità molto simili a quelle specifiche del Trusted Computing sui BIOS prodotti da Phoenix non è dichiarata in modo sufficiente al momento della vendita del prodotto. Io stesso sono stato testimone dell’acquisto di un PC dotato di BIOS Phoenix TrustedCore da parte di una persona assolutamente contraria a queste tecnologie.
Almeno in questo caso, l’acquirente ha fatto veramente tutto il possibile per evitare l’acquisto di un sistema “trusted” ma non è ugualmente riuscito ad evitarlo. Questo dovrebbe far riflettere sulla reale natura di questi sistemi, sulla loro pericolosità e sulla “coda di paglia” delle aziende coinvolte.

Alessandro Bottoni

Tutte le release di Untrusted sono disponibili a questo indirizzo

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  • Anonimo scrive:
    non è solo un calamaro:
    http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/art/2006/06/19/5420938
  • Anonimo scrive:
    IMPORTANTE!!!
    X TUTTI COLORO CHE DICONO CHE LA PRIVACY è UN DIRITTO.E ANCHE PER GLI ALTRI...COSì COMINCIANO A RAGIONARE...FORSE (ma se avessero cervello ci sarebbero arrivati prima, penso, ma non è mai troppo tardi).ULTIME NOTIZIE:http://www.beppegrillo.it/index.html
    • Anonimo scrive:
      Re: IMPORTANTE!!!
      - Scritto da:
      X TUTTI COLORO CHE DICONO CHE LA PRIVACY è UN
      DIRITTO.
      E ANCHE PER GLI ALTRI...COSì COMINCIANO A
      RAGIONARE...FORSE (ma se avessero cervello ci
      sarebbero arrivati prima, penso, ma non è mai
      troppo
      tardi).
      ULTIME NOTIZIE:
      http://www.beppegrillo.it/index.htmlComprate i nuovi pc, comprate. Non difendete la privacy. Così poi al primo "sgarro" sappiamo come farvi nostri schiavi.
    • Anonimo scrive:
      Re: IMPORTANTE!!!
      Notizie.....
  • Anonimo scrive:
    E ci va perfino bene...
    ...che ci fanno diventare come la Cina, che ad alcuni alleati del mortadellone piace addirittura la Corea del Nord (ma che ci vadano a vivere, dico io (troll2))
    • Anonimo scrive:
      Re: E ci va perfino bene...
      - Scritto da:
      ...che ci fanno diventare come la Cina, che ad
      alcuni alleati del mortadellone piace addirittura
      la Corea del Nord (ma che ci vadano a vivere,
      dico io
      (troll2))SI..CONTINUATE CON STA STORIA DEL MORTADELLONE E DEL NANO...SAPETE QUANTO RIDONO DI VOI, SCHIAVI, PER I NOMIGNOLI (E SOLO QUELLO) CHE GLI DATE.ANZI, FORSE LI HANNO CONIATI LORO STESSI PER FAR VEDERE CHE QUì C'è LIBERTà (DI DARE NOMI, E SOLO QUELLA...A NO..PUOI ANCHE DIRE CHE LE COSE NON VANNO, VERO).
  • Anonimo scrive:
    Ho installato TOR, ma...
    ...ma va tutto mooolto + lento... è normale? o devo aprire qualche porta al router??
    • Anonimo scrive:
      Re: Ho installato TOR, ma...
      Sul sito ci sono le istruzioni, e cmq credo sia normale che rallenti la navigazione, visto che non ti fa collegare direttamente al sito ma ti fa passare per ip che si sostituiscano al tuo.Io uso steganos 5 (visto che è gratuito...almeno..io l'ho trovato in regalo cn una rivista, non so se in rete è disponibile), e rallenta sì la navigazione ma diventa più veloce con l'andare del tempo, visto che scarta quelli più lenti.PS: quando mi collego a quei siti in grado di leggerti l'ip e gli altri dati, non nè azzeccano una. Quindo direi che è sicuro.Certo...non so se è in grado di coprirti dall'fbi :), ma di certo tu protegge da quei rompicojons che cercano dati per i loro interessi (come l'fbi, solo meno potenti).PS2 per i soliti "nonhonientedanascondere" o meglio (ma non capito) "miamoglievaingirosenzamutande" o ancora meglio (ma non espresso) "miconvienedirloperchècosìpossotruffaremeglio":Quando poi gireremo nudi, le case saranno aperte, le truffe (soprattutto quelle legalizzate) non esisteranno più, e l'italia imparerà a votare per gente onesta (non l'ha mai fatto, e non prevedo lo faccia nei prossimi 50000000000000 anni), allora questo programmi saranno del tutto inutili.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ho installato TOR, ma...
        Si ma infatti io "non ho nulla da nascondere" ma non mi va che qualcuno si faccia gli affari miei... anche se non ho nulla da nascondere di certo non vivo in una vetrina in centro a Milano...Per adesso ho messo Vidalia su Mac Os X Tiger e va lento, ho seguito la configurazione dal sito, spero che col tempo si velocizzi anche a me..
    • Anonimo scrive:
      basta un'applet java
      - Scritto da:
      ...ma va tutto mooolto + lento... è normale? o
      devo aprire qualche porta al
      router??basta un'applet java per scoprire il tuo vero ip.
  • Anonimo scrive:
    Per quelli del nonhainientedanascondere
    Quando ci farete vedere le vostre mogli in strada senza mutandine?Tanto nce l'hanno come tutte le altre...nun cianno niente da nasconne
  • Anonimo scrive:
    Grande Calamari!
    è quello che già sto facendo, però la gente è quasi sempre incredula, pensa di poter sconfiggere il nemico in qualsiasi momento, dunque, da quello che ho capito, non abbiamo a che fare con bambini, abbiamo a che fare con persone adulte ed altamente ignoranti, quelle stesse persone che credono ancora allo sport.esempio di cosa si combina un ciclista:si toglie una sacca di sangue sei mesi prima di correre in una qualsiasi gara, poi, quando la gara ha inizio, il giorno prima si fa reiniettare il sangue che aveva conservato per sei mesi, cosi è più prestante e magari vince la gara.il detto.. "l'importante è partecipare" conta come un due di picche, e certe lobby ci marciano sopra.
    • Anonimo scrive:
      Re: Grande Calamari!
      sempre parlando di ciclismo doping e ingenuità:quest' anno al giro d' italia tutti i giornalisti a martellare sul fatto che ora è tutto pulito, che non si dopa nessuno... ma con valori di ematocrito talmente elevati che neppure dopo 6 mesi di pedalate 24 ore su 24 un essere umano potrebbe averli, come si fa a dire che non c' è il doping? eppure se lo chiedi agli "adulti responsabili" al bar dello sport ti diranno che il ciclismo è pulito....
  • Anonimo scrive:
    grazie per la tua Coscienza Civile
    ti ringrazio, Marco, per la tua Coscienza civile.Capisco bene che per molti lo spionaggio e l'autoritarismo sono egualmente da considerarsi coscienza civile... eppure più osservo come si è svolta la nascita di abomini e totalitarismi che sono stati etichettati comodamente sotto i nomi di nazismo e comunismo, più mi convinco che la coscienza Civile è questa che il cittadino lo difende e lo tratta con rispetto, non quella che lo attacca.Non pretendo certo che tutti siano d'accordo con me. Ti voglio solo tributare riconoscimento: grazie per essere vigile; non mollare.
  • Anonimo scrive:
    Strurrura sovranazuonale?
    Caro Calamari, il funzionario p.a. medio, di qualunque comparto si tratti, conosce la rete per i siti porno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Strurrura sovranazuonale?
      - Scritto da:
      Caro Calamari, il funzionario p.a. medio, di
      qualunque comparto si tratti, conosce la rete per
      i siti
      porno.caro commentatore, stai sparlando :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Strurrura sovranazuonale?
      Chi fa due errori di battuta in due parole nel soggetto di un thread dovrebbe essere moderato d'ufficio .....
    • Anonimo scrive:
      Re: Strurrura sovranazuonale?
      ... invece di moderare chi lo fa notare ....
  • Anonimo scrive:
    dissento e razionalizzo
    ci sono delle cose da precisare che non avete considerato.io sono uno di quelli "io non ho quasi niente da nascondere" che usa tor, solo per il filesharing.mi spiego meglio: internet è uno strumento irrinunciabile, ma anche pericoloso e che va monitorato (cylon).vogliamo parlare delle reti pedofile?del traffico di droga?quello da cui ci vogliamo nascondere (perchè io mi voglio nascondere) è l'uso improprio dei sistemi internet da parte di certuni (riaa per dirne una, ma anche gli spyware, doubleclick...) che hanno interessi ad essere invasivi!ed infatti io uso tor solo sul mulo (vi consiglio anche ares (by sourceforge), è una bomba)!ci sono però dei casi in cui il bene comune prevale sull'interesse della privacy assoluta, purtroppo non sta succedendo così ed i sistemi di tracciamento sono in mano a dei maiali che vogliono solo spremere quanto più danaro possibile dagli utenti, ma in linea teorica questo non dovrebbe succedere.insoma, io dico basta ai discografi troppo esosi (se riprendessero a fare film decenti potrebbe valere la pena spendere 7 euro al cinema, altrimenti si attaccano, questo è il mercato...) e per i sistemi p2p saremo obbligati ad anonimizzarci; ma se volessimo essere seri servirebbe una legge che impedisse ai singoli di tracciare la rete (così se non possono cercare non possono neanche denunciare...) lasciando alla polizia la sacrosanta possibilità di indagare sulle cose serie!vogliamo far finta di essere tutti bravi e buoni?sapete cos'è uno snuff movie?è un film in cui si sevizia un bambino e che si conclude con la sua morte.con la sua morte !davanti a questo io accetto di venire tracciato, anche se è solo una colpa di pochi, e in questo non ho niente da nascondere!Giovanni D.
    • Anonimo scrive:
      Re: dissento e razionalizzo

      sapete cos'è uno snuff movie?
      è un film in cui si sevizia un bambino e che si
      conclude con la sua
      morte.sbagliato.il protagonista si uno snuff non è un bambino.Ma forse tu volevi fare sensazionalismo.E normalmente si fa sensazionalismo per convincere gli altri a rinunciare a qualcosa...
      davanti a questo io accetto di venire tracciato,
      anche se è solo una colpa di pochi, e in questo
      non ho niente da
      nascondere!...eccoci!In che modo internet uccide/violenta le persone?L'unico modo è indiretto , ovvero attraverso una richiesta di un navigatore pagante.Ora, qualsiasi cosa ci si possa inventare, una transazione finanziaria viene loggata, perchè lebanconote proprio non ci passano nei fili.La conseguenza è che l'anonimato, nell'unico caso in cui internet diventa pericolosa , non esiste già oggi.Controllare tutti e tutto non aiuterebbe a salvare nessuno.
      • Anonimo scrive:
        Re: dissento e razionalizzo

        Controllare tutti e tutto non aiuterebbe a
        salvare
        nessuno.ma non poter risalire all'identità di uno che è certamente colpevole ne garantisce l'impunità.non dico di controllare tutti, ma quando ci sono segnalazioni chi di dovere DEVE POTER INTERVENIRE
        • Anonimo scrive:
          Re: dissento e razionalizzo
          - Scritto da:

          Controllare tutti e tutto non aiuterebbe a

          salvare

          nessuno.

          ma non poter risalire all'identità di uno che è
          certamente colpevole ne garantisce
          l'impunità.scusa, ma....chi sarebbe certamente colpevole ?Il colpevole è chi uccide (magari non sa neppure che esiste internet) e chi eventualmente paga per vedere (ma i soldini non li può spedire attraverso un cavo).
          non dico di controllare tutti, ma quando ci sono
          segnalazioni chi di dovere DEVE POTER
          INTERVENIRETutte le transazioni monetarie sono loggate.Una volta individuato uno qualsiasi del giro si beccano anche gli altri.Senza dover per questo registrare tutto ciò che avviene in internet.Ma poi mi chiedo, perchè l'indagine deve partire da internet? Se c'è un omicidio, c'è una persona che scompare, c'è una denuncia di scomparsa e c'è una polizia che deve trovare la persona scomparsa *NEL MONDO REALE*.Perchè la soluzione dovrebbe essere loggare tutto internet???Allora rendiamo obbligatorio il prelievo del dna in modo che ad ogni omicidio vengano messi in galera tutti quelli che hanno lasciato un capello a 100 metri dal luogo del delitto.E così via...Altri esempio.Uno potrebbe tenere sua moglie incinta per 9 mesi chiusa in bagno in modo che nessuno sappia che avrà un bambino.Poi, una volta nato ha un essere umano che *non esiste per lo stato* e puoi immaginare cosa possa farci.Come risolvere questo problema? METTIAMO UN POLIZIOTTO NEI CESSI DI OGNI ABITAZIONE!
          • Anonimo scrive:
            Re: dissento e razionalizzo
            Ma poi...questo controllo da chi è fatto?Una divisa rende l'uomo perfetto?, indifferente a qualsiasi corruzione?, alle dipendenze di politici onesti?, alle dipendenze di politici CHE NON HANNO ALTRI INTERESSI?La politica è potere. Il sapere è potere. Le informazioni sui gusti, i pensieri della gente, ecc sono potere.e oggi il potere è sinonimo di soldi.Quando in politica ci saranno uomini come Gandhi, forse (FORSE), considererò (CONSIDERERò),la possibilità che potrebbe (POTREBBE) essere legittimo il controllo della rete....FORSE...E questo senza considerare che il controllo non è fatto solo dalle forze "autorizzate"...vedi:http://www.beppegrillo.it/index.html
      • Anonimo scrive:
        Re: dissento e razionalizzo
        - Scritto da:


        sapete cos'è uno snuff movie?

        è un film in cui si sevizia un bambino e che si

        conclude con la sua

        morte.

        sbagliato.
        il protagonista si uno snuff non è un bambino.
        Ma forse tu volevi fare sensazionalismo.
        E normalmente si fa sensazionalismo per
        convincere gli altri a rinunciare a
        qualcosa...
        quello che volevo dire è che anche i bambini sono protagonisti degli snuff movie.un film in cui la violenza mostrata è vera.ma davvero non l'avevi capito?ahi ahi ahi, perchè perdo tempo a risponderti???
        • Anonimo scrive:
          Re: dissento e razionalizzo
          - Scritto da:
          quello che volevo dire è che anche i bambini sono
          protagonisti degli snuff
          movie.No. tu hai dato una definizione dello snuff e l'hai deformata per raggiungere i tuoi scopi (come se non fosse già abbastanza triste il concetto di snuff)
          ma davvero non l'avevi capito?Io capisco quello scrivi.Tu però non ti sei preso la briga di rispondere alle argomentazioni.
          ahi ahi ahi, perchè perdo tempo a risponderti???appunto.
    • Anonimo scrive:
      Re: dissento e razionalizzo
      Provo a seguire un filo logico. Purtroppo non mi è chiaro a fondo come funzionino le reti e sarò per forza approssimativo.Ti sembra che il danno enorme della condivisione gratuita alla cratività (copyright) valga solo per la musica e la cinematografia, mentre tutto il resto ne tragga un enorme vantaggio? Non è un po' contraddittorio?Nessuno credo, per quanto pazzo, si mette a stuprare e a uccidere affinché qualcun'altro condivida in rete le stesse esperienze. Forse le condivide con questo fine, ma quasi certamente non lo fa con questo fine. Lo fa perché è malato. Come per qualsiasi altra creazione, software, musica, nessuno (credo) crea soltanto per condividere e perché altri condividano. Chi vuole stuprare o torturare bambini (e adulti) e filmarli lo fa senza bisogno di un computer collegato a internet. Mi riesce proprio difficile immaginare che ci siano persone che diventano più efferate di quanto già non siano solo per condividere in rete le proprie "creazioni" e senza un ritorno economico. Non è possibile monitorare soltanto le transazioni economiche? Il problema secondo me è di rendere trasparenti (se possibile, anche per legge) soltanto le transazioni economiche: queste credo siano già relativamente trasparenti, altrimenti i soldi non arrivano a destinazione. (Ecco, forse qui mi sbaglio perché non mi è chiaro come funziona la cosa.) In qualche modo allora la polizia può sempre infiltrarsi in una compravendita di materiale illegale.Escluderei anche una influenza di qualunque tipo dei materiali proibiti su persone sane. La gente sana di mente come te, che ripudia questi orrori (sempreché non siano, tavolta, leggende metropolitane) non cambierebbe certo idea se vedesse un filmato del genere, anzi, si radicherebbe in lei una avversione ancora più netta. Inoltre, il fatto che questi contenuti siano condivisi rende anche le forze dell'ordine consapevoli della loro esistenza e per quanto possibile, sulla base di elementi riscontrabili dai filmati stessi, un'azione di contrasto nella realtà (e non solo nella rete) altrimenti impossibile. La rete non ha creato nessuno degli orrori successivamnente chiamati in causa per controllarla, li ha solo portati allo scoperto. Se la rete fosse stata censurata fin dall'inizio, nessuno avrebbe condiviso nulla e nessuno saprebbe nulla. E queste cose con ogni probabilità sarebbero accadute comunque, nel silenzio più totale Quindi è una realtà a due facce. Dare la colpa alle reti non controllate di questi orrori mi sembra eccessivo. Sembra invece che abbiano contribuito a renderli palesiComunque non pretendo di avere una risposta.
      • Anonimo scrive:
        Re: dissento e razionalizzo
        - Scritto da:
        Provo a seguire un filo logico. Purtroppo non mi
        è chiaro a fondo come funzionino le reti e sarò
        per forza
        approssimativo.

        Ti sembra che il danno enorme della condivisione
        gratuita alla cratività (copyright) valga solo
        per la musica e la cinematografia, mentre tutto
        il resto ne tragga un enorme vantaggio? Non è un
        po'
        contraddittorio?

        Nessuno credo, per quanto pazzo, si mette a
        stuprare e a uccidere affinché qualcun'altro
        condivida in rete le stesse esperienze. Forse le
        condivide con questo fine, ma quasi certamente
        non lo fa con questo fine. Lo fa perché è malato.
        Come per qualsiasi altra creazione, software,
        musica, nessuno (credo) crea soltanto per
        condividere e perché altri condividano. Chi vuole
        stuprare o torturare bambini (e adulti) e
        filmarli lo fa senza bisogno di un computer
        collegato a internet.

        Mi riesce proprio difficile immaginare che ci
        siano persone che diventano più efferate di
        quanto già non siano solo per condividere in rete
        le proprie "creazioni" e senza un ritorno
        economico. Non è possibile monitorare soltanto le
        transazioni economiche? Il problema secondo me è
        di rendere trasparenti (se possibile, anche per
        legge) soltanto le transazioni economiche: queste
        credo siano già relativamente trasparenti,
        altrimenti i soldi non arrivano a destinazione.
        (Ecco, forse qui mi sbaglio perché non mi è
        chiaro come funziona la cosa.) In qualche modo
        allora la polizia può sempre infiltrarsi in una
        compravendita di materiale
        illegale.
        Escluderei anche una influenza di qualunque tipo
        dei materiali proibiti su persone sane. La gente
        sana di mente come te, che ripudia questi orrori
        (sempreché non siano, tavolta, leggende
        metropolitane) non cambierebbe certo idea se
        vedesse un filmato del genere, anzi, si
        radicherebbe in lei una avversione ancora più
        netta.

        Inoltre, il fatto che questi contenuti siano
        condivisi rende anche le forze dell'ordine
        consapevoli della loro esistenza e per quanto
        possibile, sulla base di elementi riscontrabili
        dai filmati stessi, un'azione di contrasto nella
        realtà (e non solo nella rete) altrimenti
        impossibile. La rete non ha creato nessuno degli
        orrori successivamnente chiamati in causa per
        controllarla, li ha solo portati allo scoperto.
        Se la rete fosse stata censurata fin dall'inizio,
        nessuno avrebbe condiviso nulla e nessuno
        saprebbe nulla. E queste cose con ogni
        probabilità sarebbero accadute comunque, nel
        silenzio più totale Quindi è una realtà a due
        facce. Dare la colpa alle reti non controllate di
        questi orrori mi sembra eccessivo. Sembra invece
        che abbiano contribuito a renderli
        palesi
        Comunque non pretendo di avere una risposta.
        Cercando di vedere le cose in modo positivo, osserviamo che la condivisione libera danneggia la motivazione economica. Questa può essere indirizzata indifferentemente ad attività costruttive o distruttive. Inibisce dunque la motivazione a pagare ciò che è possibile avere gratuitamente, ma lascia anche la possibilità di premiare comunque i prodotti di qualità successivamente e in modo trasparente. In tal caso la condivisione favorisce... i prodotti di qualità.La libera condivisione inibisce, ipoteticamente, la motivazione a cercare nella realtà quello che è possibile nella virtualità o nella cosiddetta realtà digitale, sia quando la motivazione è quella di appagare un desiderio sia quando lo scopo è la semplice fruizione di un prodotto digitale finito; favorisce invece la creatività e la motivazione a creare, quando la condivisione è condizione stessa della creatività, come nello sviluppo del software libero.Creare qualcosa di non puramente digitale in un gruppo di lavoro "interfacciandosi" in modo anonimo è impossibile, e, se è digitale, non aggiunge nulla complessivamente a ciò che è reale in un prodotto digitale finito e a ciò che è possibile semplicemente creare senza l'utilizzo della rete. In tal caso, osserviamo nuovamente che la condivisione inibisce la creatività (in quanto non la paga) quando il prodotto finito non digitale non è migliorabile senza perdere l'anonimato. Che qualcuno condivida dei filmati al fine di indurre altri a fare lo stesso è plausibile. Che qualcuno crei filmati, al fine di condividerli e quindi al fine di indurre altri a fare altrettanto ovvero a crearli, no, se è vero quello che è stato detto sopra...che la condivisione di un prodotto finito inibisce la creazione di altri prodotti finiti dello stesso tipo. Chi poi voglia vendere dei prodotti senza averne i diritti (quindi restando anonimo) la cosa più controproducente che possa fare è condividerli. Che poi qualcuno decida arbitrariamente che l'esistenza della rete è una motivazione per creare pornografia illegale, per il gusto di condividerla, questo non è evitabile e va al di là di ogni logica. Qualcuno può anche decidere che l'esistenza dei passanti sulla via è una motivazione per sparare a caso su di loro. Nessuno mai però ha proposto per legge il divieto di accesso anonimo ai luoghi pubblici.
  • Anonimo scrive:
    aut aut
    A mio parere un programma razionale e di buon senso è quello Radicale, per questo non è nè di destra nè di sinistra.Certo, poichè il programma propone delle soluzioni razionali ai problemi, anche le argomentazioni per sostenerlo dovrebbero esserlo. Ed anche il tono e l'atteggiamento.In una politica/spettacolo dove tutti urlano è una partita persa cercare di urlare più forte.Questa continua drammatizzazione apocalittica di un certo stile radicale è ciò che mi ha sempre tenuto lontano da questo partito. Perchè quando si drammatizza sempre non si è più credibili.Come il chiamare continuamente "regime" un governo sostenuto da una maggioranza di deputati liberamente eletti.Questo modo troppo emotivo e poco razionale di far politica ha nuociuto non solo al partito radicale ma anche alle giuste cause sostenute da esso.Lo strumento referendario, ad esempio, è stato completamente sputtanato, dopo essere stato usato in modo isterico.Dovremmo cominciare a considerare il liberalismo e il libertarismo come forme di buon senso, per questo, quindi, fuori dalla politica, o trasversali alla politica e ai partiti.I radicali, per la libertà di pensiero che si portano dentro, hanno una grande possibilità : cominciare, in questo paese, a dire delle cose sensate, e cominciare a raccogliere persone che abbiano voglia di praticarle.La Libertà, al giorno d'oggi va considerata come un valore razionale. La Libertà è giusta perchè la non-libertà non funziona. La non-libertà non porta nè felicità, nè soluzione dei problemi, anzi, finisce sempre per complicarli e rendere le fratture insanabili. La libertà non va trattata come un valore emotivo, perchè così rischia di essere perdente. Infatti ognuno ha le sue proprie e differenti emozioni. Il pensiero razionale però alla lunga vince.
    • scorpioprise scrive:
      Re: aut aut
      si, ok, hai fatto la tua tirata sul partito radicale, ma dove volevi arrivare a parare?Non hai espresso nulla che fosse on topic.... :-o
    • Anonimo scrive:
      Re: aut aut
      - Scritto da:
      A mio parere un programma razionale e di buon
      senso è quello Radicale, per questo non è nè di
      destra nè di
      sinistra.[...bla,bla,bla...]
      Il pensiero razionale però
      alla lunga
      vince.Si, il tuo commento è interessante, ma per favore collegalo alla notizia... perchè così è completamente OT
  • Anonimo scrive:
    ma tor è sicuro?
    Non ho capito bene come funziona anche se alcune volte uso torpark per navigare.Ma se io uso l'ip di altri che funzionano da proxy per scaricare files col browser altri useranno il mio....e se questi sconosciuti scaricano files protetti da copyright usando il mio ip ...risulta dalle tracce che li ho scaricati io?Grazie per chiunque voglia spiegarmi questo passaggio in maniera semplice.ciao
  • TheLoneGunman scrive:
    E le signorine che si svestono in tv?
    Ah quindi ora tutte quelle belle signorine che si stracciano i vestiti la sera sulle reti tv solitarie stanno solo protestando? Se protestare è così divertente allora mi unisco anche io...
    • Anonimo scrive:
      Re: E le signorine che si svestono in tv?
      - Scritto da: TheLoneGunman
      Ah quindi ora tutte quelle belle signorine che si
      stracciano i vestiti la sera sulle reti tv
      solitarie stanno solo protestando?Si loro protestano contro le battute sceme...
      Se protestare
      è così divertente allora mi unisco anche
      io...Accomodati
  • Anonimo scrive:
    Perché la privacy, perché l'anonimità ..
    ... se non hai niente da nascondere ?Cominciamo a dire che rovesciare i termini del problema è un modo quantomeno singolare di affrontare la questione.Partiamo invece da principi fondamentali, postulati che non necessitano di dimostrazione, giustificazione od approvazione."La privacy è un diritto fondamentale ed inalienabile dell'individuo, esattamente come libertà di parola e di pensiero."Non si tratta di idee originali od estremistiche; due secoli fa questi principi erano già scolpiti nel pensiero illuministico, e sono stati ben recepiti in quello splendido (ed individualistico) sogno che è la Costituzione degli Stati Uniti, ed in misura minore, ma comunque fondamentale, nella Costituzione Italiana.È facile anche spiegare perché i due principi sono strettamente interconnessi e si pongono in contrasto con la pervasività dei poteri "forti", economici, politici e religiosi.La libertà di parola richiede, in generale la possibilità di anonimato poiché espone l'individuo a forme di pressione che non possono essere equilibrate in maniera formalizzata; d'altra parte forme limitate di "pubblico anonimato" sono ricorrenti nella storia, dai Greci a Pasquino, e dimostrano l'esistenza di questa esigenza fondamentale.La privacy, cioè la possibilità di limitare l'accesso alle proprie idee, alle proprie informazioni, è l'altra faccia della medaglia; la libertà di decidere cosa esternare implica la possibilità di mantenere riservate o segrete alcune informazioni, a sola discrezione degli individui.La libertà individuale è la forza equilibratrice di tutti i poteri sovra-individuali; in assenza di essa questi poteri tendono, storicamente ed inevitabilmente ad occupare tutta la sfera del sociale, riducendo od annullando le libertà individuali.Perché ci sia equilibrio, mediazione, perché possa esistere un contratto sociale ci deve essere una spinta equilibratrice a questa invadenza, che non può che venire dagli individui.Non devono quindi essere gli individui a giustificare una richiesta di privacy e di anonimato, come non devono giustificare altre richieste di libertà ed autodeterminazione; al contrario sono i poteri forti che, in regimi che si dicono democratici e libertari, devono avere il consenso dei singoli per ottenere anche piccole e brevi eccezioni a questi principi generali.E perché l'esigenza di "nascondersi" in Internet ?Perché Internet, che rappresenta un potere enorme per l'individuo in termini di possibilità di informarsi ed informare, mette un potere ancora più grande nelle mani di chi voglia spiare, controllare, censurare e reprimere.Ciascuno di noi, quando pubblica pagine web, scrive mail, chatta o semplicemente naviga tra i siti web, diffonde intorno a sé una quantità incredibile di informazioni, fatte di file di log, controllo di accessi, messaggi su mail list e su news, ma anche (purtroppo) intercettazioni, selezioni ed archiviazioni permanenti del traffico di rete.Il fatto che ogni individuo che si muove in internet, come del resto in qualunque altra parte della società dell'informazione, produca e diffonda dati personali attorno a sé ha ispirato la creazione di un nuovo temine informatico,InfosmogL'infosmog descrive apponto la "nuvola" di dati personali che l'individuo produce e diffonde, quasi sempre in maniera inconsapevole, attorno a sé. L'analogia però finisce qui; non si tratta infatti di inquinamento; chi produce infosmog produce e cede informazioni personali, che sono ricercate ed ambite da una quantità di organizzazioni ed individui, che ne fanno una preziosa merce di scambio e di arricchimento, spesso a danno dell'individuo.Prendiamo ad esempio le carte fedeltà, comunissime in tutti i supermercati, ed analizziamone le conseguenze.La percezione e la giustificazione formale di queste carte è che l'utente viene fidelizzato all'ente che emette la carta, e riceve in cambio sconti e/o un migliore servizio, personalizzato sulle esigenze individuali; questo è senz'altro vero, ma si tratta solo di una faccia della medaglia.Pochi si soffermano a pensare che utilizzare una carta fedeltà vuol dire informare un ente delle proprie dettagliate abitudini; che cosa mangiamo, cosa leggiamo, quanto beviamo, quanti preservativi compriamo (o non compriamo) e quando, quali farmaci (e quindi quali sono i problemi di salute) e così via.Ancora meno persone si rendono conto che questi dati vengono acquisiti direttamente in forma digitale, e possono essere trattati, elaborati, sommati, incrociati con altri dati, e permettere così di scoprire, in maniera automatica, economica ed incontrollabile particolari incredibili sulle nostre vite.
    • Anonimo scrive:
      Re: Perché la privacy, perché l'anonimit
      Negli Stati Uniti sono già stati documentati casi di persone ammalate (e guarite) di un tumore che non sono più riuscite ad avere mutui da banche, o a trovare lavoro perché ospedali e case farmaceutiche avevano venduto i loro dati personali, che erano serviti a banche, assicurazioni ed agenzie di informazioni, per costruire database di persone "a rischio" che non rappresentavano buoni affari.Possiamo quindi affermare, senza possibilità di smentita cheI dati personali, questi mi-sconosciutisono frequentemente un pericolo per gli individui, ed un utile strumento, ed anche una lucrosa merce di scambio, per le organizzazioni.Una ulteriore dimensione del problema, che sfugge ad un'analisi superficiale come quella che abbiamo esposto, è quella della durata e della diffusione dei dati.I dati digitali, contrariamente a quelli cartacei nei faldoni e nei fascicoli conservati dalle anagrafi, dai dottori, dalle assicurazioni, dai Carabinieri, dalle circoscrizioni elettorali, dagli investigatori privati e dalla portinaia (che non usa carta ma ha una memoria lunga) sono naturalmente eterni, liberamente ed economicamente duplicabili ed elaborabili in qualsiasi momento e per qualsiasi scopo.I principi di riservatezza che la legge 675/96 (la famosa Legge sulla Privacy) pone a tutela dell'individuo (possibilità di richiedere la correzione o la distruzione dei dati personali archiviati) sono praticamente inapplicabili in situazioni reali in cui i dati sono stati copiati, trasmessi, elaborati e venduti in un numero ignoto di copie e di archivi.Almeno, in Italia ed in buona parte dell'Europa vige il principio generale che i dati individuali sono e rimangono sempre di proprietà dell'individuo, che ha quantomeno la possibilità teorica di far valere questi suoi diritti in un'improbabile causa civile.Al contrario, nell'ombelico della società dell'informazione, gli Stati Uniti, i dati non appena trasmessi ad un ente qualsiasi, cessano di essere proprietà dell'individuo e diventano proprietà dell'ente che li ha raccolti, che può legittimamente farne l'uso che ritiene. Non esiste quindi neppure una teorica possibilità di impedirne l'uso, a meno di dimostrare dolo o danno diretto.La durata dei dati digitali rispetto a quelli cartacei è un 'altra fonte di preoccupazione per gli individui; infatti, almeno in generaleI dati digitali sono eterniIl sistema socio-economico "perde" la capacità di dimenticare e di cancellare; in questo contesto i dati personali, accumulandosi, possono arrivare a schiacciare e distruggere la privacy individuale. L'accumulazione dei dati, nel senso diAggregazione di datida fonti diverse, ne moltiplica la significatività e quindi il potere, nel bene e nel male; purtroppo riduce contemporaneamente le già quasi solo teoriche possibilità di controllo, e così provenienze, obblighi e responsabilità sbiadiscono fino a scomparire del tutto.Cosa resta quindi ? Restano definizioni asettiche qualiProfilazione degli utentiche, pur garantite da presunte anonimizzazioni ed accorpamenti, terminano spesso, specie fuori dalla Comunità Europea, con sistematiche violazioni della sfera privata che potrebbero definirsi senza esagerazione un genocidio della privacy.Ma internet è nata libera, si o no ?Internet si è sviluppata in una "nicchia ecologica" tecnicamente e storicamente rara.Chiesta da militari, che volevano le loro reti di comando e controllo resistenti ad attacchi nucleari, finanziata prima da loro e poi dall'equivalente del CNR americano, cresciuta nelle aziende di alta tecnologia che la consideravano uno strumento di lavoro, esplosa a causa del web, dei siti porno e del commercio elettronico.In questa storia non ci sono motivi per supporre che queste condizioni di libertà siano permanenti, anzi, qualunque analisi porta a concludere che non sono destinate a durare (almeno non in questa forma), vista la "naturale" contrarietà alla deregolamentazione della maggioranza delle forze economiche e politiche.Ma Internet è libera e lo resterà sempre !Per rispondere in tre parole - non è vero! Le tecnologie su cui internet si basa non sono pensate per tutelare la privacy; del resto non sono pensate nemmeno per essere sicure, ma questa è un'altra storia.Internet è "naturalmente" controllabile, come lo sono tutte le tecnologie informatiche; sono necessari appositi accorgimenti, software, protocolli e soprattutto comportamenti perché si possa raggiungere un ragionevole livello di privacy individuale.Uno degli slogan più famosi dell'informatica è "Information wants to be free"L'informazione vuole essere libera ...... ma non è affatto detto che ci riesca. La libertà dell'informazione, come del resto tutte le altre libertà, non è cosa che venga da sola, che sia regalata o che comunque possa essere data per scontata. La libertà va cercata, praticata e difesa, come ben sapevano e sanno tutti quelli che adesso e nella storia ne hanno sperimentato la mancanza.... e per tutti questi motivi, eccoci qui!
  • Anonimo scrive:
    Tor, PGP e via dicendo, presto illegali.
    http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1447728
  • Anonimo scrive:
    A criticar troppo la Cina....
    Chi disprezza compra e dalla Cina abbiamo comprato anche certi metodi veramente "democratici" .....! (anonimo)(anonimo)(anonimo)(anonimo)Nsa ,Nsa (newbie)(newbie)(newbie) oh mio Dio l'ho sentita nominare in Loose Change 2 edition ! :| :| miiiiii che gente ! (anonimo)(anonimo)
    • Anonimo scrive:
      Re: A criticar troppo la Cina....

      Chi disprezza compra e dalla Cina abbiamo
      comprato anche certi metodi veramente
      "democratici" .....!ce l'avevamo già, solo un po' meno evidenti e per fortuna assai meno violenti
  • Anonimo scrive:
    Le leggi si cambiano con la politica!
    NON con il passamontagna (installando server TOR che fanno la gioia di pedofili e di quelli che hanno davvero qualcosa di illegale da nascondere).Provveda a fare più seminari e a farsi ascoltare, sempre che ne abbia la voglia, da chi di dovere, invece di promuovere strumenti a doppio taglio come le reti anonime.E poi smettetela di confondere la privacy con l'anonimato, sono due cose distinte. La prima è un diritto, la seconda è voglia di non farsi prendere.I miei complimenti per aver usato il termine "estremisti", il più azzeccato.Ma non abbiamo bisogno di estremisti, grazie, ma di proposte sensate.La sua qual è?Spero non l'anarchia.Cosa propone?In 20 articoli ho letto solo paranoie e critiche e scenari cupi.Faccia un articolo con delle proposte, ma cerchi di allargare le sue vedute a chi forse non la pensa esattamente come lei, ma che reputa necessario un minimo di controllo ad uno strumento che potenzialmente raggiunge tutti: insomma qualcuno con una visione più moderata e meno estremista.Grazie,Marcellino
    • Anonimo scrive:
      Re: Le leggi si cambiano con la politica
      - Scritto da:
      NON con il passamontagna (installando server TOR
      che fanno la gioia di pedofili e di quelli che
      hanno davvero qualcosa di illegale da
      nascondere).Quando vai dal giornalaio a prendere un giornale - diciamo "Libero" - nessuno annota che tu hai comprato proprio quel giornale.Se venisse annotato e messo in un database usato non necessariamente dalla polizia ma:- da chi ti vuole vendere un busto in bronzo a grandezza naturale di Benito Mussolini- dal tuo professore, pericoloso komunista, che ti abbassera' il voto- dal tuo potenziale datore di lavoro, che in base a qualle informazione puo' scegliere di non assumerti- da un partito politico...ti piacerebbe?Oppure diresti che protesta solo chi ha qualcosa da nascondere?Questa e' privacy.
      Provveda a fare più seminari e a farsi ascoltare,
      sempre che ne abbia la voglia, da chi di dovere,Non conosci Narco Calamari. Li fa gia': e' un conferenziere brillantissimo.
      invece di promuovere strumenti a doppio taglio
      come le reti
      anonime.Il mio giornalaio non ha gli strumenti per spiarmi: l'acquisto di un giornale all'edicola e' - orribile a dirsi - compiuto da clienti anonimi e senza nessun registro (data retention).Chiedere *la stessa privacy* anche in rete e' qualcosa di delinquenziale?

      Ma non abbiamo bisogno di estremisti, grazie, ma
      di proposte
      sensate.

      La sua qual è?

      Spero non l'anarchia.
      Che c'entra l'anarchia? Qui si sta chiedendo solo il diritto di non essere sorvegliati arbitrariamente, dallo stato e delle aziende.Se preferiscono non farmi vedere e catalogare dagli addetti al marketing, sono un deliquente?Saluti, da dietro tor :-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Le leggi si cambiano con la politica

        Il mio giornalaio non ha gli strumenti per
        spiarmi: l'acquisto di un giornale all'edicola e'
        - orribile a dirsi - compiuto da clienti anonimi
        e senza nessun registro (data
        retention).

        Chiedere *la stessa privacy* anche in reteAllora fai *la stessa cosa*, presentati di persona presso i server, anzicche' copiare i testi da remoto. Dl giornalaio mostri la faccia. Fallo anche online, solo poi il paragone calza. :)
        qualcosa di delinquenziale?No, ma si scontra con esigenze altrui, come sapere chi sei e mandarti pubblicita' (e forse anche tu, messo al posto di chi vende, indagheresti). Fin qui nulla di delinquenziale, ma gia' e' qualcosa che potrebbe non andarti bene. La lotta e' aperta.
        • Anonimo scrive:
          Re: Le leggi si cambiano con la politica
          - Scritto da:

          Il mio giornalaio non ha gli strumenti per

          spiarmi: l'acquisto di un giornale all'edicola
          e'

          - orribile a dirsi - compiuto da clienti anonimi

          e senza nessun registro (data

          retention).



          Chiedere *la stessa privacy* anche in rete

          Allora fai *la stessa cosa*, presentati di
          persona presso i server, anzicche' copiare i
          testi da remoto. Dl giornalaio mostri la faccia.
          Fallo anche online, solo poi il paragone
          calza.
          :)


          qualcosa di delinquenziale?

          No, ma si scontra con esigenze altrui, come
          sapere chi sei e mandarti pubblicita' (e forse
          anche tu, messo al posto di chi vende,
          indagheresti). Fin qui nulla di delinquenziale,
          ma gia' e' qualcosa che potrebbe non andarti
          bene. La lotta e'
          aperta.
          Si...qualsiasi giornalaio dalla faccia riesce a leggere dove abiti, e poi, riunendosi con tutti gli altri negozianti (e tutto il resto del mondo) risale a TUTTO di te.Non c'è che dire: paragone calzante.Ma forse è meglio se te lo spiego perchè mi sa che non ci arrivi:Il giornalaio al massimo (AL MASSIMO E SE TI CONOSCE) può solo sapere che giornali compri, uno che ti controlla in rete può sapere tutto di te.Mettiamo che qualcuno odi a morte chi scrive pensieri come i tuoi (o i miei, non è una minaccia) pensi che un controllo ti gioverebbe?
          • Anonimo scrive:
            Re: Le leggi si cambiano con la politica
            Cmq sì, le leggi si cambiano con la politica.Peccato solo che le leggi le fanno i politici.Peccato solo che la metà dei politici siano incalliti criminali (processati e condannati), e l'altra metà non sappiamo (ma uno è onesto fino a prova contraria...solo...mi sembra strano che gente onesta frequenti, lavori, ecc, con certa gente).Grazie cmq per avercelo ricordato forse per sottolineare che sarebbe giusto trovare anche altre strade.
        • Anonimo scrive:
          Re: Le leggi si cambiano con la politica

          Allora fai *la stessa cosa*, presentati di
          persona presso i server, anzicche' copiare i
          testi da remoto. Dl giornalaio mostri la faccia.
          Fallo anche online, solo poi il paragone
          calza.
          :)i tontoloni non finiscono mai, ma non e' colpa loro, anche io sono tontolono riguardo certe cose e quando ci si rende conto di cio' e sempre troppo tardi... quando ti colleghi a internet usi un provider che e' come il giornalaio, se il giornalaio ti fotografa e ti conta anche i peli del culo, beh, una calza, non solo in faccia, me la metterei, e se credi anche che l'abito faccia il monaco, allora non so proprio cosa dirti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le leggi si cambiano con la politica
      - Scritto da:

      E poi smettetela di confondere la privacy con
      l'anonimato, sono due cose distinte. La prima è
      un diritto, la seconda è voglia di non farsi
      prendere.http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1530440&m_rid=0
      Grazie,
      Marcellino pane e vino
    • Anonimo scrive:
      Re: Le leggi si cambiano con la politica
      - Scritto da:
      NON con il passamontagna (installando server TOR
      che fanno la gioia di pedofili e di quelli che
      hanno davvero qualcosa di illegale da
      nascondere)....
      Faccia un articolo con delle proposte, ma cerchi
      di allargare le sue vedute a chi forse non la
      pensa esattamente come lei, ma che reputa
      necessario un minimo di controllo ad uno
      strumento che potenzialmente raggiunge tutti:
      insomma qualcuno con una visione più moderata e
      meno
      estremista.

      Grazie,
      Marcellinooh Marcellino, l'articolo l'ha fatto, le cose le ha spiegate, almeno se proprio dovevi criticare potevi leggerlo con piu' criterio. e che cristo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le leggi si cambiano con la politica
      se speri nella politica sei veramente ingenuo, più di chi crede a babbo natale a 50 anni....
    • Anonimo scrive:
      Re: Le leggi si cambiano con la politica!
      - Scritto da:
      NON con il passamontagna (installando server TOR
      che fanno la gioia di pedofili e di quelli che
      hanno davvero qualcosa di illegale da
      nascondere).

      Provveda a fare più seminari e a farsi ascoltare,
      sempre che ne abbia la voglia, da chi di dovere,
      invece di promuovere strumenti a doppio taglio
      come le reti
      anonime.

      E poi smettetela di confondere la privacy con
      l'anonimato, sono due cose distinte. La prima è
      un diritto, la seconda è voglia di non farsi
      prendere.

      I miei complimenti per aver usato il termine
      "estremisti", il più
      azzeccato.

      Ma non abbiamo bisogno di estremisti, grazie, ma
      di proposte
      sensate.

      La sua qual è?

      Spero non l'anarchia.

      Cosa propone?

      In 20 articoli ho letto solo paranoie e critiche
      e scenari
      cupi.

      Faccia un articolo con delle proposte, ma cerchi
      di allargare le sue vedute a chi forse non la
      pensa esattamente come lei, ma che reputa
      necessario un minimo di controllo ad uno
      strumento che potenzialmente raggiunge tutti:
      insomma qualcuno con una visione più moderata e
      meno
      estremista.

      Grazie,
      Marcellinohttp://www.beppegrillo.it/index.htmlFATTI UN GIRO, GENIO.
  • Anonimo scrive:
    Il mezzo tontolone
    Basterà Tor correttamente configurato a tener lontani quelli della N.S.A. e compagnia?Quali altre fatiche per l'utonto?E più la tecnologia si sviluppa, più mi pare si complichi; non vedo una diminuzione dell'accrescimento di relazioni tra violazione della privacy, poteri economico-politici, controllo dell'opinione pubblica e spam-media anche per distrarre le menti dei cittadini (quegli invitanti giornaletti gratuiti diffusi nelle città che ci propinano al mattino, ad esempio.)
    • Anonimo scrive:
      Re: Il mezzo tontolone
      - Scritto da:
      Basterà Tor correttamente configurato a tener
      lontani quelli della N.S.A. e
      compagnia?
      Quali altre fatiche per l'utonto?
      E più la tecnologia si sviluppa, più mi pare si
      complichi; non vedo una diminuzione
      dell'accrescimento di relazioni tra violazione
      della privacy, poteri economico-politici,
      controllo dell'opinione pubblica e spam-media
      anche per distrarre le menti dei cittadini
      (quegli invitanti giornaletti gratuiti diffusi
      nelle città che ci propinano al mattino, ad
      esempio.)Si quelli fanno parte del "complotto mondiale per distrarre i cittadini" :)
    • mikeUS scrive:
      Re: Il mezzo tontolone

      (quegli invitanti giornaletti gratuiti diffusi
      nelle città che ci propinano al mattino, ad
      esempio.)un brillante esempio di manipolazione mentale da parte del governo oscuro che tira i fili di tutta la faccenda sulla privacy...Strano, io credevo che fossero giornali di pessima qualità che qualche imprenditore si è accorto di poter produrre, contando sugli introiti pubblicitari derivanti dal fatto che la gente dice "mah si', e' gratis, lo prendo".(senza giudizio sulla "gente" in questo caso.li leggo anche io a tempo perso, ma riconosco la necessita' di una fonte informativa un pelino piu' autorevole..)
  • Anonimo scrive:
    Convincere i TONTOLONI
    E' cosa saggia, ma dura.I TONTOLONI di solito non san quel che fanno e spesso danneggiano anche gli altri.Bisognerebbe prenderli a calci in cuXo!
    • Anonimo scrive:
      Re: Convincere i TONTOLONI
      - Scritto da:
      E' cosa saggia, ma dura.
      I TONTOLONI di solito non san quel che fanno e
      spesso danneggiano anche gli
      altri.
      Bisognerebbe prenderli a calci in cuXo!Ovviamente i tontoloni sono sempre gli altri :)E tu sei esperto di tutto? Tipo, sartoria, meccanica, chimica, volo a vela, arroganzologia...
      • Anonimo scrive:
        Re: Convincere i TONTOLONI
        - Scritto da:


        - Scritto da:

        E' cosa saggia, ma dura.

        I TONTOLONI di solito non san quel che fanno e

        spesso danneggiano anche gli

        altri.

        Bisognerebbe prenderli a calci in cuXo!

        Ovviamente i tontoloni sono sempre gli altri :)
        E tu sei esperto di tutto?Potenzialmente si. :-)
        Tipo, sartoria,
        meccanica, chimica, volo a vela,
        arroganzologia...Ecco il solito TONTOLONE che fa l'offeso...
      • Anonimo scrive:
        Re: Convincere i TONTOLONI
        - Scritto da:


        - Scritto da:

        E' cosa saggia, ma dura.

        I TONTOLONI di solito non san quel che fanno e

        spesso danneggiano anche gli

        altri.

        Bisognerebbe prenderli a calci in cuXo!

        Ovviamente i tontoloni sono sempre gli altri :)
        E tu sei esperto di tutto? Tipo, sartoria,
        meccanica, chimica, volo a vela,
        arroganzologia...quoto.Ad alcuni gli basta ritrovarsi con quelli che sanno tanto quanto loro (o forse anche meno...e sempre delle poche cose che sanno) per sentirsi dei.Una volta ho sentito dire le stesse cose ha dei meccanici, a dei contadini, a dei muratori, e persino a dei tossicodipendenti.e gli "utonti" erano sempre quelli che non sapevano quello che sapevano loro.Ehhh Socrate... a poco è valso il tuo renderti conto (2500 anni fa) che la vera sapienza era il rendersi conto che non sappiamo.PS: sono consapevole che ci siamo evoluti in 2500 anni...basta guardare il grande fratello o la fattoria per accorgersene. Se poi diamo un occhiata ai post... ecchettelodicoafare
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