USA, come si lavora online

Un nuovo studio del Pew Research Center si concentra sui mezzi utilizzati sul luogo di lavoro dai cittadini statunitensi. L'email resta la regina, la Rete un supporto al lavoro

Roma – Internet è ormai uno strumento fondamentale in qualsiasi ambito del lavoro: come e attraverso quali strumenti viene utilizzata la Rete è la domanda che si sono posti i ricercatori del Pew Research Center ( PEW ).

L’ultimo studio del centro di ricerca a stelle e strisce ha evidenziato che, come supposto, il 94 per cento dei lavoratori – presi da un campione di 1066 adulti statunitensi, indipendentemente dal settore e dalla dimensione dell’azienda – utilizza Internet.

Le email si sono confermate il principale strumento di comunicazione professionale. Al contrario i social network sono ancora considerati di scarsa importanza e la predilezione della posta elettronica non sembra essere minata da tutti gli episodi di phishing, cracking e spam che potrebbero farne percepire più i problemi che i benefici.

Per quanto osservatori ed alcuni datori di lavoro possano considerare Internet anche fonte di distrazione, secondo i lavoratori non è questo il caso. Anzi, la possibilità di navigare durante le ore di lavoro non ne comprometterebbe affatto la produttività: il 46 per cento degli intervistati considera la propria produttività aumentata, e per il 35 per cento sono addirittura aumentate le ore di lavoro in relazione diretta all’utilizzo delle nuove tecnologie, mentre solo il 7 per cento la considera una fonte di distrazione.

Anche i datori di lavoro, per la verità, stanno cambiando il loro approccio: al momento solo il 46 per cento degli intervistati blocca gli accessi a determinati siti dai computer dei propri dipendenti.

Claudio Tamburrino

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  • Leguleio scrive:
    E ora un giudice di pace...
    ... Ha assolto un conducente Uber. Tassisti inferociti: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/02/15/AR6uEXXD-tassisti_giudice_assolve.shtml
  • Leguleio scrive:
    Ogni giorno ce n'è una
    Adesso le minacce alla presidente di Uber Italia:http://italians.corriere.it/2015/02/12/benedetta-ha-paura/
  • Oxor scrive:
    ma per favore...
    Il Sig. Cerabona parla ovviamente in via teorica e spaccia per realtà cio che ormai è una favola per bambini. MAGARI i tassisti vendessero le licenze in "bianco". Premetto che ciò che scrivo non sono voci o "sentito dire" ma verità raccolte sul campo, in quanto vivo in una città turistica e per molto tempo ho valutato l'opzione di acquistare una licenza da tassista.Innanzitutto la licenza si vende metà in bianco e metà in nero almeno dal 2008, cioè dall'inizio della cosiddetta "crisi" e dei controlli fiscali intensificati, se si parla di periodo pre-crisi addirittura la transazione avveniva totalmente in nero. Lei ora paga il 23% è vero, ma solo sulla metà in bianco e si trova una considerevole cifra in nero sborsata sul suo conto, sulla quale non paga manco un euro di tasse. Quindi oltre ad aver evaso metà della tassa sulla vendita, penalizza l'acquirente e futuro lavoratore in quanto non può scaricare le tasse sulla metà acquistata in nero; si parla di una bella cifra, altro che il 3% d'esborso sull'acquisto. Tutto questo quando dovrebbe, alla fine della sua carriera lavorativa, passare la licenza ai suoi figli, rinconsegnarla al comune oppure venderla a qualcuno, ma in modo onesto e con prezzi accessibili, non in nero ed a prezzi esagerati in modo da garantirsi la pensione. Alla fine del gioco, per non penalizzare 40000 persone (queste le licenze da tassista attualmente in servizio in Italia) di cui almeno 2/3 fa questo mestiere da molti anni ed ha già ripagato la spesa sostenuta per la licenza, si arresta il progresso vietando la liberalizzazione, si negano i vantaggi per il consumatore derivanti dal libero mercato e si blocca lo sviluppo, in quanto nelle grandi città potrebbero effettivamente liberarsi centinaia di posti di lavoro. Senza contare il danno economico che create allo stato.Faccio un esempio basato su uno scenario ipotetico ed immaginario:su una transazione di 100000 euro, il 23% sulla metà in nero sarebbe pari a 11500 euro; ora, visto che quei 40000 tassisti un giorno o l'altro venderanno la propria licenza, se si moltiplica quella cifra per ogni futura compravendita vengono fuori 460.000.000 di euro di tasse evase. Quindi caro il mio Sig. Cerabona, ben vengano Uber, Blablacar e chi più ne ha più ne metta a porre fine a tutto ciò.
    • Leguleio scrive:
      Re: ma per favore...

      Premetto che ciò che scrivo non sono voci o
      "sentito dire" ma verità raccolte sul campo, in
      quanto vivo in una città turistica e per molto
      tempo ho valutato l'opzione di acquistare una
      licenza da
      tassista.Che è l'unico motivo per cui scrivi il commento con un tono così accusatorio. :DItaliani, popolo di cittadini dai saldissimi principi: si interessano al pagamento delle tasse delle professioni (degli altri), ma solo nella misura in cui ci si è interessati preventivamente all'accessione a quella professione, constatando che è troppo cara.L'uva sta troppo in alto, non ci arrivo, ma tanto è marcia... (rotfl)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 gennaio 2015 20.52-----------------------------------------------------------
      • Oxor scrive:
        Re: ma per favore...
        Modificato dall' autore il 05 gennaio 2015 20.52
        --------------------------------------------------Probabilmente hai ragione, ciò non toglie che i fatti stanno come te li ho raccontati.Per capire meglio il mio punto di vista, domani passa in banca e chiedigli un mutuo per acquistare un'attività, specificando però che dovrai pagare in nero, allora capirai dov'è il problema.Non è un'uva alta e quindi marcia, è un'uva che ti impediscono di raccogliere, anche se hai scala e cestino.
        • Leguleio scrive:
          Re: ma per favore...


          Che è l'unico motivo per cui scrivi il commento

          con un tono così accusatorio.

          :D



          Italiani, popolo di cittadini dai saldissimi

          principi: si interessano al pagamento delle
          tasse

          delle professioni (degli altri), ma solo nella

          misura in cui ci si è interessati
          preventivamente

          all'accessione a quella professione, constatando

          che è troppo

          cara.

          L'uva sta troppo in alto, non ci arrivo, ma
          tanto

          è marcia...

          (rotfl)
          Probabilmente hai ragione, ciò non toglie che i
          fatti stanno come te li ho
          raccontati.Basta non rappresentare la questione come l'unico caso di evasione fiscale endemica esistente in Italia.Durante la compravendita di un immobile da privato a privato, mentre si procede al pagamento, il notaio lì presente si alza dal tavolo e lascia che le due parti si scambino assegni (o contanti) come vogliono. Pochi minuti dopo torna e redige l'atto in base agli assegni che gli lasciano vedere.Connivenza con gli evasori? Anche quello, sì. Tieni presente che lo Stato la casa la tassa in mille altri modi, la compravendita è solo uno dei tanti.
          Non è un'uva alta e quindi marcia, è un'uva che
          ti impediscono di raccogliere, anche se hai scala
          e
          cestino.Mah... dipende dal pelo sullo stomaco che ognuno ha.Se altri negli anni scorsi sono riusciti a subentrare nella licenza evidentemente non è proprio impossibile.
          • panda rossa scrive:
            Re: ma per favore...
            - Scritto da: Leguleio

            Basta non rappresentare la questione come l'unico
            caso di evasione fiscale endemica esistente in
            Italia.In altre parole: non risolviamo mai il problema dell'evasione fiscale in italia, visto che bisogna pur cominciare da qualche parte e qualunque parte si sceglie non va bene.
            Durante la compravendita di un immobile da
            privato a privato, mentre si procede al
            pagamento, il notaio lì presente si alza dal
            tavolo e lascia che le due parti si scambino
            assegni (o contanti) come vogliono. Pochi minuti
            dopo torna e redige l'atto in base agli assegni
            che gli lasciano
            vedere.Come al solito, pere con mele.Confrontare una trattativa privata di un bene privato ad uso privato, con quella di una licenza commerciale, tra professionisti, ad uso commerciale.Nel caso di compravendita di una abitazione, l'anomalia e' che sia necessaria la presenza di un notaio non che il notaio ad un certo punto si alza ed esce dalla stanza.
            Connivenza con gli evasori? Anche quello, sì.
            Tieni presente che lo Stato la casa la tassa in
            mille altri modi, la compravendita è solo uno dei
            tanti.Mentre una attivita' lavorativa in nero non viene tassata proprio.

            Non è un'uva alta e quindi marcia, è un'uva
            che

            ti impediscono di raccogliere, anche se hai
            scala

            e

            cestino.

            Mah... dipende dal pelo sullo stomaco che ognuno
            ha.In uno stato democratico la libera concorrenza non deve essere una questione di peli sullo stomaco.
            Se altri negli anni scorsi sono riusciti a
            subentrare nella licenza evidentemente non è
            proprio impossibile.Hai un link ad un regolamento comunale qualsiasi che illustra l'acXXXXX a tali licenze?Se non c'e', la cosa non e' trasparente.Se non e' trasparente e' torbida.Se e' torbida qualcuno sta ricevendo un danno.
          • Leguleio scrive:
            Re: ma per favore...


            Basta non rappresentare la questione come
            l'unico

            caso di evasione fiscale endemica esistente
            in

            Italia.

            In altre parole: non risolviamo mai il problema
            dell'evasione fiscale in italia, visto che
            bisogna pur cominciare da qualche parte e
            qualunque parte si sceglie non va
            bene.Se le mie parole le avesse dette un politico avrebbero il sottinteso che tu indichi. Siccome però non ho alcuna influenza sulla vita italiana, e nemmeno vivo in Italia, posso permettermi di scrivere le cose come stanno senza timore di essere preso per difensore degli evasori o per disfattista.

            Durante la compravendita di un immobile da

            privato a privato, mentre si procede al

            pagamento, il notaio lì presente si alza dal

            tavolo e lascia che le due parti si scambino

            assegni (o contanti) come vogliono. Pochi
            minuti

            dopo torna e redige l'atto in base agli
            assegni

            che gli lasciano

            vedere.

            Come al solito, pere con mele.
            Confrontare una trattativa privata di un bene
            privato ad uso privato, con quella di una licenza
            commerciale, tra professionisti, ad uso
            commerciale.Non è affatto pere con mele, almeno finché le licenze per i tassì saranno impostate in questo modo.La trasmissione della licenza è un atto a trattativa meramente privata, lo Stato, il Comune oppure il ministero dei trasporti non hanno alcun ruolo. In particolare per il Comune, che l'intestatario si chiami Primo Tranquilli o Secondino Furiosi non cambia proprio nulla, basta che il servizio sia coperto da qualcuno.Una volta avvenuto il passaggio di intestazione, è sufficiente comunicarlo all'ufficio del Comune, che verificherà che l'intestatario abbia i requisiti, e solo quello. Le questioni fiscali non hanno incidenza sul permesso.
            Nel caso di compravendita di una abitazione,
            l'anomalia e' che sia necessaria la presenza di
            un notaio non che il notaio ad un certo punto si
            alza ed esce dalla
            stanza.Ahimè sì. Uno dei campi, e sono molti, in cui l'Italia rifiuta di fare un passo verso il resto del mondo.Va detto che secondo alcuni il notaio si potrebbe utilizzare solo per autenticare il contratto, e costerebbe molto di meno così:http://www.sarannonotai.it/nuovoforum/viewthread.php?tid=305Possiedo una casa qui all'estero, e l'unico professionista da cui sono passato è un avvocato specializzato nel settore immobiliare. Che non è nemmeno obbligatorio, a dirla tutta.

            Connivenza con gli evasori? Anche quello, sì.

            Tieni presente che lo Stato la casa la tassa
            in

            mille altri modi, la compravendita è solo
            uno
            dei

            tanti.

            Mentre una attivita' lavorativa in nero non viene
            tassata
            proprio.Eh no.La casa e la sua tassazione è una questione spinosa, perché la Costituzione promuove la casa di proprietà anziché quella in affitto. Promuovere la proprietà e poi tassarla in mille modi, diretti e indiretti, è un comportamento decisamente contraddittorio, da schizofrenici. Non stupisce che i notai assecondino questi stratagemmi.

            Mah... dipende dal pelo sullo stomaco che
            ognuno

            ha.

            In uno stato democratico la libera concorrenza
            non deve essere una questione di peli sullo
            stomaco.Nessuno Stato al mondo permette la libera concorrenza assoluta per quanto riguarda i tassisti. È uno dei campi in cui un numero chiuso, be', diciamo più o meno chiuso, è necessario.Poi è vero, altrove hanno risolto in altro modo, ad esempio il servizio è svolto esclusivamente da cooperative o da aziende private e i tassisti sono dipendenti, non sono imprenditori come in Italia. Ma questo non significa che se uno si sveglia la mattina può svolgere l'attività di tassista il giorno stesso.

            Se altri negli anni scorsi sono riusciti a

            subentrare nella licenza evidentemente non è

            proprio impossibile.

            Hai un link ad un regolamento comunale qualsiasi
            che illustra l'acXXXXX a tali
            licenze?Qui c'è quella del Comune di Massa:http://www.comune.massa.ms.it/pagina/taxi-autorizzazione-al-trasferimento-della-licenzasostituzione-taxi
          • panda rossa scrive:
            Re: ma per favore...
            - Scritto da: Leguleio


            Basta non rappresentare la questione
            come

            l'unico


            caso di evasione fiscale endemica
            esistente

            in


            Italia.



            In altre parole: non risolviamo mai il
            problema

            dell'evasione fiscale in italia, visto che

            bisogna pur cominciare da qualche parte e

            qualunque parte si sceglie non va

            bene.

            Se le mie parole le avesse dette un politico
            avrebbero il sottinteso che tu indichi.

            Siccome però non ho alcuna influenza sulla vita
            italiana, e nemmeno vivo in Italia, posso
            permettermi di scrivere le cose come stanno senza
            timore di essere preso per difensore degli
            evasori o per
            disfattista.Tu puoi dire quello che vuoi, la sostanza non cambia.Il buon senso comune prevede che quando si individua una nicchia di evasione bisogna agire per estirparla.Del resto, siccome per i reati di tipo fiscale la presunzione di innocenza non si applica, facciano una bella retata, ripuliscano tutto il settore, e si ricominci daccapo con nuovi criteri piu' trasparenti.


            Durante la compravendita di un immobile
            da


            privato a privato, mentre si procede al


            pagamento, il notaio lì presente si
            alza
            dal


            tavolo e lascia che le due parti si
            scambino


            assegni (o contanti) come vogliono.
            Pochi

            minuti


            dopo torna e redige l'atto in base agli

            assegni


            che gli lasciano


            vedere.



            Come al solito, pere con mele.

            Confrontare una trattativa privata di un bene

            privato ad uso privato, con quella di una
            licenza

            commerciale, tra professionisti, ad uso

            commerciale.

            Non è affatto pere con mele, almeno finché le
            licenze per i tassì saranno impostate in questo
            modo.
            La trasmissione della licenza è un atto a
            trattativa meramente privata, E questo e' anomalo!La licenza deve essere di proprieta' dell'ente emittente e concessa al concessionario, per un tempo ben preciso.Alla fine del periodo indicato, l'ente riprende la licenza e la riassegna se ritiene di doverla riassegnare, o non la riassegna piu' se nel frattempo sono cambiate le condizioni di servizio.Lo stesso ente deve essere libero di emettere altre licenze se le condizioni di servizio richiedono una maggior copertura di auto.
            lo Stato, il Comune
            oppure il ministero dei trasporti non hanno alcun
            ruolo. In particolare per il Comune, che
            l'intestatario si chiami Primo Tranquilli o
            Secondino Furiosi non cambia proprio nulla, basta
            che il servizio sia coperto da
            qualcuno.E questo puo' continuare ad essere.Fermo restando che l'ente deve sapere in ogni caso chi e' la persona che detiene la licenza (e questo implica la sua assoluta non trasferibilita')
            Una volta avvenuto il passaggio di intestazione,
            è sufficiente comunicarlo all'ufficio del Comune,
            che verificherà che l'intestatario abbia i
            requisiti, e solo quello. Vedi che spunta l'errore procedurale.L'ente emittente deve saperlo PRIMA se il nuovo intestatario ha i requisiti, non dopo.Per nessua ragione al mondo una licenza deve finire nelle mani di chi non ha i requisiti.
            Le questioni fiscali
            non hanno incidenza sul
            permesso.Ovvio, essendo la licenza ceduta a titolo gratuito.

            Nel caso di compravendita di una abitazione,

            l'anomalia e' che sia necessaria la presenza
            di

            un notaio non che il notaio ad un certo
            punto
            si

            alza ed esce dalla

            stanza.

            Ahimè sì. Uno dei campi, e sono molti, in cui
            l'Italia rifiuta di fare un passo verso il resto
            del mondo.Sfondi una porta aperta.
            Va detto che secondo alcuni il notaio si potrebbe
            utilizzare solo per autenticare il contratto, e
            costerebbe molto di meno
            così:

            http://www.sarannonotai.it/nuovoforum/viewthread.p

            Possiedo una casa qui all'estero, e l'unico
            professionista da cui sono passato è un avvocato
            specializzato nel settore immobiliare. Che non è
            nemmeno obbligatorio, a dirla
            tutta.Del resto la Casta e la Mafia sono il vanto della tradizione italiana.Nepotismo, inciuci e intermediari parassiti!


            Connivenza con gli evasori? Anche
            quello,
            sì.


            Tieni presente che lo Stato la casa la
            tassa

            in


            mille altri modi, la compravendita è
            solo

            uno

            dei


            tanti.



            Mentre una attivita' lavorativa in nero non
            viene

            tassata

            proprio.

            Eh no.
            La casa e la sua tassazione è una questione
            spinosa, perché la Costituzione promuove la casa
            di proprietà anziché quella in affitto.E dove sarebbe la spina?
            Promuovere la proprietà e poi tassarla in mille
            modi, diretti e indiretti, è un comportamento
            decisamente contraddittorio, da schizofrenici.L'alternativa sarebbe tagliare pesantemente le spese della PA a partire dagli stipendi dei ministri e dei parlamentari.
            Non stupisce che i notai assecondino questi
            stratagemmi.




            Mah... dipende dal pelo sullo stomaco
            che

            ognuno


            ha.



            In uno stato democratico la libera
            concorrenza

            non deve essere una questione di peli sullo

            stomaco.

            Nessuno Stato al mondo permette la libera
            concorrenza assoluta per quanto riguarda i
            tassisti. E' molto semplice smentirti: dove c'e' una rigida regolamentazione esistono i tassisti abusivi (Italia in primis).Ci sono molti paesi dove il tassista abusivo non esiste, proprio perche' non c'e' bisogno di abusare.
            È uno dei campi in cui un numero
            chiuso, be', diciamo più o meno chiuso, è
            necessario.
            Poi è vero, altrove hanno risolto in altro modo,
            ad esempio il servizio è svolto esclusivamente da
            cooperative o da aziende private e i tassisti
            sono dipendenti, non sono imprenditori come in
            Italia. Ma questo non significa che se uno si
            sveglia la mattina può svolgere l'attività di
            tassista il giorno
            stesso.Nessuno ha questa pretesa.L'importante e' che chiuque, automunito, voglia fare il tassista, lo possa fare legalmente, senza che un branco di emergumeni rancorosi che pretende di avere l'esclusiva, ci si metta di mezzo.
          • qwertyuiop scrive:
            Re: ma per favore...
            - Scritto da: Leguleio
            Quanto cose dovrebbero essere così e non cosà
            secondo i commentatori di PI... Condannati a
            essere perpetuamente in minoranza, se le loro
            idee sono di questo tenore.

            Semplicemente gli amministratori locali, e
            nazionali, hanno vagliato tutte le opzioni e
            hanno scelto la meno
            peggio.C'è un errore di fondo nel tuo ragionamento: dai per scontato che gli amministratori locali dispongano di buon senso e/o onestà.
          • Leguleio scrive:
            Re: ma per favore...


            Quanto cose dovrebbero essere così e non cosà

            secondo i commentatori di PI... Condannati a

            essere perpetuamente in minoranza, se le loro

            idee sono di questo tenore.



            Semplicemente gli amministratori locali, e

            nazionali, hanno vagliato tutte le opzioni e

            hanno scelto la meno

            peggio.
            C'è un errore di fondo nel tuo ragionamento: dai
            per scontato che gli amministratori locali
            dispongano di buon senso e/o
            onestà.Si può discutere se un modello di gestione del trasporto tramite autopubblica sia adatto o meno alle esigenze attuali, e alle nuove tecnologie.È uno spreco di tempo, e di byte, discutere partendo dal presupposto che i tassisti siano delle bestioline ammaestrate che fanno quello che gli dice il governo. Non è affatto così, e Prodi e Monti ne hanno fatto le spese.
          • qwertyuiop scrive:
            Re: ma per favore...
            - Scritto da: Leguleio
            Si può discutere se un modello di gestione del
            trasporto tramite autopubblica sia adatto o meno
            alle esigenze attuali, e alle nuove
            tecnologie.
            È uno spreco di tempo, e di byte, discutere
            partendo dal presupposto che i tassisti siano
            delle bestioline ammaestrate che fanno quello che
            gli dice il governo.A dire il vero si sostiene che la situazione sia inversa
          • Leguleio scrive:
            Re: ma per favore...


            Si può discutere se un modello di gestione
            del

            trasporto tramite autopubblica sia adatto o
            meno

            alle esigenze attuali, e alle nuove

            tecnologie.

            È uno spreco di tempo, e di byte,
            discutere

            partendo dal presupposto che i tassisti siano

            delle bestioline ammaestrate che fanno
            quello
            che

            gli dice il governo.
            A dire il vero si sostiene che la situazione sia
            inversaCioè che i tassisti dettano l'agenda del governo?Mah, io ho visto che le associazioni di tassisti hanno accettato un prezzo forfettario per i viaggi da e verso un tale aeroporto:http://archiviostorico.corriere.it/2007/luglio/15/Taxi_oggi_via_tariffe_fisse_co_7_070715018.shtmlhttp://www.romatoday.it/cronaca/tariffe-taxi-fisse-aeroporto.htmlIndipendentemente dal punto di partenza e dall'ora. Qualcuno che brontola c'è sempre, ma a quanto ne so l'accordo viene rispettato.Su questioni organizzative un accordo si trova, come vedi. Pretendere di ottenere il consenso quando uno dei due soggetti decide quanto può guadagnare l'altro, e come gestire l'attività, è francamente un'utopia alla Tommaso Moro.
          • il solito bene informato scrive:
            Re: ma per favore...
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio

            Durante la compravendita di un immobile da

            privato a privato, mentre si procede al

            pagamento, il notaio lì presente si alza dal

            tavolo e lascia che le due parti si scambino

            assegni (o contanti) come vogliono. Pochi
            minuti

            dopo torna e redige l'atto in base agli
            assegni

            che gli lasciano

            vedere.

            Come al solito, pere con mele.
            Confrontare una trattativa privata di un bene
            privato ad uso privato, con quella di una licenza
            commerciale, tra professionisti, ad uso
            commerciale.

            Nel caso di compravendita di una abitazione,
            l'anomalia e' che sia necessaria la presenza di
            un notaio non che il notaio ad un certo punto si
            alza ed esce dalla
            stanza.parole sante
          • SonoIO scrive:
            Re: ma per favore...
            - Scritto da: Leguleio
            Durante la compravendita di un immobile da
            privato a privato, mentre si procede al
            pagamento, il notaio lì presente si alza dal
            tavolo e lascia che le due parti si scambino
            assegni (o contanti) come vogliono. Pochi minuti
            dopo torna e redige l'atto in base agli assegni
            che gli lasciano
            vedere.Mi sorprende questo commento da parte di un utente esperto di questioni legali come te, da qualche anno a questa parte le tasse sulle compravendite immobiliari tra privati si pagano sul valore catastale, questo ha reso inutile fare giochetti.Alle volte basta un briciolo di senso pratico per radrizzare le situazioni, altro che chiedere a gran voce "controlli" impossibili o scenari da grande fratello (le utopie dell'abolizione del contante, ecc).
          • Leguleio scrive:
            Re: ma per favore...


            Durante la compravendita di un immobile da

            privato a privato, mentre si procede al

            pagamento, il notaio lì presente si alza dal

            tavolo e lascia che le due parti si scambino

            assegni (o contanti) come vogliono. Pochi minuti

            dopo torna e redige l'atto in base agli assegni

            che gli lasciano

            vedere.

            Mi sorprende questo commento da parte di un
            utente esperto di questioni legali come te, da
            qualche anno a questa parte le tasse sulle
            compravendite immobiliari tra privati si pagano
            sul valore catastale, questo ha reso inutile fare
            giochetti.Il riferimento era a una pratica di qualche anno fa, in effetti.Detto questo, non sempre il valore catastale e il valore di mercato coincidono. E quando è più alto quello di mercato, è chiaro che a nessuna delle due parti conviene dichiarare la cifra effettivamente pagata.
  • Il Punto scrive:
    La concorrenza.
    Il monopolio che Stallman teme ci sarà sempre finché le caste saranno sempre contro e non accetteranno la libera concorrenza, è una sorta di circolo vizioso, quando le caste comprenderanno(presumibilmente mai...), allora, compariranno altri concorrenti e il monopolio non ci sarà più.Comunque, mi sembra che un servizio simile a Uber ci sia già da qualche tempo(BlaBlaCar) e non mi risulta che i tassisti si siano opposti.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 05 gennaio 2015 08.53-----------------------------------------------------------
    • sentinel scrive:
      Re: La concorrenza.
      - Scritto da: Il PuntoCUT
      Comunque, mi sembra che un servizio simile a Uber
      ci sia già da qualche tempo(BlaBlaCar) e non mi
      risulta che i tassisti si siano
      opposti.Infatti, BlaBlaCar sta andando sempre più forte,ed è ancora meglio di Uber: sono i cittadini stessiche si auto organizzano per abbattere i costi di trasporto, senza alcun tipo di intermediario.
  • Daniele Cerabona scrive:
    Licenze
    Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo dire che quando c'è una compravendita di licenza lo stato incassa da chi vende il 23% di tasse e da chi compra il 3%. Fare i furbi non si può più fare perchè l'agenzia delle entrate incrocia i dati e viene a sapere esattamente di quale entità sia stata la transazione. A chi a fatto il furbetto sono arrivate lettere in cui si chiedeva di portare la documentazione relativa alla transazione e chi è stato colto in fallo ha pagato anche salato. Grazie per l'attenzione.
    • Leguleio scrive:
      Re: Licenze
      - Scritto da: Daniele Cerabona
      Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo dire
      che quando c'è una compravendita di licenza lo
      stato incassa da chi vende il 23% di tasse e da
      chi compra il 3%. Spiega meglio: un acquirente di licenza, oltre ai soldi dati al venditore, deve darli pure allo Stato? Una tassa sull'esborso?
      A chi a fatto il
      furbetto Ha fatto.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 gennaio 2015 10.56-----------------------------------------------------------
      • Daniele Cerabona scrive:
        Re: Licenze
        Modificato dall' autore il 03 gennaio 2015 10.56
        --------------------------------------------------Si scusa errore di battitura.
        • Leguleio scrive:
          Re: Licenze



          Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo

          dire


          che quando c'è una compravendita di licenza

          lo


          stato incassa da chi vende il 23% di tasse
          e

          da


          chi compra il 3%.



          Spiega meglio: un acquirente di licenza, oltre
          ai

          soldi dati al venditore, deve darli pure allo

          Stato? Una tassa

          sull'esborso?

          Vuol dire che la vendita non è al nero e ci si
          paga le tasse esattamente in quelle
          proporzioni.Mi dai il nome di quella tassa?È la prima volta che sento di una tassa in carico all'acquirente, eccezion fatta per l'IVA, che però è un'imposta indiretta sul consumo. La tassa di regola viene pagata solo dal venditore in proporzione a ciò che incassa.
          • Daniele Cerabona scrive:
            Re: Licenze
            - Scritto da: Leguleio



            Ciao a tutti sono un tassista.
            Volevo
            solo


            dire



            che quando c'è una compravendita
            di
            licenza


            lo



            stato incassa da chi vende il 23%
            di
            tasse

            e


            da



            chi compra il 3%.





            Spiega meglio: un acquirente di
            licenza,
            oltre

            ai


            soldi dati al venditore, deve darli
            pure
            allo


            Stato? Una tassa


            sull'esborso?



            Vuol dire che la vendita non è al nero e ci
            si

            paga le tasse esattamente in quelle

            proporzioni.

            Mi dai il nome di quella tassa?
            È la prima volta che sento di una tassa in
            carico all'acquirente, eccezion fatta per l'IVA,
            che però è un'imposta indiretta sul consumo. La
            tassa di regola viene pagata solo dal venditore
            in proporzione a ciò che
            incassa.Il 3% è una tassa di registro che si prende l'agenzia delle entrate per il fatto che c'è stata la compravendita. E la paga chi compra. Chi vende paga il 23% sulla plusvalenza. Inoltre l'incasso della vendita modifica al rialzo l'aliquota INPS per ovvi motivi.
          • Leguleio scrive:
            Re: Licenze


            Mi dai il nome di quella tassa?

            È la prima volta che sento di una tassa in

            carico all'acquirente, eccezion fatta per l'IVA,

            che però è un'imposta indiretta sul consumo. La

            tassa di regola viene pagata solo dal venditore

            in proporzione a ciò che

            incassa.

            Il 3% è una tassa di registro che si prende
            l'agenzia delle entrate per il fatto che c'è
            stata la compravendita. E la paga chi compra. Chi
            vende paga il 23% sulla plusvalenza. Quella del 23 % della plusvalenza la sapevo.Ma su quale valore è basata l'imposta di registro al 3 %?
          • Daniele Cerabona scrive:
            Re: Licenze
            - Scritto da: Leguleio


            Mi dai il nome di quella tassa?


            È la prima volta che sento di una
            tassa
            in


            carico all'acquirente, eccezion fatta
            per
            l'IVA,


            che però è un'imposta indiretta sul
            consumo.
            La


            tassa di regola viene pagata solo dal
            venditore


            in proporzione a ciò che


            incassa.



            Il 3% è una tassa di registro che si prende

            l'agenzia delle entrate per il fatto che c'è

            stata la compravendita. E la paga chi
            compra.
            Chi

            vende paga il 23% sulla plusvalenza.

            Quella del 23 % della plusvalenza la sapevo.
            Ma su quale valore è basata l'imposta di registro
            al 3
            %?Sul valore della vendita. Per esempio se la licenza è stata venduta a 100.000 la tassa è di 3.000.
        • Luppolo scrive:
          Re: Licenze

          Vuol dire che la vendita non è al nero e ci si
          paga le tasse esattamente in quelle
          proporzioni.Dunque ... aspetta ... se ho capito bene, lo Stato rilascia una licenza per quattro soldi, per regolare il numero di mezzi pubblici in un territorio.La logica vorrebbe che la licenza fosse personale e non cedibile, per il fatto di parità di condizioni che è un concetto troppo difficile da capire per un tassista, ma che lo Stato dovrebbe applicare per questioni di "giustizia".Invece lo Stato esige un 3% di una cifra che è legata direttamente al prezzo di "taglieggiamento" di un bene virtuale che lo stato Stesso ha generato attraverso un meccanismo di ingiustizia.Il problema è stabilire su quale cifra si basa il 3% visto che quello delle licenze è un mercato iniquo che dovrebbe essere illegale, cioè se le cifre allo Stato gliele danno i Bookmakers, la Mafia, o la Borsa del mercato nero, perché se invece non ha vincoli, di fatto è una imposta che non esiste, visto che puoi dichiarare di aver venduto la licenza a 1.000 euro, pagare 30 euro di tasse e incassare il resto in nero.Visto comunque tutto questo, per mettere un po` di giustizia, non ci vorrebbe un Uber ma ce ne vorrebbero 10000, così anche Stallman sarebbe contento dell'assenza di monopolio.
    • panda rossa scrive:
      Re: Licenze
      - Scritto da: Daniele Cerabona
      Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo dire
      che quando c'è una compravendita di licenza lo
      stato incassa da chi vende il 23% di tasse e da
      chi compra il 3%. Io non sono tanto bravo in matematica.Quanto e' il 23% di una vendita al nero?
      • Daniele Cerabona scrive:
        Re: Licenze
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Daniele Cerabona

        Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo
        dire

        che quando c'è una compravendita di licenza
        lo

        stato incassa da chi vende il 23% di tasse e
        da

        chi compra il 3%.

        Io non sono tanto bravo in matematica.
        Quanto e' il 23% di una vendita al nero?Poichè la vendita non è al nero come dici tu, bisogna pagare le tasse in quelle proporzioni.
        • panda rossa scrive:
          Re: Licenze
          - Scritto da: Daniele Cerabona
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Daniele Cerabona


          Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo

          dire


          che quando c'è una compravendita di licenza

          lo


          stato incassa da chi vende il 23% di tasse
          e

          da


          chi compra il 3%.



          Io non sono tanto bravo in matematica.

          Quanto e' il 23% di una vendita al nero?

          Poichè la vendita non è al nero come dici tu,
          bisogna pagare le tasse in quelle
          proporzioni.Quindi, vediamo se ho ben capito: il padre tassista, quando decide di smettere l'attivita', vende la licenza al figlio che vuole subentrare alla guida del taxi, allo stesso prezzo alla quale la venderebbe ad un estraneo, e poi ci paga le tasse sopra.
          • maxsix scrive:
            Re: Licenze
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Daniele Cerabona

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Daniele Cerabona



            Ciao a tutti sono un tassista.
            Volevo
            solo


            dire



            che quando c'è una compravendita
            di
            licenza


            lo



            stato incassa da chi vende il 23%
            di
            tasse

            e


            da



            chi compra il 3%.





            Io non sono tanto bravo in matematica.


            Quanto e' il 23% di una vendita al nero?



            Poichè la vendita non è al nero come dici tu,

            bisogna pagare le tasse in quelle

            proporzioni.

            Quindi, vediamo se ho ben capito: il padre
            tassista, quando decide di smettere l'attivita',
            vende la licenza al figlio che vuole subentrare
            alla guida del taxi, allo stesso prezzo alla
            quale la venderebbe ad un estraneo, e poi ci paga
            le tasse
            sopra.Ed essendo che il valore della licenza iniziale è inferiore a quello finale di vendita ed è bene aziendale (intangibile in questo caso) si viene a generare una plusvalenza che fiscalmente parlando, se non ricordo male, è colpita +/- del 43%.Panda Rossa hai capito cos'è una plusvalenza.Grasso 2015.PS: lo script.
      • Daniele Cerabona scrive:
        Re: Licenze
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Daniele Cerabona

        Ciao a tutti sono un tassista. Volevo solo
        dire

        che quando c'è una compravendita di licenza
        lo

        stato incassa da chi vende il 23% di tasse e
        da

        chi compra il 3%.

        Io non sono tanto bravo in matematica.
        Quanto e' il 23% di una vendita al nero?Poichè la vendita non è al nero come dici tu, bisogna pagare le tasse esattamente in quelle proporzioni.
  • Izio01 scrive:
    Non hanno tutti i torti, anzi
    Uber è una spregiudicata startup che se ne frega delle leggi e campa sul lavoro degli sfruttati, praticamente una specie di agenzia interinale ma senza nemmeno quel misero po' di regole che perfino Adecco & Co. devono rispettare. Gli utenti di Uber, da bravi italiani, sono contenti finché tutto va bene; la volta che avranno problemi allora esigeranno garanzie che questo servizio non fornisce, e protesteranno contro lo stato che non interviene.Detto questo, l'assurdo mercato delle licenze taxi deve sparire. Pezzi di carta che vengono venduti a 100 volte quello che è stato versato al Comune per ottenerli, una speculazione senza pari. Non vedo il motivo per cui una licenza dovrebbe essere vendibile a terzi: non la usi più? Scade dopo un tot, e se ne libera una nuova per qualcun altro. E i comuni devono poter emettere nuove licenze se lo decidono, basta con i soliti scioperi selvaggi dei tassisti, con tanto di blocco della circolazione, picchetti e frequenti atti di violenza!Ben venga Uber ADESSO, visto che solleva questo problema, ma poi tanti saluti Uber: se vuoi guadagnare senza fornire alcuna garanzia ai clienti, vai pure a quel paese!
    • panda rossa scrive:
      Re: Non hanno tutti i torti, anzi
      - Scritto da: Leguleio

      Non vedo il motivo per cui una licenza

      dovrebbe essere vendibile a terzi: non la usi

      più? Scade dopo un tot, e se ne libera una
      nuova

      per qualcun altro.

      I dettagli di come sia nato questo mercato non li
      conosco nemmeno io. Troverei però crudele che un
      tassista deceduto oppure impossibilitato a
      proseguire la sua attività per malattia non possa
      trasmettere la licenza al figlio, e che il figlio
      debba attendere che il Comune emetta un nuovo
      bando per proseguire l'attività di famiglia.Troveresti altrettanto crudele se un chirurgo prematuramente dipartito, non potesse cedere al figlio non laureato i ferri e la sala operatoria?Oppure che un politico altrettanto prematuramente dipartito non la possa cedere al figlio?Dove sta scritto che i figli sono obbligati a fare la professione dei padri?
      Ripeto, stiamo parlando di liberi professionisti,
      per quanto legati ad un contratto di pubblico
      servizio, non di dipendenti.Appunto. Liberi professionisti, comprensivi del rischio imprenditoriale.

      E i comuni devono poter

      emettere nuove licenze se lo decidono, basta
      con

      i soliti scioperi selvaggi dei tassisti, con

      tanto di blocco della circolazione,
      picchetti
      e

      frequenti atti di

      violenza!

      In questa situazione BASTA lo dicono i tassisti.
      :)
      Sono più forti loro,Piu' forti de che?La gente normale viene a sapere dello sciopero dei tassisti solo perche' lo dice la TV, altrimenti manco se ne accorgerebbe.Io ancora devo capire quale parte di economia italiana dipende dai tassisti.
      e lo sanno bene sia il Prodi
      II che il Monti I, che hanno tentato di
      liberalizzare, o comunque estendere le licenze, e
      ne sono usciti col setto nasale rotto.E allora votate per me. Prometto una guerra all'ultimo sangue contro tutte le caste parassite del paese.
      Inutile illudersi che il governo sia più forte:
      non è così.
      :|Che schifezza di governo che abbiamo e che manica di rammolliti che lo ha votato!
      • Leguleio scrive:
        Re: Non hanno tutti i torti, anzi


        I dettagli di come sia nato questo mercato
        non
        li

        conosco nemmeno io. Troverei però crudele
        che
        un

        tassista deceduto oppure impossibilitato a

        proseguire la sua attività per malattia non
        possa

        trasmettere la licenza al figlio, e che il
        figlio

        debba attendere che il Comune emetta un nuovo

        bando per proseguire l'attività di famiglia.
        Troveresti altrettanto crudele se un chirurgo
        prematuramente dipartito, non potesse cedere al
        figlio non laureato i ferri e la sala
        operatoria?Ma perché non dovrebbe essere laureato e aver ottenuto l'abilitazione? Il medico è una delle attività che si trasmettono di padre in figlio, l'attività medica, lo studio in cui pratica, e la fama (quando c'è) passano di generazone. Va detto che oramai quasi tutti i medici sono dipendenti, o pubblici o privati.Nel caso del tassista una laurea nemmeno è necessaria: basta la patente e l'abilitazione.
        Oppure che un politico altrettanto prematuramente
        dipartito non la possa cedere al
        figlio?Che razza di parallelo, il politico deve essere anche votato, mica c'è l'avvia attività. Di esempi in Italia ce ne sono diversi: Giorgio La Malfa figlio di Ugo La Malfa, Mariotto Segni figlio di Antonio Segni, Stefania e Bobo Craxi figli di Bettino Craxi. Li ha aiutati il cognome, e il partito, ma per il resto la cerchia di simpatizzanti hanno dovuto crearsela da sé.
        Dove sta scritto che i figli sono obbligati a
        fare la professione dei
        padri?Da nessuna parte. Non sono obbligati infatti. Visto però che un'attività avviata, quale è un negozio, ma anche un'azienda di servizi, possono essere ereditate, il figlio non deve pensare a trovare un lavoro. Tutto qui.

        Ripeto, stiamo parlando di liberi
        professionisti,

        per quanto legati ad un contratto di pubblico

        servizio, non di dipendenti.

        Appunto. Liberi professionisti, comprensivi del
        rischio
        imprenditoriale.E certo che esiste il rischio di impresa anche coi tassisti, chi dice il contrario? La somma spesa per la licenza entro un certo numero di anni va incassata, diversamente era meglio investirla in BOT, per dire.È un tipo di impresa che mal si adatta alla libera concorrenza, ma non è l'unica.

        In questa situazione BASTA lo dicono i
        tassisti.

        :)

        Sono più forti loro,

        Piu' forti de che?
        La gente normale viene a sapere dello sciopero
        dei tassisti solo perche' lo dice la TV,
        altrimenti manco se ne
        accorgerebbe.È sufficiente che se ne accorgano il sindaco o il prefetto. Non nel senso che loro usano i tassì, ma le lamentele arrivano alle loro orecchie. E non è un bel sentire.
        Io ancora devo capire quale parte di economia
        italiana dipende dai
        tassisti.Tutte e nessuna. Può capitare di prendere il tassì alla pensionata non più in grado di salire sull'autobus per problemi alle gambe come al libero professionista che di base va al lavoro coi mezzi, ma che a volte ha necessità di recarsi rapidamente fuori sede. Sì, anche ad un informatico.

        e lo sanno bene sia il Prodi

        II che il Monti I, che hanno tentato di

        liberalizzare, o comunque estendere le
        licenze,
        e

        ne sono usciti col setto nasale rotto.

        E allora votate per me. Prometto una guerra
        all'ultimo sangue contro tutte le caste parassite
        del
        paese.Prometti una guerra, o prometti di vincere la guerra? Perché è diverso. :DI tassisti sono usciti rafforzati dal braccio di ferro con Prodi e con Monti, e attenzione che..
        • panda rossa scrive:
          Re: Non hanno tutti i torti, anzi
          - Scritto da: Leguleio

          Ma perché non dovrebbe essere laureato e aver
          ottenuto l'abilitazione? Il medico è una delle
          attività che si trasmettono di padre in figlio,
          l'attività medica, lo studio in cui pratica, e la
          fama (quando c'è) passano di generazone.Perche' non richiede licenza.La cosa e' molto semplice: o si assegna licenza nominale o a durata, e quando la persona cessa di esercitare restituisce la licenza, oppure quando la licenza scade se ne richiede un'altra, oppure si liberalizza senza alcuna licenza.Ovviamente per il rilascio di licenza GRATUITA, il comune (o ente preposto) la assegna con criteri democratici: fila allo sportello, oppure in caso di soprannumero di richiedenti, sorteggio.
          Va detto che oramai quasi tutti i medici sono
          dipendenti, o pubblici o
          privati.Appunto.
          Nel caso del tassista una laurea nemmeno è
          necessaria: basta la patente e l'abilitazione.Appunto, la licenza non serve.

          Oppure che un politico altrettanto
          prematuramente

          dipartito non la possa cedere al

          figlio?

          Che razza di parallelo, il politico deve essere
          anche votato, mica c'è l'avvia attività.Votato dalle segreterie, con la legge attuale.
          Di esempi in Italia ce ne sono diversi: Giorgio
          La Malfa figlio di Ugo La Malfa, Mariotto Segni
          figlio di Antonio Segni, Stefania e Bobo Craxi
          figli di Bettino Craxi. Li ha aiutati il cognome,
          e il partito, ma per il resto la cerchia di
          simpatizzanti hanno dovuto crearsela da sé.Stai dimenticando il Trota, l'esempio piu' eclatante.Poi se vogliamo ricordare anche la nipote di Sofia Loren...

          Dove sta scritto che i figli sono obbligati a

          fare la professione dei

          padri?

          Da nessuna parte. Non sono obbligati infatti.Ecco mi pareva.
          Visto però che un'attività avviata, quale è un
          negozio, ma anche un'azienda di servizi, possono
          essere ereditate, il figlio non deve pensare a
          trovare un lavoro. Tutto qui.Attivita' avviate vuol dire che c'e' stato a monte un investimento per locali, magazzino, merce, macchinari.Il tassista non ha bisogno di nulla di tutto cio', quindi non c'e' alcun bisogno di lasciare la licenza in eredita'.Il vecchio lascia l'attivita' e il giovane, se vuole fare anche lui il tassista, fa la coda al comune per una licenza, non appena si rende disponibile.


          Ripeto, stiamo parlando di liberi

          professionisti,


          per quanto legati ad un contratto di
          pubblico


          servizio, non di dipendenti.



          Appunto. Liberi professionisti, comprensivi
          del

          rischio

          imprenditoriale.

          E certo che esiste il rischio di impresa anche
          coi tassisti, chi dice il contrario? L'unico rischio e' quello di non avere passeggeri.A meno che qualcuno non abbia introdotto l'assurda distorsione del mercato delle vacche delle licenze, che pero' e' una cosa tutta loro.Non c'e' rischio di fallire a fare il tassista: non hai costi.
          La somma
          spesa per la licenza entro un certo numero di
          anni va incassata, diversamente era meglio
          investirla in BOT, per dire.La licenza e' gratuita. A meno che tu non mi sappia indicare qualche tariffario comunale.
          È un tipo di impresa che mal si adatta alla
          libera concorrenza, ma non è
          l'unica.E allora e' un tipo di impresa destinato a scomparire, come i maniscalchi, i venditori di ghiaccio, gli sviluppatori di foto, i videotecari, gli editori...


          In questa situazione BASTA lo dicono i

          tassisti.


          :)


          Sono più forti loro,



          Piu' forti de che?

          La gente normale viene a sapere dello
          sciopero

          dei tassisti solo perche' lo dice la TV,

          altrimenti manco se ne

          accorgerebbe.

          È sufficiente che se ne accorgano il sindaco
          o il prefetto. Non nel senso che loro usano i
          tassì, ma le lamentele arrivano alle loro
          orecchie. E non è un bel
          sentire.Se i mezzi pubblici funzionassero a dovere (e questo e' compito del sindaco) la gente non si accorgerebbe dello sciopero dei taxi.Diano ascolto alle lamentele di chi usa i mezzi pubblici, prima... che non e' un bel sentire neppure quello.

          Io ancora devo capire quale parte di economia

          italiana dipende dai

          tassisti.

          Tutte e nessuna. Può capitare di prendere il
          tassì alla pensionata non più in grado di salire
          sull'autobus per problemi alle gambe come al
          libero professionista che di base va al lavoro
          coi mezzi, ma che a volte ha necessità di recarsi
          rapidamente fuori sede. Sì, anche ad un
          informatico.Tutte situazioni sporadiche che creerebbero disagio solo a pochi utenti occasionali.


          e lo sanno bene sia il Prodi


          II che il Monti I, che hanno tentato di


          liberalizzare, o comunque estendere le

          licenze,

          e


          ne sono usciti col setto nasale rotto.



          E allora votate per me. Prometto una guerra

          all'ultimo sangue contro tutte le caste
          parassite

          del

          paese.

          Prometti una guerra, o prometti di vincere la
          guerra? Perché è diverso.
          :DPrometto di combattere una guerra.E siamo milioni contro 700.Non prometto di vincerla, ma puoi sempre scommettere sui taxi, che i bookmaker pagano a 100 una loro eventuale vittoria.
          I tassisti sono usciti rafforzati dal braccio di
          ferro con Prodi e con Monti, e attenzione
          che..Attenzione a che cosa?
          • Leguleio scrive:
            Re: Non hanno tutti i torti, anzi


            Ma perché non dovrebbe essere laureato e aver

            ottenuto l'abilitazione? Il medico è una
            delle

            attività che si trasmettono di padre in
            figlio,

            l'attività medica, lo studio in cui pratica,
            e
            la

            fama (quando c'è) passano di generazone.

            Perche' non richiede licenza.Nessuno dice che si possano trasmettere di padre in figlio solo le attività che richiedono una licenza, forse hai frainteso. Si possono trasmettere tutte le attività che sono già avviate. E il fatto che esista una licenza non è un un ostacolo. Anche per la maggior parte delle attività commerciali oggi non è più necessaria una licenza. Il valore lo dà l'avviamento e la cerchia di clienti creata durante gli anni, e anche il contratto d'affitto basso che si è riusciti a ottenere, nel caso: la si può vendere oppure lasciare in eredità, qualcosa vale (quasi) sempre. E non è una licenza.
            La cosa e' molto semplice: o si assegna licenza
            nominale o a durata, e quando la persona cessa di
            esercitare restituisce la licenza, oppure quando
            la licenza scade se ne richiede un'altra, oppure
            si liberalizza senza alcuna
            licenza.Desideri contro realtà.Nelle primarie fra i desideri e la realtà vince invariabilmente la seconda. Chissà perché. :|

            Che razza di parallelo, il politico deve
            essere

            anche votato, mica c'è l'avvia attività.

            Votato dalle segreterie, con la legge attuale.I trombati ci sono comunque, non è un automatismo come vogliono far credere alcuni:http://www.affaritaliani.it/politica/di-pietro-fini-cesa-ferrero-ecco260213.html
            Stai dimenticando il Trota, l'esempio piu'
            eclatante.Lui non è mai entrato nel parlamento nazionale.
            Il tassista non ha bisogno di nulla di tutto
            cio', quindi non c'e' alcun bisogno di lasciare
            la licenza in
            eredita'.
            Il vecchio lascia l'attivita' e il giovane, se
            vuole fare anche lui il tassista, fa la coda al
            comune per una licenza, non appena si rende
            disponibile.Non credo convenga a nessuno. Il Comune dovrebbe fare dei bandi di emissione di licenze ogni volta che qualcuno rinuncia, o muore. Nelle grandi città significa farne ogni sei mesi, e i bandi costano.E a rendere tutto così burocratico, impedendo perfino di ereditare un'attività che può garantire dei guadagni costanti, si finisce per rendere la professione poco attraente, col rischio di lasciare dei posti vuoti fra le licenze disponibili e ritrovarsi con un numero di tassì insufficiente. E non è auspicabile, visto come funzionano i mezzi pubblici in Italia.

            La somma

            spesa per la licenza entro un certo numero di

            anni va incassata, diversamente era meglio

            investirla in BOT, per dire.

            La licenza e' gratuita. A meno che tu non mi
            sappia indicare qualche tariffario
            comunale.L'acquisto della licenza da parte di un altro tassista. Ciò che non è vietato si può fare.

            È un tipo di impresa che mal si adatta
            alla

            libera concorrenza, ma non è

            l'unica.

            E allora e' un tipo di impresa destinato a
            scomparire, come i maniscalchi, i venditori di
            ghiaccio, gli sviluppatori di foto, i
            videotecari, gli
            editori...Anche qui, desideri contro realtà.E anche qui primarie in cui si sa in anticipo chi perde.
            Se i mezzi pubblici funzionassero a dovere (e
            questo e' compito del sindaco) la gente non si
            accorgerebbe dello sciopero dei
            taxi.
            Diano ascolto alle lamentele di chi usa i mezzi
            pubblici, prima... che non e' un bel sentire
            neppure
            quello.Sì e no. I mezzi pubblici funzionano male, ma va anche detto che gli investimenti per comprarne di più, e per assumere ovviamente più personale, non si fanno. Non è ritenuto un valore aggiunto dagli amministratori locali avere città che sono coperte dal servizio pubblico 24 ore su 24 come in molte nazioni europee, e con una copertura capillare del territorio.Potrebbero funzionare meglio, è vero, ma un cavallo da solo più di tanto non può trainare. :(E quindi si supplisce coi tassì.

            I tassisti sono usciti rafforzati dal
            braccio
            di

            ferro con Prodi e con Monti, e attenzione

            che..

            Attenzione a che cosa?Prova a indovinare il sottinteso. ;)
    • Luppolo scrive:
      Re: Non hanno tutti i torti, anzi

      Troverei però crudele che un
      tassista deceduto oppure impossibilitato a
      proseguire la sua attività per malattia non possa
      trasmettere la licenza al figlio, e che il figlio
      debba attendere che il Comune emetta un nuovo
      bando per proseguire l'attività di famiglia.
      Ripeto, stiamo parlando di liberi professionisti,
      per quanto legati ad un contratto di pubblico
      servizio, non di
      dipendenti.
      L'articolo 3 della Costituzione Italiana dice :"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione , di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali".Tu puoi trovare crudele quanto vuoi la cosa, ma secondo la Costituzione il fatto di essere figlio di qualcuno in quanto "condizione personale", non ti deve dare più diritti a guidare un Taxi o a gestire una Farmacia, degli altri.Se lo Stato giustifica un simile mercato delle licenze sta violando la Costituzione anche fa finta di non rendersene conto e non solo quella, visto che il principio di eguaglianza è la base di tutte le democrazie del mondo.Se poi in Italia facciamo i monarchici e parliamo di diritti di famiglia acquisiti, non mi stupisco che ci sia la mafia e che tutti rubino perché si può giustificare qualsiasi cosa.
      • Leguleio scrive:
        Re: Non hanno tutti i torti, anzi


        Troverei però crudele che un

        tassista deceduto oppure impossibilitato a

        proseguire la sua attività per malattia non
        possa

        trasmettere la licenza al figlio, e che il
        figlio

        debba attendere che il Comune emetta un nuovo

        bando per proseguire l'attività di famiglia.

        Ripeto, stiamo parlando di liberi
        professionisti,

        per quanto legati ad un contratto di pubblico

        servizio, non di

        dipendenti.
        L'articolo 3 della Costituzione Italiana dice :

        "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e
        sono eguali davanti alla legge, senza distinzione
        di sesso, di razza, di lingua, di religione , di
        opinioni politiche , di condizioni personali e
        sociali".

        Tu puoi trovare crudele quanto vuoi la cosa, ma
        secondo la Costituzione il fatto di essere figlio
        di qualcuno in quanto "condizione personale", non
        ti deve dare più diritti a guidare un Taxi o a
        gestire una Farmacia, degli
        altri.Non hanno più diritti degli altri, anche perché fare un lavoro non dei più leggeri come il tassista non lo definirei un diritto. Si tratta di trasmissione di attività per successione ereditaria, una cosa che preesiste alle costituzioni, tutte. Se all'atto della morte i padri non potessero trasmettere ai figli i propri beni e le proprie attività nemmeno si darebbero da fare per conquistarseli. Sono gli impieghi pubblici, o i contratti di lavoro subordinato, che non possono essere ereditari.
        Se lo Stato giustifica un simile mercato delle
        licenze sta violando la Costituzione anche fa
        finta di non rendersene conto e non solo quella,
        visto che il principio di eguaglianza è la base
        di tutte le democrazie del
        mondo.Fai un ricorso alla Corte costituzionale, se ci credi.Io questa violazione non la ravviso affatto.
        • Luppolo scrive:
          Re: Non hanno tutti i torti, anzi
          - Scritto da: Leguleio
          Se all'atto della morte i padri non potessero
          trasmettere ai figli i propri beni e le proprie
          attività nemmeno si darebbero da fare per
          conquistarseli.È inutile che ci giri intorno, non si tratta di un bene, e non ha nulla a che vedere con la proprietà, si tratta di una "licenza" o concessione per potere eseguire una attività e come tale, in uno stato democratico, deve essere liberalizzata e soggetta a libera concorrenza.Siccome in Italia si ragiona come stai facendo tu, per diritti ereditari acquisiti, tutti pensano di poter stare tranquilli e di coltivare la propria esistenza in un sistema ingiusto, poi arriva Uber che è fuori da questi schemi, li fotte tutti e fa benissimo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Non hanno tutti i torti, anzi


            Se all'atto della morte i padri non potessero

            trasmettere ai figli i propri beni e le
            proprie

            attività nemmeno si darebbero da fare per

            conquistarseli.
            È inutile che ci giri intorno, non si tratta
            di un bene, e non ha nulla a che vedere con la
            proprietà, si tratta di una "licenza" o
            concessione per potere eseguire una attività e
            come tale, in uno stato democratico, deve essere
            liberalizzata e soggetta a libera
            concorrenza.No, attenzione, stai facendo confusione.Cedendo oppure trasmettendo per eredità un'attività di tassista, che in genere non consta di altro che dell'automobile con la scritta TAXI, si cede un'attività, né più né meno che se fosse una fabbrica oppure un negozio.La licenza è una <I
            condicio sine qua non </I
            per esercitare quella specifica attività (un tempo esistevano anche per le ferramenta e le librerie), solo che diversamente da quanto pensi tu la licenza non si identifica con l'attività: chi è in possesso di licenza e però non va a portare in giro i clienti, sta' certo che di soldi non ne guadagna.Non vorrei che qui qualcuno pensi che è la licenza comunale che crea la professione. Non è così, si tratta di libera professione e di libertà di impresa, il sistema delle licenze è l'unico che possa garantire allo stesso tempo un numero chiuso e controlli all'ingresso per chi intende intraprendere quell'attività.
          • Luppolo scrive:
            Re: Non hanno tutti i torti, anzi

            l'unico che possa garantire allo stesso tempo un
            numero chiuso e controlli all'ingresso per chi
            intende intraprendere
            quell'attività.Nessuno confonde il significato di licenza, tuttavia se la stessa limitazione si applicasse agli ingegneri oltre che ai tassisti e il figlio di un ingegnere, (qualora studiasse ingegneria) potesse per diritto accedere alla professione di ingegnere, significherebbe che ci sarebbero dinastie di ingegneri e che nessuno tranne loro potrebbe fare l'ingegnere pur essendo laureato in ingegneria e disponendo del computer ereditato dal padre.Lo stato può benissimo ingnorare questo meccanismo sostanzialmente ingiusto, facendo fina di niente, ma se si permette di speculare sul mercato delle licenze addirittura basandosi sul prezzo gonfiato, come diceva il nostro amico di cui sopra, a mio parere tiene un comportamento del tutto deprecabile da ogni punto di vista.
          • Leguleio scrive:
            Re: Non hanno tutti i torti, anzi


            l'unico che possa garantire allo stesso
            tempo
            un

            numero chiuso e controlli all'ingresso per
            chi

            intende intraprendere

            quell'attività.

            Nessuno confonde il significato di licenza,
            tuttavia se la stessa limitazione si applicasse
            agli ingegneri oltre che ai tassisti e il figlio
            di un ingegnere, (qualora studiasse ingegneria)
            potesse per diritto accedere alla professione di
            ingegnere, Negando che fa confusione, ammetti che stai facendo confusione. :)Per esercitare la professione di ingegnere è necessaria, oltre la laurea, anche l'iscrizione ad apposito albo professionale. Che <B
            non è una licenza comunale </B
            , anche se funziona in maniera per certi aspetti simile. Se però uno è figlio di ingegnere e il padre ha una ditta sua, può lasciarla in eredità: il figlio nella ditta farà l'ingegnere se ne ha i requisiti, altrimenti ne assumerà uno esterno e lui si limiterà a fare il geometra, o a tenere i rapporti con i clienti. È un lavoro anche quello.Come vedi, un conto è l'impresa, un conto la parte burocratica dei permessi e delle abilitazioni.
          • panda rossa scrive:
            Re: Non hanno tutti i torti, anzi
            - Scritto da: Leguleio


            l'unico che possa garantire allo stesso

            tempo

            un


            numero chiuso e controlli all'ingresso
            per

            chi


            intende intraprendere


            quell'attività.



            Nessuno confonde il significato di licenza,

            tuttavia se la stessa limitazione si
            applicasse

            agli ingegneri oltre che ai tassisti e il
            figlio

            di un ingegnere, (qualora studiasse
            ingegneria)

            potesse per diritto accedere alla
            professione
            di

            ingegnere,

            Negando che fa confusione, ammetti che stai
            facendo confusione.
            :)Non c'e' nessuna confusione nei suoi enunciati. Viceversa io osservo parecchia confusione nei tuoi.
            Per esercitare la professione di ingegnere è
            necessaria, oltre la laurea, anche l'iscrizione
            ad apposito albo professionale.E per quealla di tassista, la licenza.Siamo uno pari.
            Che <B

            non è una licenza comunale </B
            , anche se
            funziona in maniera per certi aspetti simile.Non ci interessa che cosa non e', ci interessa la formalita'.Ci sono dei requisiti a monte e una certificazione che arriva dallo stato/PA dall'altra.
            Se però uno è figlio di ingegnere e il padre ha
            una ditta sua, può lasciarla in eredità: il
            figlio nella ditta farà l'ingegnere se ne ha i
            requisiti, altrimenti ne assumerà uno esterno e
            lui si limiterà a fare il geometra, o a tenere i
            rapporti con i clienti. Analogamente col taxi e la licenza.Stai confermando quello che stiamo diceno da giorni: la licenza comunale una volta assegnata a qualcuno diventa proprieta' della famiglia del tassista che se la tramanda come l'azienda dell'ingegnere.
            È un lavoro anche
            quello.
            Come vedi, un conto è l'impresa, un conto la
            parte burocratica dei permessi e delle
            abilitazioni.Il fatto e' che in entrambi i casi non c'e' mercato ne' concorrenza.
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