USA 2020: i dipendenti Google per Sanders e Warren

I Googler a sostegno dei candidati democratici per le Presidenziali 2020, nonostante la loro minaccia di fare a pezzi il gigante di Mountain View.
I Googler a sostegno dei candidati democratici per le Presidenziali 2020, nonostante la loro minaccia di fare a pezzi il gigante di Mountain View.

Secondo Trump, “Google è di sinistra”, poiché il motore di ricerca e gli altri servizi presenti nel portfolio di bigG tenderebbero a penalizzare le fonti e le risorse filo-repubblicane in modo da favorire quelle ritenute più vicine alla fazione democratica. Un’accusa rispedita al mittente dal gruppo di Mountain View, che però vede un numero non esiguo di propri dipendenti sostenere apertamente la candidatura di politici come Elizabeth Warren e Bernie Sanders in vista delle Presidenziali 2020.

USA 2020: i Googler per i candidati democratici

Quel che emerge dalla ricerca condotta da Vox/Recode è piuttosto curioso e offre lo spunto per un’analisi. Solo nella prima metà del 2019 i Googler hanno donato a sostegno della campagna di Warren circa 87.000 dollari e oltre 58.000 dollari per quella di Sanders. Eppure, entrambi hanno manifestato l’intenzione di introdurre nuove regolamentazioni che con l’obiettivo di favorire una sana competizione sul mercato minacciano di fare letteralmente a pezzi la società, smembrandola in più parti.

Waze, Nest e DoubleClick diventerebbero unità separate e indipendenti da quella che gestisce il motore di ricerca. Secondo alcuni dipendenti, questo non metterà a rischio la solidità del gruppo, favorendone anzi la crescita e al tempo stesso non limitando la comparsa di nuovi player. C’è chi dall’interno di bigG vede la prospettiva come l’ennesimo step del percorso avviato nel 2015 con la riorganizzazione dell’intero business sotto il cappello di Alphabet. Ai vertici la pensano però diversamente: Eric Schmidt, CEO di Google dal 2001 al 2011 e successivamente Presidente Esecutivo della parent company, ha sottolineato che una mossa di questo tipo non poggerebbe su alcuna valida base legale e finirebbe col danneggiare gli utenti.

Restando in tema, altri candidati democratici che nei primi sei mesi dell’anno sono stati sostenuti dalle donazioni dei dipendenti di Mountain View sono Pete Buttigieg, (73.300 dollari) e Kamala Harris (54.800 dollari).

Il sostegno dei dipendenti di Google ai candidati alle Presidenziali USA 2020

Amazon e gli altri

Per fare un confronto, qui sotto le somme donate dal personale di un altro colosso statunitense del mondo hi-tech, Amazon.

Il sostegno dei dipendenti di Amazon ai candidati alle Presidenziali USA 2020

In Facebook il sostegno più importante è quello destinato a Buttigieg (21.000 dollari), in Apple ad Harris (26.600 dollari), in Microsoft si sono schierati con Biden (25.500 dollari) e infine da Twitter è giunto il supporto per Harris (9.600 dollari). La Silicon Valley e i giganti del mondo online sono davvero filo-democratici?

Fonte: Vox
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