USA, hacker rispedito in Germania

Un ricercatore di sicurezza rimane imbrigliato nelle severe procedure frontaliere americane. Era diretto alla conferenza Black Hat di quest'anno
Un ricercatore di sicurezza rimane imbrigliato nelle severe procedure frontaliere americane. Era diretto alla conferenza Black Hat di quest'anno

Thomas Dullien è un celebre esperto di sicurezza tedesco nonché CEO della società tedesca Sabre Security: ciò nonostante gli è stato impedito di recarsi alla Conferenza Black Hat che si sta tenendo proprio in questi giorni negli States. La polizia doganale americana ha infatti bloccato Dullien al suo arrivo e lo ha fermato per quattro ore e mezza mentre il suo bagaglio veniva perquisito dopodiché è stato rispedito a casa .

Come osserva cnet , Dullien ha partecipato come relatore alla Black Hat Conference per diversi anni e non ha mai avuto problemi di ingresso negli Stati Uniti. A quanto pare questa volta, invece, la polizia di frontiera ha ritenuto che Dullien avrebbe dovuto dotarsi di un visto H1B in quanto presenziava alla Conference non come esponente di una società di sicurezza ma come esperto pagato dalla Conference stessa. Uno “status” diverso che la burocrazia di frontiera non ha perdonato.

Sul suo blog Dullien sottolinea : “Dopo un volo di 9 ore e un interrogatorio di 4 ore e mezza sono stato messo sul primo volo di altre 9 ore per la Germania. E i miei futuri viaggi negli Stati Uniti saranno ancora più complicati, in quanto non potrà più accedere agli USA con il visa waiver program “, ossia l’accesso “semplificato” a disposizione dei cittadini di alcuni paesi, Germania e Italia compresi, negli States. Quando viene riscontrata una “violazione” di qualsiasi genere, persino semplicemente burocratica, il waiver program diventa inaccessibile: d’ora in poi Dullien dovrà sempre passare per la lunga trafila del visto presso l’Ambasciata americana se vorrà recarsi negli USA.

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30 07 2007
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