USA, i giorni migliori del videosharing

Il 71 per cento degli utenti statunitensi frequenta quotidianamente siti come YouTube e Vimeo. Merito anche della banda larga e dei dispositivi mobile

Roma – Ci sono pochi dubbi sul fatto che i numeri presentati da YouTube segnalino il suo successo sul mercato. A confermare il trend positivo attraversato dal servizio di videosharing di Google ci pensa ora una ricerca del Pew Internet & American Life Project, secondo la quale oltre 3 miliardi di video sono visualizzati quotidianamente sul Tubo.

Lo studio prende in esame le abitudini degli utenti circa l’utilizzo dei siti di condivisione video come YouTube e Vimeo. I risultati informano che il 71 per cento degli utenti adulti naviga su queste piattaforme . Il ritratto demografico del Pew adotta diversi criteri di analisi: genere, età, razza/etnia, situazione economica, livello di educazione e provenienza geografica.

Il report attuale mostra un aumento di 5 punti percentuali rispetto al 66 per cento dello scorso anno e un incremento del 30 per cento nel numero di netizen che navigano su piattaforme di video sharing in confronto a cinque anni fa: nel sondaggio condotto nel 2001, il 28 per cento del campione intervistato aveva dichiarato di aver visitato un sito di videosharing il giorno precedente all’intervista, mentre nel 2010 la stessa risposta era arrivata dal 23 per cento degli statunitensi intervistati.

Secondo Kathleen Moore, ricercatrice del Pew che ha redatto il report, l’abitudine a visualizzare video online è cresciuta grazie al potenziamento della banda larga e al miglioramento dei network e dei dispositivi mobile , che hanno permesso ai siti di videosharing di diventare spazi sociali nei quali le persone votano, commentano e condividono.

Un incremento si è registrato anche nella quantità di video caricati online: 48 ore di filmati ogni minuto , pari a oltre 69mila ore ogni giorno. E il Pew sottolinea che YouTube e simili non sono frequentati solo da giovani visto che circa un terzo dei netizen statunitensi che naviga su siti di condivisione video supera i 65 anni .

Inoltre, un dato interessante proviene dall’analisi secondo il criterio geografico: solamente 4 punti percentuali separano gli utenti che risiedono in aree rurali da quelli che abitano in aree urbane o suburbane, rispettivamente 68, 72 e 71 per cento.

Cristina Sciannamblo

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  • neanche scrive:
    Se il brevetto non vogliono migliorarlo
    Secondo me il sistema andrebbe ripensato così:Ogni Stato dovrebbe utilizzare l'ufficio brevetti, magari in collaborazione con studi legali specializzati, affinchè quando ci sono dispute si possa formare una "giuria" con non meno di 10 individui per ogni Stato interessato, che verranno convocati al bisogno. Le grandi potenze poi (Europa, Stati Uniti, ecc...) dovrebbero legiferare affinchè in tali casi la disputa passi di competenza sia dell'istituto che accusa che di quello accusato. Dovranno comunicare insieme per mettere ai voti sulla effettiva "innovazione" tecnologica.Mi spiego meglio:supponiamo che la Microsoft voglia chiamare in causa la Magix (software house tedesca). Verrebbe a crearsi una trafila di problemi dovuti alla distanza dei vari tribunali e alle legislazioni differenti.Questi 20 giudicanti (10 degli Stati Uniti e 10 tedeschi) saranno praticamente dei giudici di pace e decreteranno, su base "discrezionale" (come fanno i giurati negli Stati Uniti) se il brevetto effettivamente porta un'innovazione tale da aver rivoluzionato il settore. Se il 75% dei voti è a favore di tale tesi, allora il brevetto della parte accusante è valido, altrimenti non è valido. Se ci sono degli astenuti, saranno giudicati come voti contrari.L'ideale sarebbe che questi giudicanti venissero cambiati ad ogni causa e che decidessero nel minor tempo possibile, così da evitare accordi extragiudiziari.Per il discorso della validità di due brevetti nati in Stati diversi, io la farei moolto semplice: questi devono aver valore anche al di fuori degli altri Stati, punto e basta. Se la Microsoft brevetta la ruota e la Magix il cerchio, è giusto che ruota e cerchio siano considerati brevetti "similari" e quindi le stesse tipologie di prodotto debbano poter circolare liberamente negli U.S., come in Germania, come nel resto del mondo; senza bisogno che uno paghi le royalties all'altro.Di fatto non si eliminerebbero i brevetti ma si garantirebbe che la stessa tecnologia possa essere brevettata (e prodotta) potenzialmente in tutti gli Stati, creando per forza di cose concorrenza. E quando c'è concorrenza, c'è sempre più prosperità ed equilibrio.Inoltre, il sunto chiave di quello che ho scritto, è che non deve essere possibile per una superditta poter brevettare "una nuova salsa per il wi-fi" che è solo una combinazione di robe esistenti con un pizzico di originalità. Il brevetto deve fare quello che deve fare: rivoluzionare il settore.Ci tengo poi a precisare che il brevetto ovviamente non deve applicarsi a progetti finalizzati alla comunità come i software della GNU ma anche alle associazioni umanitarie.Questa è la mia ricetta se fossi un politico!
  • Paolo scrive:
    I brevetti sono la difesa dei piccoli
    Chi dice che i brevetti non dovrebbero esistere allora gli auguro in futuro di inventare qualcosa di innovativo, così quando vede il lavoro di anni copiati il giorno dopo ne riparliamo... ma per favore!Che ci siano giochi di potere sotto è palese, e sono quelli che rovinano il tutto, ma a mio parere sono l'unica arma di difesa che può avere una piccola società contro le multinazionali.Il problema vero è che i brevetti alla fine non valgono niente, perchè per mia esperienza personale i giudici poi (parlo dell'Italia) interpretano la cosa come vogliono. Nel mio caso avevamo dei brevetti su una linea di prodotti, che la società a cui li vendevamo aveva dichiarato di intervenire lei stessa nel caso di violazione, non fosse poi che è stata lei stessa a violarli copiando la linea per la produzione in Cina e in tutto questo il giudice italiano sosteneva che il prodotto non era nemmeno brevettabile quando non era nemmeno sua competenza dire una cosa del genere.
    • Kamui scrive:
      Re: I brevetti sono la difesa dei piccoli
      - Scritto da: Paolo
      Chi dice che i brevetti non dovrebbero esistere
      allora gli auguro in futuro di inventare qualcosa
      di innovativo, così quando vede il lavoro di anni
      copiati il giorno dopo ne riparliamo... ma per
      favore!

      Che ci siano giochi di potere sotto è palese, e
      sono quelli che rovinano il tutto, ma a mio
      parere sono l'unica arma di difesa che può avere
      una piccola società contro le
      multinazionali.

      Il problema vero è che i brevetti alla fine non
      valgono niente, perchè per mia esperienza
      personale i giudici poi (parlo dell'Italia)
      interpretano la cosa come vogliono. Nel mio caso
      avevamo dei brevetti su una linea di prodotti,
      che la società a cui li vendevamo aveva
      dichiarato di intervenire lei stessa nel caso di
      violazione, non fosse poi che è stata lei stessa
      a violarli copiando la linea per la produzione in
      Cina e in tutto questo il giudice italiano
      sosteneva che il prodotto non era nemmeno
      brevettabile quando non era nemmeno sua
      competenza dire una cosa del
      genere.O forse era veramente non brevettabile e a te te rode....
      • miky scrive:
        Re: I brevetti sono la difesa dei piccoli
        ma è il giudice che deve dirlo o l'ufficio brevetti? ... sul merito non entro, ma ovvio che senza brevetti non si andrebbe da nessuna parte. Diverso dire che le legislazioni attuali sui brevetti fanno XXXXXX...
      • Paolo scrive:
        Re: I brevetti sono la difesa dei piccoli
        Forse non sono stato chiaro io... era tutto già brevettato, ed il giudice (non capendo una mazza) sosteneva che secondo lui non lo era ma ripeto, non era una cosa di sua competenza essendo già brevettato. Lui doveva pronunciarsi sul fatto se fosse o meno stato violato il brevetto.
        • attonito scrive:
          Re: I brevetti sono la difesa dei piccoli
          - Scritto da: Paolo
          Forse non sono stato chiaro io... era tutto già
          brevettato, ed il giudice (non capendo una mazza)
          sosteneva che secondo lui non lo era ma ripeto,
          non era una cosa di sua competenza essendo già
          brevettato. Lui doveva pronunciarsi sul fatto se
          fosse o meno stato violato il brevetto.se ti hanno copiato il prodotto (eche era poi? un nuovo tipo di pacemaker? una linea di crema di bellezza? un hulahop al titanio?) ma lo vendono dove il brevetto non vale (es: cina) allora tu te lo prendi un tasca: il tribunale puo' al massimo impedire l'importazione dove il brevetto vale (es: italia) e basta.Se il giudice poi e' un XXXXX (capita piu' spesso di quento non si creda) devi fare appello etc etc con aggravio di costi e tutto il resto. Vero che il brevetto difende, ma si deve anche avere la forza economica di far valere il brevetto.
    • Gianluigi scrive:
      Re: I brevetti sono la difesa dei piccoli
      Ne sei proprio sicuro?http://www.micheleboldrin.com/research/aim.html
    • prova123 scrive:
      Re: I brevetti sono la difesa dei piccoli
      Quando una qualsiasi azienda di elettronica nel mondo fa un prodotto, secondo te i concorrenti cosa fanno? Stanno a guardare e dicono "ah però, loro sono proprio bravi!" oppure comprono l'oggetto lo aprono e lo analizzano? ... a noi fu detto che l'unico modo per sopravvivere era realizzare sempre qualcosa di nuovo, in questo modo chi copiava si sarebbe trovato un passo indietro. Poi se uno vuole avere una sola idea e campare con quella per tutta la vita, non bisogna rivvolgersi all'ufficio brevetti, ma alla SIAE :D
  • prova123 scrive:
    La cosa più ragionevole ...
    è brevettare l'oggetto. Brevettare le idee porterà all'incaprettamento del sistema.
    • collione scrive:
      Re: La cosa più ragionevole ...
      e pensare che il legislatore ci arrivò 2 secoli fa quando si prospettò l'ipotesi di brevettare le opere letterarie :D
      • prova123 scrive:
        Re: La cosa più ragionevole ...
        è l'ennesima prova che il genere umano non è così intelligente come si pensa, semplicemente perchè dimentica e con difficoltà impara dagli errori fatti in passato. Siamo poco più che insetti, solo che gli insetti sono solo istinto, noi ci vantiamo di avere la materia grigia ... ma dopo milioni di anni di evoluzione la utilizziamo ancora poco e male.
        • collione scrive:
          Re: La cosa più ragionevole ...
          mmm insetti[img]http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT0fltxS3zzkiA1zRcp2saYaNQQfshsIpeVHayK7E00H0Ma-unh_w[/img]ma entreranno nella federazione per primi :Dah già, l'America sta preparando l'impero :(
    • miky scrive:
      Re: La cosa più ragionevole ...
      non sempre pero' sono facilmente scindibili...
  • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
    I brevetti impediscono il Progresso
    I brevetti sono un dannosissimo impedimento al Progresso dell'Umanità.I brevetti devono essere <b
    ABOLITI </b
    .
    • ThEnOra scrive:
      Re: I brevetti impediscono il Progresso
      CHI CASSO SEI?
      • panda rossa scrive:
        Re: I brevetti impediscono il Progresso
        - Scritto da: ThEnOra
        CHI CASSO SEI?keppalle! vedi a usare ancora il vinile che cosa succede... ti si incanta il disco.
        • ThEnOra scrive:
          Re: I brevetti impediscono il Progresso
          Scusa della noia, ma ho un mio obiettivo. Abbi pazienza.
          • dont feed the troll/dovella scrive:
            Re: I brevetti impediscono il Progresso
            - Scritto da: ThEnOra
            Scusa della noia, ma ho un mio obiettivo. Abbi
            pazienza.Annoiarci tutti a morte?
          • ThEnOra scrive:
            Re: I brevetti impediscono il Progresso
            Abbi pazienza.
          • dont feed the troll/dovella scrive:
            Re: I brevetti impediscono il Progresso
            - Scritto da: ThEnOra
            Abbi pazienza.Non vorrei portare sfiga, ma non credo ti risponderà mai.Quindi?
          • ThEnOra scrive:
            Re: I brevetti impediscono il Progresso
            Miiii, ma hai ma usato Vista? No? E si vede! :DAspetta qualche giorno (o mese)!
          • dont feed the troll/dovella scrive:
            Re: I brevetti impediscono il Progresso
            - Scritto da: ThEnOra
            Miiii, ma hai ma usato Vista? Purtroppo tutti i giorni.Sia dannato Ballmer!!
      • t a n y s t r o p h e u s scrive:
        Re: I brevetti impediscono il Progresso
        - Scritto da: ThEnOra
        CHI CASSO SEI?Giuro che avevo indovinato cosa ci sarebbe stato scritto nel post prima di aprirlo.Ma io chi casso sonoooooo? Il mago otelma?
    • Cavallo Pazzo scrive:
      Re: I brevetti impediscono il Progresso
      Si fa prima ad abolire gli avvocati, credimi!
      • Pinco Pallo scrive:
        Re: I brevetti impediscono il Progresso
        - Scritto da: Cavallo Pazzo
        Si fa prima ad abolire gli avvocati, credimi!Sarà difficile abolire il mestiere più antico del mondo. Un medico, un architetto ed un avvocato discutono su quale sia la professione più antica e decidono di usare la bibbia come testo di riferimento.Il medico: quando Dio creò la donna asportò una costola da Adamo, questa fu un'operazione chirurgica quindi la medicina è la professione più antica.L'architetto: prima di creare la donna, Dio creo le stelle del cielo, mise ordine nel caos primordiale, quindi l'architettura è più antica della medicina.L'avvocato: e secondo voi il caos primordiale chi lo aveva creato?
    • ruppolo scrive:
      Re: I brevetti impediscono il Progresso
      - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
      I brevetti sono un dannosissimo impedimento al
      Progresso
      dell'Umanità.

      I brevetti devono essere <b
      ABOLITI
      </b

      .Anche tu devi essere abolito. Anzi, a-BOLLITO.
    • Gianluigi scrive:
      Re: I brevetti impediscono il Progresso
      Se vuoi un fondamento teorico e ragionato alle tue semplici invettive leggi questo:http://www.micheleboldrin.com/research/aim.html
  • ThEnOra scrive:
    Cambio di tendenza?
    "riformare un sistema che, com'è adesso, lascia aperte troppe troppe possibilità di <b
    abusi </b
    "Ma com'è che leggo un "commento" obiettivo, e non sempre i soloti toni/commenti anti-Corp/Major/BigXY?Strano! C'è vento di cambiamento in redazione? :DComunque il punto, secondo me, è proprio questo: gli ABUSI!!!
    • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
      Re: Cambio di tendenza?

      Comunque il punto, secondo me, è proprio questo:
      gli ABUSI!!!I <b
      brevetti </b
      stessi sono degli <b
      ABUSI </b
      e vanno <b
      ABOLITI </b
      .
    • attonito scrive:
      Re: Cambio di tendenza?
      - Scritto da: ThEnOra
      "riformare un sistema che, com'è adesso, lascia
      aperte troppe troppe possibilità di <b

      abusi </b

      "

      Ma com'è che leggo un "commento" obiettivo, e non
      sempre i soloti toni/commenti
      anti-Corp/Major/BigXY?

      Strano! C'è vento di cambiamento in redazione? :Doppure sono occupari a contare i soldi: usati, non segnati e di piccola taglia :)
  • Funz scrive:
    Stanno iniziando a caXXXXX?
    O la finiscono con queste idiozie, o si scanneranno tra loro fino a rimetterci tutti, e chi ne gioverà saranno le aziende straniere (Cina) che prenderanno il comando dell'innovazione
  • Francesco96 0 scrive:
    Brevetti
    Dovrebbero creare una specie di SIAE per i brevetti, provvederebbe poi lei a dividere le royaty dalle vendite effettuate
    • il solito bene informato scrive:
      Re: Brevetti
      - Scritto da: Francesco96 0
      Dovrebbero creare una specie di SIAE per i
      brevetti, provvederebbe poi lei a dividere le
      royaty dalle vendite
      effettuatenacque così il Partito
    • ThEnOra scrive:
      Re: Brevetti
      Per carità!
    • Francesco96 0 scrive:
      Re: Brevetti
      Bho, pensando hai detentori dei brevetti, alle risorse che hanno investito, a quelli che investono su di essi per poi specularci, alle proposte indecenti (purtroppo) di abrogarli, il futuro dell'IT è sempre piu' fosco, ogni prodotto di nuova tecnologia, alla fine di nuovo non ha niente ma è solo un mix di brevetti, mi sembra logico pensare che sarebbe meglio creare un qualcosa che possa gestire l'enorme mola dei brevetti, senza svenare in inutile cause le varie aziende.L'utente finale sarebbe protetto non dico economicamente, ma almeno teconlogicamente, con funzioni che prima sono presenti che poi scompaiono con un aggiornamento successivo e cosi via.
      • Mor scrive:
        Re: Brevetti
        Ma dove vivi?!? Ti sembra che una soluzione del genere risolverebbe qualcosa...Hai idea di quale fetta (infima) la SIAE dia agli artisti e quale fetta (enorme) si tenga per se?!?
  • Astolfo Mangiasass i scrive:
    Reato
    I brevetti sono un crimine contro l'umanità. Occorrerebbe un tempo limite molto breve, ad esempio 2 anni, per consentire un leggero vantoaggio allo scopritore, poi diventa di pubblico dominio.Come la ruota, la corda, la bicicletta
    • il solito bene informato scrive:
      Re: Reato
      - Scritto da: Astolfo Mangiasass i
      I brevetti sono un crimine contro l'umanità.
      Occorrerebbe un tempo limite molto breve, ad
      esempio 2 anni, per consentire un leggero
      vantoaggio allo scopritore, poi diventa di
      pubblico
      dominio.
      Come la ruota, la corda, la biciclettai brevetti vanno anche bene... ma non andrebbero distribuiti come caramelle. Alla base di un brevetto dovrebbe esserci l'innovazione.
    • Skywalker scrive:
      Re: Reato
      - Scritto da: Astolfo Mangiasass i
      Come la ruotaGià brevettata nel 2001. Per usarla liberamente devi aspettare fino al 2021.http://pericles.ipaustralia.gov.au/aub/pdf/nps/2002/0808/2001100012A4/2001100012.pdf
    • ruppolo scrive:
      Re: Reato
      - Scritto da: Astolfo Mangiasass i
      I brevetti sono un crimine contro l'umanità. Parola di parassita.
  • Surak 2.0 scrive:
    Ah beh! Quelli sui farmaci...
    ..sono ragionevolmente considerabili come crimini contro l'umanità se è per quello.Però finché tocca l'umanità..chi se ne frega, quando tocca i grandi imperi economici basati su segreti industriali e brevetti, allora il dubbio li assale?
    • Sgabbio scrive:
      Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
      faccio comunque notare che i brevetti sui farmaci hanno un tempo limite, quelli del software no. Anzi nel software si permette di brevettare pure le virgole, portando a situazione assurde.Molto aziende devono brevettare pure gli sputi per mera difesa. Pensare che i brevetti software li volevano i grandi per schiacciare eventuali nuovi concorrenti, poi il sistema gli è ssfuggito di mano, quando sono spuntate statup di avvocati...
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
        "Pensare che i brevetti software li volevano i grandi per schiacciare eventuali nuovi concorrenti,"vedi, alla base è la stessa cosa, solo che chiaramente visti i due temi e le diverse conseguenze sociali, l'azione di lobby ha dovuto accontentarsi di qual che ha potuto ottenere.Resta poi il fatto che i brevetti sui farmaci hanno ucciso milioni di persone, mentre quelli sui software... decisamente meno.Comunque la mia critica era all'ipocrisia di chi oggi si lamenta di ciò che ha costruito e gli è sfuggito di mano cercando argomentazioni che suonano ridicole
        • Sgabbio scrive:
          Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
          Non credo che google sia stata un sostenitore dei brevetti del pippolo a dire il vero.
      • nessuno scrive:
        Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
        - Scritto da: Sgabbio
        faccio comunque notare che i brevetti sui farmaci
        hanno un tempo limite, quelli del software no.
        Anzi nel software si permette di brevettare pure
        le virgole, portando a situazione
        assurde.

        Molto aziende devono brevettare pure gli sputi
        per mera difesa. Pensare che i brevetti software
        li volevano i grandi per schiacciare eventuali
        nuovi concorrenti, poi il sistema gli è ssfuggito
        di mano, quando sono spuntate statup di
        avvocati...I brevetti software HANNO un tempo limite.Solo che le aziende amricane hanno imparato a riproporli con due virgole modificate spacciandoli per 'nuovo metodo pre ...'
        • Mertyrc scrive:
          Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
          - Scritto da: nessuno
          I brevetti software HANNO un tempo limite.
          Solo che le aziende amricane hanno imparato a
          riproporli con due virgole modificate
          spacciandoli per 'nuovo metodo predi circa 20 annie si può impugnare se il "nuovo" metodo non è nuovo affatto
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
          - Scritto da: nessuno
          I brevetti software HANNO un tempo limite.
          Solo che le aziende amricane hanno imparato a
          riproporli con due virgole modificate
          spacciandoli per 'nuovo metodo pre
          ...'E grossomodo vale pure per i farmaci (cambiano di poco la molecola oppure gli danno un nuovo effetto e lo rimettono come farmaco nuovo)
    • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
      Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...

      ..sono ragionevolmente considerabili come crimini
      contro l'umanitàConcordo totalmente. Sono una delle cose più <b
      schifose </b
      .
      • ThEnOra scrive:
        Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
        CHI CASSO SEI?
        • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
          Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
          Uno qualunque.
          • ThEnOra scrive:
            Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
            CHI CASSO SEI?
          • LOL scrive:
            Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
            - Scritto da: ThEnOra
            CHI CASSO SEI?IL TUO INCUBO PEGGIORE!!! :D :D :DEbbasta con queste domande retoriche, lascia la tua mail nel forum, Thenora, poi vi contattate in separata sede...
      • Cavallo Pazzo scrive:
        Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
        Per fortuna che ci sono quelli come te, le cui madri si sono sacrificate togliendosi il pane di bocca per studiare i figli all'università, per fortuna che tu ti sei fatto il XXXX quadrato per laurearti in medicina, per fortuna che hai accettato di lavorare gratis nel campo della ricerca rinunciando a moglie, figli, viaggi e XXXXX, e il tutto per scoprire una medicina che poi verrà fabbricata e prodotta in india per far passare il mal di pancia agli americani obesi, grazie davvero di cuore!
        • Cavallo Pazzo scrive:
          Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
          Ah e naturalmente senza nessun guadagno (non ho specificato ma era ovviamente sottinteso)
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
          Cavolo c'entra?E' semplicemente una questione matematica e "logistica".Le industrie farmaceutiche europee spendono in ricerca circa quanto le sole casse pubbliche italiane spendono per i farmaci (20 miliardi se non ricordo male) e grossomodo è un terzo della spesa mondiale di ricerca (divisa quasi equamente tra USA, Europa e Giappone)..sono dati vecchi di qualche anno ma grossomodo saranno rimasti in proporzione.Il guaio del sistema privato poi è che per mantenere il segreto industriale ed ottenere il brevetto, le informazioni poi non passano e molte ricerche sono doppioni (anche di strade sbagliate) e non si creano le sinergie che invece fanno progredire la ricerca di base (quella sì, quasi tutta pubblica) con molto meno.Quindi da una parte si dà l'esclusiva per fare peggio ai privati e dall'altra il pubblico spende svariate volte di più (considerando pure i costi di produzione) per comprare dagli stessi a cui hai dato "tutto" e senza contare che se i farmaci costano meno il mercato si allarga partecipandovi Paesi che oggi non possono comprare tali farmaci (vedi l'India che giustamente non ha sottoscritto questa truffa).Quindi la ricerca andrebbe lo stesso ugualmente avanti e con maggiore velocità e riscontri (chiunque può ripetere i risultati) oltre che con molti più soldi tolti alla pura speculazione e molti più Paesi potrebbero avere farmaci di ultima generazione contribuendo così alla ricerca. Quindi non so cosa c'entri il ricercatore in se a cui va tutta la mia stima potenziale (di solito chi fa quel mestiere e non fa il venditore porta a porta di farmaci altrimenti detti, a sfotto, informatori scientifici, lo fa spinto da volontà di essere utile).Quindi magari prima di partire in quarta perché non hai capito quel che uno scrive, chiedi
          • miky scrive:
            Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
            il problema è che il tuo ragionamento funzionerebbe in un mondo in cui le persone non fanno le cose per avere un tornaconto... ma purtroppo il nostro mondo non è fatto così.Senza tornaconto i Miliardi in ricerca non ci sarebbero, e i risultati sarebbero minori degli attuali... la vita è un compromesso... gli ideali sono belli ma non riempiono lo stomaco...
          • Surak 2.0 scrive:
            Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
            Hai letto quel che ho scritto?La ricerca di base è quasi tutta pubblica (e questo toglie il grosso dei costi e lascia la "ciccia" ai privati) e funziona alla grande nonostante le tante ristrettezze perché ci lavora gente con una passione (ed a volte una missione).Quindi basta togliere i soldi alla "mafia" e darne una frazione alla ricerca pubblica evitando di trasformarli negli ennesimi carrozzoni.Tra l'altro sarebbe un sistema mondiale (come la ricerca) poiché senza brevetti ogni laboratorio del mondo potrebbe partecipare alle ricerche e confrontare idee e risultati, chiaro che poi devi dare premi e gratificazioni in cambio di certi risultati (spesso basta citarli in certi studi).Quindi il discorso che "privato è meglio" non è scientifico, anzi...
    • Cavallo Pazzo scrive:
      Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
      Si, il dubbio assale, perchè i medicamenti sono sviluppati da grandi aziende che investono capitali e risorse umane, e, se, si eliminano i brevetti col cavalo che le aziende investono ancora soldi per poi farsi soffiare i frutti delle ricerche.
    • Paolo scrive:
      Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
      - Scritto da: Surak 2.0
      ..sono ragionevolmente considerabili come crimini
      contro l'umanità se è per quello.D'istinto la pensavo esattamente come te, però poi mi hanno fatto notare una cosa. Negli ultimi decenni l'innovazione nel campo dei farmaci è stata portata avanti per oltre il 90% dalle aziende che più lucrano con il copyright sui farmaci. Vuol dire che abolendo questo "mercato", _ora_come_ora_ distruggeresti la ricerca in campo farmaceutico.Serve una riforma, non l'abolizione.
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
        Questo è quello che si dice ed è conseguenza della lettura distorta di un sistema sbagliato, non di leggi fisiche fondamentali.Per il resto ho spiegato meglio in altre risposte
      • neanche scrive:
        Re: Ah beh! Quelli sui farmaci...
        - Scritto da: Paolo
        Serve una riforma, non l'abolizione.Hanno già fatto qualcosa, i farmaci generici. Ma guardacaso molti medici hanno la fissa delle vacanze e, dopo una chiacchierata con un agente, puntualmente ti prescrivono quelli "non generici".
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