USA, la scuola che non ti spiava

Secondo gli avvocati dell'istituto statunitense nell'occhio del ciclone per pratiche di tecnocontrollo le foto scattate agli studenti a mezzo webcam non sarebbero state viste da nessuno. Gli ammininstratori? Non ne sapevano nulla

Roma – Il liceo Lower Merion , accusato di spiare i suoi studenti utilizzando impropriamente le webcam dei PC offerti agli studenti per motivi didattici, ha presentato la sua difesa: niente violazione della privacy, le foto non le avrebbe viste nessuno e il tutto sarebbe nato solo perché sono mancate efficaci politiche relative alla gestione degli apparecchi. Inoltre gli amministratori sarebbero stati all’oscuro di tutto.

Blake Robbins, uno degli studenti, era stato sanzionato per un comportamento ritenuto non appropriato assunto fra le mura della propria stanza: le foto portate a testimonianza del fatto avevano aperto il vaso di Pandora e la scuola si era ritrovata nel’ occhio del ciclone , accusata di violare sistematicamente la privacy dei propri studenti. Un soggetto degno del Big Brother Award .

Il caso Robbins aveva infatti fatto luce su migliaia di foto illegalmente catturate dalle autorità scolastiche, webcam con sistema di TheftTrack (previsto per attivarle in remoto in caso di furto) che sarebbero state regolarmente utilizzate sbirciare nell’intimità degli studenti.
Secondo gli avvocati dell’istituto scolastico, tuttavia, non vi sarebbe stato alcun comportamento illecito da parte del liceo: le foto sarebbero state scattate a causa “della mancata implementazione da parte dell’istituto di policy, procedure e requisiti di registrazione e per l’utilizzo troppo zelante e deprecabile della tecnologia da parte del personale addetto senza alcuna considerazione per le questioni di privacy o comunque senza consultare gli amministrazione”, che sarebbero rimasti sostanzialmente all’oscuro dell’utilizzo fatto del TheftTrack .

Si sarebbe trattato solo di un errorino tecnico . Per quanto riguarda poi il ragazzo sospeso, anche in quel caso si tratterebbe di un malinteso: accusato di spaccio di droga, le pillole con cui armeggiava erano semplicemente “caramelle”.

Non vi sarebbero, inoltre, prove che la scuola abbia spiato gli studenti: le 58 mila foto non sarebbero state viste da nessuno . Tuttavia l’intero caso è scoppiato perché gli amministratori scolastici hanno portato come prova una foto scattata da una di quelle webcam, e due tecnici IT della scuola sono stati colti a discutere via email della “piccola soap opera del Lower Merion School District “.

Claudio Tamburrino

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  • Funz scrive:
    Giustizia privata
    E' spaventosa questa cosa. A un cartello di aziende private è permesso di avere le proprie milizie con potere di entrare nelle case dei cittadini e perquisirle.Chi non capisce l'enormità della cosa e non ci vede niente di male è un imb*ecille patentato.
  • Francesco scrive:
    mandato
    Se succedeva in Italia, quel mandato era già su tutti i TG :))
  • MeX scrive:
    FLAME...
    EPIC FAIL
  • Mela avvelenata scrive:
    Proprietà intellettuale
    Apple lamenta il furto di una sua proprietà intellettuale...ma non è stato solo rubato un cellulare (anche se prototipo)? Se proprio volevano che l'iPhone G4 fosse al sicuro, non era meglio tenerlo in cassaforte, a Cupertino?
    • M.R. scrive:
      Re: Proprietà intellettuale
      Veramente non si parlava di furto, ma di SMARRIMENTO.Dov' è la colpa se poi ha tentato più volte di contattare la APPLE e non lo hanno rivoluto indietro?
  • Morpheus61 scrive:
    Democrazia e libertà
    Apple dal canto suo è invece coinvolta sia come azienda, lamentando il furto di una sua proprietà intellettuale, sia come membro della task force REACT (Rapid Enforcement Allied Computer Team), una sorta di polizia, nata nel 1997 per tutelare gli interessi delle aziende hi-tech che iniziavano a essere determinanti per l'economia della California, e di cui fanno parte gli uomini che hanno sequestrato i computer di Chen dopo avergli sfondato la porta di casa.Certo che se le cose stanno in questi termini l'America ci dà lezioni di democrazia e libertà quando vittima e indagatore sono la stessa cosa, complimenti sembra un comportamento da cupola mafiosa
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