USA, l'antipirateria si cucina in segreto

Trapelano gli esiti di una tavola rotonda tra governo statunitense, industria dei contenuti e singoli provider. Pronte nuove misure di enforcement modellate sulla Dottrina Sarkozy
Trapelano gli esiti di una tavola rotonda tra governo statunitense, industria dei contenuti e singoli provider. Pronte nuove misure di enforcement modellate sulla Dottrina Sarkozy

C’è l’attuale vicepresidente Joe Biden, insieme ai vertici del Dipartimento di Giustizia e alla cyberzarina Victoria Espinel, coordinatore alla Casa Bianca per la protezione della proprietà intellettuale. Il governo a stelle e strisce a braccetto con gli alti rappresentanti di RIAA e MPAA, le note associazioni a tutela degli interessi dell’industria di musica e cinema.

Autorità del governo, industria dell’entertainment, Internet Service Provider . Questi i principali protagonisti nei sotterranei del diritto d’autore statunitense, al lavoro in gran segreto per introdurre nuove misure di enforcement che puniscano con maggiore severità gli utenti colti con le mani nel P2P. Strategie modellate sui principi basilari della Dottrina Sarkozy , peraltro già emerse all’inizio della scorsa estate .

È stato ora l’ex-dipendente della Federal Trade Commission (FTC) Christopher Soghoian – ora attivissimo ricercatore nell’ambito della sicurezza informatica – a diramare una serie di missive elettroniche ottenute in base al Freedom of Information Act . Lettere che hanno in sostanza confermato i più svariati incontri tra signori di Hollywood e autorità di Washington, con la collaborazione di provider come Comcast, AT&T e Time Warner Cable .

Agli utenti verrebbero dunque inviati ben sei allarmi di avvenuta violazione del copyright, compreso l’invito ad usufruire di canali d’acquisto legali. Agli ultimi avvisi, la situazione andrebbe a precipitare: i vari ISP dovrebbero optare per rallentare la velocità di connessione, applicare blocchi a mezzo DNS o addirittura di disattivare il numero telefonico di un determinato abbonato .

Secondo le missive diramate da Soghoian, la stessa Espinel avrebbe invitato al tavolo degli accordi organizzazioni non profit come Electronic Frontier Foundation (EFF) e Public Kwnoledge . Ma solo alla fine dei giochi, per evitare sorprese all’ultimo minuto da parte degli attivisti statunitensi . Un rappresentante del governo di Washington ha sottolineato come la cyberzarina abbia semplicemente svolto i compiti a lei assegnati dal Presidente Obama.

Mauro Vecchio

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18 10 2011
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