USA, l'estratto è lecito

La ripubblicazione di porzioni di notizie da parte di blog e aggregatori rientra nell'uso legittimo: una nuova sentenza per ribadire un concetto che sembrerebbe ormai assodato

Roma – La corte distrettuale del Nevada ha emesso una sentenza dichiarativa a favore del diritto di pubblicare piccoli estratti di notizie .

La sentenza serve non a condannare, ma a stabilire univocamente un principio: in questo caso il giudice ha chiarito che l’utilizzo da parte di aggregatori e blog di parti di notizie rientra nell’uso legittimo giustificato dalla necessità di veder circolare le notizie e dalla libertà di espressione.

La decisione prende spunto dal caso originato dalla denuncia di Righthaven , azienda detentrice di diverse forme di diritto d’autore legato alle notizie, nei confronti del sito Democratic Underground e altri blog, aggregatori di notizie e motori di ricerca, rei secondo l’accusa di aver ripreso e pubblicato diversi contenuti senza esplicito consenso dell’autore.

Il realtà due giudici federali avevano già bloccato diverse offensive di Righthaven, che sembra adattare le strategie dei patent troll al diritto d’autore ignorando il principio anglosassone del fair use (uso legittimo), in base al quale i contenuti protetti da copyright possono essere utilizzati per scopi non commerciali o comunque legati alla necessità di diffusione delle opinioni : Righthaven, in particolare, aveva acquistato il diritto sui contenuti in questione originariamente pubblicati da Stephen Media in concomitanza con la decisione di procedere in tribunale, tanto che la reale proprietà degli estratti contestati è rimasta una delle questioni più travagliate dei procedimenti legali.

Il giudice Roger Hunt ha ora ribadito che un forum online non viola il diritto d’autore se un suo utente pubblica un estratto (di appena cinque frasi) di un articolo, oltretutto con il link alla fonte originale: da un lato non è responsabile per i post dei propri utenti, dall’altro, appunto, è lecito pubblicare poche frasi di un articolo riproponendo il link, in quanto ricade proprio nel fair use .

Nel frattempo, sulla questione della gestione e circolazione dei contenuti e delle news online il dibattito è aperto : da un lato è labile il confine tra citazione e copia, dall’altro anche la citazione o l’attribuzione dei meriti originali finiscono sepolte in un misconosciuto link.

Una proposta nel senso della chiarezza è stata per esempio fatta dal sito Curator’s Code che propone due simboli univoci per distinguere due tipi diversi di link: il primo, una sorta di “S” inchinata, dovrebbe indicare un link diretto ad una fonte primaria cui si riporta in buona sostanza il contenuto; il secondo, una freccia particolare chiamata “hat tip”, dovrebbe invece essere impiegata per indicare un link indiretto, oppure l’origine di uno spunto ulteriormente sviluppato o una fonte di semplice ispirazione.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Alex scrive:
    ma perche ?
    Ma mi domando: perché la pubblicazione dei sorgenti rappresenterebbe un rischio per la sicurezza degli utenti ?Come dire che il fatto che il kernel linux sua open source rappresenta un problema di sicurezza.Se mai il contratrio...il codice aperto dovrebbe permettere un maggiore controllo.Ma forse Symantec ha la coda un po' di paglia ?? :)ciau
    • Struppolo scrive:
      Re: ma perche ?
      Semplicemente, perchè su un gruppo hacker, trova qualche falla per bypassare le funzioni di antivirus, anche se hai le definizioni aggiornate, l'attacco passa lo sgtesso......
      • Sgabbio scrive:
        Re: ma perche ?
        - Scritto da: Struppolo
        Semplicemente, perchè su un gruppo hacker, trova
        qualche falla per bypassare le funzioni di
        antivirus, anche se hai le definizioni
        aggiornate, l'attacco passa lo
        sgtesso......Dipende del HACKER... :D
      • collione scrive:
        Re: ma perche ?
        questo però confermerebbe che le società di antivirus in realtà si girano i pollici e mettono in circolazione dei veri e proprio scareware, piuttosto che antivirus veri e propri :Dgià anni si faceva la battutaif (tempo_trascorso
        2 mesi ) then visualizza "Hai un virus nel computer. Per rimuoverlo aggiornare alla nuova versione di Norton"dobbiamo credere che le cose stiano proprio così? forse lo scopriremo guardando nei sorgenti
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: ma perche ?
      contenuto non disponibile
Chiudi i commenti