Valve: niente console, per ora

L'azienda che distribuisce videogiochi online smentisce i rumor. Non diventerà il quarto giocatore del mercato console. Microsoft, Sony e Nintendo non devono preoccuparsi. Ancora

Roma – Valve, azienda che controlla la piattaforma Steam che fornisce agli utenti Windows e Mac giochi online, ha annunciato di non voler immettere nel mercato una propria console di gioco , smentendo così la notizia trapelata qualche giorno fa che si stesse accingendo a fare concorrenza diretta ai giganti PlayStation, Xbox e Wii (Sony, Microsoft e Nintendo).

La smentita è arrivata da Doug Lombardi, direttore marketing di Valve: i box che l’azienda ha recentemente costruito rientrano in una sperimentazione “più ampia”, alla ricerca del metodo migliore per consentire agli utenti PC di giocare collegati alle TV ad alta definizione. Inoltre, ha ribadito Lombardi, l’hardware non è nei programmi a breve termine di Valve.

Valve vende decine di milioni di copie di videogame attraverso il proprio servizio Steam. Pertanto, se si lanciasse nel mercato delle console avrebbe, con ogni probabilità, un grande successo : soprattutto se si riuscisse ad assicurare l’esclusiva per la distribuzione di titoli di cassetta. A quanto pare, però, l’azienda non vuole rischiare e non sembra interessata a voler pestare i piedi ai tre attuali giganti della console.

Tuttavia, Lombardi ha parlato di programmi aziendali del “prossimo futuro” e non è quindi da escludere che tra qualche anno Valve possa decidere di scendere in campo. Quando, precisamente, Lombardi e Valve non intendono dirlo però.

Gabriella Tesoro

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  • iome scrive:
    E ti credo che gongolano
    vendere vecchi spettacoli televisivi e' come vendere il "corriere della sera" di venti anni prima. Sono tutti prodotti che hanno gia' reso il loro scopo, sono completamente ammortizzati e quindi quello che arriva in piu' da una nuova rimessa in onda digitale e' tutto grasso che cola.
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: E ti credo che gongolano
      - Scritto da: iome
      vendere vecchi spettacoli televisivi e' come
      vendere il "corriere della sera" di venti anni
      prima. Sono tutti prodotti che hanno gia' reso il
      loro scopo, sono completamente ammortizzati e
      quindi quello che arriva in piu' da una nuova
      rimessa in onda digitale e' tutto grasso che
      cola.In effetti...alla faccia delle nuove idee! Bah...
  • Sgabbio scrive:
    ehm...
    " lenirà i lamentati dolori causati dalla condivisione illegale."I piagnistei semmai.
    • bubba scrive:
      Re: ehm...
      - Scritto da: Sgabbio
      " lenirà i lamentati dolori causati dalla
      condivisione
      illegale."

      I piagnistei semmai.e poi te credo che i partner gongolano... 2,25 eu per un singolo file di una roba prodotta e mandata in onda gia anni/decenni prima.. NON e' mica tanto poco (e non so come la gestiscono per i DRM.. non ho "studiato la pratica").... Arrivano a cifre poco + alte i DVD (=supporto fisico) allegati a riviste in edicola...
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: ehm...
        - Scritto da: bubba
        - Scritto da: Sgabbio

        " lenirà i lamentati dolori causati dalla

        condivisione

        illegale."



        I piagnistei semmai.
        e poi te credo che i partner gongolano... 2,25 eu
        per un singolo file di una roba prodotta e
        mandata in onda gia anni/decenni prima.. NON e'
        mica tanto poco (e non so come la gestiscono per
        i DRM.. non ho "studiato la pratica")....Quindi gli Uffizi dovrebbero essere gratuiti?A parte gli scherzi, se trovano un modo per valorizzare "l'archivio" meglio per loro.L'archivio RAI, a detta di molti, vale svariati milioni(decenni di programmi, spesso riutilizzati a spezzoni)
        Arrivano a cifre poco + alte i DVD (=supporto
        fisico) allegati a riviste in
        edicola...Boh, in questi casi credo che lo streaming con pubblicità sia il modo migliore per valorizzare il tutto, ma siccome la pubblicità sta scemando o è incamerata da molti più soggetti, probabilmente contano su quegli affezionati che sono disposti a pagare
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