La verifica dell'età è una minaccia per il web aperto

La verifica dell'età è una minaccia per il web aperto

Un gruppo di aziende e organizzazioni ha evidenziato che la verifica dell'età è una minaccia per il web aperto e un rischio per sicurezza e privacy.
La verifica dell'età è una minaccia per il web aperto
Un gruppo di aziende e organizzazioni ha evidenziato che la verifica dell'età è una minaccia per il web aperto e un rischio per sicurezza e privacy.

Un gruppo di aziende e organizzazioni, tra cui Mozilla, Electronic Frontier Foundation, Open Rights Group, Proton e Tor Project, hanno firmato una lettera per chiedere ai legislatori del Regno Unito di riconsiderare i piani sull’obbligo della verifica dell’età, in quanto rappresenta una minaccia per il web aperto. Intanto, uno studio di Internet Matters sull’Online Safety Act ha dimostrato la scarsa efficacia della misura, come avvenuto per la legge australiana.

Verifica dell’età per tutti nel Regno Unito?

Dal 25 luglio 2025 è in vigore la legge che impone l’obbligo di verificare l’età per impedire ai minori di accedere a contenuti per adulti o dannosi (autolesionismo, suicidio, disturbi alimentari). Diversi provider non hanno ancora introdotto un sistema efficace per bloccare l’iscrizione dei minori di 13 anni.

Un’altra legge recente (Children’s Wellbeing and Schools Act) estende la verifica dell’età ai social media per impedire l’accesso ai minori di 16 anni. Attualmente è in corso una consultazione, al termine della quale verranno scelte le piattaforme che dovranno rispettare l’obbligo.

I firmatari della lettera sottolineano le eccessive restrizioni previste per numerosi servizi online, tra cui siti di giochi, social media e VPN. Ciò rappresentata una minaccia per il web aperto perché aumenterebbe il dominio delle aziende che possiedono app store e sistemi operativi. Ci sono inoltre rischi per sicurezza e privacy, in quanto verranno raccolte informazioni personali che possono finire nelle mani dei cybercriminali.

James Baker, Platform Power Programme Manager di Open Rights Group, ha dichiarato:

Nell’ultimo anno, le politiche per impedire ai minori di accedere alla pornografia si sono intensificate al punto che potrebbe essere necessario fornire un documento d’identità per accedere ai social media, ai giochi e alle app, o per utilizzare funzionalità di uso quotidiano come le dirette streaming o i feed. La massiccia espansione dei sistemi di identificazione online mette a rischio i dati sensibili sia dei minori che degli adulti. Inoltre, non affronta i problemi strutturali che causano danni online, come i modelli pubblicitari basati sulla sorveglianza e il dominio di un numero ristretto di piattaforme Big Tech. L’estensione della verifica dell’età consoliderà il dominio delle grandi aziende tecnologiche e danneggerà i servizi più piccoli e gestiti da volontari.

Lo studio di Internet Matters ha confermato che i sistemi di verifica dell’età non sono efficaci. Oltre il 30% dei minori ha aggirato il controllo inserendo una data di nascita fasulla o ingannando il riconoscimento facciale con baffi finti.

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Pubblicato il
5 mag 2026
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