Verso le stazioni interstellari / Viaggerò

Verso le stazioni interstellari / Viaggerò

Varcherò i confini / Della Terra verso immensità / Sopra le astronavi / Verso le stazioni interstellari / Viaggerò.
Varcherò i confini / Della Terra verso immensità / Sopra le astronavi / Verso le stazioni interstellari / Viaggerò.

Da quasi un anno e mezzo a questa parte ogni giorno è un giorno triste, ma oggi lo è un po' di più, reso amaro da una perdita che accomuna molti di noi. Questa mattina la notizia di una celebre scomparsa ha fatto il giro delle redazioni, lanciata dalle testate online e rimbalzata sui social network dove, legittimamente, ricordi e omaggi riempiono le bacheche. Ho sentito poco fa un collega dire che l'artista in questione non c'era più da qualche anno, oggi se ne è solo andato. Forse è così. Non lo citeremo, così da non unirci alla schiera di coloro che lo stanno riducendo a una keyword da giocarsi al fine di calamitare un po' di traffico. Non gli renderebbe onore.

Torniamo invece a mezzo secolo fa, alla sua prima opera, non certo la più nota, ma che già racchiudeva in sé i tratti di ciò che sarebbe di lì a poco sbocciato. Un'entità più che un artista, capace di andare oltre lo spazio e il tempo, di rompere gli schemi. Anche questa è avanguardia, anche questa è innovazione.

Varcherò i confini / Della Terra verso immensità / Sopra le astronavi / Verso le stazioni interstellari / Viaggerò

Buon viaggio.

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