Viaggio in Italia col WiFi

Per il ministro del Turismo bisognerebbe smetterla di penalizzare la navigazione di chi visita il Belpaese. Dopo l'articolo 1 Bis del Decreto Pisanu, sarebbe giunto il tempo di semplificare l'accesso a Internet point e hot spot
Per il ministro del Turismo bisognerebbe smetterla di penalizzare la navigazione di chi visita il Belpaese. Dopo l'articolo 1 Bis del Decreto Pisanu, sarebbe giunto il tempo di semplificare l'accesso a Internet point e hot spot

Sarebbe necessario semplificare e liberalizzare l’accesso a Internet per tutti quei turisti che decidono di soggiornare nel Belpaese, dal momento che la Rete è diventata uno strumento indispensabile sia prima che durante il viaggio. È quanto annunciato dal ministro del Turismo Michela Brambilla che, in un recente comunicato , ha fatto presente che l’accesso libero a Internet non dovrebbe essere garantito solo nelle strutture ricettive, ma anche al di fuori di queste, che siano Internet point o hot spot WiFi .

“Non possiamo più permetterci di essere distanti dalle tecnologie che consentono la connessione in mobilità – ha spiegato Brambilla – Il decreto Pisanu, pur avendo alla base positive finalità, ha rappresentato indirettamente un freno alla crescita tecnologica e alla diffusione dei punti d’accesso a Internet, che sappiamo essere sempre più disponibile anche attraverso i cellulari”. Per il ministro del Turismo, bisognerebbe smetterla di penalizzare la navigazione online dei viaggiatori , trasformatisi negli anni fino a diventare figli itineranti del terzo millennio.

L’articolo 7 comma 1 del decreto Pisanu obbliga chiunque voglia aprire un pubblico esercizio o un circolo privato – che metta a disposizione del pubblico apparecchi terminali per le comunicazioni telematiche – a chiedere una specifica licenza presso la questura. L’onorevole Brambilla ha proposto un’esenzione : la previsione relativa alla licenza non si applica ai gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché ai proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e agli affittacamere etc.

Fermo restando però quanto disposto dai commi 3, 4 e 5. C’è chi ha subito fatto notare come – rimanendo inalterato il comma 4 del Decreto Pisanu – non occorrerebbe più chiedere la licenza al questore, ma rimarrebbero in piedi l’obbligo di autenticazione e quello di tenere le credenziali di log. Il comma 4 dell’articolo 7, infatti, afferma che gli stessi gestori sono tenuti a monitorare le operazioni dell’utente e ad archiviare i relativi dati, oltre che ad acquisire i dati anagrafici degli utenti che si trovano ad usufruire dei punti d’accesso ad Internet in WiFi.

Il coordinatore di Apogeo online Sergio Maistrello, intanto, ha lanciato un appello in Rete dal titolo quest’anno lasciate scadere la legge Pisanu , per evitare una nuova proroga della norma varata nel 2005 dopo gli attentati alla metro di Londra. “Il decreto era nato come eccezionale e sarebbe dovuto scadere il 31 dicembre 2007 – ha spiegato Maistrello – il tutto senza nessuna riflessione sugli effetti reali di queste norme sui destini del paese. La diffusione della connettività in Italia è enormemente rallentata da questa legge e ogni anno, a dicembre, il governo ne procrastina i termini”.

Mauro Vecchio

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

23 11 2009
Link copiato negli appunti